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Post taggati come ‘Tecniche avanzate’

23.12.2009

Cardigan da donna a costa inglese – uno schema rilassante

scritto da: pippawilson
in Schemi: Knit&Crochet

Con lo schema di oggi, sempre gentilmente offertoci da Vimar 1991, introduciamo un punto che anche io ho appena scoperto, la costa inglese. Perché mi piace tanto? Perché è un punto a coste in cui però non si fa mai il rovescio! Questo significa che si va molto più veloce. L’unica difficoltà è rappresentata dalla “maglia doppia“. Che in pratica significa che invece che fare il dritto nella maglia sul ferro, si va a pescare la maglia subito sotto, lavorando al dritto le due maglie (quella sotto e quella sopra) insieme. Non temete è molto più facile a farsi che a dirsi!
Questo golf – data la grandezza dei filati e il punto facile – può essere un ottimo progetto rilassante durante le vacanze di Natale! E poi dopo tutti i regali che avrete confezionato potreste finalmente dedicarvi a qualcosa per voi stesse!

Golf a costa inglese - Vimar 1991

Golf a costa inglese - Vimar 1991

Occorrente:
-300 gr. filato CASHMERE BIMBO (Martifil) / CASHMERE TOP (Cigno Nero) col. 4 – 100% Cashmere; 125 gr.
filato SUPERKID (Lane Borgosesia) col. N01 – 75% Super Kid – 25% Silk;
-300 gr. filato SUPERMERINOS (Martifil) / KID’S MERINOS (Cigno Nero) col. N214 – 100% Merinos Extra Fine lavabile in lavatrice irrestringibile – antiallergico – antibatterico.
-Ferri n. 6,5;
-Un automatico grande

Taglia: 42

Difficoltà: *

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30.10.2009

February Lady Sweater

scritto da: pippawilson
in Lezioni, Schemi: Knit&Crochet

February Lady Sweater

February Lady Sweater

Io detesto le cuciture. Il mio piacere di lavorare a maglia finisce nel momento in cui bisogna “assemblare” le varie parti, sia perchè l’operazione richiede una certa pazienza e perizia, sia perchè immancabilmente, una volta imbastito il capo, c’è sempre qualcosa che non va. Ecco perchè quando mi sono imbattuta nel February Lady Sweater di Pamela Wynne per me è stata una vera liberazione.

Juliet

Juliet

La tecnica è quella comunemente detta del top-down raglan, ossia la lavorazione comincia dall’alto – dalla scollatura – per poi proseguire attraverso una serie sapiente di aumenti fino allo scalfo delle maniche e al bordo inferiore. I vantaggi sono vari, innanzitutto la mancanza di cuciture garantisce una rifinitura pressoché perfetta del capo, c’è poi la possibilità di controllare il nostro lavoro passo passo, soprattutto se usiamo ferri circolari, indossandolo frequentemente per vedere se le misure sono corrette.

Questo tipo di lavorazione si presta inoltre ai più svariati modelli, dal cardigan, al top fino ad un vero e proprio maglione.

Margot

Margot

In rete è possibile trovare vari pattern che si basano su questa tecnica, dal Drops Jacket al Juliet, nonché alcuni tutorial che spiegano bene l’esecuzione del raglan e delle asole. Insomma, ci sono tutti gli strumenti necessari per liberarsi dalle cuciture!

Tzugumi


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9.10.2009

Magic Loop: il foto-tutorial in italiano

scritto da: alice
in Lezioni

La lavorazione in tondo è, a mio avviso, una delle cose più divertenti e più utili della maglia. Mi piace moltissimo per due ragioni:

- non sono forte nelle cuciture (a meno che non si tratti di chiusure tubolari e/o invisibili come la chiusura a 3 ferri)

-la maglia non è il cucito.

Lavorare un capo in più pezzi e poi cucirlo è un abito mentale proveniente dalla sartoria, ed è stato culturalmente imposto anche alla maglia. Quasi qualunque capo a maglia può essere realizzato (e assolutamente ben realizzato) senza, o con pochissime cuciture. Pertanto, quando posso, cerco di restare fedele a questa intrinseca caratteristica della lavorazione a maglia. Così è stato con piacere che ho scoperto, da nuova maglista, che lavorare in tondo mi permette di evitare le cuciture.  Ho comprato quindi ferri a doppia punta e circolari, e provato entrambi. La mia tecnica preferita in assoluto è diventata il Magic Loop.

Ne abbiamo parlato spesso su Leiweb ma sempre rimandato a video e tutorial in inglese.

Così ho pensato che un foto-tutorial in italiano del Magic Looè potesse essere utile a chi, avendo poca dimestichezza con i ferri circolari (o con i 4 ferri), si sentisse ancora più in difficoltà a gestire una spiegazione in inglese.

Per cui, ecco qui, il Magic Loop spiegato in italiano, con foto esplicative.

Per prima cosa, vi occorreranno dei buoni ferri circolari con un cavo morbido piuttosto lungo. Dimenticatevi quelli in vendita nelle nostre mercerie. Hanno il cavo durissimo e l’attaccatura tra il cavo e il ferro, spesso molto grossa e a forma di uncino, è assolutamente inadatta al magic loop. Su internet (anche in negozi online italiani ormai) si possono comprare degli ottimi ferri circolari tedeschi, come gli Addi Turbo e i Knit Pro.

Una volta recuperato un buon paio di ferri, potete iniziare.

Passo n.1: avviate le maglie normalmente, su una delle punte del ferro.

01. Avvio maglie

01. Magic loop, avvio delle maglie

Passo n.2: Ruotate il ferro di 180°, posizionando le due punte affiancate.

02. Posizionamento del ferro

02. Magic loop, posizionamento del ferro

Passo n.3: Separate le maglie, posizionandone metà su una punta e metà sull’altra, tirando fuori il filo a metà delle maglie montate.

03. Separazione dei punti sul ferro

03. Magic loop, separazione dei punti sul ferro

Passo n.4: Posizione di partenza, punti correttamente posizionati su entrambi i ferri

04. Punti sul ferro posizionati

04. Magic loop, punti sul ferro posizionati

Passo n.5: Tirate fuori il ferro di sopra (quello a cui è legato il gomitolo) e fate scivolare quella metà di maglie sul cavo, senza però riunirle con l’altra metà. Con la punta “estratta” iniziate a lavorare normalmente le maglie sul ferro di sotto. In questo modo chiudete il cerchio delle maglie.

Qualche consiglio:

– Marcate l’inizio del giro con un segnamaglie (un cerchietto di plastica o anche di filo di colore diverso). In alternativa, ricordatevi che il pezzo di filato rimasto dall’avvio delle maglie corrisponde all’inizio del primo giro.

- Ricordatevi di tirare bene il filo quando lavorate i primi punti in corrispondenza delle giunzioni tra ferro e cavo. Stringete in particolar modo quei punti. Altrimenti il lavoro finito presenterà delle irregolarità piuttosto evidenti all’altezza delle “giunzioni”.

- Fate attenzione a che nei giri iniziali, i punti non si attorciglino su se stessi. Ma restino tutti allineati nello stesso verso.

I primi giri, soprattutto le prime volte o se state lavorando con un filato sottile, possono essere un po’ problematici. Ma quando sarete un po’ più esperte sarà un gioco da ragazzi.

Ecco come si presenterà il lavoro dopo aver lavorato pochi punti.

05. Magic loop, primo giro

05. Magic loop, inizio del primo giro

Passo n.6: Alla fine del primo mezzo giro, le punte del ferro si presenteranno entrambe rivolte verso sinistra.

06. Magic loop, fine del primo mezzo giro

06. Magic loop, fine del primo mezzo giro

Ruotate le punte di 180°. Sul ferro di sotto avrete la seconda metà di maglie da lavorare, tirate fuori il ferro di sopra, facendo scivolare le maglie sul filo (ma senza ricongiungerle alle altre) e utilizzatelo per lavorare le maglie restanti.

Ripetete i passi n. 4, 5 e 6.

Alla fine del primo giro, quando avrete lavorato tutte le maglie, sarete ritornate al punto di partenza. (ovvero al segnamaglie o alla codina dell’avvio)

Passo n. 7: Per iniziare il secondo giro, tirate nuovamente fuori il ferro di sopra e ricominciate a lavorare le maglie sul ferro di sotto.

07. Inizio del secondo giro

07. Magic loop, inizio del secondo giro

Passo n. 8: Questa è la vista dall’alto, quando avrete lavorato i primi 6 punti del secondo giro.

08. Magic loop, vista dall'alto, inizio del secondo giro

08. Magic loop, vista dall

Facile, no? Dopo un paio di prove diventa automatico e semplicissimo. Il Magic Loop può essere usato anche per lavorare piccolissime circonferenze e quindi cappellini, calzini etc…

Alice


17.9.2009

Dal nastro nasce il fiore… alla scoperta del Silk Ribbon

scritto da: pippawilson
in Lezioni

Un po’ di storia

Silk Ribbon

Sin dal antichità i nastrini erano usati nella vita quotidiana delle persone.  Nell’antica Grecia le donne intrecciavano i nastrini nei capelli.  I nastri  ricamati con le pietre preziose venivano già usati  nell’antica Roma.  Tra l’altro ad ogni classe sociale appartenevano un colore ed un tipo di tessuto del nastro. All’inizio del 14° secolo si cominciarono ad  usare i nastri di seta.  La tessitura tradizionale nella città di  Lione in Francia e il  buon clima favorirono  la produzione del filo di seta. Nel 1446 il  futuro re Ludovico XI invitò i tessitori italiani per far insegnare ai colleghi francesi le tecniche di tessitura.  L’idea fallì ma in città furono portati i macchinari tessili per produrre la seta. La richiesta dei nastrini di seta aumento’ di giorno in giorno e in breve tempo Lione divento’  un grande  centro tessile. Nel 1560 si contavano gia’  circa 50 mila tessitori.
Nel 18° secolo crebbe la richiesta per i nastrini di seta. Il re’ di Francia Ludovico XIV usava abbellire con i nastri anche le sue scarpe. Arrivo’ cosi’ epoca rococò. Re Ludovico XV amava lui stesso ricamare, regalando cosi’ alle sue dame i piccole oggetti ricamati. Gli abiti sono diventati larghi e molto decorati con dei nastrini. Proprio in questo periodo in Francia nacque il ricamo con i nastrini. Ricche signore abbellivano i loro abiti con le piccole roselline e foglioline. Dalla Francia questo tipo ricamo viaggio’ sulle isole di Inghilterra. Insieme ai viaggiatori del Vecchio mondo questo tipo di ricamo trasferì anche in America dove divento’ molto diffuso. Il picco della popolarità di questo tipo di ricamo e’ arrivo’ negli anni 70 del 19°. In quel periodo questo ricamo si poteva osservare non solo sui vestiti ma anche sui ombrelli, le lampade, le coperte , i cappelli.
Dopo la meta’ del 20° secolo silk ribbon fu a poco a poco dimenticato. Lo si sta riscoprendo in questi anni grazie al ritorno della passione per le arti manuali femminili.

LEZIONE
Questo oggetto ricamato si può utilizzare come una spilla cucendo dietro il fermaglio, oppure come un ciondolo cucendo una cappiola per appenderlo su una corda o un nastro. Potete usarlo anche come una collana cucendolo su un elastico largo almeno 1cm, oppure con lo stesso elastico potete fare una fascia per i capelli.

la rosa

ROSA
Con un filo di cotone doppio fate una stella di 5 punte di 1cm di diametro circa. Prendete il nastrino rosa, bruciate con l’accendino la parte sfilacciata del nastro. Fate uscire il nastrino dal centro della stella oppure semplicemente cucite la parte finale del nastro (sempre al centro). Guardate l’immagine a sinistra. Passate l’ago con il nastrino una volta sopra una volta sotto il trattino (filo di sostegno). Ogni tanto potete anche rigirare il nastrino intorno se stesso, la rosa diventa più naturale. Quando non si vede più il filo di sostegno tagliate il nastrino lasciando 1-2cm, bruciate con l’accendino il bordo sfilacciato e nascondete il nastro sotto la rosa e bloccatelo con alcuni punti invisibili con il filo di cotone.

La Rosa

STELLA ROSSA

Silk Ribbon Stella

La stella rossa

La stella rossa

Con il filo doppio di cotone rosso fate il fiore vicino alla rosa usando il punto picot. Il fiore e’ composto da 5 petali. Guardate l’immagine a destra.
1. Inserite uno spillo. Uscite con il filo a circa 5mm dallo spillo. Avvolgete il filo intorno lo spillo e rientrate nel tessuto. 2. Uscite con il filo al centro e fate il mezzo giro intorno lo spillo. 3. Iniziate ad intrecciare il filo una volta passando sotto il filo centrale, una volta sopra (senza rientrare nel tessuto base). Alla fine fissate il filo e togliete lo spillo. Al centro del fiore mettete alcune perline.

FOGLIE
Prendete 6cm del nastro verde, bruciate la parte sfilacciata con l’accendino. 1.Piegate il nastro. Con il filo di cotone doppio fate una filza da sopra a sotto cucendo tutte e due parti del nastro. 2.Tirate il filo per arricciare la foglia. Fissate il filo.

3.Aprite la foglia e stiratela con il ferro. Cucite due foglie vicino al fiore rosso.

Aggiungete alcune perline nello spazio vuoto per raggruppare tutta la composizione.

Katerina
Scuola di ricamo Alta modaMioricamo”


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29.6.2009

La bellezza del Freeforming

scritto da: Veruska
in Recensioni di lana

Il freeforming è un soggetto difficile da affrontare, alcune delle creazioni sono splendide, altre sembrano rigurgitate dai nostri adorati micini (o cagnetti).

A volte il risultato è nell’occhio di chi lo guarda, altre è incontestabilmente atroce.

un cappotto di Prudence Mapstone

un cappotto di Prudence Mapstone

Il freeforming è una tecnica che unisce maglia e uncinetto, filati grossi, sottili, effetto pelliccia, lana, cotone e chi più ne ha più ne metta. Si lavora alternando i filati, i punti e le tecniche sull’onda del momento, in base all’accostamento che sembra più adatto e si termina quando il pezzo, detto scrumble, appare finito. Cucendo insieme i vari pezzi dalla forma irregolare si ottengono capi e accessori finiti.

Non è difficile capire perché il freeforming sia nato proprio intorno agli anni ’70, quando la sperimentazione a tutto campo era un’abitudine.

Per ottenere un buon risultato col freeforming è necessario avere alcune nozioni base sull’accostamento dei colori (per questo possono tornare utili anche i programmi segnalati su questo blog).

Il punto più usato nel freeforming è il bullion stitch, trovate due video su come realizzarlo su Youtube, qui e qui.

La forma più comunemente usata è la spirale.

Il freeforming ha un aspetto rizomatico e organico, le forme base si ispirano agli ammoniti, alle foglie, ai coralli e agli altri elementi naturali, ricostruendone colori e consistenza, ottenendone mutazioni vagamente inquietanti.

Da un certo punto di vista, il freeforming può essere considerato la mutazione sotto LSD dell’uncinetto irlandese. Partendo entrambi dalla realizzazione di forme stilizzate inspirate alla natura come fiori, foglie e insetti che poi vengono assemblati direttamente insieme o tramite una rete di connessione, ottengono risultati che sfidano ogni parentela riconoscibile.

un campione (scrumble) di Prudence Mapstone

un campione (scrumble) di Prudence Mapstoneun cappotto di Prudence Mapstone

Un nome di riferimento per iniziare a orientarsi è Prudence Mapstone.

Un’intervista a Marianne Seiman, una splendida adepta del freeforming, può essere trovata (in francese e inglese) nell’e-zine Crochet Insider.

Veruska




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