| | | Olivo Barbieri guardava tutti dall’alto già a otto anni
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27.10.2009

Olivo Barbieri guardava tutti dall’alto già a otto anni

Scritto da in Fotografia, Mostre | Permalink

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tav. XXIV

Le foto di Olivo Barbieri ci fanno guardare a Milano con un occhio diverso: è la finestra del cortile di fronte o un fotografo gigante che riprende scorci conosciuti che si vedono per la prima volta? Il progetto “site specific_MILANO 09″ è una riflessione sulle grandi città ed è una pozione di A Different Altitude, progetto a lungo termine iniziato da tempo che, percorrendo da  a nord a sud l’Italia, ci racconta  Genova, Firenze, Napoli e Catania assieme a Milano, fotografate da un elicottero.

Olivo Barbieri con Walter Guadagnini, collezione Unicredit

Olivo Barbieri con Walter Guadagnini, collezione Unicredit

Dice Barbieri. “L’unico modo per avere un’informazione precisa sui luoghi è andarci. Per capire che forma ha la città ci devo stare, devo vedere per capire cosa riesco a vedere, non sempre vediamo tutto, è la nostra attenzione che ci fornisce le informazioni e posso avere un’idea del mondo solo standoci”

tav. XVIII

tav. XVIII

Pazientissimo, Barbieri può aspettare anche due mesi per avere la luce giusta; scatta moltissime foto, in digitale, per avere quello buona “anche 6000 per avere 10 scatti- racconta- e i miei colleghi sostengono che scattando così tanto qualcuna viene buona di sicuro!” Fotografare i centri storici è molto complicato perchè ogni città sottosta a leggi diverse; fino a poco tempo fa bisognava addirittura sottoporre le foto al Ministero dell’Aeronautica. Barbieri è sempre stato appassionato di foto dall’alto, e scattò la sua prima foto della propria città, Carpi, da un aereo quando aveva solo otto anni.

Conferenza stampa: Paolo Giaccio, RaiSat, Alessio Guidelli e Marco Nardella, Attila&Co, Domizia Carafoli, Il Giornale

Conferenza stampa: Paolo Giaccio, RaiSat, Alessio Guidelli e Marco Nardella, Attila&Co, Domizia Carafoli, Il Giornale

Guardando le foto, come quella qui sopra si scoprono novità nella propria città, come la forma del palazzo di Corso Italia, progettato dall’architetto Luigi  Moretti nel 1950-51. Queste immagini fanno parte del vasto progetto iniziato nel 2004 da Barbieri.
Sono state già ritratte Roma, Torino, Montréal, Amman, Shanghai, Las Vegas, Los Angeles, Siviglia, New York e presto sarà la volta di Katmandu dove il fotografo spera di avere un’idea della religiosità dei luoghi. Barbieri è veramente comunicativo e appassionato,  e la sua presentazione fa venir voglia di seguirlo per il mondo mentre sorvola periferie inurbate e centri storici.

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tav. XXIII

L’intero progetto è sponsorizzato da un rum che non conoscevo Ron Zacapa, che pare squisito. Se non esistessero gli sponsor nel mondo dell’arte non succederebbe quasi nulla, quindi ben vengano il rum e tutte le categorie merceologiche. Peccato che, come quasi sempre accade, il momento sponsor sia pacchiano e poco in sintonia con la mostra. Considerazione in generale e non solo legata a questo caso: il desiderio esagerato di visibilità ottiene  il negativo risultato di desiderare che lo sponsor non compaia anche quando è il vero motore di iniziative encomiabili.

Site specific_MILANO 09
fino 15 novembre 2009

Triennale di Milano
Viale Alemagna 6, Milano
Curatela e allestimento: Museo di Fotografia Contemporanea
Produzione: Zacapa
Catalogo: Silvana Editoriale


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