Scritto da doveviaggi in Cultura, Mare
Toglietemi tutto ma non la convinzione che le Canarie siano la soluzione a tanti mali. Nello specifico, alla drammatica indecisione di questi giorni: dove andare questa estate?
Ve lo dico io, o meglio, ve lo dice questo articolo di DoveViaggi. El Hierro è meno noto delle solite sorelle più famose, Fuerteventura, Lanzarote e Tenerife. Ma merita di sicuro un’occasione (e tutto il mio interesse). Prima di tutto perché quest’anno ne ho abbastanza della folla estiva, cerco un’oasi appartata. Quindi quest’isola esclusa (per sua fortuna) dal flusso turistico di massa è perfetta per me. Nonché del mio fidanzato amante del bio, visto che è un’isola modello, già classificata dall’Unesco Riserva della Biosfera e candidata a entrare nella rete europea dei geoparchi.
Dall’Italia non ci sono voli diretti, quindi scalo in Spagna, poi in una delle isole-sorelle e infine El Hierro. Grande quanto l’Elba, la si gira in auto (Autos Bamir, tel. 0034.922.55.01.83, da 20 euro al giorno), per poi tuffarsi nel mare che ha temperature che si aggirano intorno ai 20 gradi tutto l’anno e i fondali protetti. Una delle uncihe spiagge sabbiose è Verodal, rossa sabbia lavica sulla costa occidentale.
Sabbia vulcanica perché questa è l’isola dei 1000 vulcani. Il capoluogo, Valverde, è l’unico delle Canarie che non si affaccia sul mare, in un un saliscendi di strade, case imbiancate a calce e giardini. A pochi chilometri da qui, sulla costa est, si trovano lunga la costa tanti punti ideali per una sosta: La Caleta, con l’acqua calda e verdissima; la baia di Timijiraque, per i surfistie la Bahía de Las Playas, dove si alza per 200 metri dal mare Roque de Bonanza, la roccia più fotografata dell’isola.
Nel nord dell’isola ci sono altri scenari da fotografia: le piscine di Pozo de Las Calcosas e il borgo di Echedo. E la piscina naturale blu cobalto Charco Azul e, poco più in là, le piscine naturali di La Maceta, con zona picnic. Cosa mettere nel cestino per lo spuntino? Il pezzo forte di questa vacanza sarà il cibo: pesce grigliato, formaggi di capra e carne di capretto, solitamente servita fritta. Contorno: papas arrugadas, patate dalla buccia croccante, servite con differenti mojos, le salse piccanti a base di pepe, coriandolo, basilico.
Scritto da doveviaggi in Arte, Città, Cultura
Meno male che ho letto questo articolo di DoveViaggi sulla prossima Notte dei Musei 2013. Perché la cultura non ha prezzo, vero, ma nel caso del mio portafogli, qualche volta il pericolo c’è.
Ben venga quindi l’evento per il quale i luoghi della cultura delle città europee aprono le porte ai visitatori fino all’alba: il 18 maggio prende il via “The European Night of Museum” nottata patrocinata dal Consiglio d’Europa e dall’Unesco che quest’anno coincide anche con l’International Museum Day.
Tra le innumerevoli proposte, a Roma c’è con un ricco programma dalle 20 alle 2 del mattino del 18 maggio. I Musei Capitolini, il Macro, la Centrale Montemartini, i Mercati di Traiano, la Casa del Cinema. E ancora il Planetario, la Galleria Nazionale d’arte Antica di Palazzo Corsini, il Museo Nazionale Etrusco, la Chiesa di Sant’Ignazio, i Musei statali, sono solo alcuni dei luoghi che possono essere visitati gratuitamente (info tel. 06.0608).
A Parigi, invece la Ville Lumiere ha in cantiene 159 eventi (per la maggior parte gratuiti): da non perdere l’iniziativa aperta a tutta la famiglia al Musée du Louvre (quai du Louvre 34, tel. 0033.1.40205050). Le visite guidate, organizate tra le 18 e le 22, sono pronte a farvi scoprire le opere d’arte che hanno segnato la storia dell’umanità, accompagnandovi per le sale più importanti del museo. Al Musée D’Orsay (rue de la Légion 1, tel. 0033.1.40494814), dalle 21 alle 23.30, va in scena uno spettacolo coreografico con i ballerini della Compagnie Myriam Gourfink mentre, dalle 18 alle 23.30, è possibile visitare mostre come “Une passion française. La collection Spencer et Marlene Hays”, con dipinti del 19esimo e 20esimo secolo, o “L’Ange du bizarre. Le romantisme noir de Goya à Max Ernst”, per scoprire una selezione di oltre 200 opere tra dipinti, sculture e film espressionisti degli anni ’20.
Per chi preferisce fare un salto nella City, a Londra al Royal Observatory Greenwich (Blackheath Ave, Greenwich, tel. 0044.2088584422) dalle 16.15 alle 19.45 ci sarà workshop e attività per intrattenere i più piccoli con l’affascinante mondo delle stelle (ingresso per gli adulti 6.50 sterline, per i bambini 4.50). Alla Somerset House (Strand, tel. 0044.2078454600), invece, spettacoli e concerti di musica live fino alle 10 di sera (la maggior parte degli eventi sono gratuiti).
Scritto da doveviaggi in Arte, Cultura

L’Atelier di Beatriz Trepat à Belleville (foto: Loïs Pommier)
Poche cose sono più parigine di questo, mi sono detta. Aggirarsi tra gli atelier del quartiere multietnico e creativo per eccellenza, alla scoperta di un pittore, un illustratore o un ceramista. E scoprirne i segreti più nascosti, lasciarsi travolgere dalla passione di chi crea capolavori dal nulla.
Ne parla questo articolo di DoveViaggi, che racconta di un evento molto interessante. Dal 24 al 27 maggio a Parigi con la 24esima edizione di “Portes Ouvertes des ateliers d’artistes de Belleville“, la storica manifestazione francese che vede aprire al pubblico, per quattro giorni, le porte degli ateliers del quartiere multietnico parigino.
La manifestazione è stata organizzata come ogni anno dal 1990 dall’Association des ateliers d’artiste de Belleville. Storica e amatissima, visto che la precedente edizione ha visto partecipare oltre 50mila. Grandi arrivi, ovviamente, per i fan del signor Malaussène, celebre creato dallo scrittore Daniel Pennac. Perché Belleville è uno dei quartieri più stimolanti della Ville Lumière. Punto d’incontro tra profumi, colori e sapori che arrivano da terre lontane e che si fondono insieme creando un mélange unico. Ci si sente lontani mille miglia dall’Europa, passeggiando tra le montagne di datteri e assaggiando i bicchierini da tè mediorientali delle botteghe di strada.
A fine maggio, sono oltre 250 i luoghi insoliti dove scoprire le tendenze dell’arte contemporanea, disseminati nel 10°, 11°, 19° e 20° arrondissement, nascosti tra piccoli giardini e stradine discrete. Luoghi di lavoro dove cogliere gli artisti impegnati nelle creazioni, angoli curiosi dove fiorisce ogni giorno l’ispirazione. Tre i punti di ritrovo principali, dove raccogliere tutte le informazioni adatte per non perdersi nulla: la Galerie des AAB (1, rue Francis Picabia – Métro Couronnes), l’Espace Jourdain (3, rue J.B. Dumay – Métro Jourdain), CFDT Bolivar (47, av. Simon Bolivar – Métro Buttes Chaumont).
Da non perdere i due tour guidati in programma: “D’une porte à l’autre” è una passeggiata negli atelier con l’associazione Paris par Rues Méconnues (sabato e domenica alle 15 e alle 18; gratuito con prenotazione obbligatoria scrivendo a contact@paris-prm.com). Per i piccoli c’è invece “D’artiste en artiste parcourez Belleville”, visite a misura di bambino che termina con merenda e sorpresa (sabato e domenica con partenza dalla galerie des AAB alle 14.30 e alle 15). Un ampio calendario di spettacoli, mostre, installazioni e opere partecipative si trova sul programma online.
Scritto da doveviaggi in Arte, Cultura, Divertimento, Tradizioni

Le vetrate delle carrozze panoramiche del Glacier Express (foto: swiss-image.ch)
Confesso la mia ignoranza. Avrei sempre voluto fare un giro sul trenino rosso del Bernina: l’idea di muovermi tra scenari da favola, su un treno che s’arrampica tra monti e laghetti, è sempre stata tra le esperienze in lizza per un weekend originale.
Scorpro ora, leggendo questo articolo su DoveViaggi, che non c’è solo lui, il mitico Bernina Express, una delle ferrovie più ripide al mondo senza cremagliera, prodigio di ingegneria che percorre in 2 ore e mezzo i 61 km tra vette e ghiacciai, boschi e laghetti, fino alla mondanissima St. Moritz in Engadina.
Ad esempio non può non affascinare il nome del Glacier Express, un must, pare, per i turisti giapponesi in viaggio in Europa. Collega St. Moritz o Davos a Zermatt ed è detto il treno espresso più lento del mondo. Ideale per un viaggio davvero slow: sette ore e mezzo per passare su 291 ponti, attraversare 91 gallerie e percorrere i 300 km della linea. Per amanti delle emozioni: nel tratto in cui la linea affronta la salita al Passo dell’Oberalp, il punto più alto è di 2033 m e si supera grazie a una cremagliera una pendenza che arriva fino al 110 per mille. Non ci credete? Al ristorante servono le bevande in un bicchiere inclinato in modo che il liquido sia in orizzontale.
Mi ispira anche il suo naturale proseguimento, la Ferrovia del Gornergrat. Dicono che sia una delle linee ferroviarie più belle al mondo. Un viaggio di poco meno di 10 km che in 33 minuti porta alla piattaforma panoramica sul ghiacciaio che dà nome alla ferrovia a cremagliera, con la vista sulle 29 cime tra le più alte d’Europa. E quando il treno si ferma e le porte si aprono, una breve rampa conduce al Gornergrat Kulmhotel (tel. 0041.279666400) l’albergo più alto della Svizzera, che è anche un osservatorio astronomico.
Se non amate la montagna ma l’idea di un trenino fatato affascina anche voi, ecco il Treno del Cioccolato. Un convoglio speciale, composto da carrozze di lusso di prima classe, che circola il lunedì, mercoledì e giovedì da maggio a ottobre e tutti i giorni in luglio e agosto. La gita dura tutto il giorno: la partenza è alle 8.57 da Montreux e come dice il nome, il fine del treno è quello di portare i turisti a visitare un’istituzione svizzera come la fabbrica di cioccolato Cailler-Nestlé e degustare i prodotti. Ma non solo: sul percorso c’è tempo di raggiungere anche un caseificio dove si può vedere come viene prodotto il famoso formaggio Dop Gruyère e, naturalmente, assaggiarlo. Il percorso comprende la visita al paesino medievale di Gruyère con il suo castello duecentesco che sorge maestoso e severo su un colle proprio in mezzo alla valle.
Incuriosite? Pensate allora alla Goldenpass Line, la linea che da Montreux, sul Lago di Ginevra, porta a Lucerna. Sulla linea corrono due convogli di lusso, dipinti in blu e oro: il Classic, in stile anni Trenta, e il Panoramic, con il famoso vagone Vip di testa, la cui grande vetrata permette di avere la stessa visuale del macchinista. Storica, anzi centenaria, anche la linea della Ferrovia della Junfrau, che porta sulla sella di una montagna: lo Jungfraujoch Top of Europe, la stazione ferroviaria più alta d’Europa, a 3454 metri. Scommetto che nessuna conosce invece la linea Pilatus, che deve il suo nome all’omonimo monte, su cui si credeva fosse sepolto Ponzio Pilato. Fa parte del cosiddetto Anello d’Oro, un’escursione da fare in giornata da maggio a ottobre. Si prende il battello fino ad Alpnachstad, si prosegue in treno sul Pilatus e da qui si ridiscende in funivia a Kriens dove ferma l’autobus per Lucerna. Quanto a nomi originali però, la Wilhelm Tell Express, batte tutti: da Lucerna al Ticino con il battello e il treno, è il Wilhelm Tell Express, itinerario dedicato all’eroe nazionale elvetico che tocca i luoghi storici più sacri della Svizzera.
Scritto da doveviaggi in Enogastronomia, Mare
Non l’avrei mai detto, eppure oggi ho un motivo in più per andare alle Bahams!
Oltre ad essere il viaggio dei sogni, leggendo questo articolo di DoveViaggi ho scoperto che è anche una delle prime dieci destinazioni etiche al mondo. Lo dice il rapporto 2012 di Ethical Traveler. Merito ovviamente delle foreste di pini e mangrovie, delle grotte sottomarine, di una barriera corallina unica nel pianeta. E delle storiche politiche di tutela, che hanno portato a ben 27 riserve, fra terrestri e marine, per un totale di oltre un milione di acri protetti. Una natura senza paragoni e tanti resort ecofriendly, cosa si può volere di più? Di questi tempi, qualche sicurezza in più: pensate che dopo gli oltre 270 anni di governo democratico, le Bahamas sono uno dei Paesi politicamente più stabili al mondo. Tant’è che non hanno neppure un esercito!
Per sentirsi originali si può scegliere una meta meno nota (anche se per la verità, sta diventando di tendenza), le Out Islands , le più vicine a Nassau. A Eleuthera vanno anche Lenny Kravitz, Uma Thurman e Mick Jagger. Governor’s Harbour è il centro principale di Nord Eleuthera, per pranzo ci si trova tutti al The Beach House (Banks Road, tel. 001 2423323387. Orario: 11-17, ven-dom 11-23), un tapas restaurant bordo mare. Ancora più a nord si raggiunge Gregory Town, dall’anima grunge e selvaggia, dove si percorre il Glass Window Bridge, ponte che attraversa il punto più stretto dell’isola.
Ad un giro di traghetto si trova la glam Harbour Island, con la sua celebre Pink Sand Beach, spiaggia rosa strafotografata. La cittadina da cartolina, tra architetture coloniali e casette color pastello, è Dunmore Town. Qui di sera d’obbligo una sosta al Landing , ristorante romantico e dai sapori etnici (Bay Street, tel. 001 2423332707, Orario 8-11, 18-22; dom 8-12, 18-22 (chiuso mer). Infine, ancora sfuggita al radar dei vacanzieri ecco Cat Island, prima terra del Nuovo Mondo a essere scoperta. Tra spiagge immacolate e clima subtropicale per tutto l’anno. Altra tappa, l’isola di Andros, che vanta la terza barriera corallina al mondo e i caratteristici blue hole, le doline marine dall’imboccatura circolare. Per avventura a tutta natura.
Scritto da doveviaggi in Arte, Città, Cultura
Non potete non averne mai letto neppure uno. Da Guerra e Pace a Il Maestro e Margherita, fino al più recente Limonov, del francese Emmanuel Carrère sono davvero tanti i romanzi ambientati a Mosca, grandi classici e ultimissimi best-seller.
Leggendo questo articolo su DoveViaggi ho scoperto che è possibile persino costruirci sopra un bell’itinerario alla scoperta del fascino della capitale russa, e pranzare il luoghi da sogno come il ristorante Cdl (Povarskaja 50, tel. 0074956651515. Orario: 12-24), ex Casa degli Scrittori in epoca sovietica. Oppure il Caffè Puškin (Tverskoij Bul’var 26a, tel. 0074957390033. Mai chiuso) ricrea i fasti di una residenza nobile del XIX secolo.
Immaginavo che non ci fosse nulla alla portata del mio portafogli: mi sono dovuta ricredere. Piatti della tradizione a prezzi abbordabili si trovano da Mu-Mu o Jolki Palki, popolari catene con buffet di insalate e piatti della tradizione. Per colazione o per uno spuntino, croissant e panini della catena Karavaevi (spuntini da 7 euro). Per un caffè espresso a 12 rubli (0,30 euro, una rarità a Mosca), ci si incontra da Petrovich (Mjasnitskaja 24, edificio 3, tel. 0074956230082. Orario: lun-giov, ven-dom 14-5), ristorante, museo, club, ma soprattutto ironica parodia dell’era Urss e ritrovo cult dell’intelligencija locale.
Diciamocelo però, non si va fino in Russia (solo) per sedersi tutto il giorno a mangiare. Rotta quindi verso quartiere emergente della capitale russa, sull’isola Bolotny, in mezzo alla Moscova. Non ve immaginereste, ma al centro di tutto c’è un’ex fabbrica di cioccolato Ottobre Rosso che ospita gallerie, bar, cinema e negozi. Dall’arte di Red October (Bersenevskij 2/1, tel. 0074956440143. Orario: tutti i giorni 12-21) alle magliette di T-Shka (Bersenevskaja 2°, 4° piano, tel. 0079035750.044. Orario: tutti i giorni 12-20).
Infine, un po’ di sano relax. Mi piacerebbe provare la banja, i bagni di vapore accompagnati da sferzate con rami di betulla o massaggi meno rudi. Indirizzo cool, Sandunij(Neglinnaja 14, tel. 0074956284633. Per orari, prezzi e trattamenti consultare il sito) i bagni più lussuosi e antichi di Mosca: qui il pomeriggio scivola via tra piscine e colonnati, mosaici e, a richiesta, trattamenti beauty.
Non so voi, ma io quasi quasi preparo già la valigia.
Scritto da doveviaggi in Benessere, Cultura
La mia amica
Francesca ha deciso per una partenza fuori stagione davvero emozionante: destinazione Tokyo. Da brava appassionata di qualsiasi cosa abbia a che fare con il benessere e la remise en forme, mi ha spiegato che il suo viaggio ha un obiettivo principale: i famosi onsen giapponesi, le fonti termali riscaldate naturalmente.
Leggevo su DoveViaggi un articolo che mi ha incuriosita. Chi si poteva immaginare che ci fossero tutti questi centri termali naturali, così belli e così centrali in città. Ho consigliato alla mia amica una piccola gemma del benessere: Jakotsuyu (1-11-11 Asakusa, Taito-ku. Ingresso: adulti 450 yen, bambini 180 yen), pare che sia tra i più caratteristici e famosi di Tokyo. Deve’essere per la tradizionale struttura del periodo Edo che lo ospita, in netto contrasto con gli interni moderni e recentemente rinnovati. Acqua mediamente calda e murale dei monte Fuji sulla parete, ovviamente.
Non dovrà perdere neanche il Ooedo Onsen Monogatari (2-57 Aomi, Koto-ku. Ingresso: adulti 1980 yen, bambini 900 yen), nell’area di Daiba. Pare sia un vero e proprio “parco a tema onsen” nella capitale. Il palazzo è una struttura in stile antico, con bagni e fonti naturali riforniti di acqua pompata da 1400 metri di profondità. Vasche all’aperto, giardini giapponesi e attrezzature all’avanguardia rendono piacevole i bagni caldi. Per una fan sfegatata di tutte le terapie orientali come lei, poi, c’è il Yukari onsen (2-12-2 Jindaiji-Motomachi, Chofu. Ingresso: adulti 1650 yen, bambini 1000 yen). Atmosfera decisamente New Age assicurata, in accordo con i più antichi principi del benessere psicofisico, nella dozzina di bagni. Che comprendono diversi rotenburo esterni. Chissà che faccia distesa al suo rientro. Quasi quasi parto con lei.
Cristina Piotti
Scritto da doveviaggi in Enogastronomia, News
Con l’arrivo della bella stagione (finalmente!) cresce la voglia di uscire e di vedere posti nuovi. Fughe brevi, magari anche solo per un weekend, dove lasciarsi coccolare tra atmosfere rilassate e buon cibo. Per me che abito a Milano, la Liguria è la prima meta a cui penso. Bastano un paio d’ore per arrivare al mare e passare due giorni tra pesto, focaccia e olio gustoso.
Per chi avesse voglia di trascorrere un weekend godereccio, questo articolo di Doveviaggi.it dà una mano a districarsi tra le decine di paesini lungo la riviera del Levante, in cerca della focaccia più buona. Da Recco a Genova fino a Vernazza, trovate gli indirizzi migliori per farvi prendere per la gola.
I forni migliori, le botteghe storiche, i panifici che nascondono nella ricetta segreti vecchi di cent’anni. I luoghi, insomma, dove il cibo si trasforma in arte e il weekend diventa davvero una piacevole fuga gourmand.
Scritto da doveviaggi in Città, Divertimento, Mare, News
Da viaggiatrice quale sono, aspetto ogni anno con ansia il 25 aprile. E’ una delle poche occasioni nei primi sei mesi dell’anno, oltre a Pasqua, per prendermi qualche giorno e visitare nuovi posti. Quest’anno, poi, è ancora più bello perché cade di giovedì. Chiedendo ferie il venerdì, il weekend diventa long e posso permettermi di fare una mini-vacanza in Europa. Dove andare, però? Al mare? O in città?
Doveviaggi.it ha realizzato uno speciale dedicato all’argomento. Una raccolta di idee per brevi fughe a fine mese, in grado di soddisfare tutti i gusti. C’è l’Olanda, con Amsterdam e la festa della Regina. In programma parate floreali, sfilate in barca, feste e divertimento. Tutto in tono con l’arancione. Oppure c’è Lisbona, tra le mete low cost d’Europa. La graziosa capitale portoghese quest’anno festeggia, nella settimana del 25 aprile, i 10 anni di IndieLisboa con proiezioni, performance d’arte e registi internazionali. Per chi ama il mare, in questo periodo le Canarie sono perfette: ancora non sono affollate, costano poco e il clima è mite.
Che ne dite invece di Istanbul? Quest’anno è stata eletta European Best Destination 2013, prima nella classifica delle 10 città più interessanti d’Europa per il turismo. A colorare il cielo di Malta tra il 26 e il 30 aprile sarà invece il Festival Internazionale dei Fuochi d’artificio. Appuntamento perfetto per innamorati in cerca di romanticismo. Infine Budapest e Praga, con la Festa della Primavera e la notte dell streghe. E voi? Che programmi avete per il ponte?
Scritto da doveviaggi in Mare, News
Johnny Depp a Lenny Kravitz ne hanno fatto il loro buen retiro. E non a caso, visto che le Bahamas vantano un ecosistema perfetto e sono tra le prime dieci destinazioni etiche al mondo. Un paradiso per chi ama la natura e vuole restare lontano dalla folla: foreste di pini e mangrovie, grotte sottomarine, una barriera corallina unica nel pianeta, oltre 4000 chilometri di pareti oceaniche abitate da un’infinita varietà di pesci, crostacei, molluschi.
Difficile scegliere quale sia la più bella tra le centinaia di isole che fanno parte dell’arcipelago. Le Out Islands sono le più vicine a Nassau. Oggi sono diventate una meta di tendenza, dove si salvano angoli integri dai ritmi slow, che continuano a rappresentare una sorta di età dell’innocenza.
Tre le isole di riferimento: Eleuthera, Cat Island e Harbour Island. Paradisi caraibici dove sentirsi fuori dal mondo, dove trascorrere una vacanza all’insegna dello slow living, il vivere lento. Tra spiagge, fuggite alle logiche del turismo. E dove barriere, mare e lodge sono rimasti all’800 (con un dettaglio che non guasta: i prezzi interessanti). I giornalisti di DOVE le hanno visitate. Per saperne di più, ecco il reportage.