Cane in ufficio per combattere lo stress
Scritto da Patrizia Piotti in Se fossi cane BAU, Se fossi gatto MIAO | Permalink
Come non sentirsi più rilassanti di fronte a questo musetto? (immagine Michael McPhee via Wikimedia Commons)
Che la presenza di un animale domestico fosse positiva per la salute, già si sapeva: problemi cardiocircolatori e visite dal medico più rari per i proprietari di cani. Ma non solo. La presenza di un animale domestico aiuta a combattere la solitudine e lo stress psicologico. I livelli di cortisolo, chiamato anche ormone dello stress, diminuiscono già dopo cinque minuti di contatto con un cane, anche sconosciuto.
Sono proprio questi effetti positivi sullo stress che spingono diverse aziende e ospedali a consentire la presenza di animali domestici sul posto di lavoro.
I ricercatori dell’università americana Virginia Commonwealth University hanno deciso di studiare proprio questi effetti benefici. Hanno perciò scelto un’azienda di medie dimensioni (550 impiegati) che da 15 anni permette ai propri dipendenti di portare il proprio cane in ufficio. Qui hanno confrontato i lavoratori che portano il cane con loro, quelli che hanno un cane ma scelgono di lasciarlo a casa e quelli che non possiedono cani. Per essere più sicuri dei loro risultati hanno persino chiesto a coloro, che normalmente hanno il loro beniamino con sé, di lasciare a casa l’animale per un paio di giorni, in modo da poter fare un confronto.
Il risultato più interessante è la differenza tra la percezione dello stress da parte di coloro che lavorano con il loro cane e coloro che non ne possiedono uno: i primi si sentono meno stressati. Inoltre, chi ha un cane ma non lo porta al lavoro, si sente sempre più stressato man mano che si avvicina la fine della giornata. Per coloro a cui è stato chiesto di lasciare Fido a casa vale lo stesso risultato. A quanto pare è proprio il cane ad aiutare a tenere sotto controllo lo stress.
Gli studiosi hanno anche intervistato i partecipanti, chiedendo la loro opinione riguardo alla presenza degli animali al lavoro. Alcuni problemi di tipo pratico (come ad esempio rumorosità e disturbo, pulizia, allergie) sono saltati fuori. I ricercatori stessi commentano dicendo che si tratta di obiezioni importanti. Se state pensando di convincere il capo a lasciarvi portare Fido o Fufi al lavoro, quindi, riflettete bene su come ridurre al minimo questi possibili effetti negativi. Aggiungiamo noi che non tutti amano gli animali, e possono esserne impauriti per svariati motivi: non è giusto in questi casi imporne la presenza, quindi la gestione va studiata accuratamente.
Non dimentichiamo infine, dice il gruppo della Virginia University, il benessere del cane. Qualche raccomandazione arriva anche dall’ANMVI, Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani. Sul sito AnmviOggi.it il presidente dell’associazione, Marco Melosi, spiega che anche Fido si deve trovare a suo agio in ufficio, essere tenuto in buona salute e avere tempo per prendersi qualche bella pausa durante la giornata.
Avete pensato proprio a tutto? Avete deciso di voler convincere il capo? Allora ecco il link all’articolo scientifico con lo studio originale di Randolph T. Barker e colleghi, pubblicato sulla rivista “International Journal of Workplace Health Management” (Giornale Internazionale della Salute e della Gestione del Posto di Lavoro).
Fateci sapere se convincete il boss!










































