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Doppiette selvagge, a rischio le rotte degli uccelli migratori
scritto da: Puli in Eco-news, Se fossi animaletto SQUIT | Permalink
il 90% degli italiani sono contrari alla caccia
Ne avevamo parlato qualche settimana fa e, nemmeno a farlo apposta, l’argomento è tornato prepotentemente alla ribalta, dopo il discusso blitz di alcuni membri del Partito della Libertà che hanno fatto votare al Senato un emendamento che affida alle Regioni il calendario di caccia all’avifauna, ossia degli uccelli, e dei cosiddetti mammiferi ungulati (come i cinghiali).
In poche parole, le Regioni potranno decidere di permettere la caccia tutto l’anno, disattendendo il limite attuale, che permette l’attività venatoria solo dal 1° settembre e il 31 gennaio. Questi paletti temporali non sono casuali: cacciare prima del 1° settembre, infatti, vuol dire cacciare ad agosto, quando le nostre campagne, le zone dove generalmente si caccia, sono piene di persone in vacanza. Inoltre, poter cacciare la fauna migratoria a febbraio vuol dire poter sparare agli uccelli quando già molte specie stanno tornando verso i luoghi di nidificazione.
Forte è stata la denuncia delle associazioni ambientaliste e di molte parti del mondo della politica e della cultura, preoccupati non solo di rispettare il sentimento della gran parte degli italiani, ma anche di non aggravare ulteriormente la posizione di infrazione dell’Italia, che si trova spesso ad abusare delle deroghe temporali stabilite dall’Unione Europea.
Foto | politicalive.com
Puli


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