| | | | Donne avvocato, sono quasi la metà ma …
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8.11.2009

Donne avvocato, sono quasi la metà ma …

Scritto da in Libera professione | Permalink

avvocati

Che le classi dirigenti italiane siano anziane e maschiliste non è una novità, specchio forse di una società ostile al pieno coinvolgimento delle donne del mercato del lavoro. L’Associazione Italiana Giovani Avvocati (http://www.aiga.it/) ha voluto indagare con una indagine interna che ha raccolto dati delle varie categorie di liberi professionisti con interessanti risultati . Il commento di Johanna Rossi Mason, responsabile dell’ufficio stampa di Aiga

Quando, ad esempio, si osserva il dato dell’occupazione di donne e giovani salta agli occhi il fatto che proprio queste due categorie rimangono indietro e in affanno. In politica le cose non cambiano: se numericamente è aumentata la presenza di giovani e donne tra i candidati, lo stesso non può dirsi tra gli eletti che rimangono nella parte inferiore delle liste per effetto della cooptazione.

In altri contesti le cose non sembrano vadano meglio: nelle Università l’83% dei professori ordinari è di sesso maschile. Nelle professioni le cose sembrano andare meglio con una netta tendenza ad un processo di femminilizzazione. Sembrano, perché, almeno nell’avvocatura, benché le donne rappresentino oltre il 45% della categoria, hanno un reddito inferiore alla metà di quello dei colleghi uomini. Sono anche queste difficoltà nell’affermazione professionale ad escluderle dalla governance della categoria. 

Per ciò che riguarda il reddito dal 2004 al 2006 il reddito medio delle donne avvocato è aumentato di circa 1500 euro l’anno (dati Cassa Forense), mentre la presenza delle donne nei Consigli degli Ordini è in media del 23% con picchi nelle regioni del nord, caratterizzate da una più contenuta presenza di iscritti agli albi ma dotate di una migliore condizione socio-economica. In realtà, osserva l’Aiga, esiste una perversione: al crescere delle dimensioni del Consiglio, le donne trovano maggiori difficoltà ad affermarsi e ancor di più le giovani.

Il dato di genere migliora all’interno degli uffici di Presidenza degli Ordini di Avvocati: quel 29,75% di donne che ha un incarico consente di affermare che quando una di loro riesce ad ottenere un successo elettorale (come segretario o tesoriere), si conquista più facilmente ‘un posto al sole’, eccezion fatta per la Presidenza che è ancora territorio maschile: solo il 4,43% sono Presidenti.

Molto peggio accade nelle stanze del Consiglio dei Delegati alla Cassa Forense dove i giovani sono poco meno del 9% e le donne rappresentano l’11% del totale. Numeri in parte dovuti ad una norma statutaria che esclude dall’elettorato passivo tutti coloro che non abbiano almeno 10 anni di iscrizione all’Albo. Nonostante questo, altre professioni non brillano per pari opportunità: nelle sedi distrettuali degli Ordini dei Commercialisti le donne sono uno sparuto 11,54% e nel Consiglio Nazionale vi è una sola rappresentante del sesso femminile. Sono anche assenti dai vertici del Consiglio Nazionale Forense, questo nonostante il 33% dei magistrati fuori ruolo sia donna: peccato che significa come ad esse non sia assegnato una funzione giudiziaria bensì a compiti presso ministeri e autorità. Sembra significare che se non c’è un ostacolo quantitativo, interviene comunque una barriera qualitativa che impedisce che le professioni siano sempre più rosa.

L’indagine può essere scaricata dal sito dell’Aiga o richiesta alla segreteria dell’associazione (aiga@aiga.it)

 

(immagine via www.novalibandiere.it/offerte_01.php)

 


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    Commenti dell'articolo (1)
    • Costantino | 26 gennaio 2012 alle 11:35

      Alliance Broker SPA: “La Polizza professionale è a tutela del cliente”.

      “a tutela del cliente, il professionista e’ tenuto a stipulare idonea assicurazione per i rischi derivanti dall’esercizio dell’attività professionale. Il professionista deve rendere noti al cliente, al momento dell’assunzione dell’incarico, gli estremi della polizza stipulata per la responsabilità’ professionale e il relativo massimale. Le condizioni generali delle polizze assicurative di cui al presente comma possono essere negoziate, in convenzione con i propri iscritti, dai Consigli Nazionali e dagli enti previdenziali dei professionisti;”
      Così recita l’art. 3 comma 5 lettera e della legge di conversione 14 settembre 2011 n. 148. La norma recepisce in parte il disegno di legge presentato il 9 gennaio 2011 che poneva obblighi ancora più vincolanti in capo a professionisti e compagnie di assicurazione e rimandava a un decreto del Ministero dello sviluppo economico l’approvazione delle condizioni contrattuali. Questa seconda parte, a parere degli esperti di Alliance Broker, non è stata recepita dal decreto di Agosto riguardante la disciplina delle professioni e, di conseguenza, lascia immutato il quadro normativo nel quale si muovono i contratti di assicurazione oggi offerti dal mercato, in attesa che gli ordini professionali stipulino accordi in convenzione.
      Alliance Broker, ritiene che analogamente a quanto è già avvenuto in altri Paesi, e in Italia per gli intermediari assicurativi, passa il concetto che non può esserci rapporto contrattuale con la propria clientela senza che questa non sia “assistita” e tutelata contro errori o negligenze del professionista.
      La giurisprudenza nel frattempo ha introdotto nuove fattispecie di danno che superano il tradizionale perimetro dei danni diretti e materiali. Il danno morale, biologico, di relazione, edonistico ecc. si configurano come danni patrimoniali generalmente riconosciuti nell’azione risarcitoria. Ne deriva da una parte l’esigenza di trasferire il rischio in capo ad un operatore in grado di far fronte ad oneri finanziari imponenti (assicuratore), dall’altra la necessità di una revisione dei massimali di garanzia non più congrui.
      Il compito del risk manager rc è in primis quello di identificare il livello delle coperture, poi quello di delimitare l’oggetto della garanzia in base all’attività del professionista, tenendo conto che in molti casi questi si trova ad esercitare professioni interdisciplinari.
      La polizza di responsabilità civile – secondo Alliance Broker – è una polizza All Risk (tutti i rischi inclusi ad eccezione delle esclusioni) che si attiva se viene dimostrato il nesso di causalità fra la negligenza od omissione del professionista e il danno subito dal terzo. L’eventuale azione di resistenza alla pretesa risarcitoria è parte integrante delle garanzie espresse nel contratto di assicurazione. Attraverso lo strumento della delega, l’assicuratore avoca la difesa in giudizio del proprio cliente fino a che ne abbia interesse. Ad integrazione del livello delle coperture il professionista può acquistare la garanzia accessoria di tutela legale.
      Entro il mese di agosto, secondo Alliance Broker, di quest’anno circa 1.300.000 di professionisti dovranno stipulare una polizza di responsabilità civile professionale. Medici, ingegneri, avvocati, commercialisti; ma anche categorie meno conosciute e non altrettanto numerose che ora non sono regolamentate da un ordine professionale. Altri avranno l’esigenza di rivedere le polizze stipulate, adeguando massimali o integrando le garanzie. Un’occasione importante per le migliori professionalità del settore assicurativo.
      Alliance Broker SPA – Società di Brokeraggio Assicurativo – Via Fiorignano 29 84091 Battipaglia (SA) – Tel. 0828 679022 . www. alliancebroker.it

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Il lavoro attraversa la vita e gli affetti. Per alcune è armonia per altre disagio. Ma una cosa è certa: anche su questo fronte essere donna non è un dettaglio

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