Barton Biggs: “l’Europa? Un diamante grezzo per gli investitori”
Scritto da Giada Vercelli in Fare impresa, Notizie, Studi e ricerche | Permalink
Barton Biggs
Giusto perche’ ci piace cantare fuori dal coro…
Nella settimana in cui fra elezioni britanniche e crisi greca le valute europee hanno subito un deprezzamento contro il dollaro, arrivano commenti confortanti sul modello di business del Vecchio Continente rispetto a quello americano. E’ mai possibile? Leggo bene? E sono commenti insospettabili, visto che arrivano da oltreoceano e da un decano di Wall Street, Barton Biggs.
Biggs stesso si dice “scioccato” dai dati pubblicati dal settimanale Newsweek, che ha titolato: “Vince l’Europa, Come le grandi imprese stanno battendo l’America.” Alla faccia del titolo del Wall Street Journal del 15 aprile secondo cui: “L’Europa non riesce a tenere il passo”, in cui siamo dipinti come la zavorra agli sforzi del recupero economico globale.
La sintesi e’ che i numeri sulla produzione industriale indicano che la ripresa dalla crisi economica in Europa e’ iniziata prima e con maggior forza di quanto si pensasse. E’ legittimo quindi rivedere l’immagine ormai consolidata nell’opinione pubblica di un’Europa ormai decrepita sul fronte del modello di business.
Va detto, Barton, che il sondaggio di Merrill Lynch fra i gestori fondi rivela che gli investitori istituzionali alleggeriranno la propria esposizione in Europa piu’ che in ogni altra area economica. Inoltre per gli Stati Uniti e’ prevista una cresciat del Pil del 3% quest’anno, contro un 2% dell’Europa e il 2,1% della Germania. Dal 2011, le stime sono di un 2%, 1% e 0,6% rispettivamente per le tre aree prese in esame nelle osservazioni di Biggs.
Tuttavia, dice Biggs, “il mondo dovrebbe ripensare i propri stereotipi, perche’ l’Europa e’ un diamante grezzo nell’attuale panorama di investimento: in media le azioni europee pagano un dividendo del 3,4% contro l’1,9% delle americane. Il price-to-book ratio, per farla breve una misura del valore di un titolo e’ in media di 1,7 in Europa e di 2,2 in America (piu’ basso e’ il rapporto meglio e’). Inoltre le azioni americane sono sopravvalutate rispetto alle europee: in media il prezzo e’ 14,7 volte il valore degli utili previsti conto 12,7″.
E la tragedia greca? ” Serve ai paesi europei di lezione, saranno obblicati a migliorare la propria competitivita’.
Dai, che se lo dice Barton…








































