Scritto da silvianava in Se fossi cane BAU, Se fossi gatto MIAO
Visite gratuite per cani e gatti e quindici euro di sconto “anticrisi” sulla prestazione successiva: quest’anno la Stagione della prevenzione Hill’s Pet Nutrition fa il bis, offrendo a tutti i proprietari di animali domestici due opportunità di prevenzione e risparmio.
L’ottava edizione dell’iniziativa è partita il primo aprile, e proseguirà per tutto il mese con la collaborazione dell’Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani (ANMVI). La visita gratuita, che consiste in un esame generale senza l’utilizzo di strumenti, ha l’obiettivo di stabilire lo stato di salute dell’animale sulla base di cinque parametri vitali (temperatura, battito cardiaco, respirazione e dolore e alimentazione), ed eventualmente, verificare la necessità di successivi esami più specifici.
Per ottenere la prestazione, è sufficiente registrarsi sul sito www.stagionedellaprevenzione.it e scaricare il voucher per la visita di controllo gratuita, identificando il nominativo del medico veterinario aderente più vicino alla propria abitazione. Se nel corso della visita ci fosse la necessità di una successiva prestazione veterinaria (ad esempio per vaccinazione, analisi, ecografia,…), il proprietario potrà usufruire di un buono del valore di 15 euro (valido fino al 31 maggio 2013) acquistando un prodotto Hill’s.
Sempre nel mese di aprile, i veterinari Hill’s saranno protagonisti anche del progetto itinerante “Il Benessere nella Ciotola Tour”, attivo durante i week end nei parchi delle maggiori città italiane (Milano, Roma, Napoli, Bari, Palermo e altre ancora). Cani e gatti potranno essere sottoposti ad una prima valutazione della forma fisica “en plen air” attraverso il controllo del peso e dei denti, mentre i proprietari potranno ricevere tutte le informazioni utili sulla Stagione della Prevenzione.
Gli appuntamenti per questo fine settimana sono a Torino (Parco Valentino), Roma (Bioparco di Villa Borghese) e Ancona (Piazza Cavour)
Scritto da silvianava in Se fossi animaletto SQUIT, Se fossi cane BAU, Se fossi gatto MIAO
Il count down per il bando totale è partito. L’11 marzo 2013 potrebbe essere una data storica per lo stop alla vivisezione in ambito cosmetico: dopo più di due anni di campagna europea coordinata dalla coalizione ECEAE (european coalition to end animal experiments), la speranza di vedere almeno questo settore libero dalla vivisezione sembra essere sempre più vicina.
Il 29 gennaio scorso Tonio Borg, commissario UE alla Salute, durante un incontro con la Coalizione ha affermato che il divieto entrerà in forza come previsto dalla Direttiva cosmetici.
Per gli animalisti si tratterebbe di un successo epocale, frutto di 23 anni di lotte, che solo pochi mesi fa sembrava dover richiedere ancora dieci anni di attesa. E invece la pressione dell’industria, questa volta, sembra aver ceduto di fronte alle pressanti richieste delle associazioni animaliste europee.
Troppo presto per cantare vittoria? Nell’attesa di festeggiare, si può giocare d’anticipo, come suggerisce la Lav, acquistando cosmetici aderenti allo standard “stop ai test su animali” certificato da ICEA.
Va ricordato, tra l’altro, che la battaglia per abolire i test cosmetici è stata il motore trainante per l’eliminazione dei test su animali anche in tutto il settore dei test di tossicità rivolti ad altre sostanze chimiche.
Oggi si può ancora offrire il proprio contributo firmando la petizione cruelty-free BUAV (altre si sono concluse nel 2012): l’obiettivo è continuare a tenere alta la pressione mediatica sulla data indicata.
Scritto da Patrizia Piotti in Se fossi cane BAU

Un’immagine di Obi (immagine dalla pagina Facebook “Biggest Loser, Doxie Edition”).
L’associazione americana per la prevenzione dell’obesità negli animali domestici lancia una campagna, ormai alla sua sesta edizione. Nella giornata di oggi, infatti, i veterinari in USA registreranno quanti dei pazienti che hanno visitato sono sovrappeso.
È sì perché l’aumento eccessivo di peso non sta interessando solamente la popolazione umana, ma anche quelle degli animali domestici. Come nel caso delle persone, l’aumento di peso di un animale può arrivare a livelli estremi che ne mettono a rischio la salute.
Ne è un esempio Obi, un bassotto che ha raggiunto l’incredibile peso di 35 Kg! I proprietari non riuscivano a dire di no ai suoi dolci occhi marroni… così Obi è arrivato al doppio del peso normale per un cane della sua razza e taglia.
Obi è stato affidato ad una nuova famiglia. Nonostante fosse chiaramente amato, i proprietari si sono resi conto di mettere a rischio la sua vita con la loro incapacità di controllarlo!
Così, con grandissimo dolore dei vecchi proprietari, Obi viene portato a Nora. Si tratta di un’esperta di cani, qualificata, con tanta esperienza e proprietaria di altri 9 labrador e 5 bassotti allegri e in perfetta forma fisica!
Nora mette subito a dieta il nuovo arrivato e gli prepara un accurato programma di esercizi fisici. Inoltre si augura che i suoi cani saranno per Obi dei modelli da cui imparare nuovi comportamenti, più sani.
Nora spera che Obi diventi un esempio dell’importanza della prevenzione nel controllo e mantenimento di un peso ideale.
Ce la farà Obi a perdere più di 10 Kg? Noi ce lo auguriamo. E speriamo che il suo esempio e iniziative come quella dell’associazione per la prevenzione dell’obesità nei pet aiutino a comprendere l’importanza di avere un peso corretto, sia per i nostri animali che per noi!
Scritto da Patrizia Piotti in Se fossi cane BAU

Un cucciolo in canile (immagine dal sito http://www.manfredoniaeventi.it).
Questa è la forte affermazione dei Medici Veterinari Comportamentalisti e della FNOVI (Federazione Nazionale Ordini Veterinari Italiani).
Perché, nonostante l’idea di dare attenzione ai progetti di riabilitazione dei cani in canile sia positiva (tra l’altro progetti di questo tipo sono già presenti in molti canili d’Italia), i metodi del Signor Millan proprio non vanno bene.
Purtroppo le pratiche del Dog Whisperer sono basate principalmente su due strumenti attualmente considerati non solo superati, ma anche molto pericolosi per il benessere dell’animale e la sicurezza di chi le attua.
Per prima cosa Cesar Millan, utilizza un metodo detto “flooding” che consiste nel forzare il cane a trovarsi nella situazione di cui ha paura e per cui reagisce in maniera indesiderata. Oltre al fatto che già così la pratica sembra alquanto inumana, esistono altri metodi (comunemente utilizzati nel trattamento dei problemi comportamentali) di cui si sono dimostrate scientificamente la sicurezza e l’efficacia. Questi, nonostante i nomi difficili come “desensibilizzazione” e “controcondizionamento”, consistono semplicemente nell’abituare gradatamente il cane a non temere più la situazione paurosa.
Pensate di dover superare una vostra paura, per qualcuno potrebbe essere la paura dei ragni. Preferireste venir buttati in una vasca di ragni di ogni forma e dimensione oppure potervi abituare con calma, magari osservando un ragnetto microscopico finché non vi fa più paura, poi uno più grande, più da vicino… e così via? Molto meglio no?
Purtroppo però non è tutto. Qui non si tratta semplicemente di un problema metodologico. Uno dei strumenti più usati dal Signor Millan è un sottile collare a strangolo che, una volta stretto, va a premere sulla gola, bloccando il passaggio dell’aria. Quando Cesar Millan utilizza questo strumento su un cane, per esempio un animale aggressivo, non fa altro che bloccargli le vie respiratorie. Cosa può fare un animale che sta soffocando? Ovviamente quello che si vede in diversi video: si immobilizza immediatamente cercando di respirare, a volte quasi perdendo i sensi.
Oltre all’ovvio quesito relativo al maltrattamento animale, un metodo simile pone il rischio di scatenare reazioni di difesa estreme nel cane. Questo infatti cercherà di fare di tutto per evitare di trovarsi di nuovo in una simile situazione. Per questo il metodo è ptenzialmente molto pericoloso per chi si trova poi a vivere con un cane che l’ha subito.
Per fortuna gli esperti di Medicina Comportamentale in Italia hanno pareri unanimi: tali metodi inumani non devono e non possono arrivare nel nostro Paese.
Inoltre esistono diverse figure professionali qualificate e abili, esperte in comportamento ed educazione animale. Insomma le alternative per educare il nostro animale (o risolvere eventuali problemi) in maniera corretta e sicura, fortunatamente esistono. Alcuni esempi sono stati citati in un post precedente. Buon lavoro!
Scritto da Patrizia Piotti in Di tutto un po', Se fossi cane BAU

Come si potrebbe descrivere questo cucciolo se non “simpatico”?! (immagine dal sito www.elbaalabama.net).
Chi lavora o fa volontariato in canile sarà interessato a questa notizia. Secondo un recente studio, “umanizzare” i cani nei canili ne favorirebbe l’adozione. Naturalmente non si parla di vestitini e accessori, ma di brevi descrizioni da associare ad ogni peloso.
Adottare frasi che utilizzereste per descrivere una persona stimola nel possibile proprietario sia la voglia di aiutare il cane, sia una propensione a giudicarlo in maniera più benevola.
Naturalmente non si tratta di inventare nulla, ma di porre le informazioni su Fido in modo da renderlo più “familiare” a chi vorrebbe adottarlo.
Un esempio? Un cane molto attento quando le persone gli parlano può essere descritto come “buon ascoltare” (“umanizzando” o, come si dice nel linguaggio tecnico, “antropomorfizzando”) invece che “bravo ad ascoltare i comandi”.
Gli studiosi considerano questi risultati solo come un punto di partenza per future ricerche, ma sicuramente le vostre descrizioni guadagneranno in simpatia!
Scritto da Patrizia Piotti in Di tutto un po', Se fossi cane BAU

La famosa immagine di John Hunger con il suo cane, Schoep, nel Lake Superior (immagine di Hannah Stonehouse Hudson, StonehousePhoto.com)
Quando l’amica e fotografa Hannah Stonehouse Hudson ha fatto questa foto, John Hunger non immaginava di certo che questa sarebbe diventata la salvezza del suo cane, Schoep.
L’immagine la conoscerete tutti, ha spopolato nel web. Si tratta di Hunger che sorregge il suo cane Schoep. L’animale, che ha quasi 20 anni, soffre di una forma artritica molto dolorosa.
Le terapie sono troppo costose per il suo proprietario, ma l’acqua tiepida allevia il dolore del cane. Per cui, tutte le sere, John porta Schoep nel Lake Superior (Canada), dove la temperatura e il senso di galleggiamento provocano una tregua temporanea ai dolori dell’animale. Al punto che l’anziano cane si addormenta fra le braccia del suo padrone.
Questa storia e questa immagine d’amore hanno commosso moltissimi utenti di internet, che hanno iniziato ad inviare spontaneamente lettere di supporto e donazioni in denaro. John Hunger ha ricevuto 25000 dollari!
Il denaro è stato inizialmente utilizzato per le terapie di Schoep. La laser terapia a cui è sottoposto gli ha permesso di camminare di nuovo e ha allontanato l’incubo del dolore. E con esso quello dell’eutanasia. Perché la situazione clinica di Schoep si era fatta talmente grave che John e il suo medico veterinario avevano deciso che non era più giusto farlo soffrire tanto.
Il denaro inviato a Hunger è però ben più di quello necessario alle terapie. L’uomo ha perciò deciso di utilizzare i soldi rimasti per creare un’associazione insieme al suo veterinario, il Dr. Erik Haukass, e la fotografa che ha scattato la fortunata immagine, Hudson. La Schoep’s Legacy Foundation, questo è il nome della società, si occuperà di fornire un aiuto economico alle famiglie in difficoltà perché possano pagare i costi sanitari necessari per prendersi cura loro animali.
Scritto da Patrizia Piotti in Se fossi animaletto SQUIT

Una foto del koala protagonista della vicenda (immagine Kate Bradbury dal sito internet www.heraldsun.com.au)
Un gruppo di studenti dell’Università di Ballarat, Australia, si è imbattuto in un koala caduto in una buca profonda 5 metri. Il piccolo non era in grado di uscire così gli studenti si sono ingegnati per aiutarlo.
Per prima cosa hanno lanciato nella buca delle foglie, che il koala ha mangiato avidamente. Infatti non erano sicuri di quanto tempo avesse passato senza potersi nutrire.
Dopodiché sono riusciti a infilare nel pertugio un lungo ramo. L’animaletto ha capito subito e ha iniziato ad arrampicarsi.
Con grande spavento dei ragazzi il koala ha però perso la presa ad un soffio dalla salvezza!
La fortuna è rimasta dalla sua e il marsupiale, apparentemente illeso, ha ripreso la scalata. Al secondo tentativo ce l’ha fatta ed è riuscito ad arrampicarsi su un albero vicino.
Il gruppo di studenti australiani sostiene la fondazione Save the Koala, un’organizzazione no-profit non governativa che ha nominato Settembre il mese “Save the Koala”. Sembra proprio che i ragazzi siano riusciti a fare la loro piccola parte!
Scritto da Patrizia Piotti in Di tutto un po', Se fossi animaletto SQUIT, Se fossi gatto MIAO

Kiara e la mamma adottiva, Dasha (immagine dal sito www.twirlit.com)
Ecco Kiara, il primo esemplare al mondo di liliger. Cioè? Papà è un leone e mamma è un liger (cioè un incrocio tra un leone e una tigre). Quindi la cucciola è un liliger!
Kiara è la prima del suo “genere” ed è nata il mese scorso allo Novosibirsk Zoo, in Russia.
Le cose per Kiara sono ancora più complicate dal fatto che è allevata da una normale gattina, Dasha. Infatti mamma liger, Zita, non aveva abbastanza latte. Per questo Dasha ha adottato Kiara, la quale viene anche allattata artificialmente dallo staff dello zoo.
Dasha viveva già nello zoo, in quanto appartiene ad un dipendente, quindi è abituata all’ambiente. Aveva avuto da poco un gattino ed ha adottato volentieri la nuova cucciola. Kiara però ha già raggiunto la taglia della mamma adottiva.
Kiara rimarrà nello zoo in futuro e vivrà con la sua “strana” famiglia felina.
Scritto da Patrizia Piotti in Se fossi cane BAU

Una foto di Zeus (immagine dal sito www.3news.co.nz)
Oppure “ma è un cane o un cavallo?” Queste sono le frasi che tipicamente si sentono dire i signori Doorlag, del Michigan (USA), proprietari del cane più alto del mondo.
Zeus, così si chiama il gigantesco Alano, è il nuovo detentore del Guinness dei Primati per il cane più alto. Questa meraviglia misura infatti 1,12 metri al garrese (cioè da terra fino alla spalla, stando sulle quattro zampe).
Il “piccolo” amico della coppia pesa ben 70.3 Kg. I proprietari spiegano che hanno dovuto comprare un furgoncino per spostarlo e che se Zeus ti cammina su un piede ti rimane il livido.
A parte questi piccoli inconvenienti, il cane col nome di un dio greco sembra proprio un gigante buono.
Scritto da Patrizia Piotti in Se fossi gatto MIAO

Una foto del “gatto di clinica”, con tanto di cartello (immagine di CarlosGonzalezFischer, dal sito www.thisislocallondon.co.uk)
Lewisham, Regno Unito: un piccolo felino si auto-invita in una clinica del luogo. E stiamo parlando di medici per esseri umani!
Nonostante i tentativi dei medici e altri membri del personale di allontanare il gattino, questo non ne vuole sapere e si ripresenta puntualmente. E voi sapete come sono i gatti quando si mettono in testa qualcosa…
Inutili sono stati i tentativi di tenerlo lontano dalla clinica, persino in accordo con il proprietario. Infruttuosi anche i consigli dell’ente per la protezione animali.
Qualcuno, più positivo, considera gli benefici terapeutici portati dalla presenza del gatto. Nel frattempo però alla clinica si devono organizzare. Perché, purtroppo, la vicinanza del gatto non adatta a tutti i pazienti. Così un cartello recita: “Siamo consapevoli del fatto che il gatto è frequentemente nel centro e facciamo tutto ciò che possiamo per allontanarlo, ma ritorna ogni volta che gliene si presenta l’occasione”.
Nel frattempo il micetto sta diventando famoso: da quando la sua foto è stata postata su Facebook ha ottenuto più di 10000 “mi piace” ed è stata condivisa da oltre 6000 persone.
Voi l’avete vista?