| | | Isabella Pezzini
Testata

Isabella Pezzini

28.3.2011

Dalla Wunderkammer ai nuovi musei

Scritto da in Cultura pop

Il termine museo fu usato la prima volta nel Rinascimento per indicare una collezione privata, niente di più, niente di meno che quelle Wunderkammer, i cosiddetti Gabinetti delle curiosità, il cui scopo era sorprendere e deliziare il visitatore con oggetti che destavano meraviglia e che col tempo si trasformeranno  – assumendo [...]


18.10.2010

Trent’anni dopo “Il nome della Rosa” esce il nuovo romanzo di Umberto Eco, best seller planetario annunciato. Ma chi è il professor Eco? Ritratto di un Esopo brillante che come un “golden surfer”, prima d’ogni altro, sa riconoscere le onde buone e sa cavalcarle

Scritto da in Dintorni del pop

Il 29 ottobre esce da Bompiani Il cimitero di Praga, nuovo romanzo di Umberto Eco, a trent’anni esatti dall’uscita di Il nome della Rosa. Il segreto che avvolge l’evento planetario (per la prima volta Eco sarà tradoto persino in hindi) è totale. Le indiscrezioni uscite con il contagocce danno adito solo a illazioni. [...]


6.10.2010

100 presse x 100 televisori e rumore di pressa per 188 frigoriferi, 32 cucine, 155 lavatrici, 39 microonde, 58 ferri da stiro, 43 computer, 108 cellulari, 21 asciugacapelli, 42 videocamere e altro. Ovvero quando la fotografia finisce nelle mani di un videoartista

Scritto da in Cultura pop

«Il fatto di usare la fotografia non vuol dire che, di fatto, sia un fotografo. La fotografia mi serve per il suo specifico espressivo, la impiego perché altre cose non mi permettono di toccare, di raggiungere certi risultati. Un domani posso usare una strumentazione sofisticata come il laser, o tradizionalissima come l’argilla indipendentemente da quello [...]


5.10.2010

Le apparenze ingannevoli della fotografia: da Man Ray a Robert Doisneau passando per Palm Springs

Scritto da in Dintorni del pop

Sul quotidiano parigino Paris Soir, il 23 marzo 1926, appariva un articolo a firma di Man Ray, artista dadaista, fotografo e quant’altro. Scriveva: «Ammiro quei pittori che sanno imitare con tanta perfezione da trarre in inganno i famosi capolavori della natura». Ma poi aggiungeva che «non v’è da stupirsi se i pittori si ostinano ancora, [...]


4.10.2010

Quando la semiotica si occupa degli operai delle storiche officine ottiche di Leningrado, di Lomografia, Fotografia e dintorni

Scritto da in Cultura pop

Chissà se gli operai del sindacato degli ottici e dei meccanici di Leningrado (Leningràdskoe Optico Mechanischéskoe Objedienieine) avevano idea che la macchina fotografica che usciva dalla catena di montaggio della loro officina – una sorta di Trabant della fotografia analogica, giocattolo di platica pressata – sarebbe diventata oggetto di culto nell’opulento mercato occidentale e avrebbe [...]


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