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Archivio categoria ‘Strumenti’

18.3.2010

Confusione fra le diverse professioni?

scritto da: Luisa Adani
in Professioni, Strumenti

 

profSe hai bisogno di una bussola per capire meglio verso quale ipotesi professionale indirizzarti, eccoti una bussola interessante dove potrai trovare, selezionando per alfabeto, utili schede sintetiche.

Profpedia.it è una piattaforma per professionisti alla ricerca di un lavoro gestita e sviluppata dall”Osservatorio permanente mercato del lavoro del comune di Milano, con la collaborazione dell’Università IULM


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17.3.2010

Lavorare all’estero: Dubai

scritto da: Luisa Adani
in Strumenti

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Sei fra quelli che hanno pensato di dare un taglio netto e partire per “fare fortuna” all’estero? Se fra le diverse ipotesi hai pensato anche a Dubai, eccoti un post con delle informazioni interessanti. L’ha scritto Davide Rana

Dubai, uno dei sette emirati che compongono la federazione degli Emirati Arabi Uniti, con una popolazione di oltre 2,500,000 di abitanti, presenta una composizione etnica alquanto singolare: solo il 30% della popolazione è di origine Araba, la maggioranza degli espatriati proviene dal sub-continente Indiano (oltre 1 milione)e gli espatriati occidentali sono addirittura oltre 200,000.

Date le esigue riserve petrolifere (in particolare se confrontate con l’emirato fratello di Abu Dhabi), Dubai ha da oramai 15 anni intrapreso una strategia di diversificazione della propria economia, mirando a diventare l’hub finanziario, turistico e immobiliare del mondo arabo, e puntando ad attrarre “expatriates” da tutto il mondo prospettando un regime fiscale favorevole e uno stile di vita e strutture in stile occidentale.

Pur dovendo affrontare alcuni problemi strutturali, quali l’alto indebitamento e la bolla speculativa immobiliare, Dubai rimane ancora un’attraente destinazione per giovani professionisti, in particolare nell’ambito Finanziario, Legale e Immobiliare.

All’interno delle organizzazioni, è forte l’influenza culturale delle tribù beduine: onore, lealtà e struttura patriarcale. Ancora oggi, i legami famigliari sono più importanti della posizione e della funzione aziendale, status e ruolo sociale sono più rilevanti di competenze e risultati, e spesso le posizioni chiave sono affidate a membri della famiglia: i legami di sangue assicurano lealtà e fiducia.

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16.3.2010

Una guida per scrivere una lettera di accompagnamento

scritto da: Luisa Adani
in Strumenti

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Non è “obbligatoria” ma se la allegherai al cv lo renderai più efficace.
Perfeziona e compileta ogni curriculum e diventa praticamente indispensabile nel caso ci si proponga per una posizione diversa rispetto a quella che deriverebbe automaticamente dalla propria preparazione scolastica (per esempio un geometra che vuole occuparsi di commerciale, un laureato in lettere che si propone per la direzione del personale…). o alla esperienza già conseguita (un traduttore che vuole proporsi come venditore…)

La lettera di accompagnamento comunque valorizza ogni curriculum in quanto focalizza l’oggetto della comunicazione e propone, se ben impostata, gli elementi a sostegno della propria candidatura e evidenzia le coerenze fra il proprio bagaglio scolastico e esperienziale e le caratteristiche conosciute almeno a grandi linee (è il caso di una risposta a una inserzione) o ipotizzate per ricoprire la posizione a cui si propone.
Nulla a che fare con una ”lettera formale di cortesia”, ma invece una vera e propria “lettera commerciale” che può aiutarci a proporci dando più forza alla nostra professionalità.

La lettera di accompagnamento è, quindi, “l’area intelligente” del curriculum.
E’ lo strumento attraverso cui proporre la propria professionalità in modo che l’interlocutore possa identificare rapidamente le eventuali coerenze con le sue necessità.
Per scrivere una lettera di accompagnamento efficace basta avere una avvertenza: ricordarsi di centrare la propria attenzione sul destinatario e quindi sui suoi bisogni (non sulle nostre aspirazioni!).

Quindi, se nel curriculum si schematizzano le proprie caratteristiche e esperienze in modo oggettivo (anche se non perdendo mai di vista la focalizzazione all’interlocutore e quindi dando pesi diversi ad aspetti diversi rispetto alla posizione a cui ci si riferisce), nella lettera di accompagnamento si propongono le “motivazioni all’acquisto” che dovrebbero spingere chi ci legge a incontrarci per approfondire la conoscenza. Proprio come un buon venditore non si limita a presentare il prodotto, ma cerca di capire i bisogni del cliente per proporgli una soluzione.

Ecco una  guida per impostare una lettera di accompagnamento efficace:

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11.3.2010

Hai avuto un figlio e vuoi entrare o rientrare nel mondo del lavoro? C’ è chi ti da una mano

scritto da: Luisa Adani
in Strumenti

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Una bella, bellissima notizia, da pochi giorni è nato moms@work , le sue mamme sono Anna Zavaritt e Cecilia Scanu, due donne intelligenti, simpatiche, ambiziose e determinate che hanno deciso di passare dalle parole ai fatti e dare vita a una iniziativa che aiuti davvero chi ha avuto un figlio e si rivolge al mercato del lavoro. Lo fanno con un grande gruppo alle spalle Gi-Group, ulteriore garanzia di qualità.
Per conoscere il progetto e per candidarsi: http://momsatwork.it/

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10.3.2010

Facebook, Twitter, Linkedin… per trovare e parlare di lavoro

scritto da: Luisa Adani
in Strumenti

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Di Social Network oggi si fa un gran parlare. Sono tra i siti più visitati al mondo (da un’analisi di comScore, risulta che in Europa quasi il 75% degli utenti Internet visita almeno una volta al mese un social network) e stanno diventando sempre più un o strumento per tessere relazioni anche professionali. Il  il 45% dei datori di lavoro li utilizza per ricercare informazioni sui propri candidati. 

Lorenzo Amadei e Claudia Zarabara (nella foto), docenti della Fondazione CUOA, ci aiutano a capirne di più.

Nonostante il più noto sia ormai senza dubbio Facebook, in realtà di Social Network ce ne sono molti. Ma è anzitutto èopportuno distinguere tra generalisti (ad esempio Facebook, MySpace ecc.) da quelli “professionali” (LinkedIn, Video ecc.); a questi poi vanno aggiunti quei siti nati come deposito/archivio/condivisione di specifici tipi di file (Flickr e Picasa per le foto, YouTube per i filmati, Slideshare per le presentazioni) e che con il tempo hanno assunto carattere simile ad un Social Network.

Possono servire per cercare lavoro o, comunque, per promuoversi? E possono essere utilizzati, invece, come mezzo per aggiornarsi, per apprendere?

Sicuramente sì, a patto che li si conosca bene e che, conseguentemente, li si utilizzi in modo corretto e mirato, tenendo conto delle rispettive caratteristiche, dei bacini di utenza, degli “stili” di comunicazione e di interazione.

I Social Network sono utili in due direzioni:

-          servono a creare relazioni, reti, network e questo è l’aspetto principale da sfruttare, ricordandosi che il proprio profilo professionale acquista valore in rapporto alle relazioni professionali che si creano, ai gruppi cui si appartiene ecc.
I Social Network, inoltre, permettono per loro natura aggiornamenti in tempo reale ed è, quindi, immediato e facile aggiornare il proprio CV o le proprie ricerche

-          danno visibilità, ci rendono ricercabili in rete e in questo senso è importante farsi trovare e farsi trovare bene! 

Partiamo da Facebook (ma le considerazioni valgono anche per MySpace, Badoo e altri): le relazioni che si costruiscono sono di tipo personale e amicale (la mission dichiarata nella home page di Facebook dice “Ti permette di tenere i contatti con le persone cui vuoi bene”), quindi non molto utili per cercare lavoro. Grazie però alla presenza sempre crescente di aziende, può essere lo strumento ottimale per informarsi ed essere aggiornati sulle loro attività, su eventuali ricerche di personale pubblicate nella propria pagina (sempre che lo facciano, ma questo è un altro problema: Ernst & Young per esempio lo fa, dedica una pagina specifica al recruitment), per tenersi aggiornati su tematiche di proprio interesse, ad esempio tramite uno delle migliaia di gruppi di discussione presenti e dedicate agli argomenti più svariati.

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5.3.2010

Primi giorni in una nuova azienda. Come “cogliere” lo stile

scritto da: Luisa Adani
in Libri, Strumenti

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Se ricopri una posizione di responsabilità, una delle cose più difficile da capire appena arrivati in una nuova realtà è la cultura e quell’insieme di regole formali ma anche informali che ti permetteranno di inseriti nel nuovo contesto. Michael D.Watkins nel suo recente “La tua prossima mossa-strategie di successo dopo i primi 90 giorni” (Etas editore) ha pubblicato uno schema interessante che vi propongo

 

IDENTIFICARE LE NORME CULTURALI

Questi ambiti sono aree in cui le norme culturali potrebbero variare significativamente da un’azienda all’altra. I leader in transizione do­vrebbero usare questa checklist per cercare di capire come funzionano realmente le cose nell’organizzazione in cui stanno entrando.
•                      Influenzamento. Con quali modalità i dipendenti ottengono il sup­porto del management a iniziative critiche? È più importante l’ap­poggio di uno “sponsor” nel comitato di direzione, o il consenso aperto dei colleghi e dei collaboratori?•                      Riunioni. Le riunioni sono forum per discutere apertamente dei pro­blemi, oppure vengono usate semplicemente per ratificare degli ac­cordi raggiunti in altra sede?•                      Esecuzione. Al momento di agire, che cosa conta di più: conoscere a fondo i processi, o conoscere le persone giuste?

•                      Conflitto. Le persone parlano apertamente di questioni delicate sen­za paura di rappresaglie, oppure evitano il conflitto, o peggio ancora, lo trasferiscono a livelli più bassi, dove può scatenare il caos?

•                      Logica premiante. L’azienda promuove le “star”, premiando coloro che si mettono ostentatamente a capo di nuove iniziative, oppure privilegia i giocatori di squadra, premiando coloro che esercitano au­torevolmente la leadership ma senza esibizionismi e con spirito di collaborazione?

•                      Fini e mezzi. Ci sono restrizioni sul modo in cui raggiungete i risulta­ti? L’organizzazione ha valori ben definiti e ben comunicati che ven­gono rinforzati tramite incentivi positivi e negativi?


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3.3.2010

Non hai idea di quale professione scegliere? Un game on line

scritto da: Luisa Adani
in Strumenti

Freschi di studi non è certo facile avere le idee chiare sulla strada professionale da intraprendere, ma è un passaggio essenziale. Il rischio altrimenti è di trovare magari sì un lavoro ma che non ci garantisce un futuro perchè sfasato rispetto alle nostre caratteristiche o perchè non ci piace.

Per capire meglio come funziona una azienda, quali sono le principali posizioni e quindi valutarte quale sia l’ipotesi più coerente con le nostre capacità e aspettative, ecco un game on line di orientamento. Lo ha predisposto L’Oreal


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26.2.2010

Grafologia e selezione

scritto da: Luisa Adani
in Strumenti

Non sono tante le aziende che utilizzano l’analisi della grafia per valutare un candidato. E’ più comune in Francia, da noi succede quasi sempre solo nel caso di una posizione organizzativa particolarmente impegnativa dal punto di vista personale. 

 E’ un esame serio e impegnativo che deve essere svolto da professionisti. 

Per saperne di più ecco un video interessante con Filomena Piacentini

Come viene utilizzara nell’ambito della selezione del personale

L’analisi non  verte su tutti gli aspetti del carattere del candidato ( per una ragione di costi, ma anche di riservatezza) ma indaga solo gli aspetti/requisiti necessari per ricoprire quella specifica posizione. Il giudizio espresso non è quindi assoluto, ma relativo alla ricerca in corso.

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23.2.2010

25 giorni per un nuovo progetto professionale

scritto da: Luisa Adani
in Strumenti

Spesso un progetto naufraga ancora prima di essere partito per chè sono state dedicate poche energie per impostarlo e lanciarlo.  La stessa cosa succede quando si cerca un  lavoro: spesso si commette l’errore di cercare un pò a casaccio, senza un progetto e senza un metodo con il rischio di non trovare una occupazione non perchè si ha una professionalità poco interessante o ci si rivolge a un mercato in crisi ma perchè non si sono considerate le possibilità presenti sul mercato e coerenti con il nostro profilo.

Visto che spesso è proprio il metodo a difettare, vi propongo un percorso in 25 giorni.

Innanzittutto. Anche se non avete più impegni di lavoro, alzatevi al solito orario, vestitevi di tutto punto e alle 9.00 precise, sedetevi alla vostra scrivania o al tavolo di casa con tanto di agenda sotto gli occhi e impostate un preciso programma. Se invece lavorate e volete guardarvi intorno per considerare nuove opportunità professionali, datevi un programma e ritagliatevi del tempo ogni giorno (Un’ ora strappata all’ufficio e una al vostro tempo libero, per esempio perché meno è davvero impossibile). 

Quindi:

Ogni mattina dalle 9.00 alle 10.30Lettura del quotidiano (meglio due, uno nazionale e il secondo locale), delle inserzioni e navigazione fra  i siti di mediazione, per scoprire le novità. 

Prima settimana. Obiettivo: Chi sono e cosa vorrei fare.

Fate mente locale alla vostra storia formativa e professionale e valutate le competenze che avete via via sviluppato. Non sottovalutate il compito. Una settimana vi sembra un tempo enorme, per fare il punto su di voi e sulla vostra storia? Sbagliate! Vi renderete conto che forse non vi basta neppure e che man mano procederete nell’indagine della vostra storia, più finestre vi si apriranno,  più cose (ri)scoprirete e probabilmente la vostra preparazione vi sembrerà più interessante e ampia. 

E’ una fase fondamentale e delicata del programma, che spesso si tralascia arrivando tout court all’invio dei cv. Ed è un grave errore. Riattraversare le esperienze maturate con spirito storico e critico, vi permetterà di impostare il vostro progetto professionale riconoscendo quali sono le opportunità più a “semplici”  e quali quelle più sfidanti o “complicate”. Per esempio, se sia meglio rinforzare la vostra professionalità indagando nuovi settori/mercati/ruoli oppure se convenga considerare le più rapide possibilità di inserimento. 

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17.2.2010

“Mi parli della sua tesi”

scritto da: Luisa Adani
in Strumenti

tesi

E’ certamente la domanda centrale per un giovane che si rivolge per la prima volta al mondo del lavoro. Dice molto del candidato, della sua energia e del suo entusiasmo.

Può capitare a molti di aver sviluppato una tesi che in realtà li interessava poco (perché avevano fretta oppure  era la più semplice per esempio). In questo caso meglio mettere le carte in tavola e spiegare onestamente quanto successo, non far finta che sia piaciuta, mentre  ci si ha lavorato fiaccamente, potrebbe essere confusa per scarsa energia.

Se invece ci è sviluppato un lavoro di tesi interessante e che magari ha anche prodotto buoni risultati, non abbiate reticenza e raccontatela nel dettaglio.

Questa domanda potrebbe anche richiedere 3-5 minuti di risposta e visto che è  “un classico”  meglio sperimentarsela a casa. Si potrebbe per esempio spiegare perché si è scelta quella materia, come si è arrivati a definire il titolo, quali tesi si aveva e come la si è sostenuta. Bene parlare anche della metodologia con cui la si è affrontata.

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Il lavoro attraversa la vita e gli affetti. Per alcune è armonia per altre disagio. Ma una cosa è certa: anche su questo fronte essere donna non è un dettaglio

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