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Unità cinofile di soccorso, anche i cani nell’inferno del terremoto
scritto da: Puli in Se fossi cane BAU | Permalink
un cane tra le macerie di Onne, in Abruzzo
Stanno dando un prezioso aiuto alle migliaia di volontari che da giorni scavano nelle macerie di Haiti. Arrivano da Spagna, Francia, Messico e persino dalla Cina e da Taiwan e offrono il loro infallibile fiuto e loro capacità di infilarsi in piccole fessure, dove per l’uomo è impossibile arrivare. In queste situazioni, la presenza dei cani è preziosa, perché offre indicazioni ai soccorritori su dove concentrare i loro sforzi. L’abbiamo sperimentato in prima persona dopo il tragico terremoto dell’Abruzzo e ora li vediamo in azione dall’altra parte del mondo.
Ma che tipo di addestramento serve a questi eroici quattro zampe? Innanzitutto è fondamentale che l’animale sia un soggetto idoneo fisicamente e che abbia un carattere equilibrato e socievole con gli altri cani e le persone. L’addestramento, che inizia quando il cane è di circa 6 mesi di età, viene vissuto come un gioco: durante la ricerca, infatti, il cane seleziona, distingue e codifica l’odore dell’essere umano che, una volta trovato lo premia con il gioco o un gustoso bocconcino.
Fondamentale, inoltre, è il rapporto tra il cane e il suo conduttore, con il quale si deve creare una perfetta simbiosi: sapendo di eseguire un compito per il proprio amico a due zampe, infatti, l’animale sarà tanto più motivato a farlo bene, quanto è più stretto il rapporto tra i due.
Foto | Guardie Ambientali d’Italia blog
Puli


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