Obama, il primo amore, l’incapacità di dire «ti amo». E di lavare i piatti
Scritto da Candida Morvillo in Attualità | PermalinkGenevieve Cook diceva a Obama «ti amo» e lui rispondeva «grazie». Quando ho letto le memorie della prima fidanzata del presidente americano, ho pensato a quanto poco, a volte, ci dimentichiamo di dire grazie a chi ci sta accanto e ci ha scelto. Ma è stato un attimo. Bisogna saper dire grazie, ma anche ti amo. Obama non sapeva farlo. «Era freddo, sempre controllato», ricorda Genevieve in The Story, il libro in uscita in America, scritto da David Maraniss, giornalista del Washington Post e premio Pulitzer. «Barack era freddo, poi la domenica mattina si metteva a torso nudo, in vita un pareo, a fare le parole crociate del New York Times sul divano». Genevieve preparava sandwich al tonno e carne allo zenzero. Eppure, al primo appuntamento, aveva cucinato lui. Barack sostiene che fu lui a lasciarla. Genevieve sostiene che fu lei. E questo apre una prospettiva diversa sull’amor proprio dell’uomo più potente del mondo. Quello che Michelle Obama, con la sua grinta e i bicipiti possenti a vista, vuole rappresentarci anche come il marito migliore del mondo. Invece, Genevieve lo lasciò perché litigavano su chi doveva lavare i piatti. Bisogna saper dire «grazie», «ti amo» e dire anche grazie coi piccoli gesti quotidiani. Non importa chi sei. Non importa quanto hai da fare o chi vuoi diventare. Se uno prepara i sandwich, l’altro lava i piatti. E ai tempi, Barack, aveva solo 22 anni. Non aveva ancora da governare un Paese. Secondo una ricerca dell’Ispo di Renato Mannheimer, le italiane che lavorano, lavorano un’ora e mezzo più degli uomini, tempo speso in faccende domestiche. Credo sia una stima per difetto. Soprattutto quando ci sono i bambini, i pasti da preparare, i compiti da fare, e da correre da una parte all’altra per accompagnarli a scuola o a nuoto o a calcio. Genevieve non è pentita di aver lasciato andare Barack. Mi sembra un dettaglio utile da rammentare, all’occorrenza, a certi compagni e consorti.










































Credo siamo rimasti in pochi a dire “Grazie” e ” Ti amo”. Io dico sempre grazie in molteplici occasioni, mi è stato insegnato così fin dall’infanzia e fa parte della mia etica di vita e ho detto anche” Ti amo” a chi ho amato. Ora che sono single, dico ” Grazie” a Elena e Gabriella, per me sono delle amiche autentiche e io per loro.
Beh, preparare dei sandwich non dev’essere poi tutta ‘sta gran fatica, e poi magari lavorassimo solo un’ora e mezzo in piú, forse non tutte lo sanno, ma in quel lasso di tempo si riescono a fare a malapena due-tre stanze (bene), restano la lavatrice con relativi panni da stendere, fare la spesa, badare ai bambini (quindi anche il compagno/marito… Quindi… Mah!
Dimenticavo, STIRARE!