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Che il cane sia con te (anche in ufficio)
scritto da: Costanza Masiin Se fossi cane BAU
Tale frigo
Non so se vi è mai capitato di sbirciare nei frigoriferi altrui, magari una sera che vi invitano a cena. L’ospite se ne va in bagno a lavarsi le mani, accomodati pure, fai come se fossi a casa tua, vi dice, torno subito. E tac, vi scatta il momento di curiosità animalesca. Dimmi cos’hai in frigo e ti dirò chi sei. Due vasetti di yogurt, mezzo limone spremuto e zucchine anche a gennaio? Non è il tipo che fa per voi, improvvisate un mal di denti e scappate a gambe levate.
Tale scrivania
Quante verità sull’essere umano disvela il frigo di ognuno di noi, “ci sono più cose in terra e in cielo Orazio di quante ne sogni la tua filosofia”, tante quante la scrivania dell’ufficio. Guardatevi attorno domattina, oltre il frigo, fuori casa, al lavoro: cos’avete sulla scrivania? Ed è stato guardando le scrivanie degli altri che ho capito cosa mancava.
Tale cane
Pile di fogli, agende dello scorso anno, barattoli interi di gomme da masticare, la foto dei figli incorniciata e in bella mostra e te niente. Un rotolino di scotch, le forbici e la spillatrice. Tutto qui. E tac, ti appare chiaro come il frigo della tua anima gemella, nitido e ordinato. Stampi clandestinamente in ufficio una foto scaricata dal tuo flickr e passi la pausa pranzo a rifinire la tua opera con forbici e colla: una cornice di cartoncino tremolante che starà a malapena in piedi ma che contiene l’unica cosa che mancava alla tua scrivania: la foto del tuo cane. E se abitate in Austria scordatevi la foto e in ufficio portateci direttamente il cane, come si racconta qui. Buon lavoro!
A lezione di doga
scritto da: Redazionein Se fossi cane BAU
Doga questo sconosciuto
Abbiamo avuto la conferma in questi giorni di come gli Stati Uniti siano un posto dove tutto è possibile: Barack Obama presidente, gli Starbucks spuntano come funghi a ogni isolato e infine il doga. Che cosa sarà mai il doga? Prendete la parola inglese per “cane”, dog, e l’antica disciplina indiana dello yoga et voilà: doga. E come chi pratica lo yoga è uno “yogi”, così un cane educato alla pratica del doga finirà per essere un “dogi”.
Il cane è naturalmente un dogi
In Italia non ci sono ancora centri dove poter andare con il proprio pet, ognuno con il suo materassino (e per il cane anche acqua e qualche prelibatezza per educarlo alla disciplina) in spalla, mentre negli Stati Uniti e in Giappone la pratica sta prendendo piede. I cani dopotutto fanno yoga naturalmente, vi sarà capitato la mattina di vedere il vostro cane che si alza dalla cuccia e si stira, tendendo le zampe in avanti e portando il sedere il alto e all’indietro. Bene, quella è una posizione che nello yoga classico si chiama Adho Mukha Svanasana che non vuol dire altro che “posizione del cane con la testa in giù“.
A scuola di doga
Dicono che il doga migliori il rapporto tra cane e padrone, aumenti la fiducia dell’animale nei vostri confronti, riducendo lo stress in soggetti quadrupedi particolarmente nervosi o problematici. Essere così a stretto contatto con il proprio cane permette inoltre un periodico controllo del suo stato di salute, toccandolo e aiutandolo a distendersi potete controllargli tutto il corpo, ed essere in una classe di doga permette a cani e padroni di interagire tra di loro. Quando vinco la pigrizia e la mattina faccio il “Saluto al sole” il mio cane mi guarda prima di traverso e poi si mette a zampe incrociate sul materassino come a dire stiracchiati pure anche tu, ma poi si esce.



