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Attenzione all’“effetto Hachiko”
scritto da: Puli in Se fossi cane BAU | Permalink
la storia di Hachiko è cosi popolare che i giapponesi gli hanno dedicato una statua fuori della stazione di Shibuya, a Tokyo
È il miglior amico di Richard Gere nel nuovissimo film hollywoodiano strappalacrime, ma – soprattutto – è un eroe nazionale giapponese. Parliamo di Hachiko, il cane che ogni giorno, per 10 anni, ha aspettato il proprio padrone fuori alla stazione del treno, dove era solito accoglierlo alla fine della giornata lavorativa. Una bellissima storia di amore e fedeltà per il proprio amico a 2 zampe, morto di ictus proprio mentre si trovava al lavoro.
Ma come già successo per “La carica dei 101”, il rischio è che attorno questa razza, l’Akita Inu, nascano speculazioni e traffici illegali. Il timore è così grande che la Saki, la Sezione Akita Italia del Club italiano razze nordiche, sta distribuendo opuscoli informativi all’esterno delle sale cinematografiche, per spiegare perché questa meravigliosa razza di cane non è adatta a tutti.
L’Akita, infatti, è un cane dalle antiche origini antiche, spesso usato nella caccia all’orso, grazie al suo forte temperamento e alle dimensioni che raggiunge, fino a 45 kg di peso. Pur avendo un carattere calmo e fedele, i maschi adulti tendono ad essere dominanti con gli altri cani, necessitando quindi un educazione molto ferma, ma dolce, che richiede esperienza e polso.
Ricordiamoci inoltre il messaggio del film, perfettamente espresso dalla Lega del Cane: “Hachiko è il simbolo di un essere senziente che dobbiamo rispettare per la sua straordinaria capacità di dare senza chiedere. E’ la dimostrazione che l’amore non si compra, ma si costruisce insieme giorno per giorno”.
Foto | Flicrk
Puli


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