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8.2.2010

Concorso per neo giornalisti

scritto da: Luisa Adani
in borse

 

Cutuli4

“Una storia ancora da raccontare: Maria Grazia Cutuli” è il titolo del concorso organizzato dal Festival Internazionale del Giornalismo e  dall’Associazione Ilaria Alpi

Maria Grazia Cutuli, giornalista del Corriere della Sera, fu uccisa in un agguato il 19 novembre 2001 mentre si trovava nei pressi di Sorobi, sulla strada che da Jalalabad porta a Kabul a circa 40 chilometri dalla capitale afghana. Nell’attentato, forse teso da una banda di predoni, sono morti anche l’inviato di El Mundo Julio Fuentes e due corrispondenti dell’agenzia Reuters, l’australiano Harry Burton e l’operatore afgano Azizullah Haidari.

REGOLAMENTO
1. Il concorso intende premiare i lavori che meglio avranno raccontato la storia di Maria Grazia Cutuli.
2. Il concorso è riservato agli studenti universitari iscritti a qualsiasi facoltà, ai giornalisti e praticanti al di sotto dei 30 anni di età e agli allievi delle scuole di giornalismo.
3. Gli elaborati dovranno essere inediti, non saranno presi in considerazione lavori apparsi su quotidiani, riviste e televisioni sia nazionali che locali.
4. I lavori potranno essere frutto di attività individuale o di gruppo.

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5.2.2010

Suggerimenti per “fare carriera”

scritto da: Luisa Adani
in Strumenti

salire

Ma sì, forse è arrivato il momento di “sdoganare” questo termine! Fare carriera non significa necessariamente sgomitare, allargarsi, fare sgambetti può significare semplicemente imparare a valorizzarsi utilizzando appieno le proprie risorse.

Ada Grecchi e GianBattista Rosa hanno scritto un libro agile, interessante e utile indirizzato alle donne Donne in azienda. Entrare e far carriera in azienda al femminile, ma il passaggio che riportiamo offre spunti interessanti anche agli uomini.

Se si ha voglia, non solo di lavorare, ma anche di far carriera in tempi non biblici e non si ha l’affanno disperato di ottenere un posto qualsiasi, purché sia un posto, meglio che – nel panorama generale del mercato – ci si indirizzi verso una azienda privata di medie dimensioni.
Nelle aziende private o semi-pubbliche grandi, la dimensione dell’azienda si traduce necessariamente in un’organizzazione gerarchizzata in cui, se si capita nel filone giusto e con il capo giusto, si può anche far carriera, ma se il filone non è nell’ambito del “core business” dell’azienda o il capo è un invidioso o uno che non conta niente, si rischia di lavorare molto e abbastanza inutilmente, agli effetti della carriera.
Le aziende private o semi-pubbliche a cui ci si riferisce sono quelle in cui una famiglia o alcuni azionisti privati sono proprietari dell’azienda in esclusiva o in parte, unitamente allo Stato o ad altri Enti pubblici. È importante la dimensione dell’azienda, perché è diverso lavorare in una grande azienda, dove si rischia di essere un numero, dal lavorare in un’azienda in cui il proprietario conosce tutti i dipendenti.
a carriera verrà, più rapidamente di quanto si pensi.

Anche se le qualità che verranno richieste a ragazzi e ragazze al momento dell’assunzione sono praticamente le stesse, è ovvio che è più facile essere notati, nel bene e nel male, in un’azienda di medie dimensioni che in un colosso, sia pure ben strutturato. In sostanza, si richiederà di avere idee innovative, di saper lavorare bene in un team, essere efficienti ed efficaci, ovvero saper raggiungere in tempi accelerati un risultato.
Queste sono poi le qualità che, se messe in pratica, aiuteranno ad essere notati e, quindi, anche a fare carriera. È ovvio che la presenza assidua in azienda non è un optional. Anche la migliore laureata, se soffre di influenze, rischia di essere sorpassata da chi è più resistente e non si ammala nemmeno se passa la vita tra un aereo e l’altro, ovviamente per esigenze aziendali. Inoltre, non guasta un po’ di umiltà, che non è necessariamente piaggeria.

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4.2.2010

Maternità, ma quanto costi all’azienda? Dati alla mano, poco

scritto da: Luisa Adani
in Dati e ricerche

maternitàlibro

Quell’equivoco dei costi della maternità.  L’ha svelato l’Osservatorio sul Diversity management della Sda Bocconi con una ricerca i cui dati sono stati riportati nel libro “Maternità, quanto ci costi? di S. Cuomo e I. Mapelli.

Il risultato sorprenderà tanti,  anche i direttori del Personale: la maternità (stipendio + costi di gestione) costa in tutto 23.200 euro pari a una incidenza sui costi del personale che è solo dello 0, 23%.  Ma, altro aspetto interessante, gli esborsi da retribuzione sono solo il 24% mentre il 76% riguarda  “l’”affaticamento organizzativo” collegato al processo. Questi riguardano principalmente la sostituzione della persona in maternità con un’altra risorsa, la formazione e l’ aggiornamento.

E’ dunque all’azienda che spetta il compito di attrezzarsi per riuscire a gestire in modo strategico la maternità, evitando di trasformarla nella causa più limitante delle carriere femminili.

Comunque, ed è utile sottolinearlo ancora una volta, il lavoro delle donne riguarda la società e l’economia: l’ingresso di 100.000 lavoratrici sul mercato porta a un incremento del pil dello 0,28%


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3.2.2010

Una guida per scrivere un cv

scritto da: Luisa Adani
in Strumenti

 cv1

Scrivere un curriculum non è difficile. Scriverne uno efficace, sì.  Per impostarlo correttamente bisogna aver presenti alcuni elementi fondamentali:  chiarezza, sintesi ed estetica ma soprattutto è importante focalizzare l’interlocutore e i suoi bisogni. Se desidera assumere un collaboratore è infatti certamente perchè ha una esigenza organizzativa da soddisfare,  non vuole quindi assumere una persona ma la persona che fa al caso suo. Nell’impostare il curriculum ci si chiederà allora: Quali, fra le tante le informazioni che potrei riferire, potrebbero interessargli di più?              

Un buon curriculum deve quindi essere personalizzato rispetto ai diversi interlocutori e alle diverse posizioni verso cui ci si rivolge. Si dovrà infatti trovare ogni volta un “aggancio” per valorizzare al massimo la propria esperienza e competenza.

Ecco uno schema di base per impostare un buon cv.  Sul blog troverete anche i riferimenti per compilare il curriculum in formato europeo, casomai l’azienda lo richieda e altri post sul tema

Nel caso di un curriculum senior, si trattano prima le esperienze professionali e poi gli studi (a meno che non si desideri “cambiare mestiere” e magari convenga ricollegarsi agli studi fatti piuttosto che all’attività svolta)

Dati anagrafici

Nome e cognome

indirizzo, numero di telefono, e-mail

data e luogo di nascita

Competenze acquisite max 5 righe in cui sintetizzare la propria professionalità (non “obbligatoria” ma sicuramente molto efficace ) 

Studi

19…/19…diploma in ….

19../19… laurea in …..indirizzo……Tesi “……………………….” (l’area tesi è da enfatizzare se coerente con la posizione per la quale vi proponete. In alcuni casi potrebbe anche essere opportuno allegare un estratto di max una pagina al curriculum)

Stage (durata, attività svolta, realtà) In casi di stage particolarmente “ricco” si può riportare anche nell’area esperienze professionali indicando però che si tratta di un tirocinio. 

Corsi di formazione (o aggiornamento)

Titolo, durata, contenuti principali, università, istituto o scuola

Non è importante la cronologia, quant o la coerenza con posizione verso cui ci si propone. Selezionate quindi i corsi più e quelli meno interessanti.

Nel caso di più corsi diversi meglio raggrupparli per argomenti 

Conoscenze informatiche

Sistemi operativi e programmi. . Eventuale Ecdl

Lingue

Lingua e grado di conoscenza. Eventuali certificazioni 

Esperienze professionali

L’impostazione classica è cronologica, ma in alcuni casi potrebbe essere più efficace una impostazione diversa quale quella per competenze specifiche (competenze nell’area commerciale- competenze nell’area informatica) utile per chi ha maturato più esperienze diversificate)

19../19…titolo della posizione (non funzionario o impiegato, ma responsabile contabilità generale)

azienda, attività svolte, progetti seguiti, aree di responsabilità

Liberatoria privacy

 

 (l’immagine è presa da http://rileggo.wordpress.com/2009/07/)

 


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2.2.2010

Web marketing per spingere il turismo

scritto da: Luisa Adani
in Libri

Il prodotto  turistico è uno dei primi che si è venduto on line. Il turista ormai usa normalmente  internet per le sue ricerche, le sue prenotazioni, i suoi acquisti, le sue valutazioni etc. etc. Come fare allora per utilizzare questo media nel modo più efficace? Ce ne parla Claudia Zarabara nell’intervista video che potete trovare su  video via http://www.asterisconet.it/news.php?n=7869

Claudia Zarabara ha anche appena pubblicato Strategia di Web Marketing per il settore turistico alberghiero – Come aumentare Internet per aumentare la propria clientela” Ed. Hoepli 2009″

Di cosa tratta? L’autrice è prima di tutto una consulente e una formatrice e l’idea di questo testo è nata direttamente dalle domande degli albergatori, dei gestori di B&B, campeggi etc. etc. In oltre dieci anni di lavoro le domande sono state veramente tante e diverse. E le risposte erano lì, nel materiale didattico presentato in aula e nelle consulenza offerte ad un target con esigenze sempre diverse. A ciò si aggiunga che il settore turistico è da sempre un settore privilegiato in rete: il turista usa Internet per le sue ricerche, le sue prenotazioni, i suoi acquisti, le sue valutazioni etc. etc..

La “vacanza”, il soggiorno in un hotel sono beni virtuali che ben si prestano alla vendita on line per svariate ragioni:

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1.2.2010

Ogni lavoratore sale fino al suo livello di incompetenza?

scritto da: Luisa Adani
in Sondaggi

casa21

In una gerarchia ogni lavoratore tende a salire sino al proprio livello di incompetenza“, è questo il principio di Peter, dell’ononimo libro di  Peter Laurence e Hull Raymond

Infatti una persona inizia la sua attività lavorativa in una determinata posizione e se dimostra buone capacità in questa posizione,  e quindi sa fare bene quel lavoro,  viene promossa a un livello superiore.  Se anche in questa nuova posizione, dimostra competenza viene promosso e “cambia mestiere”.

In pratica appena sei bravo a fare una cosa ti mettono a farne un’altra che almeno all’inizio non sai fare e magari non saprai mai fare

La carriera dell’individuo continuerà in questo modo, di promozione in promozione, fino al momento in cui occuperà una posizione nella quale dimostrerà incompetenza e scarse capacità e da quel momento in avanti non avrà più promozioni.

 

Io non sono d’accordo. Il problema, almeno di questi tempi è che sul piolo della scala spesso ammuffisci …

Cosa ne pensi?

 

 

(immagine via www.carabinieri.it/…/08_Casa.htm)


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31.1.2010

Come non affogare fra tanti stimoli

scritto da: Luisa Adani
in Libri

Il peggior nemico di una buona attività di pensiero è la confusione. E’ invece indispensabile setacciare, chiarire e focalizzare.

A farlo ci aiuta Edward De Bono, una vera e propria autorità del “pensiero creativo”,  che con il suo recentissimo Sei forme per pensare (Erikson) ci guida a riflettere e “pesare” ogni informazione.

Johanna Rossi Mason ne ha scritto la recensione

Negli ultimi anni anche le aziende hanno compreso il valore di creatività e innovazione e in questi processi ideativi hanno coinvolto sia manager che dipendenti. Si sono quindi diffusi al di fuori degli ambienti del marketing strumenti come il brainstorming o l’analisi SWOT per la ricerca dei punti di forza e di debolezza e l’analisi a spina di pesce del giapponese **. Tra queste non possiamo non ricordare i testi di Edward De Bono, ideatore del concetto di ‘pensiero laterale’ e di metodi come i ‘sei cappelli per pensare’. L’ultima delle sue opere è un agile libretto per chi si accosta per la prima volta al suo approccio o per coloro i quali abbiano una spiccata capacità creativa ma abbiano l’esigenza di organizzarla e renderla più efficace. Un tipico problema della nostra vita è l’attenzione: siamo spesso distratti dalla simultaneità degli stimoli che ci circondano. Inoltre l’attenzione possiede una sua qualità intrinseca: è attirata dall’insolito. Se siamo in una strada affollata di gente che cammina e un uomo è sdraiato per terra lo notiamo. Cogliamo sempre ciò che devia dalla norma vigente in quel momento. Durante una sfilata di modelle vestite di rosso saremo attirati dall’unica che indossa un abito bianco e così via. La percezione di quello che ci circonda è una parte fondamentale del nostro pensiero ma spesso queste percezioni sono errate. Dobbiamo quindi imparare a gestire la nostra attenzione e a non cadere negli errori messi sul nostro cammino da una mente schematica e abitudinaria, disorientata dalla miriade di informazioni che ci raggiungono ogni giorno.

Per facilitare questo compito De Bono prende il modello dei ‘sei cappelli’ e lo adatta a sei forme geometriche che ci aiutano a riflettere sulle informazioni. Perdetevi tra triangoli, quadrati e cerchi e imparate ad usarli come strumenti per preparare la mente ad esaminare le informazioni in un modo specifico.


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29.1.2010

Adesso basta, cambio lavoro e cambio vita!

scritto da: Luisa Adani
in Forum

Simone Perotti  l’ha fatto. Ha lasciato il lavoro e si è reinventato una nuova vita e una nuova professione.

Ora regala i suoi suggerimeni su come fare nel suo libro “Adesso basta” pubblicato da Chiare Lettere, un vero e proprio manuale di  downshifting ( la scelta di chi decide di guadagnare meno, consumare meno e di conseguenza avere più tempo di “vita” a disposizione per i propri interessi, la famiglia e il relax) che in quattro giorni dall’uscita è già esaurito.

Nel video, estratto da http://www.youtube.com/watch?v=q08Nit-Ng-k  Perrotti parla del suo libro e della sua esperienza 

 Simone Perrotti ha anche un blog

 

Altre esperienze da raccontare?


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28.1.2010

Conciliazione lavoro e famiglia. Se ne parla il 5, a Milano

scritto da: Luisa Adani
in Appuntamenti

concili
Troppe donne a casa (il 53%), troppe culle vuote e troppi bambini poveri: questo è il circolo vizioso che impedisce all’Italia di crescere. Se ne parla, studiando possibili politiche di conciliazione, il 5 febbraio a Milano nel corso del convegno Tempi di crisi? Meglio investire sulla famiglia. Idee per sviluppare il modello virtuoso per le politiche sociali in Lombardia

Migliorare la qualità della vita delle giovani coppie, favorire la nascita di nuovi posti di lavoro e conciliazione dei tempi del lavoro e della famiglia. Sono solo alcune delle proposte contenute del progetto “Famiglia & Lavoro”, ideato dall’associazione 1535.it e che sarà discusso il 5 febbraio con la partecipazione del Presidente Formigoni e dell’Assessore di Famiglia e Solidarietà Sociale Gianni Boscagli. Una tavola rotonda organizzata presso Palazzo Pirelli, in Sala Pirelli dalle 9.30 alle 12.00 a cui parteciperanno oltre alla Regione anche importanti relatori, giovani, associazioni e gruppi di mamme e papà.

Dopo il Flexycurt e Eco social city, 1535.it si concentra sulle esigenze delle giovani donne che desiderano lavorare dopo la nascita di un figlio e propone a Regione Lombardia di elaborare un sistema di riforme che agevolino i giovani papà e le giovani mamme (età in linea con l’associazione) a conciliare lavoro e famiglia, attraverso un investimento sui servizi rivolti alla prima infanzia, dedicando maggiori attenzioni sanitarie per le neomamme e creando la prima agenzia italiana per la famiglia prendendo spunto dalla Francia.

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27.1.2010

Cos’ è l’apprendistato e le novità sull’obbligo scolastico

scritto da: Luisa Adani
in Normativa/Leggi

Non pensate all’apprendista in una bottega artigiana e neppure neccessariamente a un giovane, anche se con l’ultimo emendamento alla finanziaria può sostituire perfino l’ultimo anno di scuola, abbassando così di fatto l’obbligo formativo. Il contratto di apprendistato anche trentenni e d è perfino un modo per conseguire una laurea.

Si tratta di un contratto a causa mista (lavoro e formazione) secondo cui il datore deve impartire (o far impartire) all’apprendista la formazione per diventare lavoratore qualificato secondo tre diverse tipologie indirizzate a popolazioni differenti.

Vediamo fino ad oggi come è regolamentato. Ci vorranno infatti ancora 24 mesi per l’attuazione del discutissimo emandamento che abbassa l’età minima a 15 anni, rendendo in questo modo possibile anche assolvere all’obbligo formativo.

apprendistato

A chi è rivolto

 Il termine “apprendistato” forse non rende giustizia a questo contratto che riguarda popolazioni diverse con obiettivi formativi differenti. Sono infatti tre le tipologie indirizzate a popolazioni differenti:

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Il lavoro attraversa la vita e gli affetti. Per alcune è armonia per altre disagio. Ma una cosa è certa: anche su questo fronte essere donna non è un dettaglio

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