| | | | Cassazione: se il cane non è identificabile può essere tenuto da chi lo trova
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27.4.2012

Cassazione: se il cane non è identificabile può essere tenuto da chi lo trova

Scritto da in Di tutto un po', Se fossi cane BAU | Permalink

Cane

Proteggiamo il nostro beniamino in caso di furto o smarrimento (immagine da Flickr via Wikimedia Commons, Morten Skovgaard)

La storia, che un po’ preoccupa, un po’ fa riflettere, ha inizio nel 2009. Un cagnolino amichevole gira per strada, non ha microchip né targhetta. Segue una persona e spontaneamente sale sulla sua macchina. Il conducente lo affida ad una seconda persona amante degli animali, perché lo accudisca.

Questa persona dimostra in effetti il proprio impegno premurandosi di far mettere il microchip e iscrivere il cagnolino all’Anagrafe Canina (ricordiamo, entrambe le cose sono obbligatorie per i proprietari di cani).

Dopo diversi mesi, però, il presunto proprietario reclama la restituzione del cane, spiegando che il piccolo era abituato a girare intorno a casa e ritornarvi regolarmente.

Inizialmente, il Giudice di Pace di Varazze e il Tribunale di Savona danno ragione a quello che si dichiara proprietario dell’animale. Alla persona che ha accolto il cagnolino e lo ha registrato all’Anagrafe Canina, viene inflitta una multa di 1.200 euro per appropriazione indebita (ai sensi dell’articolo 647 del Codice Penale).

La persona che ha trovato il cane, però, contesta che quello che si dichiarava proprietario non poteva presentare alcuna dimostrazione dell’effettiva proprietà del cane, privo di microchip, targhetta, o tatuaggio.

La Corte di Cassazione, in seguito, ha dato ragione alla persona multata, in quanto il cagnolino non aveva alcuna forma di riconoscimento e poteva perciò essere considerato, in tutta buona fede, un cane abbandonato o randagio.

Attenzione quindi, non solo è obbligatorio per legge, ma è anche una tutela far mettere il microchip al nostro cane. Una protezione per il nostro amato scodinzolante, in caso di furto o smarrimento.

Per ogni buon conto, anche una targhetta con il nostro numero di telefono è un’utilissima precauzione in più. È estremamente raro, ma come ogni dispositivo creato dall’uomo, anche il microchip potrebbe andare incontro a malfunzionamento. Oppure, se a trovare il cane è qualcuno di particolarmente inesperto, potrebbe non sapere di questa forma identificativa, a tutti gli effetti invisibile ad occhio nudo.

Come ogni proprietario di cane saprà, a volte lo si “sente” sottopelle accarezzando l’animale. Però, fino a quando non si porta il cane dal veterinario, chiedendo che il microchip venga identificato con l’apposito lettore, è difficile, se non impossibile, sapere se è registrato oppure no.


    Commenti dell'articolo (3)
    • Irene Viezzoli | 29 aprile 2012 alle 16:52

      Mettere il microchip ed una targetta di riconoscimento al nostro compagno di vita e’ davvero un importante segno d’amore.

    • Sara | 29 aprile 2012 alle 17:55

      Davvero interessante!

    • Mario | 11 maggio 2012 alle 11:34

      E’ da poco disponibile anche in Italia un nuovo sistema d’identificazione e geolocalizzazione che fornisce a chi ritrova un animale smarrito un grande numero d’informazioni sull’animale e i dati per contattare il proprietario. L’ho visto sul sito http://www.fidotag.it

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