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6.3.2010

Rassegna Stampa – “Skin Fruit: Selections from the Dakis Joannou Collection” New Museum, New York

scritto da: michela.moro
in Mostre, Persone

Era attesa e già controversa sulla carta la mostra del New Museum a New York “Skin Fruit: Selections From the Dakis Joannou Collection”: sarebbero stati esposti i lavori della collezione di Joannou, importante collezionista e sostenitore del museo. Il tutto curato da Jeff Koons. In paesi dall’etica protestante questo veniva visto, se non come conflitto di interessi, come un atteggiamento non corretto di commistione di ruoli ed interessi.

La mostra si è inaugurata e questo è il resoconto di Roberta Smith, critico del New York Times.

http://www.nytimes.com/2010/03/05/arts/design/05dakis.html?ref=design

Terence Koh’s “Untitled (Chocolate Mountains)" Librado Romero/The New York Times

Terence Koh’s “Untitled (Chocolate Mountains)" Librado Romero/The New York Times


4.3.2010

La ‘Peter Stuyvesant Collection’ non andrà in fumo

scritto da: michela.moro
in Aste

L'interno della fabbrica Peter Stuyvesant. Vasarely in primo piano, Eugene Brands e David Tremlett sullo sfondo

L'interno della fabbrica Peter Stuyvesant. Vasarely in primo piano, Eugene Brands e David Tremlett sullo sfondo

Un’asta di Sotheby’s che si svolgerà l’8 marzo prossimo ad Amsterdam propone un interessante catalogo che è un lungo racconto di ‘Arte in Fabbrica’. Alexander Orlow, brillante Managing Director della Turmac Tabacco Company, era certo che ”anche la più complicata operazione di un macchinario diventa routine per l’operaio della fabbrica”. Per rompere questa monotonia decise quindi, nel lontano 1960, di invitare 13 artisti internazionali a creare opere che sovrastassero in tutti i sensi il rumore  nella fabbrica di Zevenaar in Olanda, dove si producevano 15 milioni di sigarette al giorno, il tema era ‘“Joie de vivre”.

Piero Dorazio, AVANT CREATION, 1972 Stima: € 30,000 – 40,000

Piero Dorazio, AVANT CREATION, 1972 Stima: € 30,000 – 40,000 aggiudicato a €132,750

Vennero appesi i primi grandi dipinti. Presto la risposta degli operai fu entusiasta, tutti iniziarono ad esprimere le proprie preferenze, e si diede così vita alla collezione che sollevava gli spiriti delle maestranze. Per quella che fu fino al 2004 la ‘Peter Stuyvesant Collection’, Orlow chiamò a collaborare diversi advisor di altissimo livello, a cominciare da Willem Sandberg, allora direttore del Stedelijk Museum di Amsterdam.
I requisiti per le acquisizioni erano: 1 – opere di grandi dimensioni 2 – immagini vivide, definite 3 – l’artista doveva essere conosciuto internazionalmente.
Le fotografie che documentano la fabbrica illustrano spazi di un lindore straniante, (ricordano luoghi da Tomas Demand) dove in effetti l’arte cattura immediatamente l’attenzione. E probabilmente stimolava nei lavoratori pensieri lontani dalla quotidianità.

Il Dorazio al suo posto di lavoro

Il Dorazio al suo posto di lavoro

Altri esperti proseguirono il lavoro e la collezione si ampliò nel tempo fino ad arrivare a 1500 pezzi. Sfogliando il catalogo si percorrono veramente 50 anni di arte internazionale, dall’Espressionismo Astratto a Cobra, all’Arte Povera alla fotografia contemporanea. Qualche nome: Karel Appel, Arman, Alighiero Boetti, Corneille,  Mike Kelley, Martin Kippenberger,  Wilfredo Lam, Robert Mangold, Robert S. Matta, Kenneth Noland, Roman Opalka, Niki de St Phalle, Serge Poliakoff, Manuel Rivera, David Salle, Giuseppe Santomaso, Gunther Uecker, Victor Vaserely.

Karel Appel  TÊTE TRAGIQUE, 1961 Stima: € 120,000 – 180,000

Karel Appel TÊTE TRAGIQUE, 1961 Stima: € 120,000 – 180,000 aggiudicato a €492,750

Ma il mondo stava cambiando e nel 2008 la fabbrica di Zevenaar venne chiusa, privando le opere del loro specialissimo luogo espositivo. Questo offrirà al mercato internazionale la più ampia collezione di arte contemporanea mai andata all’asta in Olanda, e il suo grande interesse sta nel fatto che tutte le opere sono completamente nuove e fresche per gli assetati collezionisti. Un esempio illuminato, la dimostrazione che non tutto il fumo è venuto per nuocere.

iki de Saint-Phalle, TONY, 1965 Stima: € 250,000 – 300,000 aggiudicato a €408,750

iki de Saint-Phalle, TONY, 1965 Stima: € 250,000 – 300,000 aggiudicato a €408,750

Sotheby’s Amsterdam
“A Fifty – Year Adventure in Art”
“ THE FORMER PETER STUYVESANT COLLECTION” 1960 – 2010
Amsterdam
8 Marzo 2010

RISULTATI DELL’ASTA – 8 MARZO

Come previsto i risultati sono stati eccellenti, tanto da più che raddoppiare le stime, toccando il record come l’asta più ‘ricca’ nella storia olandese con il 97.5% di lotti venduti. Il totale di €13,590,475 è infatti il massimo mai raggiunto nei Paesi Bassi. Soddisfazione per la casa d’aste Sotheby’s. Top Lot è stato un’opera di Martin Kippenberger: Dinosaurierei, che è stato aggiudicato per €1,072,750. Per concludere possiamo solo constatare che (perdonate la battutaccia) non c’è fumo senza arrosto.

www.sothebys.com/app/live/lot/LotResultsDetailList.jsp?event_id=30147&sale_number=AM1095

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2.3.2010

Due Manzelli

scritto da: michela.moro
in Mostre

Una delle DUE

Una delle DUE

Quelle donne ti guardano, ti scrutano, ti seguono, non ti lasciano andare. Inquietanti nella loro contemporaneità e nell’essere così archetipe, irritano, repellono, stregano. La simmetria e la matematica maniacalità toccano nervi scoperti. Alla fine soccombi. Va bene, dici, ci sto. Questa è per me Margherita Manzelli, pittrice lenta ed inesorabile.

Manzelli, 2010

Manzelli, 2010

Temevo la nuova mostra di Margherita Manzelli alla Collezione Maramotti di Reggio Emilia: non è sempre garantito che i lavori recenti siano all’altezza del passato, benchè prossimo, a volte si provano cocenti delusioni, ed era da tempo che l’artista di Ravenna non esponeva in Italia. Aspettative esaudite, invece. DUE, uno chiaro e uno scuro, una donna giovane e una più matura, in realtà entrambe senza tempo, in uno spazio che le contiene solidamente.

Ignazio Maramotti, Piero Gnudi, presidente ENEL, Silvia Evangelisti, direttore BolognaFiere

Ignazio Maramotti, Piero Gnudi, pres. ENEL, Silvia Evangelisti, direttore BolognaFiere

Cornelia Grassi, la gallerista londinese, e Margherita Manzelli

Cornelia Grassi, gallerista londinese di GreenGrassi con Margherita Manzelli

Contraltare di questo rigore è stata la serata per festeggiare l’arrivo dei due lavori nella Collezione Maramotti. Calda e semplice come nello stile della casa, con molti amici, artisti e curatori.

Stefano Casciani, vicedirettore di Abitare

Stefano Casciani, vicedirettore di Abitare

Carlo Ciavoliello, direttore di Art Show con patatina in tinta-dipinto

Giulio Ciavoliello, direttore di Art Show con patatina in tinta-dipinto

La spedizione a Reggio Emilia è sempre l’occasione per visitare la Collezione Maramotti, fulgido esempio di gusto e stile italiano ampiamente descritto nei post del 12.03.09

Luigi e Ignazio Maramotti con Margherita Manzelli

Luigi e Ignazio Maramotti con Margherita Manzelli

Margherita Manzelli
DUE

fino al 2 maggio 2010

Collezione Maramotti
via Fratelli Cervi 66
Reggio Emilia
www.collezionemaramotti.org

Manzelli osserva Micaela Solbiati

Manzelli osserva Micaela Solbiati


28.2.2010

Le facce nuove di Fornasetti

scritto da: michela.moro
in Design

Negozio Fornasetti, Milano

Negozio Fornasetti, Milano

Il Fornasetti-mondo è originale, irripetibile, infinito, e riserva sempre qualche sorpresa. La forma in gesso di un vaso creato da Piero negli anni ’50, mai entrato in produzione, e scoperto in cantina da suo figlio Barnaba, può moltiplicarsi senza mai ripetersi, originando una sterminata famiglia di oggetti che, come nelle famiglie, si rassomigliano senza esser gemelli. L’antenata ispiratrice di tanta genìa si mormora fosse Lina Cavalieri, dal bellissimo volto, attrice e cantante lirica che d’Annunzio definì la massima testimonianza di Venere in Terra.

L'imbarazzo della scelta

L'imbarazzo della scelta

Non posso esser obiettiva perchè ho una passione per gli oggetti Fornasetti, declinati sotto forma di piatto o tappeto per me son sempre degni di un posto d’onore. Nel caso della nuova collezione “Variazioni sul Tema”, realizzata dalla manifattura Bitossi Ceramiche, ho solo l’indecisione della scelta. Meglio un pezzo unico come ‘Mezzoviso’ o un più tranquillo ‘Flora’, edizione di 6 che se si rompe si può rimpiazzare? O addirittura i dormienti ‘Reggilibri’ oggetti sicuri, in edizione illimitata?

La Freaks Family Fornasetti

La Freaks Family Fornasetti

Oppure si può semplicemente decidere di fare un salto allo Spazio Fornasetti, ammirare la nuova Famiglia, e lasciarsi risucchiare nel mondo affascinante di Fornasetti che stupisce sempre per l’inventiva e per la ginnastica mentale a cui costringe, divertendolo, il nostro cervello. In questo momento sono anche esposti gli abiti sartoriali-surreali creati da Liborio Capizzi riutilizzando carte da parati, tessuti e cravatte di Fornasetti

Con Barnaba Fornasetti, photo Guido Vimercati

Con Barnaba Fornasetti e qualche vaso, photo Guido Vimercati

In mostra fino al 3 aprile
Spazio Fornasetti,
Corso Matteotti 1/a
Milano

Bianco-bacio

Bianco-bacio

Bianco-bacio retro

Bianco-bacio retro


26.2.2010

Addio a Beyeler mercante di capolavori

scritto da: michela.moro
in Persone


Ernst Beyeler
16 luglio 1921 – 25 febbraio 2010
Ernst Beyeler si è spento ieri notte nel sonno, nella sua residenza di Riehen, Svizzera.

Ernst Beyeler in the Grunewald Photo: Kurt Wyss

Ernst Beyeler in the Grunewald - Photo: Kurt Wyss

Beyeler, al quale la Fondation Beyeler, la città di Basilea e l’internazionale mondo dell’arte devono moltissimo, aveva ottantotto anni. Ernst Beyeler è stato uno dei più importanti mercanti d’arte dei nostri tempi. Nel corso dei 60 anni nella sua Galerie Beyeler in Bäumleingasse 9 a Basilea aveva organizzato oltre 300 mostre e venduto più di 16.000 opere d’arte a musei e collezionisti in tutto il mondo. Qualche nome tra i tanti: Cézanne, Monet, Picasso, Matisse, Léger, Miró, Mondrian, Braque, Giacometti, Kandinsky. Beyeler e sua moglie Hildy, scomparsa nel 2008, sono stati anche importanti collezionisti e benefattori. Hanno raccolto una delle più significative collezioni di arte moderna del mondo, rendendola accessibile al pubblico nel loro museo, la Fondation Beyeler a Riehen. Disegnato da Renzo Piano il museo fu inaugurato nel 1997. Da allora Ernst Beyeler ha organizzato una lunga serie di importanti mostre visitate da milioni di entusiasti visitatori. Beyeler è stato anche uno dei fondatori di Art Basel; attivo per decenni nel Comitato, la sua presenza è stata di fondamentale importanza nel far diventare Art Basel uno dei più, se non il più, rilevanti appuntamenti annuali del mondo dell’arte. E’ stato inoltre uno dei primi ad organizzare di mostre di arte pubblica di opere di grandissime dimensioni. Oltre alla grande passione per l’arte, Beyeler è stato molto impegnato nella protezione della natura e dell’ambiente, tanto da fondare nel 2001 Art for the Tropical Forests Foundation.

Il giardino della Fondation Beyeler è un incanto

Il giardino della Fondation Beyeler

vedi post del 17.06.09-20.06.09-23.09.09
www.beyeler.com


24.2.2010

Nell’Iran di oggi e domani

scritto da: michela.moro
in Mostre

Afshin Pirhashemi 'Shiraz Wine' 2009, oil on canvas

Afshin Pirhashemi 'Shiraz Wine' 2009, oil on canvas

La ragazza del dipinto indossa guanti verdi e mangia un gelato rosso-sangue: sono i colori della rivoluzione e un po’ simbolo di questa mostra. In&Out ci racconta un Iran diverso e distante dall’iconografia. Gli artisti che nella galleria Project B chiacchierano rilassati sono lontani anche dalla più conosciuta Shirin Neshat, e le loro istanze molto più politiche. La metà di loro è anche in un modo o nell’altro legato al cinema, che in Iran è realtà vivace, benchè in alcuni casi sotterranea.

Gli artisti nel cortile della galleria Project B

Gli artisti nel cortile della galleria Project B

Un bellissimo film di Abbas Kiarostami ipnotizza per mezzora. Il senso della mostra è quello di raccontare la resistenza artistica dall’interno della realtà iraniana, ma anche attraverso il numero significativo di artisti nati in Iran e che vivono e lavorano all’estero. Il filmmaker Seifollah Samadian espone una foto scattata nel 1980 e stampata nel 2009. Malekeh Nayiny ipotizza che Googoosh, tuttora famosa cantante, una Mina iraniana, sia ancora sui manifesti per le strade in abbigliamento discinto.

Seifollah Samadian, The Women of God, 1980-2009

Seifollah Samadian, The Women of God, 1980-2009

Malekeh Nayiny, Googoosh, 2009, Digital C Print on Photographic Paper

Malekeh Nayiny, Googoosh, 2009, Digital C Print on PhotoPaper

Il chador, imprescindibile perno dell’abbigliamento femminile, viene moltiplicato da Sadegh Tirafkan, che lo rivisita con i disegni dei tradizionali tappeti persiani.

Sadegh Tirafkan, Multitude, 2008

Sadegh Tirafkan, Multitude, 2008

Gli artisti iraniani rivendicano il loro passato di grande cultura e sofisticatezza, di gente abituata a viaggiare, ben riassunto nel gallerista londinese di Xersesart, che ha collaborato alla realizzazione di questa mostra. Figlio di diplomatico, aplomb internazionale, ricorda di una Persia dove si andavano a sposare perfino i Savoia. Senza nostalgia monarchiche, ma sperando in un futuro contemporaneo alla realtà di questa parte del mondo, senza perdere d’occhio le proprie radici.

Saluti da Seifollah Samadian

Saluti da Seifollah Samadian e Ali Rahbar

Navid Azimi-Sajadi; Jamshid Bayrami; Nader Davoodi; Parastou Forouhar; Dariush Gharahzad; Khosrow Hassanzadeh; Mahmoud Kalari & Ali Rahbar; Hossein Khosrojerdi; Abbas Kiarostami; Farsad Labbauf; Malekeh Nayini; Ahmad Morshedloo; Afshin Pirhashemi; Seifollah Samadian, Mitra Tabrizian; Sadegh Tirafkan

Road, Abbas Kiarostami, 32 minuti, 2004

Road, Abbas Kiarostami, 32 minuti, 2004

IN&OUT
fino al 2 aprile

Project B
Via Borgonuovo 3
20121 Milano
www.projectb.eu

Un lavoro di Mitra Tabrizian tra i due galleristi

Un lavoro di Mitra Tabrizian tra i due galleristi


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22.2.2010

Joo porta in chiesa la zebra di Damian Hirst

scritto da: michela.moro
in Mostre

Porte automatiche e impronte digitali d'artista

Porte automatiche e impronte digitali d'artista

La galleria è in un’antica chiesa sconsacrata, e il contesto ha la sua importanza. Specialmente quando si tratta di un artista come Michael Joo che cerca di coniugare il pensiero buddista e la visione occidentale del mondo, l’arte e la scienza, il corpo e l’anima. Michael Joo, classe 1966, newyorkese di origine coreana, presenta a Bologna alla Galleria Marabini un corpus di lavori scintillanti nella fattura e densi di significato.

Visione d'insieme

Visione d'insieme

Joo, che forse vi ricorderete con un enorme tronco sezionato nel Padiglione Coreano alla 49° Biennale di Venezia del 2001, è uno dei grandi amici di Damian Hirst, e in effetti guardando il suo lavoro si può capire perchè i due si sono trovati. Michael Joo fa riflettere lo spettatore sul concetto di “ibridità” attraverso la decostruzione dell’oggetto e l’unione eterogenea fra gli oggetti decostruiti. Salsiccie italiche per un busto classico, corna di cervo prolungate con l’acciaio.

Non ricordo il titolo

Stripped Reflection (Lucifer’s Legacy)

Dettaglio

Dettaglio di Stripped Surface (Brachii)

La grande zebrascultura ci guarda dal fondo della galleria, occupando lo spazio in modo imperioso. E’ realizzata in un’edizione di 3 esemplari, e siccome al momento dell’apertura quella destinata alla galleria non era pronta, Damian Hirst ha generosamente prestato la propria da esporre. Sono in effetti il mantello della zebra e le impronte digitali dell’artista il filo conduttore dell’intera mostra. Impronte che diventano un pattern, ripetuto dal micro delle dita al macro delle strisce dell’animale, ai lavori sul corpo visto come ripetizione di ‘impronte’ sempre più giganti.

La zebra

Stubbs (Absorbed), 2009 Bronze, Patina

Marina Marabini ha voluto per questa mostra anche opere rappresentative degli anni ‘90, quando Joo lavorava sul/col proprio corpo e intorno all’idea di doppia identità. Quindi un vero pezzo di bombardiere americano utilizzato durante la guerra in Corea su cui l’artista, di origini coreane, si è autoritratto.

Marina Marabini davanti a

Marina Marabini davanti a Mongoloid Version B-29 (Miss Megook Painting # 3), 1993-2009, Aluminum aircraft fuselage

Michael Joo
fino al 2 Aprile
Galleria Marabini
Vicolo della Neve 5 Bologna
www.galleriamarabini.it

Zebre grandi e piccole, cervi e impronte

Zebre grandi e piccole, cervi e impronte


18.2.2010

Raffaella Della Olga realizza il desiderio di Mallarmé

scritto da: michela.moro
in Libri, Mostre

Raffaella Della Olga/Stéphane Mallarmé  "Un coup de dés jamais n'abolira le hasard"

Raffaella Della Olga/Stéphane Mallarmé "Un coup de dés jamais n'abolira le hasard"

Il poeta francese Stéphane Mallarmé scrisse il poema “Un coup de dés jamais n’abolira le hasard” (Un tiro di dadi mai abolirà il caso) con l’intento di ‘elevare una pagina alla potenza del cielo stellato’. Infatti le parole sono disposte sulla pagina, secondo il suo progetto, per regalare una lettura cosmica.

La gallerista Ilabria Barbieri Marchi carica le pagine di energia luminosa

La gallerista Ilaria Barbieri Marchi carica le pagine di energia luminosa

Raffaella Della Olga lo ha preso alla lettera, e ha trasformato il libro in un vero e proprio cielo, in cui le parole sono visibili, come le stelle, solo al buio.
Le pagine brillano di una luce fioca, le parole spiccano come costellazioni. L’artista, miniaturista contemporanea, ha ri-dipinto con una speciale mistura fosforescente il poema, lettera per lettera, e cosparso le pagine di una sostanza misteriosa che permette la magia.
Mallarmé ne sarà sicuramente contento: il suo poema si è trasformato, diventando esattamente come lui l’aveva ideato nel 1897.

Pagine costellazione brillano nel buio

Pagine costellazione brillano nel buio

Raffaella Della Olga pone al centro della propria ricerca il rapporto tra cielo e terra, tra visibile e invisibile, tra l’uomo e  la sua energia. Un percorso ossessionato da riflessioni e fantasie, capace di far emergere immagini nuove e tensioni singolari attraverso l’utilizzo di fotografie, disegni, collage e installazioni.

Quest’opera, poetica e sognante,  è la più recente proposta della giovane galleria N.O.Gallery, che infonde vigore ed attenzione scrupolosa in ogni dettaglio dei progetti che cura. Chi ben comincia…

Raffaella Della Olga

Raffaella Della Olga

Raffaella Della Olga è nata a Bergamo nel 1967. Vive e lavora a Parigi.

CONSTELLATION
di RAFFAELLA DELLA OLGA
fino al 31 marzo
N.O.Gallery
Via Matteo Bandello 18, Milano.

www.nogallery.itlibro mallarmé


16.2.2010

La Gam di Torino: collezione in quattro visioni

scritto da: michela.moro
in Mostre

GAM, esterno autunno

GAM, esterno autunno

L’arrivo di Danilo Eccher alla direzione della Galleria d’Arte Moderna di Torino, GAM, ha coinciso con un riordino generale delle collezioni. Il risultato è che, mentre prima si andava alla GAM a vedere le mostre temporanee, adesso si va proprio a vedere il museo. Riflettevo sull’importanza dell’allestimento anche recentemente, ma questo è un altro post. Banalmente, se ‘qualcosa’ è presentato bene, lo si guarda com maggior attenzione. Succede anche nelle catene di negozi a buon prezzo, dove ormai i pacchetti sembrano confezionati da Hermès, perché non dovrebbe funzionare nei musei?. Questo per dire che è un piacere perdere tempo ad osservare dipinti che mai avremmo guardato in una generica divisione ‘Ottocento’, ad esempio.

Ceroli indica la  strada

Ceroli indica la strada

Il nuovo ordinamento tematico è diviso in quattro sezioni, o meglio visioni: Genere, Veduta, Specularità, Infanzia. Le scelte sono state  dettate da vari studiosi e, visto che la collezione si compone da 45.000 opere tra dipinti, sculture, installazioni, fotografie, disegni, incisioni e una tra le più importanti collezioni europee di film e video d’artista, ogni anno le opere saranno esposte a rotazione con nuovi temi.

Il Genere

Il Genere

Canova e Morandi, Burri e Licini, insieme con altri artisti meno conosciuti che si possono finalmente apprezzare.

Tony Cragg in primo piano,

Tony Cragg in primo piano

Per visitare la GAM nuova versione occorre pianificare un po’ più del tempo che normalmente noi del settore dedichiamo a queste visite. E’ il piacere ritrovato di quando per musei si andava per studio o per diletto.

Danilo Eccher

Danilo Eccher

Melotti e Morandi

Melotti e Morandi

C’è anche una Wunderkammer dedicata a disegni, acquerelli, grafiche e incisioni, ancora materiale da guardare senza fretta e da vicino. Quando ci sono stata in novembre c’era inoltre una bella mostra temporanea dedicata a Jan Kier, di cui purtroppo non ho fatto in tempo a parlarvi. La GAM con questa nuova linea  sembra avviata a sicuri successi di nuovo pubblico.

Ottocento Novecento

La Veduta. Calzolari 'La luna', 1980 dialoga con Pellizza da Volpedo 'Lo specchio della vita', 1895-98

www.gamtorino.it


Il gallerista Crespi sorregge tutta l'arte del mondo ovvero: Pistoletto 'Grande sfera di giornali (progetto per un museo) 1966-2009

Il gallerista Crespi sorregge tutta l'arte del mondo ovvero: Pistoletto 'Grande sfera di giornali (progetto per un museo)' 1966-2009


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14.2.2010

“Esperienze essenziali” a Palermo

scritto da: michela.moro
in Mostre

Verso il Museo

Verso il Museo

Siamo arrivati

Siamo arrivati

Il curatore poliglotta Lóránd Hegyi ha composto per Palazzo Riso a Palermo una galassia molto internazionale: Marina Abramović, Danica Dakić, Jan Fabre, Kevin Francis Gray, Gloria Friedmann, Gilbert&George, Paolo Grassino, William Kentridge, Anselm Kiefer, Kimsooja, Ufan Lee, Motti Mizrachi, Roman Opalka, ORLAN, Giuseppe Penone, Michelangelo Pistoletto, Arnulf Rainer, Gerhard Richter, Koji Tanada, Gunther Uecker, Sandra Vásquez de la Horra, e tre nuove produzioni commissionate a Dennis Oppenheim, Pedro Cabrita Reis e Richard Nonas.

Un soddisfatto Lóránd Hegyi di fianco a Günther Uecker "Fall", 1988 Flügel, piano, glas, elektrik dvd

Un soddisfatto Lóránd Hegyi di fianco a Günther Uecker "Fall", 1988 Flügel, piano, glas, elektrik dvd

“Essential Experiences” affronta i grandi temi esistenziali come il trascorrere del tempo, la morte, la solitudine, l’identità, l’amore attraverso i segni degli artisti declinati in ogni media: scultura, pittura fotografia, video e installazioni. Le sale e il cortile di Palazzo Riso (vedi post del 14.09.09) hanno a volte un’aria gaia: malgrado i temi non  è necessario parlare della morte in nero.

Gilbert&George e Paolo Grassino

Gilbert&George, MM, 2000 e Paolo Grassino, Madre, 2008

Quasi tutti i lavori sono di dimensioni imponenti, e mentre si entra nelle stanze di Fabre o si osservano le sculture di Gray viene da chiedersi se per affrontare le risposte alle domande della vita anche nell’arte è meglio esser ben piantati…

Kevin Francis Gray, Kids on tomb, 2008 fiberglass resin,  automotive paint, wood

Kevin Francis Gray, Kids on tomb, 2008 fiberglass resin, automotive paint, wood

La mostra continua a Palazzo Abatellis, dove un potente, quattrocentesco e incognito “Trionfo della Morte” centra il tema ma oscura l’arte contemporanea…
La mostra è stata prorogata fino a maggio, ed è un’occasione unica in Sicilia per vedere le opere di tanti artisti importanti. Noi, terminata la visita siamo stati accolti a festeggiare il curatore in un altro lusso barocco palermitano. Ah, che ospitalità!!

Palazzo barocco, decori contemporanei, feste quotidiane

Palazzo barocco, decori contemporanei, festa riuscita

“Essential Experiences”
Palazzo Riso e Palazzo Abatellis, Palermo
fino a domenica 2 maggio


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