| | | Nicole Minetti si augura giudici donne: la capirebbero di più
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4.10.2011

Nicole Minetti si augura giudici donne: la capirebbero di più

Scritto da in Attualità | Permalink

Che ora Nicole Minetti si appelli alle donne “perché hanno una sensibilità diversa” e pertanto possono capirla e che, di conseguenza, speri che a giudicarla sia un collegio di magistrati donne, può dimostrare solo tre cose.

La prima – non glielo auguro, ma sarebbe la soluzione auspicabile – è il colpo di sole. Ieri a Milano, fuori dal Tribunale, il caldo picchiava duro e la consigliera della Regione Lombardia assediata dai cronisti era già stordita dalla sentenza che l’aveva appena rinviata a giudizio per induzione alla prostituzione.

La seconda – e questa è deprecabile, ma evidente – è che la Minetti sia convinta che le donne abbiano tutte la stessa sensibilità sua e delle sue amiche dell’Olgettina. Le gemelle De Vivo, per dire, quelle che avevano il bilocale da 1.200 euro al mese e ne agognavano uno più ampio, ottenendo in più solo il box ma gratis, sarebbero certo pronte a comprenderla. In fondo, si sentivano un po’ femministe anche loro quando davano del “c.. flaccido” al loro benefattore considerato di braccino corto. E la comprenderebbe Marysthell Polanco che pure l’appartamento lo aveva solo da 900 euro e sì, anche l’amica Barbara Faggioli, quella che temeva che lui, S.B., volesse lanciarla in politica solo per scaricarla senza neanche averle intestato una casa, sperabilmente in centro.

La terza – inqualificabile, ma ha un suo senso – è che la Minetti sia cieca: non si è accorta che il Pm che l’accusa (Ilda Boccassini) è una donna e che il Gup che non le ha creduto (Maria Grazia Domanico) è altresì una donna.

Quello che mi sembra di capire, così a leggere dietro gli occhialoni scuri da diva coi quali la ragazza è uscita dal Tribunale, è che per lei una somiglia a una donna solo se senza t-shirt è meglio che con. Difficile spiegarle che, tendenzialmente, certe donne, senza toga, sono molto meglio delle Olgettine.

 


    Commenti dell'articolo (1)
    • fabrizio | 5 ottobre 2011 alle 14:27

      Potrebbe esserci una quarta eventualità: la speranza che il Giudicante sia oltretutto lesbica, in lunga astinenza e si invaghisca di lei nella convinzione di suoi successivi ‘favori’. Per malmessa che sia la Giustizia italiana, però ……..

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