| | | Un’ AMICA per voi
Testata
20.10.2011

Un’ AMICA per voi

Scritto da in Senza categoria | Permalink

Eccomi!

Di corsa, ma ce l’ho fatta. Da oggi ci incontriamo qui.

A disposizione per rispondere alle vostre domande, curiosa dei vostri commenti sul nuovo Amica, affamata di suggerimenti e critiche.
Perché Amica vuole essere il vostro giornale, crescere e migliorare con voi.
Speriamo di divertirvi, stupirvi e interessarvi….promettiamo di non annoiarvi.
L’ho detto e lo ripeto: fare un giornale è un po’ come cucinare: gli ingredienti sono a disposizione di tutti, la differenza è come li metti insieme e li presenti.

Buon appetito!


COMMENTI: 25, lascia il tuo!   |   Permalink   
    Commenti dell'articolo (25)
    • Bea72 | 20 ottobre 2011 alle 12:47

      ciao, bella! sono corsa in edicola: amica è già mia amica

      Cristina Lucchini | 20.10.2011 alle 13:19

      Le amiche di Amica sono mie amiche

    • Barbirilla | 20 ottobre 2011 alle 12:52

      Benvenuta alla nuova amica, non vedo l’ora di assaggiarla :-)

      Cristina Lucchini | 20.10.2011 alle 13:19

      Mi faccia sapere se vuole il bis

    • Candida Morvillo | 20 ottobre 2011 alle 14:08

      Voglio essere amica anch’io! Brava, Cristina.

    • riccarda.serri | 20 ottobre 2011 alle 16:54

      Ma ciao Cristina! Ecco che ci ritroviamo da queste parti! Ben arrivata qua e buon lavoro, mi è stato detto che la nuova Amica è bellissima, voglio proprio comperarla :-)

    • Giada | 24 ottobre 2011 alle 19:23

      Sarà di certo un ricco e gustoso “menu” :D In bocca al lupo per la nuova esperienza!

    • ANTONIO MURR | 24 ottobre 2011 alle 19:52

      c’e’ posto anche per un amico? Complimenti Cristina la nuova amica e’ proprio speciale, BRAVA (come sempre). Noi siamo con te, <3<3<3<3<3<3
      love I MURR

    • Sandra | 24 ottobre 2011 alle 21:47

      Cara Cristina,

      mi dispiace fare la voce fuori dal coro, ma io onestamente ritengo che il tema in copertina (Amo gli animali, devo proprio rinunciare alle pellicce?) sia decisamente di pessimo gusto. Ora, non so se lei o la Rosa Matteucci vi siate mai informate sul tema pellicce ma, notoriamente, le pellicce non crescono sugli alberi e, pertanto, per confezionare una pelliccia bisogna uccidere e scuoiare l’animale che originariamente la vestiva. Senza considerare che gli animali da pelliccia nascono, crescono e vivono in gabbie sino al momento della scuoiatura.
      Io vi sarei grata se: a) poteste spiegarmi come si possa amare gli animali e comprare una pelliccia e b) se lei personalmente crede che sia un messaggio educativo e costruttivo quello di incentivare le persone a comprare pellicce.
      Quello che personalmente credo io è che se si amano gli animali, allora non si compreranno pellicce (così come non se ne mangerà la carne etc etc). Credo inoltre che l’estetica non giustifichi in alcun modo l’uccisione di un altro essere vivente senziente. E infine io credo che sia altamente diseducativo il messaggio che la vostra rivista ha deciso di divulgare. Aspetto pertanto chiarificazioni in merito.
      Vi allego nel frattempo anche un link di un reportage girato in un allevamento di visoni. Ci dia un’occhiata quando ha tempo e mi faccia cosa pensa riguardo a questa faccenda:
      http://laverabestia.org/play.php?vid=427

      Vi ringrazio per lo spazio dedicatomi,
      Sandra

    • Giovanna | 25 ottobre 2011 alle 12:47

      Mi associo a quanto Sandra ha scritto, sono d’accordo su tutto e sono veramente dispiaciuta e profondamente rattristata e delusa da quanto ho appreso dalla copertina.

    • connie_g | 25 ottobre 2011 alle 13:52

      Sono d’accordo con chi non è convinto dalla copertina, che definirei molto indelicata.
      Sia chiaro, senza polemiche, che non si tratta di essere politically correct o meno, si tratta di non banalizzare problemi enormi, cui sono legate questioni sociali ed ecologiche. Meglio non farlo a cuor leggero.

    • Brody | 25 ottobre 2011 alle 14:50

      salve, le scrivo perchè sono disgustata e delusa per la triste copertina “Amo gli animali”… sa come vengono prodotte le pellicce? sa che sofferenza c’ è dietro?veramente una copertina di cattivo gusto! mi meraviglio come ancora ci siano persone che le indossano…

    • Susi | 25 ottobre 2011 alle 15:22

      Veramente orribile la copertina con la domanda idiota. Ovvio se ami gli animali non indossi la pelliccia!

    • simone | 25 ottobre 2011 alle 16:21

      la copertina è semplicemente un insulto all’intelligenza e il rispetto della vita.
      vero che le scarpe e le vesti vengono sempre da animali (non direttamente allevati a tali scopi però) ma sa quante persone stano cercando di ridurre il consumo di carne o passano ad alimentazione vegetale?
      questa copertina poteva andar bene 20 anni fa. pessima.

    • Andrea | 25 ottobre 2011 alle 18:29

      E’ davvero sconcertante l’ignoranza di certi animalisti in materia di natura.
      Non esiste nulla di più perfettamente consono alle leggi della natura e del mondo animale che uccidere, sbranare, dilaniare e scuoiare. E’ parte intima con la natura e la legge in base alla quale tutti gli animali hanno sempre vissuto, da milioni di anni, ben prima della comparsa dell’Uomo. Non per niente per “Legge della jungla” si intende la regola del più forte, che sottomette con la violenza gli altri, assoggettando le loro stesse vite al proprio tornaconto personale. La natura stessa condanna in modo inappellabile i più deboli, destinati a soccombere in base alla selezione naturale, è fatto arcinoto anche nei libri per bambini.
      Gli animali si uccidono e si massacrano tra loro continuamente, da milioni di anni per i motivi più disparati, e non solo i carnivori.
      Gli animali uccidono altri animali (da specie diverse a individui della stessa specie, anche cuccioli inermi) per ogni genere di motivo: per cibarsene, per conquista o difesa del territorio, per scontri tra branchi e famiglie, per assicurarsi il/la partner, per gioco, per allenamento, per deporre (o deporvi) le uova, per scaldarsi, per imporre alla femmina la propria prole (sterminando preventivamente quella da lei avuta con un precedente partner) per rivalità d’ogni tipo.
      In nessuno di questi casi a nessun animale importa un fico secco di quanto la vittima possa soffrire nel morire, milioni di vittime vanno anzi incontro ad una fine atroce se l’uccisione lenta e dolorosa ha un qualche scopo utile per l’uccisore.
      E a proposito di scopo: in natura e nel mondo animale lo scopo dell’uccidere non è sempre strettamente legato alla sopravvivenza.
      Certo, i carnivori sono costretti ad uccidere per non morire di fame (e anche le balene o i delfini che mangiano pesci e crostacei) ma molto spesso carnivori ed erbivori uccidono e seviziano anche quando ciò non è strettamente necessario.
      Bufali, cervi e rinoceronti possono caricare ed uccidere altri animali sono perchè non gradiscono intrusi nel proprio territorio, anche se questi non rappresentano in realtà una minaccia mortale per loro. O, a volte, anche quando sarebbero ben contenti di svignarsela senza arrivare allo scontro fisico.
      Quando un leone o una tigre ingravida una femmina, a volte stermina senza pietà i cuccioli eventualmente già nati da un precdente rapporto con un altro maschio. Di sicuro quei cuccioli impauriti non rappresentano una questione di vita o di morte per il maschio e sarebbero felicissimi di darsela a gambe e non farsi vedere mai più se solo il grande felino ne desse loro la possibilità. Eppure a volte succede, e spesso il leone o la tigre non se li mangia neanche.
      La femmina cerca di norma di salvare la prole, ma se non riesce, una volta inevitabilmente persa, altrettanto di norma non si sottrae alle avances dell’infanticida.
      Molti canidi (Lupi, Licaoni) trascinano la preda tramortita e sanguinante dai propri figli perchè ci giochino. E’ utile per imparare a cacciare, certo, ma non è vitale, i cuccioli imparerebbero comunque sul campo. E la povera preda, sottoposta ai goffi ed inesperti morsi dei cuccioli impiega ore ed ore a morire. Anche il detto “Giocare come il gatto col topo” trae origine dall’osservazione di una similmente sadica prassi anche su di un semplice animale domestico come il gatto.
      Il cuculo annienta le nidiate di altri uccelli per sostituirvi le proprie uova scaricando così su altri genitori il mantenimento della propria prole.
      La vespa killer paralizza ragni ed altri artropodi per deporvi le uova che potranno così germogliare succhiando e liquefacendo le carni dell’animale ospite vivo.
      Molti orsi sono onnivori e potrebbero sopravvivere senza carne. Eppure mangiano anche la carne, uccidendo, tipicamente con zampate che spezzano il collo ai più fortunati o la spina dorsale a quelli meno.
      Naturalmente la scelta delle vertebre da spezzare dipende da tutto fuorché dalla compassione del plantigrado, cui non potrebbe importare di meno il fatto che la vittima soffra tanto o poco.
      Insomma, anche se non sanno il latino, gli animali sanno benissimo cosa si intende per “mors tua, vita mea” in quanto lo mettono in pratica tutti i giorni, da ere geologiche.
      Ora anche l’Uomo, sia pur con certi distinguo, appartiene alla natura ed al regno animale per cui non si campisce in base a quale assurdo motivo dovrebbe esimersi dall’uccidere per tornaconto.
      E infatti lo fa da migliaia di anni, tra l’altro l’usanza di abbattere gli animali e scuoiarli per coprirsi delle loro pelli risale appunto all’età della pietra quando ancora vivevamo nelle caverne. Ma è continuata nei secoli, e giustamente, perchè le pellicce animali sono in effetti il risultato di una lunga evoluzione che le rende particolarmente adatte a proteggersi dal freddo ed anche ad avere un bell’aspetto (tanti animali, tra l’altro, ne uccidono altri solo per fare colpo sul partner, anche se, ancora una volta non è necessario alla propria sopravvivenza e nemmeno al successo dell’approccio). Anche se, certo, non sono indispensabili alla nostra sopravvivenza.
      Questi atteggiamenti ‘animalisti’ sono in realtà il tipico atteggiamento di una società decadente e smidollata che, infatti, sta volgendo al crepuscolo: le economie emergenti ben poco si curano di simili psicodrammi privi di qualunque fondamento etico o scientifico, gli animali ancor meno.
      I cinesi ad esempio non comprendono le resistenze occidentali al mangiare i cani (le mie sono limitate al motivo del sapore): sono animali che mangiano altri animali, perchè non dovrebbero a loro volta essere mangiati?
      E anche noi possiamo essere mangiati: ogni tanto qualche squalo o tigre ci riesce, anche se nella stragrande maggioranza dei casi sappiamo difenderci (e nel caso lo squalo finisce nel piatto e la tigre nel tappeto).
      Poi certo, siamo animali ma siamo anche qualcosa di più: faticosamente ed ancora con vasti insuccessi cerchiamo di non applicare la legge della jungla tra di noi, dobbiamo inoltre avere a cuore l’ecosistema da cui peraltro non possiamo prescindere dunque anch’io giudico criminale uccidere (se non per difesa) tigri o altri animali in via d’estinzione e sono contrario al bracconaggio.
      Ma quando le uccisioni avvengono in maniera da non turbare l’ecosistema e la biodiversità, ovvero avvengono come avverrebbero in natura, non trovo assolutamente nulla da eccepire.
      Gli slogan delle campagne animaliste fanno ridere, se non piangere per l’assoluta ignoranza che presuppongono.
      “Se i macelli avessero pareti di vetro, nessuno mangerebbe carne” Allora nessun animalista dovrebbe amare tigri, leoni o anche animali onnivori come l’orso o discendenti domestici dei lupi come i cani.
      “Tua madre ha una pelliccia? La mia non ce l’ha più!” si faceva dire ad una specie di cucciolo di marmotta. Chi ha ideato quello slogan non mancava di conoscenza della superficialità e dell’ignoranza delle masse ma voglio sperare che non fosse anche la sua: niente e meno naturale del rinunciare ad uccidere per peità privandosi di un comodo tornaconto (anche se non vitale): nel regno animale una simile prassi è del tutto sconosciuta dunque il mustelide in questione non potrebbe mai pensare una scempiaggine simile.
      E’ sciocco, infantile, patetico, inutile ed ancor peggio ridicolo dipingere animali e natura come un regno incantato dove tutto è amore e tenerezza e non si conoscono la violenza e la brutalità dell’Uomo. Ragionamento tipicamente frutto dell’alienazione e della noia esistenziale, di chi non ha abbastanza spina dorsale per affrontare le avversità del mondo e della vita e si rifugia in un illusorio paradiso terrestre che altri più scaltri di lui avrebbero guastato, negando le realtà più ovvie e palesi. La natura è brutale anche più dell’Uomo, solo in modo più grezzo. L’Uomo se ne è – giustamente, fatti non fummo per viver come bruti… – parzialmente affrancato, ma prassi come uccidere altri animali per cibarsene o per altri scopi rimarranno per sempre, l’importante è che noi si sappia non stravolgere l’equilibrio naturale, ma questo è un altro discorso che non ha nulla a che vedere con quanto soffre un’anatra prima di finire nel mio ragù. I lupi se ne fregano e io pure.
      Molti commenti sulla cover di “Amica” con la splendida Irina Valerjevna Sajchislamova (chissà perchè con un così bel nome russo è andata a pescarsi quello sciocco pseudonimo Shaik, specie considerando i tanti e gradevolissimi vezzeggiativi che offre la lingua russa) insistevano sul fatto che chi ama gli animali non può mangiarli nè indossarli; bene, io dico che chi sostiene tesi così ridicole non può dire di amare la natura perchè contraddirebbe se stesso platealmente.

    • Maria | 25 ottobre 2011 alle 22:31

      Solo una pecca: pesa un quintale! Ma non riesco a trovare l’app per Ipad, dov’e'?????
      Grazie

    • EMANUELE | 26 ottobre 2011 alle 14:53

      CARO ANDREA,
      LA SUA E’ UNA COZZAGLIA DI INFORMAZIONI E DICERIE POPOLARI PRESE A META’ PER AUTOGIUSTIFICARE UN PROPIO MODO DI VIVERE. L’INCOERENZA DELLA GENTE E’ PALESEMENTE VISIBILE NEL QUOTIDIANO.
      PRIMO: LA LEGGE DELLA JIUNGLA ( COME LA CHIAMA LEI ) E’ CONTRARIA ALLA CIVILTA’ E ALLA CIVILE CONVIVENZA FRA LE VARIE SPECIE SULLA TERRA. SE IO LA UCCIDO PERCHE’ MI CONTRASTA SEGUO LA SUA “LEGGE” O SONO UN RIFIUTO SOCIALE DA ESTIRPARE? PERCHE’ NEI NEGOZI DI PELLICCE NON SI FA VEDERE COME SI FANNO E COSA SONO GLI ALLEVAMENTI INTENSIVI? UN CONTO E’ DARE DIGNITA’ AD UN ESSERE VIVENTE IN NATURA E UN CONTO E FARLO NASCERE E VIVERE IN UNA GABBIA. PERCHE’ SI PORTANO I FIGLI AL MC DONALDS E NON AL MATTATOIO PER FAR LORO VEDERE CHE GLI HAMBURGER NON CRESCONO SUGLI ALBERI. CARO ANDREA MENO IPOCRISIA PIU’ EVOLUZIONE. I DATI MONDIALI SULL’INQUINAMENTO E SULLO SFRUTTAMENTO DELLA TERRA CAUSATI DAGLI ALLEVAMENTI INTENSIVI( ANCHE DI PELLICCE) SONO ALLA PORTATA DI TUTTI , MA DA FASTIDIO SAPERE LA VERITA’. SI E’ SEMPRE FATTA LA GUERRA…MA IO NON LA VOGLIO, SI E’ SEMPRE AVUTO DELLE DIFFERENZE SOCIALI….MA IO NON LE VOGLIO, SI E’ SEMPRE AMMAZZATO PER LA SOPRAVVIVENZA… MA IO VIVO ALLA GRANDE SENZA AMMAZZARE( VEGANO) O , DA VERO IPOCRITA, FAR AMMAZZARE PER ME. EMANUELE

    • Francesca | 27 ottobre 2011 alle 02:12

      @Andrea le consiglio di leggere il libro: “Un mondo sbagliato.Storia della distruzione della natura, degli animali e dell’umanità”, perchè penso come Emanuele qui sopra di me ha scritto, che le sue opinioni siano frutto di una conoscenza parziale, forse per pulirsi la coscienza di fronte alla crudeltà del mercato delle pellicce ( spero che sia cosi’ perchè in caso contrario significherebbe che una coscienza non l’ha). La lascio con due domande:
      1) Sa elencarmi altri animali (oltre l’uomo) che scuoiano VIVI altri animali solo per un vezzo edonistico?;
      2) Cosa c’è di “naturale”, come lo definisce lei in questa nostra società ormai cosi’ alienata dalla natura ( e aggiungo di cui le pellicce per me ne rappresentano appunto uno delle più TANTE aberrazioni)?

      P.S. : Irina rimane una “donna” dalla bellezza fuori misura, ma avremmo preferito tutti che quel bel corpicino non fosse cosi’ umanamente vuoto!

    • Nina | 27 ottobre 2011 alle 14:17

      Complimenti Cristina, avrei potuto scommettere sul salto di qualità di questo giornale con il tuo ingresso come direttore! BRAVA e COMPLIMENTI ancora!

    • mariella mistretta | 1 novembre 2011 alle 15:46

      ho il sospetto che questo tentare di smorzare i toni non sia dovuto tanto alla ricerca di chiarezza e alla volontà di dialogare ma sia dovuto invece alla paura di avere fatto proprio all’esordio un bruttissimo passo falso…….spero che per l’insensibilità dimostrata nel proporre in quei termini un argomento che tratta della sofferenza
      di esseri innocenti sacrificati all’altare della vanità le vendite del vostro giornale crollino miserevolmente, come miserevolmente vive chi si mette sulle spalle la vita degli “altri”!

    • pattystraface | 3 gennaio 2012 alle 12:16

      Ben tornata caro direttore…
      Adesso mi spiego molte cose!

      Con affetto BUON ANNO
      Patty Straface

    • mary | 7 luglio 2012 alle 02:04

      Andrea……credo di non aver mai letto in vita mia il parto di un cervello cosi’ stupido come il tuo. Un poema delirante e surreale, il tuo problema e’ che hai un quoziente intellettivo prossimo allo zero e proprio non ce la puoi fare. Povero te. Ti stanno prendendo in giro nella pagina “le cazzate dei carnivori” e si fanno delle belle risate……mamma mia quanta ignoranza

    • mary | 7 luglio 2012 alle 02:10

      il bello e’ che Andrea e’ cosi’ infinitamente stupido da aver fatto un poema su una cosa che nessuno aveva mai negato qui e che non si sognerebbe mai di negare: che gli animali carnivori mangiano quelli non carnivori, che la natura e’ crudele, che agli animali carnivori non importa nulla di mangiarsi altri animali per sopravvivere. E siccome “al leone non importa nulla di uccidere una gazzella per suo tornaconto, allora neanche a me frega nulla di ammazzare per mio tornaconto”. Quanto sei infinitamente stupido caro mio. dal basso quoziente logico-intellettivo e dai falsissimi sillogismi che fai, direi che potresti essere il classico cacciatore. Patetico, da far cadere le braccia. Se qualcuno ti entra in casa per ammazzarti e derubarti di cio’ che possiedi perche’ glielo comanda “la legge della natura” che tanto tiri fuori, vedi come chiami i carabinieri di corsa, scemo rimbambito che non sei altro. O per caso gli dici: be’ hai ragione del resto questa e’ la natura” il piu’ forte scanna il piu’ debole”. Ma vergognati ipocrita arrampicatore sugli specchi, tu e la tua pseudo-filosofia da 2 soldini.

    • Bestia | 10 ottobre 2012 alle 14:47

      Secondo il ragionamento di Andrea, che avrà sicuramente interessi economici al riguardo, tipo, sarà un allevatore, o un macellaio o un negoziante di pellicce etc. quindi, è lecito continuare a fare ciò che si è fatto( chissà da quali studi scientifici ha dedotto le sue tesi, il nostro …macellaio?) Vale a dire, per sopravvivere si entrerà nella tua dimora a rubare il cibo, se concorri con me all’approcio con una ‘femmina’ ti riempio di mazzate con la clava, se mi tagli la strada con l’auto modello ‘Flinston’ te ne dò altre…. e via dicendo. Tutto questo senza tenere in considerazione crimini più meschini quali le violenze sessuali e gli omicidi. Ma non si parlava di evoluzione e di civiltà tra gli uomini per distinguersi dagli altri esseri viventi ed avvicinarsi alla figura di essere superiore? Forse non a tutti interessa vero ANDREA?

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