Cherie (Blair) punta sulle donne per la ripresa
Scritto da Giada Vercelli in Fare impresa, Studi e ricerche | Permalink
Cherie Blair
‘Una maggiore sicurezza economica offre alle donne un controllo maggiore sulla propria vita e una voce più autorevole nelle comunità di appartenenza. Nessuna società può fiorire al pieno delle sue potenzialità se ignora i talenti di metà della sua popolazione”. E’ molto pragmantico il punto di vista di Cherie Blair sul suo sito internet, in cui promuove le organizzazioni mondiali impegnate nello sviluppo economico femminile, fra cui Global Banking Alliance for Women, la banca d’elezione delle donne nata nel 2000 con la benedizione dell’Ocse, e il Global Fund for Women . Reti di supporto calate nel reale, che raccontano storie di successo in tempi di crisi, indipendentemente dal pur utile megafono dei nomi di riferimento del movimento femminile internazionale.
In Italia i dati confermano la tendenza di una partecipazione forte delle donne ai tentativi di ripresa economica: Unioncamere ha rilevato 21mila imprese femminili in più tra giugno 2008 e giugno 2009. Un incremento dell’1,5% che ha più valore se si considera che il periodo preso in esame era proprio quello del picco della crisi. Basti pensare che nel complesso il numero delle aziende ha registrato un calo dello 0,2%. Vale a dire che a chiudere sono state soprattutto le imprese “maschili”. Con questa nuova crescita le imprese rosa viaggiano traquillamente verso quota 1,5 milioni in Italia. Un bel traguardo, che sarebbe più facile da raggiungere se anche da noi nascessero fondi specializzati in imprese fondate da donne.









































