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30.10.2009
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Che stipendio chiedere?

scritto da: Luisa Adani in colloquio | Permalink

 

scacchi2 

 

Che stipendio chiedere? E’ una delle domande centrali quanto ci si propone sul mercato del lavoro.

Giocare male questo aspetto è molto rischioso perché si corre il rischio di perdere una opportunità professionale interessante, nel caso si abbia chiesto una cifra molto superiore a quanto il nostro interlocutore è disposto a darci, oppure accontentarci di una cifra inferiore rispetto a quanto sarebbero stati disposti a riconoscerci.

Comunque il nostro valore sul mercato del lavoro dipende da diversi fattori:

  • dalla posizione che occupiamo
  • dalle nostre capacità
  • dalle nostre potenzialità
  • dalla coerenza fra la nostra preparazione e le esigenze della nuova posizione
  • dal mercato in generale delle retribuzioni
  • dallo stipendio che già si percepisce
  • dalla difficoltà che potrebbe avere il nostro interlocutore di trovare persone preparate quanto noi
  • dalla politica retributiva dell’azienda
  • dalla nostra fretta di trovare una occupazione
  • dal nostro interesse per quella specifica posizione

 

DUE INDICAZIONI GENERALISe siete giovani al primo lavoro. Purtroppo il vostro  potere contrattuale è basso e difficilmente vi troverete a poter trattare sull’importo. In alcuni casi vi potreste anche sentir proporre una esperienza di stage magari senza alcun rimborso spese.  Quello che potreste certamente fare è accettare (se vi sembra che la situazione vi convenga, ovviamente) provando a chiedere però un aggiornamento dopo il periodo di prova, dopo un anno o a fronte di una valutazione della prestazione positiva.

Se avete già esperienze professionali.  Potreste

1) Provare a pesare il valore della professionalità che avete acquisito riferendovi alla remunerazione che già percepite a cui aggiungere fra il 10 e il 20% rispetto alla forza contrattuale che credete di avere) ma anche “giocando” con Quantomipagano (fra  i test di Trovolavoro.it)  uno strumento che considera non solo la dimensione della posizione, ma anche le variabili legate alla zona geografica (il mercato del nord Italia a parità di condizioni paga più di quello del sud) e alle dimensioni e settore dell’azienda. 

 2) Proporre voi  la cifra, oppure chiedere all’azienda una proposta, secondo la vostra forza contrattuale e la vostra maggiore o minore sicurezza.  

3) Trattare fisso e variabile Se la distanza fra il valore che voi ritenete di avere e la proposta è ampia potete trattare sul rapporto fra il fisso e il variabile. Tanto più la posizione è elevata tanto più le aziende sono disposte a definire importi legati al raggiungimento degli obiettivi.

4) Contrattare sui benefits Anche i benefits possono essere tradotti in un importo. Facile nel caso dei tiket restaurant che prevedono un chiaro importo, ma anche per l’auto aziendale il cui riferimento si può considerare valutando i dati Aci. Facile anche considerare il valore dell’asilo, check up medico meno monetizzare il rimborso delle spese mediche, il computer portatile etc

n.b) prestate attenzione non solo alla remunerazione ma anche all’inquadramento

 

(foto via casadinoidue)


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commenti: 3   

  • Commenti (3)
  • Federico Salis scritto il: 3.11.2009 alle 11:44

    Nel decalogo proposto (sul valore del mercato del lavoro) manca la parte aziendale, che tipo di crisi sta vivendo, se il budget 2010 da margini in termini di aumenti del costo del lavoro, poporre salari variabili nell’incertezza se saranno o meno “decontribuiti” . Inoltre in un momento di forte crisi la domanda (di lavoro) è più alta dell’offerta con evidenti effetti sul prezzo (chiamiamolo così) della stessa.

  • [...] Intendiamo a questo punto parlare di stipendio e di carriera. Leve talmente critiche che in alcuni casi non si potranno neppure giocare. E’ questo il caso di chi al primo lavoro ha scarso potere contrattuale e si trova il più delle volte ad accettare la proposta che gli viene fatta. In altre situazioni avere gestito male questa richiesta potrà far perdere addirittura una opportunità interessante. (a questo proposito potresti andare al post Che stipendio chiedere) [...]

  • Davide scritto il: 10.11.2009 alle 22:54

    E’ corretto chiedere una parte variabile per compensare eventuali gap che non possono essere ridotti.
    La negoziazione dello stipendio, come ogni negoziazione si basa su un concetto fondamentale: il BATNA, ossia la propria migliore alternativa ad una negoziazione, e quella della controparte. Nel nostro caso il caso ideale sarebe avere in mano un proposta di un’altra azienda con uno stipendio più alto del nostro attuale. Allo stesso tempo per la nostra azienda, i costi di dover assumere, valutare e formare un’altra persona al posto nostro, sono notevoli.
    Se il nostro apporto è sostanzioso e dimostrabile (con fatti), la controparte dovrà incorrere in costi aggiuntivi per inserire una nuova risorsa e superare le resistenze del nostro capo. In questa maniera il BATNA della controparte viene indebolito e il risultato è simile a quello che si avrebbe sedendosi al tavolo con una proposta alternativa valida.

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Il lavoro attraversa la vita e gli affetti. Per alcune è armonia per altre disagio. Ma una cosa è certa: anche su questo fronte essere donna non è un dettaglio

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