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Storia

21.2.2013

La collezione del Rinascimento

Scritto da in Storia

Qual è il filo conduttore che unisce un artista contemporaneo controverso amato-odiato come Damien Hirst e un aristocratico cardinale, scrittore, grammatico e umanista come Pietro Bembo vissuto nel cuore del Rinascimento fra la sua città natale di Venezia, Padova e Roma?

La risposta è: il collezionismo. Ma non solo, ad unirli sono [...]


22.1.2013

Alchimia, scienza, arti e dottrine esoteriche a Firenze

Scritto da in Storia

«Quando agli Uffizi s’entra nel giro di sale che vanno da Michelangelo a Tiziano, da Veronese ai lombardi del Cinquecento, nessuno pensa mai che in queste stanze medesime s’esercitava in antico l’alchimia, si studiavano con piglio da maghi i fenomeni naturali, ci s’inventavano farmaci che si gabellavano prodigiosi», parola di Antonio Natali, Direttore [...]


16.1.2013

Quel che resta di una razza nemica

Scritto da in Storia

Marzo 1942. Gli Stati Uniti sono in guerra con il Giappone. Il generale John L. DeWitt, responsabile del Comando difesa occidentale dell’esercito degli Stati Uniti, ordina che la costa del Pacifico divenga una vera e propria «zona di esclusione» che, tradotto, vuol dire che tutti i cittadini americani e non, di [...]


29.11.2012

Il sogno del Medioevo in Umberto Eco, in Tommaso d’Aquino e in Humphrey Bogart, quello di «Casablanca»

Scritto da in Cultura pop, Storia

Quando si inizia a sognare il Medioevo? si chiede Umberto Eco. La sua risposta è complessa, ma, semplificando, visto che il Medioevo è abbinato al concetto di notte, di buio (i secoli bui) lo si inizia a sognare quando sorge il nuovo giorno, quando, per dirla con una nota filastrocca goliardica: «che sollievo, [...]


25.11.2012

Lo strano caso del piccione scomparso

Scritto da in Storia

La notizia probabilmente l’avrete già letta, magari nell’articolo di Guido Olimpio sul Corriere della Sera: il signor David Martin (nella foto) ha trovato nel camino della sua abitazione quello che resta dello scheletro di un piccione viaggiatore morto verosimilmente una settantina di anni fa, alla cui zampa era [...]


12.11.2012

La «scrittura mutante» e l’editoria delle vanità

Scritto da in Storia

«After e-literature there’s no going back», ovvero: dopo la letteratura elettronica non c’è ritorno. Così titola un’interessante intervista a Jessica Pressman – docente di letteratura americana che, dopo un periodo a Yale, oggi insegna all’Università di California a San Diego (UCSD) – pubblicata su Salon, autorevole, ma soprattutto piacevole sito di [...]


28.10.2012

Anniversari di guerra: quando l’Asse rimase senza benzina

Scritto da in Storia

Un anno pieno di anniversari questo 2012. Si va da quello dei Baci Perugina (prodotti per la prima volta 90 anni fa) all’editto di Caracalla (212 d.C.); dalla nascita di Papa Albino Luciani (1912) alla Marcia su Roma (28 ottobre 1922); nel 1962 morì Enrico Mattei, Papa Giovanni XXIII scomunicò Fidel Castro, uscì [...]


2.10.2012

L’economia, il Pil, lo Spread, la Borsa non sono il Paradiso in terra

Scritto da in Storia

Volenti o nolenti siamo un po’ tutti diventati esperti di economia. O almeno econo-dipendenti a causa dela crisi globale che ci avviluppa come una ragnatela. Abbiamo scoperto, con grande sgomento, quanto dipendiamo dalla crescita economica, quanto ci colpisce la minima flessione del PIL, dello spread, quanto ci fa soffrire l’infinitesimo punto [...]


14.3.2012

All’improvviso Venezia: Rinascimento, tipografia e commerci. Quando le donne stampavano i libri

Scritto da in Storia

Secondo Gore Vidal, l’enfant terrible della letteratura americana, ai veneziani dell’epoca della Serenissima Repubblica non interessava più di tanto avere un’impero, interessava solo fare affari. Ma per fare affari, come avrebbero insegnato l’Inghilterra della Regina Vittoria o gli Stati Uniti dei giorni nostri, bisogna avere un orto (leggi: un impero) dove [...]


22.11.2011

Parigi 1940: quando la notte scese sulla capitale della cultura europea

Scritto da in Storia

Parigi, 14 giugno 1940. 5:30 del mattino. I tedeschi entrano nella capitale francese dalla Porte de la Villette. «Dal cielo pioveva una polvere nera come fuliggine, che s’incollava alle mani e al viso: le ultime vestigia dei serbatoi incendiati. La vigilia, la città era rimasta straordinariamente silenziosa. Gli ultimi parigini in fuga si affrettavano lungo [...]


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