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Sciarpe: a scatto o a cavaturacciolo?
scritto da: Veruskain Schemi: Knit&Crochet
Vi ricordate del magico tubino nero? Per cambiare look basta cambiare gli accessori.
Ecco due sciarpe diversissime, una lavorata a maglia, una all’uncinetto, una per bene, una un po’ drag queen, che permettono di trasformare il nostro look da bon ton a pronte per la discoteca in un istante!

Serratura a scatto di Typesetter
Serratura a scatto di Typesetter è la sciarpa bon ton. Colore e styling di tipo classico, presenta un dettaglio innovativo nella costruzione che permette di chiuderla intorno alla gola a mo’ di cravatta.
Si lavora con lana sottile, con ferri dal 3 al 3,5, quindi se volete regalarvela per Natale è bene iniziare a lavorarla ora, magari usando quei due o tre gomitoli di lana pregiata che avete comprato d’impulso e a cui aspettavate di trovare una collocazione felice.
Serratura a scatto ci sembra la sciarpa da portare tutti i giorni, un bel regalo per tutte le generazioni – dalla bambina alla la mamma sprint alla zia dallo stile classico alla nonna che sa apprezzare qualcosa di caldo e fatto a mano – e per entrambi i sessi (per i signori uomini dal gusto sobrio sarà realizzata senza rouches).
Sul menù laterale di Motivi a maglia trovate altri modelli gratuiti di Typesetter.

Il Cavolfiore Mannaro di Veruska
Per una serata danzante, per una festa e per ogni occasione in cui non vogliamo passare inosservate, possiamo avvolgere il nostro vestitino nero in un bel boa blu elettrico: il Cavolfiore Mannaro. La sciarpa-boa si lavora con un uncinetto piccolo, dal 3 al 4, e una lana mohair piuttosto sottile, preferibilmente in colori fluo, in linea con il revival anni ’80 che impazzerà nelle prossime stagioni.
Potete scaricarla direttamente da qui.
Come realizzare cappellini fantasia all’uncinetto
scritto da: Veruskain Lezioni, Schemi: Knit&Crochet

cappellini all'uncinetto di www.stitchdiva.com
Torniamo per un attimo al nostro cappellino originale, che parte da 5 maglie basse e si lavora poi con multipli di 5 (10, 15, 20, 25 punti ad ogni giro successivo).
Diciamo che abbiamo visto un punto fantasia che ci piace molto e che vorremmo usare per il nostro cappellino. La prima cosa da fare sarà capire come riuscire a lavorare in tondo quel tipo di punto. Quindi ci armeremo di uncinetto, filato di scarto e un po’ di pazienza e studieremo la questione. Solitamente, lavorando un punto fantasia in righe di andata e ritorno, ci saranno uno o due punti di margine. Oppure, come nel caso dei ventaglietti, per esempio, da un lato si lavora solo mezzo ventaglietto prima di girare.
Tornando al punto fantasia fantomatico, diciamo che si lavora, ad esempio, su multipli di 8+2. Facendo un po’ di esperimenti, alla fine saremo giunte, con ogni probabilità, alla conclusione che quel punto fantasia si lavora in tondo su multipli di 8. Quello che faremo sarà partire quindi con 8 maglie basse nel primo giro. I giri seguenti li realizzeremo sempre seguendo la formula spiegata qui, ottenendo dei multipli di 8, fino ad avere la solita ‘frittata concava’ delle dimensioni della nostra corona. Normalmente, procederemmo senza fare più aumenti usando il punto che abbiamo lavorato finora (maglia bassa, alta…).
Nel nostro caso, procederemo invece iniziando a lavorare in tondo il punto fantasia che abbiamo scelto fino a raggiungere, come sempre, la lunghezza desiderata.
Come fonti di ispirazione sui tipi di punti fantasia, possiamo fare affidamento su un buon dizionario dei punti o farci ispirare dagli schemi di Mypicot, di cui abbiamo parlato qui.
Maxi spalline all’uncinetto
scritto da: pippawilsonin Schemi: Knit&Crochet
Tornano in passerella i mitici anni ottanta con le maxi spalline: imbottite, ricamate, applicate direttamente sul vestito. Ecco come si può aggiungere le spalline ad un vestito semplice. Vi basterà solo un gomitolo (50gr) di lana o di cotone. Fate delle catenelle all’ uncinetto di diverse lunghezze. Alla fine cucite ogni catenella distanziandole circa 2 cm una da l’altra in modo che alla fine si sovrappongono una su l’altra. Niente di più facile!
1 giro 64 maglie
2 giro 56 maglie
3 giro 46 maglie
4 giro 37 maglie
5 giro 29 maglie
6 giro 21 maglie
“.”= catenella
“+”= maglia bassa
“I”= maglia alta
Come inziare un cappellino – altri modi
scritto da: Veruskain Lezioni, Schemi: Knit&Crochet

Per iniziare il nostro cappellino, siamo partite lavorando delle catenelle e chiudendole per formare una circonferenza. Ci sono altri modi per iniziare una lavorazione in tondo. Il primo è il magic loop, una tecnica che permette di non avere quel fastidioso buchino al centro del nostro lavoro. Con il magic loop, la circonferenza viene chiusa completamente. Le istruzioni, con foto dettagliate e comprensibili anche se non sapete l’inglese, le trovate qui.
Ancora un altro modo per iniziare a lavorare in tondo il nostro cappellino a maglia bassa è il seguente: fate 2 catenelle e lavorate 5 maglie basse nella seconda catenella a partire dall’uncinetto (5 maglie basse). In pratica, lavorate le maglie all’interno della prima catenella fatta che funge da mozzo della ruota. A seconda del filato utilizzato, questo metodo potrà lasciare un buchino o meno.
Nel caso di un cappellino a maglia alta, fate 3 catenelle, e lavorate 4 maglie alte nella seconda catenella a partire dall’uncinetto (5 maglie alte fatte da 4 maglie alte e due catenelle che sostituiscono la prima maglia alta).
Se la maglia è alta doppia, farete 4 catenelle e lavorerete 4 maglie alte doppie nella seconda catenella a partire dall’uncinetto (5 maglie alte doppie fatte da 4 maglie alte e due catenelle che sostituiscono la prima maglia alta).
Chiudete il primo giro con una maglia bassissima, come al solito. Per iniziare i giri successivi, realizzate 2 o 3 catenelle e poi una maglia alta o alta doppia nello stesso punto. Le catenelle sostituiscono la prima maglia alta o alta doppia.
Visto in tv: il cardigan bimbo di Grey’s Anatomy
scritto da: alicein Schemi: Knit&Crochet, Visto al cinema
Da quando sono diventata una maglista mi sembra che film e telefim siano pieni di capi fatti a mano, specialmente all’uncinetto.
E così, nella nostra nuova rubrica oggi parliamo di un cardigan bimbo apparso nella popolare serie televisiva americana Grey’s Anatomy.
L’episodio in questione, se voleste andare a rivederlo, è il numero 11 della quarta stagione, intitolato Lay your hands on me.
In questa puntata, la madre di George O’Malley, convinta che il figlio stia cercando di avere un bambino con la moglie, la dott.ssa Torres, fa la sua comparsa in ospedale carica di oggetti a maglia ed uncinetto realizzati per il nascituro.
Tra questi, il primo che mostra alla dott.ssa Torres, e quello che si riesce a vedere meglio in tutto l’episodio, è un piccolo cardigan giallo con il bordo verde, lavorato all’uncinetto.

Grey's Anatomy, crocheted baby sweater, ABC
La scelta del filato e dei colori forse non è tra le più felici (ricordiamoci che la mamma di George è una casalinga americana working-class) ma il modellinoo del cardigan è delizioso e merita un po’ di attenzione.
La storia di questo maglioncino e di come è finito sul set di Grey’s Anatomy potete leggerla integralmente in questo post su Crochetville, raccontata dalla persona che lo ha realizzato.
Ma se voleste farlo voi, un baby cardigan come quello di Grey’s Anatomy?
Niente di più facile, dal momento che esiste già lo schema di un cardigan per bimbo praticamente indistinguibile da quello della signora O’Malley.
Si tratta di Baby it’s cold outside, uno schema gratuito disponibile in due taglie (6 e 12 mesi) pubblicato su Crochetme, scritto da Julie Holetz.

Baby it's cold outside di Julie Holetz
Baby it’s cold outside è un cardigan lavorato in un unico pezzo con lana piuttosto grossa e un uncinetto 6,5 mm, e l’autrice dello schema giura che per realizzarlo bastano circa 3 ore e mezza.
Non è esattamente quello che vedete nel telefilm, poichè a quanto pare l’originale è stato lavorato in pezzi e poi cucito, ma sicuramente l’uncinettista il cui lavoro ha avuto la foruna di comparire in un’amatissima serie tv si è ispirata allo schema di Julie Holetz, già uscito su Crochet me da qualche tempo.
Però ci si assomiglia tantissimo, o no?

Grey's Anatomy, crocheted baby sweater, ABC

Baby it's cold outside di Julie Holetz
Come sempre, qualora non vi foste ancora familiarizzate con i termini della maglia e dell’uncinetto in inglese, rimandiamo all’ottimo Betta’s knitionary.
Il berretto alla francese all’uncinetto
scritto da: Veruskain Dalle passerelle ai ferri, Schemi: Knit&Crochet
Nell’episodio precedente, abbiamo spiegato la formula base per ottenere un cappellino che possa calzare qualunque testa, dal neonato al testone, realizzandolo a maglia bassa. La formula è valida anche se vogliamo avere un cappellino a mezza maglia alta, maglia alta, maglia alta doppia, tripla, se vogliamo lavorare in costa e così via.
Se vogliamo realizzare, ad esempio invece, un berretto piatto alla francese, invece di smettere di aumentare una volta raggiunte le dimensioni della corona della testa, continueremo con gli aumenti seguendo sempre la formula data fino ad avere una frittata delle dimensioni desiderate. A quel punto, faremo delle diminuzioni simmetriche agli aumenti.
Ad esempio, diciamo che l’ultimo giro di aumenti fatto sia stato *una maglia bassa su ogni maglia bassa del giro precedente per 8 volte, due maglie basse sulla maglia bassa sottostante*. Inizieremo le riduzioni facendo *una maglia bassa su ogni maglia bassa sottostante per 8 volte, due maglie basse lavorate insieme*, fino alla fine del giro, che chiuderemo al solito con una maglia bassissima. Il giro successivo sarà quindi *una maglia bassa su ogni maglia bassa sottostante per 7 volte, due maglie basse sulla maglia bassa sottostante*.
Questo, fino a raggiungere le dimensioni della circonferenza della nostra testa. A quel punto, termineremo con le diminuzioni e realizzeremo la baschina (cioè la fascia che circonda la testa). Basterà lavorare in tondo fino ad ottenere una baschina dell’altezza desiderata.
E ora poncho! Gli schemi a maglia e all’uncinetto
scritto da: pippawilsonin Schemi: Knit&Crochet
Questo fine settimana andando in giro per Milano un capo ha a maglia colpito la mia attenzione: il poncho! Non credo di averne mai visti così tanti in giro. Dalle signore bene alle studentesse alternative, tutte esibivano fiere il loro poncho: chic, hype, etnico, a seconda dei gusti. E allora mi sono detta, perché non farselo da sé un bel poncho? Così possiamo scegliere la lana, il colore e lo stile come più ci piace. Ecco quindi una breve guida al poncho fai-da-te.
Schemi in italiano:
Purtroppo come ben sappiamo in italiano c’è sempre molto poco, ma girando per il web ho trovato questo schema per poncho da bambina dato che si parte dal collo a scendere, chi proprio non volesse cimentarsi con l’inglese, può adattare i giri di aumento fino a raggiungere la taglia adulta e continuare con un modello da grande.
Schemi in inglese:
Qui lo scenario cambia e di schemi per poncho ne abbiamo quanti ne vogliamo! Iniziamo dai siti che ne raccolgono molti, Drops Design e Berocco offrono decine di schemi per maglia gratuiti. Crochet Pattern Central ne ha altrettanti da fare all’uncinetto.
Ma se di fronte a tanta abbondanza vi sentite persi ecco alcuni fondamentali:
-Poncho all’uncinetto per principianti
-Poncho traforato rapidissimo
-Poncho all’uncinetto anni 70
-Poncho a maglia da fare con i ferri dritti
-Poncho a maglia da fare con i ferri circolari
-Il poncho di Martha Stewart (un classico)
Libri:
Ce ne sono almeno 3 ottimi: Viva Poncho: Twenty Ponchos and Capelets to Knit di Christina Stork e Leslie Barbazette, Ponchos (”Vogue Knitting” on the Go!) e Wrap Style di Pam Allen e Ann Budd.
Il primo è un mio fondamentale di riferimento, il secondo e il terzo sono nella mia wish list da almeno 4 anni.
Consigli:
Ricordatevi che un poncho, se lo lavorate dal collo in giù vi permette di provarlo ogni volta che volete durante la lavorazione e di fermarvi alla lunghezza che più vi piace. Potete utilizzare questi schemi come indicazioni generali e poi fare tutte le modifiche che volete anche in corso d’opera. Scegliete però bene il vostro filato, meglio utilizzare una lana buona che vi durerà nel tempo, piuttosto che un filato che non tenga caldo o si rovini con l’uso. In fondo dopo tanto lavoro vorrete esibirlo con orgoglio il vostro poncho no?
(nelle foto, dall’alto in basso: Poncho Patons – occorre iscriversi per scaricare lo schema; Poncho Vogue Knitting il libro e il Poncho ultrarapido Drops Design)
Tutorial per cappellini all’uncinetto
scritto da: Veruskain Lezioni, Schemi: Knit&Crochet
Eccovi una serie di lezioni che vi permetterà non di fare un cappellino all’uncinetto, ma di capire in che modo, secondo quale formula, un qualsiasi cappello si adatta alla forma della testa. Inizieremo con un cappellino a maglia bassa, il più semplice di tutti. Una volta capito il meccanismo, sarà possibile realizzare cappellini con tutta la fantasia di cui disponiamo. Un tutorial per la creazione di un cappellino è anche un tutorial per la lavorazione in tondo, dato che un cappellino si lavora, per l’appunto, in modo circolare, cioè senza mai voltare il lavoro.
Prendete un filato che vi piace e che non pizzichi e un uncinetto adatto per dare a quel filato una resa compatta ma un po’ elastica.
Iniziamo. Fate 4 catenelle e unite l’ultima alla prima con una maglia bassissima. In questo modo otterrete una circonferenza.
Primo giro. Fate una catenella e lavorate, all’interno della circonferenza appena ottenuta, 5 maglie basse. Unite l’ultima maglia bassa realizzata alla prima con una maglia bassissima.
Secondo giro. Fate una catenella e lavorate due maglie basse su ogni maglia bassa del giro precedente. Unite di nuovo l’ultima maglia bassa fatta alla prima con una maglia bassissima (10 maglie basse).
Terzo giro. Fate una catenella e lavorate due maglie basse all’interno della maglia bassa sottostante. Poi lavorate *una maglia bassa sulla maglia bassa sottostante e due maglie basse sulla maglia bassa sottostante* fino alla penultima maglia. Terminate con una maglia bassa nella maglia sottostante. Chiudete ancora il giro con una maglia bassissima. (15 maglie basse).
Quarto giro. Fate una catenella e lavorate due maglie basse all’interno della prima maglia bassa del giro precedente. Poi lavorate *una maglia bassa sulla maglia bassa sottostante per due volte, due maglie basse sulla maglia bassa sottostante* fino alla penultima maglia. Terminate con una maglia bassa nella maglia sottostante. Chiudete con una maglia bassissima il giro. (20 maglie basse).
Ora, quello che abbiamo fatto è stato che a ogni giro successivo, abbiamo ridotto il numero degli aumenti che facevamo. Ovvero: nel secondo giro abbiamo lavorato due maglie in ogni maglia sottostante. Nel terzo giro abbiamo fatto un aumento sì e uno no (l’istruzione era di lavorare due maglie basse nella maglia sottostante, una maglia bassa nella maglia sottostante). Nel quarto giro abbiamo fatto un aumento sì e due no. Nel quinto faremo un aumento sì e tre no.
Tutto qui! Ecco svelato il mistero per creare un cappellino! All’aumentare dei giri, diminuite il numero degli aumenti.
Continuate a fare aumenti finché non avrete ottenuto una frittata un po’ concava delle dimensioni della corona (il cocuzzolo della capoccia). A quel punto, non fate più aumenti ma continuate a lavorare in tondo fino a raggiungere la lunghezza desiderata del cappellino.
Spezzate il filo, nascondete le code, et voilà, il cappellino base è pronto per essere indossato.
Visto in tv: la coperta di Lafayette in True Blood
scritto da: alicein Visto al cinema
Una delle cose che mi rilassa di più in assoluto è fare a maglia o all’uncinetto guardando un episodio di una delle mie serie tv preferite.
Ed è sempre con piacere che, guardando un telefilm, mi scopro a scovare degli oggetti lavorati a maglia o all’uncinetto… Spesso si tratta di coperte poggiate sul divano distrattamente, in cui i protagonisti si avvolgono guardando la tv, oppure di accessori: cappelli, guanti, sciarpe.
Inauguriamo quindi una nuova rubrica, in cui vedremo di volta in volta un capo lavorato a mano apparso in tv o al cinema.
Partiamo da True Blood, il telefilm più scandaloso dell’estate, in onda sul canale via cavo HBO.
Tra vampiri, telepati, mutaforma e varie creature magiche c’è spazio anche per una classicissima coperta granny square all’uncinetto.
La vediamo più volte in casa di Lafayette, uno dei beniamini del pubblico, l’eccentrico cuoco del bar Merlotte’s nonchè amico della protagonista della serie, Sookie Stackhouse.
La coperta di Lafayette ha colpito così tanto le appassionate di maglia e uncinetto che seguono lo show che ne è stato subito improntato uno schema per poterla replicare.
Lo trovate su Ravelry scaricabile gratuitamente da questa pagina.
Contemporaneamente alla pubblicazione dello schema è anche partito un CAL (un Crochet Along, ovvero un gruppo di persone che lavorano contemporaneamente allo stesso progetto).
Se siete fan di True Blood o amate le coperte granny squares potete seguire i progressi del CAL qui.
Per chi non se la cavasse tanto con l’inglese, niente paura.
I moduli quadrati all’uncinetto (detti anche piastrelle o mattonelle della nonna, dall’inglese granny squares) sono facilissimi, e abbiamo recensito un buon libro tradotto in italiano che potrà esservi d’aiuto e di ispirazione per ricreare facilmente la coperta di Lafayette.
Tutto ciò che vi serve è un uncinetto, un filato in 5 colori (nero, lilla, rosa, fucsia e giallo) e qualche segnamaglia.
Adesso che l’autunno è alle porte, realizzare una coperta di lana non è più una pazzia!
Filigree bowl, la fruttiera a uncinetto
scritto da: alicein Schemi: Knit&Crochet
C’è uno schema che mi sembra perfetto per una giornata estiva in cui fa troppo caldo per lavorare la lana, o un progetto ingombrante come un maglione.
Si tratta della Filigree Bowl di Linda Permann, una graziosa fruttiera all’uncinetto.
Lo schema, originariamente pubblicato su Crochet Today! di Luglio/Agosto 2007 è disponibile gratuitamente sul sito della Coats and Clark.
Per realizzare questa fruttiera avrete bisogno di un uncinetto 3.75 mm (qui non se ne trovano, ma un 3.5 mm andrà benissimo) e un gomitolo di cotone in spessore fingering, ovvero un filato che in un gomitolo da 50 gr abbia all’incirca 175-200 metri, lo stesso spessore della lana per calzini, per intenderci.
(Qui potete trovare un valido aiuto quando usate uno schema inglese o americano e dovete sostituire il filato. Ci sono i ferri e gli uncinetti raccomandati per ogni “grossezza” di filato e, importantissima, la tensione corrispondente ad ogni tipo di filato, ovvero quanti punti – a maglia e uncinetto – si ottengono in un campione di 10 cm con un filato fingering, quanti se ne ottengono con un filato sport, DK e così via)
La fruttiera si lavora davvero in poco tempo, e una volta finita per darle forma va inamidata con un qualunque tipo di amido per tessuti disponibile in commercio, oppure si può ricorrere al fai da te.
Basta sciogliere in una tazza d’acqua due tazze di zucchero e riscaldare in una pentola finchè lo zucchero non si sarà dissolto completamente. Immergete la fruttiera nell’acqua calda e rimuovetela con delle pinzette una volta che l’acqua si sarà un po’ raffreddata.
A questo punto poggiate la fruttiera su una ciotola che abbia le dimensioni che volete dare alla vostra fruttiera, facendo in modo che aderisca bene, e lasciate asciugare finchè il cotone non sarà ritornato al colore originale. Dovrebbero volerci almeno 3 giorni.
Una volta finita, niente vi impedisce di usare la fruttiera come cestino per la lana, come ci mostra l’autrice stessa dello schema nella foto qui accanto!
In breve: Filigree Bowl di Linda Permann.
Correzioni allo schema, sul sito di Crochet Today! a questa pagina.
E ancora una volta il Betta’s Knitionary.












