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Maglia, alcune idee dalle sfilate per il prossimo autunno
scritto da: pippawilsonin Dalle passerelle ai ferri
Lo so, la primavera non è ancora iniziata e l’idea di pensare già all’autunno non è delle più allettanti. Però è anche vero che finché perdura il freschino abbiamo ancora voglia di lavorare la lana allora perché non portarsi avanti con alcune idee viste alle sfilate Prêt-à-porter Autunno-Inverno 2010-11?
Ecco gli accessori tricot che mi hanno colpito e che penso siano abbastanza fattibili anche da noi, ditemi che ne pensate.
Lo scaldacollo oversize di Chanel
Gli stivali tricot Fair Isle di D&G, quelli di Dior e gli stivaletti morbidi di Kristina T
Il bordo a maglia da attaccare a golfini e magliette di Elena Mirò. Un’idea semplice quanto geniale anche per riciclare una vecchia maglia.
Lo scaldacollo tricot di Coveri che sembra una fascia per capelli.
I guantini e il collo Blugirl con i fili “tirati”
I tripli strati di sciarpe, cardigan e maxi-maglia di C n C Costume National
Madonna, che pizzo?
scritto da: Veruskain Dalle passerelle ai ferri

abito in pizzo all'uncinetto D&G
Estraiamo gli uncinetti, adesso anche noi, quelle con un bastoncino solo, siamo super-trendy! Dopo le infinite e gli infiniti testimonial della maglia, anche noi abbiamo la nostra star: niente di meno che Madonna!
Madonna ha posato per la campagna pubblicitaria primavera-estate 2010 di Dolce e Gabbana indossando dei vestitini di pizzo all’uncinetto.
Saremo famose?
Non saprei, ma volete mettere le pernacchie che potremo fare alle fashion victim che ci hanno sempre snobbato, quando indosseremo le nostre creazioni originali e loro saranno verdi d’invidia?
(E il verde non è più neanche un colore così di moda, ormai)

abito in pizzo all'uncinetto D&G
Pizzo nero
scritto da: Veruskain Fai-da-te, Schemi: Knit&Crochet

Diciamo che dopo aver visto gli abiti all’uncinetto indossati da Madonna siamo state colte dall’effetto: “Anche io ne voglio uno!”. Diciamo pure che abbiamo la fortuna di avere quello che un tempo chiamavano ‘un figurino’, quindi
possiamo permetterci di indossarli dopo averli fatti.
Dove cercare ispirazione e, soprattutto, modelli?
Un ottimo punto di partenza sono le creazioni di Doris Chan, maestra nel trasformare qualsiasi pizzo all’uncinetto in un capo d’abbigliamento. In particolare, potrebbe fare al caso nostro il Midnight Lace Dress (Crochet! Magazine, marzo 2008)

Garden Party, di Pyrogazel, foto KAL media
Molto sexy è Garden Party di Pyogazel, una stilista che, tra le sue doti, annovera una particolare attenzione per le signorine grandi forme. L’abito seduce senza essere troppo rivelatore. Il modello si trova sul numero di agosto/settembre 2009 di Inside Crochet

Lace Dress, di Lily Chin
Sicuramente più complesso, ma ancora di grande effetto, il Lace Dress di Lily Chin, da riproporre in nero.
Per chi ama i modelli scaricabili gratuitamente, è possibile allungare l’Avalon Top o Lapa, sempre di Doris Chan.
Oppure, per quelle di noi che non hanno il succitato figurino, sarà sempre possibile abbinare un bel top di pizzo a una gonna o a un paio di pantaloni non rivelatori…
Il berretto alla francese all’uncinetto
scritto da: Veruskain Dalle passerelle ai ferri, Schemi: Knit&Crochet
Nell’episodio precedente, abbiamo spiegato la formula base per ottenere un cappellino che possa calzare qualunque testa, dal neonato al testone, realizzandolo a maglia bassa. La formula è valida anche se vogliamo avere un cappellino a mezza maglia alta, maglia alta, maglia alta doppia, tripla, se vogliamo lavorare in costa e così via.
Se vogliamo realizzare, ad esempio invece, un berretto piatto alla francese, invece di smettere di aumentare una volta raggiunte le dimensioni della corona della testa, continueremo con gli aumenti seguendo sempre la formula data fino ad avere una frittata delle dimensioni desiderate. A quel punto, faremo delle diminuzioni simmetriche agli aumenti.
Ad esempio, diciamo che l’ultimo giro di aumenti fatto sia stato *una maglia bassa su ogni maglia bassa del giro precedente per 8 volte, due maglie basse sulla maglia bassa sottostante*. Inizieremo le riduzioni facendo *una maglia bassa su ogni maglia bassa sottostante per 8 volte, due maglie basse lavorate insieme*, fino alla fine del giro, che chiuderemo al solito con una maglia bassissima. Il giro successivo sarà quindi *una maglia bassa su ogni maglia bassa sottostante per 7 volte, due maglie basse sulla maglia bassa sottostante*.
Questo, fino a raggiungere le dimensioni della circonferenza della nostra testa. A quel punto, termineremo con le diminuzioni e realizzeremo la baschina (cioè la fascia che circonda la testa). Basterà lavorare in tondo fino ad ottenere una baschina dell’altezza desiderata.
La sciarpa-capelet Ralph Lauren: la voglio! Ma come si fa?
scritto da: pippawilsonin Dalle passerelle ai ferri
Sbirciando tra le sfilate di quest’inverno c’è un accessorio che mi ha rapito: la sciarpa-capelet di Ralph Lauren. Elegantissima, essenziale e geniale. Mi piace moltissimo sia messa sopra la giacca di tweed che sull’abito da sera. Ma sono certa che starebbe benissimo anche sui jeans che indosso ogni giorno.
Dopo un’occhiata al sito web dello stilista, non sono riuscita a trovarla nello shop, ma studiandola attentamente mi dico: si potrebbe forse farne una versione a maglia? Urge però uno schema!
Io propongo di lavorarlo a punto riso (detesto il punto riso) con ferri massimo 5. Lana sport grigia. Vedo, guardando il dettaglio, che questo capelet è cucito sui bordi, ma si potrebbe pensare un bordino a coste 1-1.
Per chiuderla dietro la schiena invece userei 3 bottoni un po’ oversize. certo si perderebbe l’aria country-chic dell’originale, ma penso sia una mantella che si presta a interpretazioni di look diverse.
Che ne dite? Chi azzarda uno schemino?
Pippawilson
Chanel ama il tricot, e io anche
scritto da: pippawilsonin Dalle passerelle ai ferri
E’ appena andata in passerella la collezione Primavera Estate 2010 di Chanel e sono corsa a vedere se il buon Karl Lagerfeld anche per la stagione calda ha inserito qualche capo tricot da cui prendere inspirazione. Dopo il cappellino all’uncinetto dell’autunnno – che mi sogno la notte – ecco la mia prossima ossessione: il cardigan a maglia. Non è STUPENDO?
Difficilissimo e quasi impossibile da rifare, ma istantaneamente un sogno. Di questa collezione mi piacciono anche molto i due vestitini all’uncinetto, in bianco e nero, quell’elaboratissimo vestitino ecru lavorato a maglia, e quella deliziosa borsettina bianca!!
Ok ho 9 mesi per capire come realizzare una di queste cose, ce la farò?
Pippawilson
Lo sciarpone è il must della stagione: perché non farselo da sé?
scritto da: pippawilsonin Dalle passerelle ai ferri, Schemi: Knit&Crochet
Se c’è un progetto che è adatto a tutti, ma proprio tutti i principianti è la sciarpa. Qual è la bella notizia? Che quest’inverno lo sciarpone è un must! Lo abbiamo visto su tutte le passerelle: semplicissimo a maglia legaccio, essenziale a maglia rasata oppure elastico a coste, l’importante è che sia lunghisssimo. E il bello è che non esiste un modello perfetto, allora perché non creare da sé la propria sciarpona à la page.
Bastano solo un po’ di gomitoli, 2 ferri e un po’ di pazienza. I pigrissimi possono anche lavorare 2-3 fili di lana insieme per fare ancora prima, oppure per tentare un effetto marezzato come per lo sciarpone di Etro. Tra l’altro, quest’anno lo sciarpone è un must anche per gli uomini…
Ecco alcuni schemi semplicissimi per una sciarpona ultra modaiola:
A MAGLIA LEGACCIO (il video)
Montare tante maglie quanto si vuole larga la sciarpa (circa 20-30 con un filato un po’ spesso). Lavorare tuttii ferri e tutti i punti al dritto. Aggiungere frange lunghe a piacimento.
A MAGLIA RASATA (il video)
Montare tante maglie quanto si vuole larga la sciarpa (circa 20-30 con un filato un po’ spesso) potete anche regolarvi ad occhio. Lavorare il primo ferro al dritto, il secondo tutto a rivescio. Alternare un ferro al dritto e uno al rovescio fino alla lunghezza desiderata.
A COSTE 2+2 (il video)
Montare un numero di maglie divisibile per 4 + 2 maglie extra, per una lunghezza sul ferro circa il doppio della larghezza di cui vorreste la sciarpa (le coste fanno si che la sciarpa si stringa). Ad esempio 42 maglie (4×10=40 + 2= 42) per uno sciarpone di media larghezza.
Ferro 1) Lavorate il primo ferro: *2 dritti – 2 rovesci* ripetendo queste 4 maglie fino alla fine, le ultime 6 maglie dovrebbero venire “2 dritti – 2 rovesci – 2 dritti”.
Ferro 2) Girate il lavoro e andate a rovescio sul rovescio e al dritto sul dritto. Inizierete quindi con “2 rovesci – 2 dritti – 2 rovesci” e finirete con 2 rovesci.
Ferri successivi: Girate il lavoro e alternate fino alla fine sempre un ferro 1 a un ferro 2. Fino alla lunghezza desiderata. Finite con il ferro 2.
Consiglio: c’è chi per avere un bordo più “pulito” passa sempre la prima maglia di ogni giro senza lavorarla.
Nella gallery qui sotto alcuni esempi di sciarponi dalle sfilate. Buono sferruzzamento!
Pippawilson
Mademoiselle Chanel, tricot
scritto da: pippawilsonin Dalle passerelle ai ferri
L’anno scorso ci aveva fatto sognare col suo basco, che ha ispirato a Cristiana il suo delizioso cappellino granata, quest’anno Karl Lagerfeld nella sfilata Autunno Inverno 2009/2010 di Chanel ci emoziona con golfini e cappellini strutturati lavorati all’uncinetto. Li guarderemo ben bene e cercheremo di svelare il loro segreto!
Tricot Prèt-à-porter 2009/10
scritto da: pippawilsonin Dalle passerelle ai ferri
Non c’è lavoro a maglia che non si possa realizzare, non senza il giusto maestro, la giusta dose di pazienza e il giusto tempo. Ecco perché mi ci metto in anticipo a dare un’occhiatina ai capi tricot che stanno sfilando in questi giorni a Milano, con circa 8 mesi di tempo dovrei riuscire a combinare qualcosa (almeno un cappellino!).
Ecco alcuni capi interessanti da tenere sott’occhio e studiare ben bene, perché di quelli più accessibili pubblicheremo gli schemi nel corso di questi mesi
La Maglia è di Moda per l’Uomo
scritto da: pippawilsonin Dalle passerelle ai ferri
nche le passerelle della moda maschile possono svelare, inaspettatamente, piccoli grandi accessori tricot tutti da copiare.
Il collo di maglia lavorata, di Burberry, non sembra difficilissimo da rifare, certo a patto di avere uno spesso, splendido, filato (di cachemire?) con cui realizzarlo e ingegnarsi a lavorare delle ampie trecce, o intrecci in stile Aran.
Lo scaldacollo proposto da Gaetano Navarra, chiuso con tre bottoncini, altri non è che una bella sciarpona molto larga, lavorata con un punto incrociato e finita a coste, poi chiusa a cerchio intorno al collo. Bella e d’effetto.
La maxisciarpa di Ferré, invece, richiede un po’ di pazienza ma può essere lavorata anche solo tutta a maglia legaccio o al punto riso. In modo da ottenere una texture lievemente rigida, l’importante è che sia lunghissima e molto ampia.
Il berretto di Etro è lavorato con un filato molto spesso (o due filati lavorati doppi) lavorato a coste 1 1 e poi chiuso in cima. Bellissimo e molto rapido da fare, a patto di avere la lana giusta, certo.
La sciarpa lunghissima di Byblos utilizza invece la tecnica delle maglie allungate. In pratica, alterna delle maglie a diritto con delle maglie gettate doppie. Nulla di più semplice.
Per finire, una bella sciarpa lavorata, come quella che ha fatto sfilare Alexander McQueen non è impossibile da realizzare e a ben guardare non è poi così diversa dalla sciarpa Irene di Mélusine, con un motivo diverso scelto per la parte interna.
Insomma, uomini cosa aspettate a darvi alla maglia?
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