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Post taggati come ‘schemi per maglia’

10.3.2010

Punto bambù

scritto da: pippawilson
in Lezioni

Dopo la pausa delle sfilate torniamo con la nostra scuola di punti in collaborazione con Vimar 1991 presentando questa settimana un punto facile e molto carino, il punto bambù.

punto bambu

punto bambu

Esecuzione
Numero di maglie pari più una maglia di vivagno:

1° ferro: *1 maglia gettata a diritto, 2 maglie a diritto, accavallare il gettato sulle 2 maglie diritte*. Ripetere da * a *

2° ferro e tutti i ferri pari: lavorare tutte le maglie a rovescio

3° ferro: come il 1° ferro

Punto bambu dettaglio

Punto bambu dettaglio

Pippawilson

Vuoi partecipare alla scuola di punti? Se hai dei punti a maglia o all’uncinetto che vuoi condividere, mandaceli e te li pubblicheremo!


3.3.2010

Voglio il palloncino (a maglia)!

scritto da: Veruska
in Recensioni di lana

ape montata

ape montata

Non so voi, ma io ho sempre voluto imparare a piegare i palloncini a forma di animale, fiore, pupazzetto. Come i bambini, ogni volta resto imbambolata a guardare questi animatori che, da un salsicciotto di plastica gonfio di
elio, tirano fuori un mondo di cose. La Skacel ha avuto la bella idea di insegnarci a farlo, però con la maglia. I modelli proposti sono stati progettati per lana
autorigante da calzini. Seguendo il pattern, si realizzano una serie di salsicciotti colorati che, una volta imbottiti, vanno piegati e incastrati tramite le apposite strozzature tra un salsicciotto e l’altro, diventando buffi animaletti. I pattern sono in vendita sul sito, dove è anche possibile vedere le immagini di tutti gli animaletti realizzabili.

ape a salsicciotto

ape a salsicciotto

Veruska



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1.3.2010

Nuage, lo scaldacollo unisex

scritto da: alice
in Gomitolo perso, Schemi: Knit&Crochet

Due anni dopo l’approdo su Leiweb, parlando prevalentemente di schemi e lavori altrui, è giunto il momento di condividere con voi il mio primo lavoro originale.

Ebbene sì, anche la sottoscritta ha cominciato a dilettarsi con l’ideazione di accessori a maglie e all’uncinetto.

L’occasione è nata per merito di alcuni splendidi gomitoli di un nuovo marchio italiano, Filitaly-Lab, che ho avuto la fortuna di poter testare in anteprima. Probabilmente se non avessi avuto tra le mani questa meraviglia di filati, non mi sarebbe venuto il pallino di disegnare qualcosa di mio. Perchè queste lane sono così belle che vi vien voglia di farci qualcosa di unico…

E così, ferri e Puno 1 alla mano, ho passato un paio di giorni cercando di capire cosa questo filato volesse diventare.

Filitaly-Lab Puno 1

Filitaly-Lab Puno 1

Dopo svariati tentativi – e anche un po’ di frustrazione, non lo nego – sono approdata ad un’idea che mi soddisfacesse.

Volevo uno scaldacollo con le trecce, che stesse in piedi da solo, visto che ho già realizzato la mia parte di scaldacolli lace ed extralarge, ma poi mi arrivavano spifferi da tutte le parti e non facevo altro che cercare di infilare lo scaldacollo nella giacca, con il risultato che nel frattempo mi si gelavano le mani che avrei voluto tenere in tasca.

Volevo uno scaldacollo che fosse comunque extra morbido nonostante le trecce, aderente al collo ma non troppo, per non doverlo togliere appena salita sui mezzi o entrata in un negozio, dove la temperatura, svariati gradi superiore a quella della strada, ti fa rischiare il collasso.

E così è nato Nuage, uno scaldacollo intrecciato e perfettamente unisex.

Nuage, scaldacollo intrecciato

Nuage, scaldacollo intrecciato

Lavorato in tondo con il metodo che preferite (ferri a doppia punta, circolare col cavo corto o col cavo lungo per realizzare il magic loop), Nuage si realizza in poche ore, ed è anche piuttosto facile.

Le abilità richieste sono: avvio, chiusura, lavorazione in tondo, dritto, rovescio, saper fare le trecce con un ferro ausiliario.

Puno 1 è un filato di una straordinaria morbidezza, da cui il nome dell’oggetto finito.

Ed è caldo, caldo, caldo, essendo un filato misto alpaca (75%) e merinos extrafine (13%). La residua parte di Poliammide è una sorta di rete che fa da supporto al filato, come un’anima, ed è completamente impercettibile al tatto.

La sua funzione è di fornire stabilità al filato, che infatti non si allarga quasi per nulla con l’uso o con i lavaggi.

Io ho lavato e bloccato due volte il mio Nuage, perchè la prima volta lo avevo messo a bloccare su una superficie che mi aveva trasferito del colore sul filato, e le misure prima dei lavaggi e bloccaggi e dopo aver indossato quasi tutti i giorni per un mese il capo finito, sono praticamente le stesse (meno di un centimetro di differenza in larghezza, nessuna differenza in altezza).

Lo schema di questo scaldacollo è disponibile gratuitamente per le lettrici di Leiweb in formato pdf.

Lo potete scaricare cliccando qui sopra.

Spero che vi piaccia, e che sia il primo di una lunga serie. Mi raccomando, siate buone, non avevo mai scritto uno schema prima d’ora!

Per una lista di rivenditori presso cui poter trovare i filati Filitaly-Lab, guardate qui.

Alice


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19.2.2010

E’ nato Traduzioni da Ravelry!

scritto da: alice
in Mai più senza

Una delle lamentele più frequenti delle magliste italiane è che non ci sono schemi interessanti nella nostra lingua, o che ce ne sono molto pochi.

Per venire incontro alle magliste che ancora non si sono familiarizzate con gli schemi in lingua straniera è da poco nato su Ravelry un gruppo dedicato alla traduzione di schemi – anglosassoni e non solo – nella nostra lingua.

Il gruppo si chiama Traduzioni da Ravelry e le sue iscritte, compatibilmente con i propri impegni personali e maglistici, hanno già cominciato a tradurre qualche schema originariamente scritto in inglese.

Logo del gruppo Traduzioni da Ravelry

Logo del gruppo Traduzioni da Ravelry

L’idea vincente è già stata sfruttata da altri gruppi di magliste che su Ravelry si sono impegnate a tradurre in francese e in spagnolo (e sicuramente anche in altre lingue) gli schemi gratuiti che di volta in volta risultano più popolari nel mondo anglosassone, per farli conoscere anche a tutte le persone che, per un motivo o per un altro, non riescono ad accedere alla versione originale inglese.

Continua a leggere…


17.2.2010

Punto Astracan o Trinità

scritto da: pippawilson
in Lezioni

Questa settimana vi presentiamo un punto che vi tornerà particolarmente utile il prossimo anno per essere à al page, il punto Astracan o Trinità. Perché sarà utile? Perché le passerelle maschili hanno decretato il ritorno del cappotto di astracan, che grazie a Vimar 1991 potremo realizzare in versione eco-animalista in lana!

Punto Astracan o Trinità

Punto Astracan o Trinità

Punto Astracan o Trinità

Numero di maglie divisibile per 4 più una maglia di vivagno

1° ferro: *Nella 1° maglia lavorare “1 maglia a diritto, 1 maglia a rovescio, 1 maglia a diritto*, 3 maglie insieme a rovescio*
2° ferro e tutti i ferri pari: tutti i punti a rovescio
3° ferro: *3 maglie insieme a rovescio, 3 maglie nella maglia seguente (1 diritto, 1 rovescio, 1 diritto)*
5° ferro: Ripetere dal 1° ferro

Dettaglio del punto

Punto Astracan - dettaglio

Punto Astracan - dettaglio

Guarda anche tutte le altre lezioni di punti

Pippawilson


5.2.2010

Baktus, la sciarpa che ama gli avanzi

scritto da: alice
in Schemi: Knit&Crochet

Per quanto mi sforzi di consumare sempre tutta la lana a disposizione, quando eseguo un progetto, finisco sempre per avere un po’ di avanzi.

Ormai ne ho così tanti che non si contano nemmeno più le buste di avanzi di lana che girano per casa.

Inoltre, continuo a comprare gomitoli singoli nei colori più disparati, con cui puntualmente non so che fare.

Se anche voi avete la casa piena di avanzi, o troppi gomitoli singoli comprati senza motivo apparente (erano carini; erano rimasti da soli sullo scaffale e li avete adottati; erano in saldo; li avete presi per provare un filato nuovo etc), eccovi un progetto che può fare al caso vostro: la sciarpa Baktus di Strikkelise.

Baktus di Lorelostintheusa

Baktus di Lorelostintheusa

Lavorata a legaccio da una punta all’altra, Baktus è perfetta per far fuori gli avanzi di lana per calzini autorigante con cui non sapete cosa fare, o appunto i gomitoli singoli che vi guardano tristi dalla cesta della lana.

Potete continuare a knittare fino ad avere raggiunto le dimensioni di uno scialle, come nella foto di Lorelostintheusa, o fermarvi e far rimanere la vostra Baktus una sciarpa, come ho fatto io (foto sotto)

Baktus scarf

Baktus scarf

Lo schema è di una semplicità disarmante, perfetto per lavorarci mentre chiacchierate con le amiche, vi godete un bel film o l’ultimo episodio di una della vostre serie preferita o, come me, fate pattern-hunting per la rubrica di Leiweb Visto al cinema: ovvero vedete i film più beceri solo perchè avete letto su Ravelry che la protagonista del tale film lavora in un negozio di lana in un centro commerciale. Ma questa è un’altra storia e di quel film e delle decine di capi a maglia e uncinetto indossati dai protagonisti di quel film  parleremo solo se rimarrò a corto di idee…

Tra l’altro, tra noi italiane su Ravelry sembra scoppiata la Baktus mania, per cui sarebbe carino vedere se è un virus che ha contagiato solo noi oppure no…

Se avete fatto una sciarpa Baktus, o se adesso volete farne una, mi raccomando, fateci vedere le vostre foto!


4.2.2010

Visto in tv, il cappello della detective Beckett di Castle

scritto da: alice
in Visto al cinema

Finalmente Castle approda in chiaro sulla tv italiana.

Ve lo siete perso? Male.

Male, perchè Rick Castle è talmente irresistibile che nemmeno l’adattamento italiano è riuscito a rovinarlo.

Malissimo, perchè in uno dei primi episodi (l’episodio 1×03 per la precisione) la detective Kate Beckett, la co-protagonista dello show, indossa un beret davvero carino, che ovviamente non mi è sfuggito.

Lo tenevo in caldo nel mio archivio di screenshot da film e serie tv da quando avevo visto la puntata l’anno scorso, e da quando è iniziata questa rubrica speravo che Castle passasse in chiaro per parlarne. Finalmente questo momento è arrivato.

Ecco dunque il beret di Beckett, come si è visto nella serie.

Beckett's beret, Castle, Abc

Il beret giallo di Beckett, Castle, Abc

Continua a leggere…


1.2.2010

Guantini senza dita, uno schema con i ferri circolari

scritto da: Redazione
in Schemi: Knit&Crochet

Guantini senza dita

Guantini senza dita

Provate a fare una ricerca su Ravelry inserendo le tag “gloves” o “mittens”, i risultati che otterrete saranno talmente belli da farvi venir voglia di realizzare un paio di guantini senza dita tutta per voi. E se avete seguito con attenzione le lezioni di Alice sull’uso del magic loop non avete più scusanti, dovete proprio mettervi all’opera.

Per festeggiare il primo anno della mia rinnovata passione per lo knitting ho pensato di condividere con le mie amiche di gomitolo uno schema semplicissimo, soprattutto per chi si appresta per la prima volta all’uso dei ferri circolari. Il pattern nella sua versione integrale (vi è anche la spiegazione per la lavorazione con due ferri lo trovate qui), in italiano ed in inglese.

Ingredienti: per un paio di guantini avete bisogno di circa 25 gr. di lana, più eventuali gugliate di colore diverso per le decorazioni; in alternativa potete anche utilizzare dei bottoni.
I ferri hanno il diametro di mm. 3,5 e possono essere circolari o semplicemente in due.
Le spiegazioni si riferiscono ad una misura S.

Procedimento con i ferri circolari: per il polsino avviate 48 maglie e, dopo aver posizionato un anellino per indicare l’inizio del giro, lavorate a coste 2/2 (iniziando con due maglie a diritto) per 16 ferri; proseguite poi a maglia rasata diritta per 10 ferri o comunque per il numero che riterrete necessario, in base alla lunghezza desiderata del guanto rispetto al pollice.

Eseguite poi un giro di preparazione degli aumenti per il pollice lavorando 23 maglie a diritto, sistemando un anellino, lavorando 2 maglie a diritto, sistemando un altro anellino e lavorando infine le 23 maglie che restano, sempre a diritto.
A questo punto vengono eseguiti ogni due ferri degli aumenti all’interno dei due anellini che avete sistemato:
– 1° ferro: 23 m. a diritto, passate l’anellino, un aumento, 2 m. a diritto, un aumento, passate l’anellino, 23 maglie a diritto.
– 2° ferro: lavorate tutte le maglie a diritto.

Ripetete i due ferri fin quando otterrete 16 maglie all’interno degli anellini, ricordandovi di concludere col 2° ferro ed eliminando gli anellini.
Ora lavorate 24 maglie a diritto, mettete in sospeso 14 maglie su un filo di lana un po’ piu’ spesso di quello che state usando, e concludete il giro lavorando a diritto le ultime 24 maglie. Avete cosi’ creato il foro di passaggio per il pollice e ripristinato le 48 maglie iniziali.

Guantini

Guantini

Per concludere la parte del guanto verso l’inizio delle dita lavorate 10 ferri a maglia rasata diritta ed infine 8 ferri a coste 2/2. Chiudete le 48 maglie.
Per il pollice, riprendete le 14 maglie lasciate in sospeso e lavorate in tondo per altri 4 ferri a maglia rasata diritta, infine chiudete le maglie e fissate bene i fili lasciati in sospeso.

A questo punto il vostro primo guanto e’ pronto e potete eseguire l’altro in maniera del tutto identica.

Tzugumi

Vedi anche:  Guantini senza dita uno schema facile e veloce


29.1.2010

Ravelry: 3 progetti per iniziare

scritto da: Redazione
in Schemi: Knit&Crochet

Come immagino succeda anche a molte di voi, da quando mi sono iscritta a Ravelry, mi innamoro sempre di progetti bellissimi ma molto difficili. Ogni sera, quando torno a casa dopo il lavoro, mi riprometto di iniziarne uno, ma alla fine, troppo stanca per stare davanti al computer, a tradurre termini dall’inglese all’italiano, a cercare come si svolga quel punto che è indicato nello schema, abbandono.
Ho scoperto però che talvolta la bellezza e la particolarità di un oggetto fatto a maglia non è direttamente proporzionale alla sua difficoltà, come questi tre progetti che potete vedere qui sotto dimostrano, e che anzi, sono un ottimo inizio per chi volesse iniziare a cimentarsi con progetti in lingua inglese.

Neckwarmer

Neckwarmer

Il primo si chiama “Wham Bam”, uno scaldacollo che potete scaricare direttamente da Ravelry in modo gratuito, la cui particolarità risiede non tanto nel tipo di maglia utilizzata, che è la maglia legaccio, ma nella sua finitura, come esso viene chiuso, obliquamente.

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25.1.2010

Chullo, il cappello delle Ande

scritto da: alice
in Schemi: Knit&Crochet

Durante un mio recente viaggio al nord, al confine con la fredda Svizzera, mi sono resa conto che moltissime persone intorno a me indossavano graziosi cappelli di in stile andino, somiglianti al famoso Chullo.

Tradizionale copricapo delle zone andine del Perù e della Bolivia, il Chullo è stato persino indossato dal presidente boliviano Evo Morales durante delle visite ufficiali.

Evo Morales in visita in Perù in occasione del terremoto dell'agosto 2007, Reuters

Evo Morales in visita in Perù nell'agosto 2007, Reuters

Non so se sia una moda, o se dipenda dalla banale necessità di coprirsi le orecchie dal freddo, ma è bastato a farmi rendere conto del fatto che il Chullo è un capo interessante da eseguire a mano.

Non solo per la presenza dei paraorecchie e per le tecniche richieste, ma proprio per l’esplosione di colori e le numerose fantasie che regalano infinite possibilità espressive a chi si cimenti con l’impresa di realizzare un Chullo.

Vi propongo i risultati della mia ricerca che mi sono sembrati più interessanti:

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