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	<title>Lavoro</title>
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	<description>Informazioni, dati, suggerimenti e opportunità dal mondo del lavoro, raccontate da Luisa Adani in collaborazione con Trovolavoro.it</description>
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		<title>Career day internazionale a Milano, il 23</title>
		<link>http://blog.leiweb.it/lavoro/2010/03/19/career-day-internazionale-a-milano-il-23/</link>
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		<pubDate>Fri, 19 Mar 2010 13:30:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luisa Adani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Appuntamenti]]></category>
		<category><![CDATA[career day internazionale]]></category>

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		<description><![CDATA[
Se stai pensando di muovere i tuoi primi passi nel mondo del lavoro iniziando con una esperienza professionale all&#8217;estero 
International Career Day
23 Marzo, Milano &#8211; Palazzo delle Stelline
ore 10.00 &#8211; 17.00 
 

]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #000000"><strong><a href="http://blog.leiweb.it/lavoro/files/2010/03/matite.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1859" src="http://blog.leiweb.it/lavoro/files/2010/03/matite.jpg" alt="matite" width="124" height="82" /></a></strong></span></p>
<p><span style="color: #000000">Se stai pensando di muovere i tuoi primi passi nel mondo del lavoro iniziando con una esperienza professionale all&#8217;estero </span></p>
<div><span style="color: #e74d6e"><strong><a href="http:/wwww.jobadvisor.it/ita/lavoro/icd/icd_presentazione.html" target="_blank"><span style="color: #339966"><strong>International Career Day<br />
23 Marzo, Milano &#8211; Palazzo delle Stelline<br />
ore 10.00 &#8211; 17.00</strong> </span></a></strong></span></div>
<p><span style="color: #e74d6e"><strong> </p>
<p></strong></span></p>
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		<title>Confusione fra le diverse professioni?</title>
		<link>http://blog.leiweb.it/lavoro/2010/03/18/confusione-fra-le-diverse-professioni/</link>
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		<pubDate>Thu, 18 Mar 2010 13:30:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luisa Adani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Professioni]]></category>
		<category><![CDATA[Strumenti]]></category>
		<category><![CDATA[bussola]]></category>

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		<description><![CDATA[ 
Se hai bisogno di una bussola per capire meglio verso quale ipotesi professionale indirizzarti, eccoti una bussola interessante dove potrai trovare, selezionando per alfabeto, utili schede sintetiche.
Profpedia.it è una piattaforma per professionisti alla ricerca di un lavoro gestita e sviluppata dall&#8221;Osservatorio permanente mercato del lavoro del comune di Milano, con la collaborazione dell&#8217;Università IULM
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> </p>
<p><a href="http://blog.leiweb.it/lavoro/files/2010/03/prof.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1803" src="http://blog.leiweb.it/lavoro/files/2010/03/prof.jpg" alt="prof" width="200" height="125" /></a>Se hai bisogno di una bussola per capire meglio verso quale ipotesi professionale indirizzarti, eccoti una bussola interessante dove potrai trovare, selezionando per alfabeto, utili schede sintetiche.</p>
<p><a href="http://www.profpedia.it" target="_self">Profpedia.it</a> è una piattaforma per professionisti alla ricerca di un lavoro gestita e sviluppata dall&#8221;Osservatorio permanente mercato del lavoro del comune di Milano, con la collaborazione dell&#8217;Università IULM</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Lavorare all&#8217;estero: Dubai</title>
		<link>http://blog.leiweb.it/lavoro/2010/03/17/lavorare-allestero-dubai/</link>
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		<pubDate>Wed, 17 Mar 2010 13:30:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luisa Adani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Strumenti]]></category>
		<category><![CDATA[dubai]]></category>

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		<description><![CDATA[
Sei fra quelli che hanno pensato di dare un taglio netto e partire per &#8220;fare fortuna&#8221; all&#8217;estero? Se fra le diverse ipotesi hai pensato anche a Dubai, eccoti un post con delle informazioni interessanti. L&#8217;ha scritto Davide Rana
Dubai, uno dei sette emirati che compongono la federazione degli Emirati Arabi Uniti, con una popolazione di oltre 2,500,000 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://blog.leiweb.it/lavoro/files/2010/03/dubai-towers.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1779" src="http://blog.leiweb.it/lavoro/files/2010/03/dubai-towers-238x300.jpg" alt="dubai-towers" width="238" height="300" /></a></p>
<p>Sei fra quelli che hanno pensato di dare un taglio netto e partire per &#8220;fare fortuna&#8221; all&#8217;estero? Se fra le diverse ipotesi hai pensato anche a Dubai, eccoti un post con delle informazioni interessanti. L&#8217;ha scritto <strong>Davide Rana</strong></p>
<p><span style="color: #ff0000">Dubai, uno dei sette emirati che compongono la federazione degli Emirati Arabi Uniti, con una popolazione di oltre 2,500,000 di abitanti, presenta una composizione etnica alquanto singolare: solo il 30% della popolazione è di origine Araba, la maggioranza degli espatriati proviene dal sub-continente Indiano (oltre 1 milione)e gli espatriati occidentali sono addirittura oltre 200,000.</span></p>
<p><span style="color: #ff0000">Date le esigue riserve petrolifere (in particolare se confrontate con l’emirato fratello di Abu Dhabi), Dubai ha da oramai 15 anni intrapreso una strategia di diversificazione della propria economia, mirando a diventare l’hub finanziario, turistico e immobiliare del mondo arabo, e puntando ad attrarre “expatriates” da tutto il mondo prospettando un regime fiscale favorevole e uno stile di vita e strutture in stile occidentale.</span></p>
<p><span style="color: #ff0000">Pur dovendo affrontare alcuni problemi strutturali, quali l’alto indebitamento e la bolla speculativa immobiliare, Dubai rimane ancora un’attraente destinazione per giovani professionisti, in particolare nell’ambito Finanziario, Legale e Immobiliare.</span></p>
<p><span style="color: #ff0000">All’interno delle organizzazioni, è forte l’influenza culturale delle tribù beduine: onore, lealtà e struttura patriarcale. Ancora oggi, i legami famigliari sono più importanti della posizione e della funzione aziendale, status e ruolo sociale sono più rilevanti di competenze e risultati, e spesso le posizioni chiave sono affidate a membri della famiglia: i legami di sangue assicurano lealtà e fiducia.<span id="more-1778"></span></span></p>
<p><span style="color: #ff0000">Nel contesto aziendale è quindi fondamentale la fase di creazione e sviluppo delle relazioni: bisogna dimostrare dedizione e guadagnarsi la fiducia della controparte. L’abnegazione vale più delle performance.</span></p>
<p><span style="color: #ff0000">Due aspetti che saltano immediatamente agli occhi a Dubai sono la mancanza di separazione fra stato e religione e fra vita privata e lavorativa. Le riunioni si svolgono in modo disordinato, discontinuo, iniziano spesso in ritardo, sono frequentemente interrotte da impegni sociali e da persone che entrano ed escono dalla sala e non di rado si prolungano anche a cena.</span></p>
<p><span style="color: #ff0000">A causa della struttura estremamente gerarchica delle organizzazioni, a Dubai, e nel mondo Arabo in generale, forse più che in altri posti, è fondamentale conoscere le persone giuste, o le persone che conoscono le persone giuste, per avere accesso ai veri “decision makers”e guadagnarsi la loro fiducia. Spesso i primi rapporti con le aziende sono tenuti da expatriates, ma le decisioni sono prese in cima alla piramide, dai membri anziani maschi della famiglia locale, all’interno di strutture estremamente gerarchiche.</span></p>
<p><span style="color: #ff0000"> Di seguito alcuni siti utili per cercare lavoro a Dubai:</span></p>
<p><span style="color: #ff0000">jobsindubai.com, dubaijobs.net, uaestaffing.com, allarabia.com</span></p>
<p><span style="color: #ff0000">Davide ha un sito interessante  sul lavoro: </span><a href="http://collegamentoneutro.it/" target="_blank"><span style="color: #ff0000">http://collegamentoneutro</span>.it/</a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Una guida per scrivere una lettera di accompagnamento</title>
		<link>http://blog.leiweb.it/lavoro/2010/03/16/una-guida-per-scrivere-una-lettera-di-accompagnamento/</link>
		<comments>http://blog.leiweb.it/lavoro/2010/03/16/una-guida-per-scrivere-una-lettera-di-accompagnamento/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 16 Mar 2010 13:30:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luisa Adani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Strumenti]]></category>
		<category><![CDATA[lettera d'accompagnamento]]></category>

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		<description><![CDATA[
Non è &#8220;obbligatoria&#8221; ma se la allegherai al cv lo renderai più efficace.
Perfeziona e compileta ogni curriculum e diventa praticamente indispensabile nel caso ci si proponga per una posizione diversa rispetto a quella che deriverebbe automaticamente dalla propria preparazione scolastica (per esempio un geometra che vuole occuparsi di commerciale, un laureato in lettere che si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div><a href="http://blog.leiweb.it/lavoro/files/2010/01/la_lettera.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1421" src="http://blog.leiweb.it/lavoro/files/2010/01/la_lettera-207x300.jpg" alt="la_lettera" width="207" height="300" /></a></div>
<div>Non è &#8220;obbligatoria&#8221; ma se la allegherai al cv lo renderai più efficace.</div>
<div>Perfeziona e compileta ogni curriculum e diventa praticamente indispensabile nel caso ci si proponga per una posizione diversa rispetto a quella che deriverebbe automaticamente dalla propria preparazione scolastica (per esempio un geometra che vuole occuparsi di commerciale, un laureato in lettere che si propone per la direzione del personale…). o alla esperienza già conseguita (un traduttore che vuole proporsi come venditore&#8230;)</div>
<p>La lettera di accompagnamento comunque valorizza ogni curriculum in quanto focalizza l’oggetto della comunicazione e propone, se ben impostata, gli elementi a sostegno della propria candidatura e evidenzia le coerenze fra il proprio bagaglio scolastico e esperienziale e le caratteristiche conosciute almeno a grandi linee (è il caso di una risposta a una inserzione) o ipotizzate per ricoprire la posizione a cui si propone.<br />
Nulla a che fare con una ”lettera formale di cortesia”, ma invece una vera e propria “lettera commerciale” che può aiutarci a proporci dando più forza alla nostra professionalità.</p>
<p>La lettera di accompagnamento è, quindi, “l’area intelligente” del curriculum.<br />
E’ lo strumento attraverso cui proporre la propria professionalità in modo che l’interlocutore possa identificare rapidamente le eventuali coerenze con le sue necessità.<br />
Per scrivere una lettera di accompagnamento efficace basta avere una avvertenza: ricordarsi di centrare la propria attenzione sul destinatario e quindi sui suoi bisogni (non sulle nostre aspirazioni!).</p>
<p>Quindi, se nel curriculum si schematizzano le proprie caratteristiche e esperienze in modo oggettivo (anche se non perdendo mai di vista la focalizzazione all’interlocutore e quindi dando pesi diversi ad aspetti diversi rispetto alla posizione a cui ci si riferisce), nella lettera di accompagnamento si propongono le “motivazioni all’acquisto” che dovrebbero spingere chi ci legge a incontrarci per approfondire la conoscenza. Proprio come un buon venditore non si limita a presentare il prodotto, ma cerca di capire i bisogni del cliente per proporgli una soluzione.</p>
<p>Ecco<span style="color: #ff00ff"> una  guida per impostare una lettera di accompagnamento efficace</span>:</p>
<p><span id="more-1420"></span></p>
<p>1) Riporta l’oggetto chiaro della lettera (o della mail) e quindi Riferimento alla vostra inserzione numero 75 pubblicata dal Corriere della Sera il 5 maggio oppure Proposta di candidatura neolaureato area finanza</p>
<p>1) Considera 3 coerenze oggettive (scolarità e/o esperienze) che ti sembra possano renderti un candidato interessante per l’area o posizione a cui ti proponi. Non considerare perché quel ruolo ti piace, ma focalizza quali potrebbero essere le “convenienze” per il tuo interlocutore e quindi gli aspetti che potrebbero tranquillizzarlo sul fatto che saresti in grado di soddisfare la posizione. Più semplice nel caso tu risponda a una inserzione o comunque sappia qual è la posizione in gioco, meno se ti proponi spontaneamente.</p>
<p>1.a……………………………………………………………………………………………………………………………………………………………<br />
perché…………………………………………………………………………………………………………………………………………………………<br />
……………………………………………………………………………………………………………………………………………………………….<br />
2.a……………………………………………………………………………………………………………………………………………………………<br />
perché………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………….<br />
3.a……………………………………………………………………………………………………………………………………………………………<br />
perché………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………….</p>
<p>Altre eventuali<br />
………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………</p>
<p>· imposta un testo di 8/10 righe con un linguaggio chiaro, preciso e non burocratico utilizzando come scaletta l’esame delle 3 competenze ……………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………….<br />
………………………………………………………………………………</p>
<p>· Termina con i saluti e la firma (nome e cognome, non il titolo)</p>
<p>…………………………….</p>
<p><em>( estratto dal mio libro Promuovere se stessi, edito da Il sole 24ore)</em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em>(immagine via <a href="http://beataignoranza.wordpress.com/2009/04/24/lettera-di-una-maestra-non-unica-a-dei-bambini-unici/">beataignoranza.wordpress.com/&#8230;/</a>)</em></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>Per saperne di più sul coaching e sulle sue scuole</title>
		<link>http://blog.leiweb.it/lavoro/2010/03/15/per-saperne-di-piu-sul-coaching-e-sulle-sue-scuole/</link>
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		<pubDate>Mon, 15 Mar 2010 13:30:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luisa Adani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Appuntamenti]]></category>
		<category><![CDATA[coaching]]></category>

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		<description><![CDATA[
Il 16 marzo a Milano, nella fase introduttiva alla conferenza annuale della Federazione italiana coach,  le scuole di coaching si presentano agli interessati : professionisti HR, consulenti aziendali, curiosi del coaching.
La partecipazione e&#8217; gratuita, dalle 9.00 all&#8217; Hotel NHOW  in via Tortona 35
Troverai le info su: ICF International Coach Federation Italia 
Se il coaching ti interessa devi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a id="thumbnail" href="http://effebiacoach.it/img/fck_caricate/image/community_tri.JPG"><img src="http://t0.gstatic.com/images?q=tbn:trMcM2GjlJNesM:http://effebiacoach.it/img/fck_caricate/image/community_tri.JPG" alt="Mostra immagine a dimensione intera" width="150" height="63" /></a></p>
<p>Il 16 marzo a Milano, nella fase introduttiva alla conferenza annuale della Federazione italiana coach,  le scuole di coaching si presentano agli interessati : professionisti HR, consulenti aziendali, curiosi del coaching.</p>
<p>La partecipazione e&#8217; gratuita, dalle 9.00 all&#8217; Hotel NHOW  in via Tortona 35</p>
<p>Troverai le info su: <a href="http://www.linkedin.com/news?viewArticle=&amp;articleID=112898793&amp;gid=2124088&amp;articleURL=http%3A%2F%2Fwww%2Eicf-italia%2Eorg%2Ffic%2F%3Fpage_id%3D106&amp;urlhash=NFzy&amp;trk=news_discuss" target="_self">ICF International Coach Federation Italia </a></p>
<p>Se il coaching ti interessa devi assolutamente passare anche dal <a href="http://http://coachingstudio.it/diventare-coach/" target="_self">blog di Marina Fabiano</a>, una vera e propria cassetta degli attrezzi di informazioni e strumenti per la professione</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>Professione sarto</title>
		<link>http://blog.leiweb.it/lavoro/2010/03/12/professione-sarto/</link>
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		<pubDate>Fri, 12 Mar 2010 13:30:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luisa Adani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Professioni]]></category>
		<category><![CDATA[sarto]]></category>

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		<description><![CDATA[ 

Un mestiere antico che non sembra invecchiare, anzi.
Ce ne parla Rosamaria Sarno con un estratto dal suo recente libro &#8220;Job 100&#8243;
Per i ”maestri dell’ago e del filo” non ci sono problemi in termini occupazionali, anzi sono ben 70.000 i posti vuoti disponibili in Italia. Eppure ancora pochi giovani si orientano verso questa professione. “Purtroppo dagli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong> </strong></p>
<p><a id="apf0" href="http://images.google.it/imgres?imgurl=http://aicanet.net/newscontestuali/documenti-vari-newsletter/Cover%2520Job%2520100-Sarno-Bellini.jpg&amp;imgrefurl=http://aicanet.net/archivio-newsletter/copy8_of_newsletter-novembre-dicembre-2007/&amp;usg=__cFyUaIqck3L268SkjhbxPGleqzM=&amp;h=2193&amp;w=1370&amp;sz=209&amp;hl=it&amp;start=1&amp;um=1&amp;itbs=1&amp;tbnid=k3cHmIsXTANS-M:&amp;tbnh=150&amp;tbnw=94&amp;prev=/images%3Fq%3Djob%2B100%26um%3D1%26hl%3Dit%26sa%3DN%26rls%3Dcom.microsoft:*:IE-SearchBox%26rlz%3D1I7SNYK_it%26tbs%3Disch:1"><img src="http://t3.gstatic.com/images?q=tbn:k3cHmIsXTANS-M:http://aicanet.net/newscontestuali/documenti-vari-newsletter/Cover%2520Job%2520100-Sarno-Bellini.jpg" alt="" width="94" height="150" /></a></p>
<p>Un mestiere antico che non sembra invecchiare, anzi.</p>
<p>Ce ne parla<strong> Rosamaria Sarno </strong>con un estratto dal suo recente libro &#8220;Job 100&#8243;</p>
<p>Per i ”maestri dell’ago e del filo” non ci sono problemi in termini occupazionali, anzi sono ben 70.000 i posti vuoti disponibili in Italia. Eppure ancora pochi giovani si orientano verso questa professione. “Purtroppo dagli anni ’60 nessuno si è più avvicinato alla sartoria artigianale e ora il problema principale è il ricambio generazionale. Il rischio è la perdita di un grande patrimonio che ha dato vita all’alta moda italiana e che tutto il mondo ci invidia”, afferma Luigi Gallo, presidente della Camera Europea dell’Alta Sartoria, associazione che raccoglie una trentina di atelier di eccellenza. Allievo del grande Angelo Litrico, Gallo ha un’esperienza sartoriale ultraquarantennale ed è direttore della Scuola Europea dell’Alta Sartoria aperta a Roma nel novembre 2007 proprio con l’obiettivo di formare le nuove leve, di tramandare ai giovani questo antico mestiere, creando manodopera qualificata e puntando all’inserimento degli allievi in strutture sartoriali di provata professionalità.<strong> </strong></p>
<p><strong>Formazione, competenze e attitudini personali </strong>“Il sarto che realizza un prodotto veramente artigianale non può improvvisare”, avverte Gallo, “ci vogliono anni di apprendimento e tanta esperienza. Va sottolineato che la qualità si può mantenere con botteghe artigiane fino a un numero di 15 persone, il che significa fare 600 abiti l’anno e, quindi, avere un buon fatturato pur mantenendo il lavoro di nicchia. Oltre questo numero di persone, secondo il mio parere, è un’industria che può eseguire anche un lavoro fatto bene, ma non risponde ai canoni artigianali”. </p>
<p>È necessario quindi frequentare una scuola di sartoria di alto livello, dopo aver conseguito un diploma che fornisca la cultura di base. Ma è poi indispensabile tanta pratica sul campo per poter imparare i canoni indispensabili per un “su misura” perfetto all’italiana. Naturalmente non devono mancare quelle che sono le caratteristiche tipiche del mestiere d’arte: intelligenza, passione e creatività.</p>
<p>“Per svolgere con successo questo lavoro”, sostiene l’esperto, “bisogna avere la passione di tagliare e cucire perché è sicuramente un’attività che richiede molto sacrificio. Ma dà anche tante soddisfazioni se svolto con competenza. Gli allievi che stanno frequentando la nostra scuola, oltre a studiare materie come la storia del costume, il marketing, l’inglese, fanno molta pratica di sartoria che permette loro di tagliare subito per se stessi alcuni indumenti: vivono quindi la ‘bottega’ fin dal primo momento e quindi, toccando subito con mano i risultati, sono affascinati da quest’attività”.<span id="more-1796"></span></p>
<p>Oggi la sartoria si è evoluta nella tecnica, nel taglio, nei tessuti ma, sottolinea Luigi Gallo, “i ragazzi devono imparare a cucire a mano come si faceva una volta. D’altra parte, se vogliamo continuare a detenere il ruolo di leadership nella moda e nel tessile d’eccellenza e a mantenere un vantaggio rispetto ai Paesi in via di sviluppo, dobbiamo puntare proprio sul fatto a mano di qualità”.</p>
<p><strong>Spazi occupazionali </strong>Le sartorie italiane sono piene di lavoro e cercano quindi bravi sarti, così come c’è spazio nelle aziende semi-artigianali. Le retribuzioni sono molto interessanti; inoltre, non vanno sottovalutati altri benefici collaterali fatti di soddisfazioni, di amicizie selezionate, di una vita indipendente in cui il sarto non realizza altro che se stesso.<strong> </strong></p>
<p><strong>Riferimenti utili</strong></p>
<ul>
<li><strong>Camera Europea dell’Alta Sartoria</strong>, <a title="blocked::http://www.cedaseurope.com/" href="http://www.cedaseurope.com/" target="_self">http://www.cedaseurope.com/</a></li>
<li><strong>Istituto di moda Burgo</strong>, <a title="blocked::http://www.imb.it/" href="http://www.imb.it/" target="_self">http://www.imb.it/</a></li>
<li><strong>Italian Fashion School &#8211; Dipartimento Formazione e Ricerca Camera Nazionale della Moda Italiana</strong>, <a title="blocked::http://www.cameramoda.it/formazione" href="http://www.cameramoda.it/formazione" target="_self">www.cameramoda.it/formazione</a></li>
<li><strong>Laboratorio Modello e Sartoria &#8211; Ied-Istituto Europeo di Design</strong>, <a href="http://www.ied/" target="_self">http://www.ied/</a></li>
<li><strong>Sarteco &#8211; Scuola Laboratorio di Moda</strong>, <a href="www.sarteco.it" target="_self">www.sarteco.it</a></li>
</ul>
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		<title>Hai avuto un figlio e vuoi entrare o rientrare nel mondo del lavoro? C&#8217; è chi ti da una mano</title>
		<link>http://blog.leiweb.it/lavoro/2010/03/11/hai-avuto-un-figlio-e-vuoi-entrare-o-rientrare-nel-mondo-del-lavoro-c-e-chi-ti-da-una-mano/</link>
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		<pubDate>Thu, 11 Mar 2010 13:30:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luisa Adani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Strumenti]]></category>
		<category><![CDATA[mamme lavoro]]></category>

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		<description><![CDATA[
Una bella, bellissima notizia, da pochi giorni è nato moms@work , le sue mamme sono Anna Zavaritt e Cecilia Scanu, due donne intelligenti, simpatiche, ambiziose e determinate che hanno deciso di passare dalle parole ai fatti e dare vita a una iniziativa che aiuti davvero chi ha avuto un figlio e si rivolge al mercato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div><a href="http://blog.leiweb.it/lavoro/files/2010/03/testata-big-logo.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1828" src="http://blog.leiweb.it/lavoro/files/2010/03/testata-big-logo-300x106.jpg" alt="testata-big-logo" width="300" height="106" /></a></div>
<div>Una bella, bellissima notizia, da pochi giorni è nato <a href="mailto:moms@work">moms@work</a> , le sue mamme sono Anna Zavaritt e Cecilia Scanu, due donne intelligenti, simpatiche, ambiziose e determinate che hanno deciso di passare dalle parole ai fatti e dare vita a una iniziativa che aiuti davvero chi ha avuto un figlio e si rivolge al mercato del lavoro. Lo fanno con un grande gruppo alle spalle Gi-Group, ulteriore garanzia di qualità.</div>
<div>Per conoscere il progetto e per candidarsi: <a href="http://momsatwork.it/" target="_self">http://momsatwork.it/</a><!-- div&gt;  &lt;/div  --></div>
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		<title>Facebook, Twitter, Linkedin&#8230; per trovare e parlare di lavoro</title>
		<link>http://blog.leiweb.it/lavoro/2010/03/10/facebook-twitter-linkedin-per-trovare-e-parlare-di-lavoro/</link>
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		<pubDate>Wed, 10 Mar 2010 13:35:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luisa Adani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Strumenti]]></category>
		<category><![CDATA[social network]]></category>

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		<description><![CDATA[
Di Social Network oggi si fa un gran parlare. Sono tra i siti più visitati al mondo (da un’analisi di comScore, risulta che in Europa quasi il 75% degli utenti Internet visita almeno una volta al mese un social network) e stanno diventando sempre più un o strumento per tessere relazioni anche professionali. Il  il 45% [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://blog.leiweb.it/lavoro/files/2010/01/IMG_7870-4.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1653" src="http://blog.leiweb.it/lavoro/files/2010/01/IMG_7870-4-280x300.jpg" alt="IMG_7870-4" width="280" height="300" /></a></p>
<p>Di Social Network oggi si fa un gran parlare. Sono tra i siti più visitati al mondo (da un’analisi di comScore, risulta che in Europa quasi il 75% degli utenti Internet visita almeno una volta al mese un social network) e stanno diventando sempre più un o strumento per tessere relazioni anche professionali. Il  il 45% dei datori di lavoro li utilizza per ricercare informazioni sui propri candidati. </p>
<p><strong>Lorenzo Amadei e Claudia Zarabara</strong> (nella foto), <a href="http://www.cuoa.it/servizi/social-network" target="_blank">docenti della Fondazione CUOA</a>, ci aiutano a capirne di più.</p>
<p><span style="color: #339966">Nonostante il più noto sia ormai senza dubbio Facebook, in realtà di Social Network ce ne sono molti. Ma è anzitutto èopportuno distinguere tra generalisti (ad esempio Facebook, MySpace ecc.) da quelli “professionali” (LinkedIn, Video ecc.); a questi poi vanno aggiunti quei siti nati come deposito/archivio/condivisione di specifici tipi di file (Flickr e Picasa per le foto, YouTube per i filmati, Slideshare per le presentazioni) e che con il tempo hanno assunto carattere simile ad un Social Network.</span></p>
<p><strong><span style="color: #339966">Possono servire per cercare lavoro o, comunque, per promuoversi? E possono essere utilizzati, invece, come mezzo per aggiornarsi, per apprendere?</span></strong></p>
<p><span style="color: #339966">Sicuramente sì, a patto che li si conosca bene e che, conseguentemente, li si utilizzi in modo corretto e mirato, tenendo conto delle rispettive caratteristiche, dei bacini di utenza, degli “stili” di comunicazione e di interazione.</span></p>
<p><strong><span style="color: #339966">I Social Network sono utili in due direzioni: </span></strong></p>
<p><span style="color: #339966">-          servono a creare relazioni, reti, network e questo è l’aspetto principale da sfruttare, ricordandosi che il proprio profilo professionale acquista valore in rapporto alle relazioni professionali che si creano, ai gruppi cui si appartiene ecc.<br />
I Social Network, inoltre, permettono per loro natura aggiornamenti in tempo reale ed è, quindi, immediato e facile aggiornare il proprio CV o le proprie ricerche</span></p>
<p><span style="color: #339966">-          danno visibilità, ci rendono ricercabili in rete e in questo senso è importante farsi trovare e farsi trovare bene! </span></p>
<p><span style="color: #339966">Partiamo da Facebook (ma le considerazioni valgono anche per MySpace, Badoo e altri): le relazioni che si costruiscono sono di tipo personale e amicale (la <em>mission</em> dichiarata nella home page di Facebook dice &#8220;Ti permette di tenere i contatti con le persone cui vuoi bene&#8221;), quindi non molto utili per cercare lavoro. Grazie però alla presenza sempre crescente di aziende, può essere lo strumento ottimale per informarsi ed essere aggiornati sulle loro attività, su eventuali ricerche di personale pubblicate nella propria pagina (sempre che lo facciano, ma questo è un altro problema: Ernst &amp; Young per esempio lo fa, dedica una pagina specifica al recruitment), per tenersi aggiornati su tematiche di proprio interesse, ad esempio tramite uno delle migliaia di gruppi di discussione presenti e dedicate agli argomenti più svariati.<span id="more-1652"></span><br />
Un’attenzione particolare, parlando di Facebook: ricordarsi che tutto quello che si pubblica è e rimane visibile. Quindi, attenzione alle foto che si pubblicano (una foto che ci ritrae completamente ubriachi può essere divertente da condividere con gli amici… ma diventa un pessimo biglietto da visita per chi non ci conosce e cerca informazioni su di noi!), ai commenti e alle opinioni, soprattutto su temi “delicati” come la politica.<br />
Il Garante sulla Privacy ha pubblicato un documento nel quale “mette in guardia” dai Social Network: “Social Network: attenzione agli effetti collaterali” (link a </span><a href="http://www.garanteprivacy.it/garante/document?ID=1617888"><span style="color: #339966">http://www.garanteprivacy.it/garante/document?ID=1617888</span></a><span style="color: #339966">). Tra i vari spunti di quel documento:</span></p>
<p><span style="color: #339966">-          sai che le società di selezione del personale cercano informazioni sui candidati, utilizzando i principali motori di ricerca on-line?</span></p>
<p><span style="color: #339966">-          le foto che hai pubblicato sui Social Network e i post che hai inserito potranno danneggiarti nella ricerca del tuo prossimo lavoro?</span></p>
<p><span style="color: #339966">-          il curriculum che hai spedito all’azienda corrisponde con quello che hai messo su Internet?</span></p>
<p><span style="color: #339966">-          quello che racconti della tua vita nelle tue “chiacchiere on line” è coerente con le tue aspirazioni professionali? </span></p>
<p><span style="color: #339966">Decisamente di orientamento più “lavorativo” è LinkedIn (ma anche Viadeo, Xing ecc.), Social Network esplicitamente orientato alla creazione di reti professionali: il punto di partenza è la creazione, condivisione e pubblicazione del proprio CV. Gli studi effettuati, le aziende per le quali si è lavorato e per cui si lavora attualmente, i contatti professionali che già si hanno, le “<em>recommendation</em>” da parte di colleghi, partner di affari… sono tutti elementi che contribuiscono a creare il profilo professionale di una persona ed in effetti sempre più spesso gli uffici di selezione, i responsabili Risorse Umane, le società di ricerca personale utilizzano LinkedIn sia per cercare nuovi possibili candidati, sia per cercare conferme alle candidature che ricevono.</span></p>
<p><span style="color: #339966">LinkedIn, dunque, può essere il posto ottimale per promuoversi, per cercare lavoro, a patto di usarlo con un po’ di attenzione. Ricordiamo che il CV va tenuto aggiornato, è opportuno scegliere con attenzione le parole chiave in modo da renderlo più facilmente rintracciabile, va curata la propria rete di relazioni e contatti (fondamentale per validare il proprio CV e per promuoversi), si può agganciare al proprio profilo una presentazione di Slideshare o un videoCV pubblicato in YouTube…  </span></p>
<p><span style="color: #339966">E a proposito di YouTube: oltre alla possibilità di pubblicare un proprio videoCV da linkare poi dal proprio profilo LinkedIn o da indicare nella propria candidatura quando la si invia ad un’azienda, YouTube può rappresentare un ottimo strumento per aggiornarsi, per apprendere. Basta cercare l’argomento che si desidera approfondire e quasi sicuramente si potranno trovare video di lezioni, presentazioni, dimostrazioni, interventi a convegni che ne parlano: una fonte di informazione e di formazione praticamente illimitata.<br />
Lo stesso meccanismo vale per un altro grande contenitore, questa volta dedicato in primo luogo alle slides e alle presentazioni (anche se ultimamente aperto a diversi altri tipi di file): Slideshare. In questo caso le opportunità che si hanno sono due: da un lato promuoversi pubblicando le proprie presentazioni e le proprie slide per presentarsi, per dimostrare le proprie competenze e quello che si è fatto; dall’altro, ancora una volta, è un enorme archivio di materiali pubblicati da altri, che ci possono essere utili come strumenti di formazione e aggiornamento. </span></p>
<p><span style="color: #339966">Ci limitiamo a citare i blog, senza grandi approfondimenti, solo per ragioni di spazio: aprirsi un blog in cui si raccolgono le informazioni su un determinato tema, si postano i propri commenti e le proprie riflessioni sullo stesso, si intavolano discussioni derivanti da un proprio articolo è un altro ottimo modo per acquisire visibilità, per dimostrare le proprie competenze, i propri interessi e per acquisire una certa autorevolezza sui temi trattati. </span></p>
<p><span style="color: #339966">In fondo, riassumendo, è proprio qui la grande differenza tra Web e Web 2.0: ora è il singolo utente che può diventare protagonista, perché ha a disposizione strumenti estremamente semplici, che non richiedono alcuna conoscenza tecnica e di codice. Sta alla singola persona, quindi, conoscere gli ambienti e le caratteristiche del Web 2.0 (di cui i Social Network sono i più famosi esponenti, probabilmente) per poterli sfruttare anche in ottica lavorativa e professionale.<br />
I Social Network, insomma, richiedono alla persona di impegnarsi in prima persona e proattivamente: non ci si limita più ad attendere le proposte di lavoro, ma ci si attiva per presentarsi, per dimostrare le proprie capacità, per creare rete, per mettere a frutto le proprie relazioni personali e professionali.</span></p>
<p><span style="color: #339966"> </span></p>
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		<title>Autostima a terra? Quasi quasi vado a farmi una partitina di rugby&#8230;</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Mar 2010 13:30:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luisa Adani</dc:creator>
				<category><![CDATA[borse]]></category>
		<category><![CDATA[autostima]]></category>

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		<description><![CDATA[
Una proposta interessante per un corso/esperienza. Alle lettrici uno sconto del 30%
“Perché per ritrovare l&#8217;autostima dovrei andare su un campo da rugby, per giunta pieno di fango?”
Questa è una delle domande più frequenti che molte delle partecipanti si sono fatte prima di trovarsi in campo con altre 35 donne di ogni età (dai 15 ai [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://blog.leiweb.it/lavoro/files/2010/02/autostima-femminile-pls.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1767" src="http://blog.leiweb.it/lavoro/files/2010/02/autostima-femminile-pls-300x204.jpg" alt="autostima-femminile-pls" width="300" height="204" /></a></p>
<p>Una proposta interessante per un corso/esperienza. Alle lettrici uno sconto del 30%</p>
<p><em><span style="color: #339966">“Perché per ritrovare l&#8217;autostima dovrei andare su un campo da rugby, per giunta pieno di fango?”</span></em></p>
<p><em><span style="color: #339966">Questa è una delle domande più frequenti che molte delle partecipanti si sono fatte prima di trovarsi in campo con altre 35 donne di ogni età (dai 15 ai 74!), catapultate in una situazione che usciva completamente dalle loro abitudini e aspettative.</span></em><em><span style="color: #339966"> </span></em></p>
<p><em><span style="color: #339966">Infatti, avevano accettato la sfida iscrivendosi al corso <a href="http://www.plsweb.it/autostima-femminile-firenze/" target="_blank">Autostima femminile sul campo da rugby</a> ma di sicuro non si sarebbero mai aspettate di ritrovarsi a placcare dei veri giocatori di Rugby di serie A, rotolarsi nel fango, alzarsi in touche toccando i 4 metri di altezza, rimediare una tacchettata al volto o una sbucciatura, detergersi il sangue con il braccio e ributtarsi nella partita.</span></em><em><span style="color: #339966"> </span></em></p>
<p><em><span style="color: #339966">La sfida non era semplice per gli organizzatori del training. Si è puntato sulla capacità di coinvolgimento del rugby e sull&#8217;esperienza dei trainers ma il salto lo hanno fatto loro. L&#8217;obiettivo è presto detto: se come mamma, libera professionista, studentessa, donna, arrivi in sole due ore di allenamento a giocare a rugby (uno sport da uomini duri) con grinta, hai in te stessa risorse a cui non avevi mai pensato.</span></em><em><span style="color: #339966"> <span id="more-1766"></span></span></em></p>
<p><em><span style="color: #339966">Si tratta di arrivare ad “accarezzare il leone per scoprire che non morde”, parafrasando uno dei rugbisti in campo di supporto ai trainer, Lapo Baglini e Valentina Maltagliati. Si tratta di sperimentare sulla propria pelle una nuova consapevolezza del proprio “valore” e delle risorse che si hanno a disposizione. Sperimentare cioè le proprie potenzialità per superare i propri limiti a livello mentale, che sono poi i limiti più duri da sconfiggere.</span></em><em><span style="color: #339966"> </span></em></p>
<p><em><span style="color: #339966">Questo è quanto uno dei trainer in campo scrive sul suo blog «Le due ore di attività sono volate e alla fine la soddisfazione è stata tanta. Una signora che tenta di placcarmi prendendo una tassellata in faccia e si rialza per niente scossa dicendomi “Avevi la palla, ti dovevo placcare!” sono l&#8217;emblema di quanto l&#8217;esperimento sia riuscito».</span></em><em><span style="color: #339966"> </span></em></p>
<p><em><span style="color: #339966">Partendo dal lavoro fisico in campo poi si è passati a quello “mentale” in aula. Ed è stato comunque un lavoro attivo su se stesse, sulla propria vita, i propri lavori, gli obiettivi che si vogliono raggiungere e le aree da migliorare. Seguendo una metodologia di coaching con alcuni elementi tratti dalla PNL (Programmazione Neuro-Linguistica), si è sfruttato la metafora del rugby  e l&#8217;esperienza vissuta poco prima per far sì che l&#8217;intervento formativo avesse la maggior efficacia possibile.</span></em><em><span style="color: #339966"> </span></em></p>
<p><em><span style="color: #339966">I <strong>risultati immediati e i commenti</strong> arrivati dalle partecipanti nei giorni successivi, ci rassicurano sul buon esito dell&#8217;esperienza:</span></em><em><span style="color: #339966"> </span></em></p>
<p><em><span style="color: #339966"> </span></em><em><span style="color: #339966">Laura scrive:  «Grazie di tutto… è stata un’esperienza entusiasmante. Non riesco a smettere di parlarne ai miei figli… Ieri il mio bimbo, che ha 7 anni, mi ha chiesto di portarlo a Firenze perché vuole veder dove sono stata!». </span></em><em><span style="color: #339966">Cristina scrive: «Siamo state veramente entusiaste di metterci in moto e fare ESPERIENZA nel vero senso della parola. Secondo me questa attività con il rugby ci ha aiutato a riportare l&#8217;attenzione verso la realtà che ognuno vive, il modo che ognuno ha di conoscersi, comprendersi e stare CON gli altri». </span></em></p>
<p><em></em><em><span style="color: #339966">Siamo consapevoli che in una giornata, per quanto vissuta intensamente, non si può cambiare la vita delle persone, ma siamo anche certi che questo tipo di formazione ha la capacità di muovere qualcosa, di innescare la possibilità di ripensarsi e di acquisire una nuova consapevolezza di stesse.</span></em></p>
<p><em><span style="color: #339966"> </span></em></p>
<p><a href="http://www.flickr.com/photos/luciapoggiali/sets/72157623495246028/"></a></p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Mi invento un lavoro</title>
		<link>http://blog.leiweb.it/lavoro/2010/03/09/mi-invento-un-lavoro/</link>
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		<pubDate>Tue, 09 Mar 2010 13:30:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luisa Adani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Libera professione]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[inventarsi un lavoro]]></category>

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		<description><![CDATA[
Non di solo lavoro dipendente &#8230;
Certo, perchè invece di rincorrere un lavoro qualsasi non cerchi di mettere le ali a un tuo progetto? Per farti venirte qualche bella idea da mettere in atto, ecco un libro interessante. L&#8217;ha letto per noi Johanna Rossi Mason
Probabilmente se vi avessero chiesto “cosa vuoi fare da grande?” a 8 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a id="apf0" href="http://images.google.com/imgres?imgurl=http://www.gianpaologuerra.com/public/news/mi%2520invento%2520un%2520lavoro.jpg&amp;imgrefurl=http://www.gianpaologuerra.com/news.asp&amp;usg=__egKdgCgC9W-jhicIzEqFiAhGKeQ=&amp;h=503&amp;w=361&amp;sz=58&amp;hl=it&amp;start=1&amp;um=1&amp;itbs=1&amp;tbnid=8WDTCeQFmi1dQM:&amp;tbnh=130&amp;tbnw=93&amp;prev=/images%3Fq%3Dmi%2Binvento%2Bun%2Blavoro%26um%3D1%26hl%3Dit%26sa%3DN%26rls%3Dcom.microsoft:*:IE-SearchBox%26rlz%3D1I7SNYK_it%26tbs%3Disch:1"><img src="http://t3.gstatic.com/images?q=tbn:8WDTCeQFmi1dQM:http://www.gianpaologuerra.com/public/news/mi%2520invento%2520un%2520lavoro.jpg" alt="" width="93" height="130" /></a></p>
<p>Non di solo lavoro dipendente &#8230;</p>
<p>Certo, perchè invece di rincorrere un lavoro qualsasi non cerchi di mettere le ali a un tuo progetto? Per farti venirte qualche bella idea da mettere in atto, ecco un libro interessante. L&#8217;ha letto per noi <strong>Johanna Rossi Mason</strong></p>
<p>Probabilmente se vi avessero chiesto “cosa vuoi fare da grande?” a 8 anni non vi sarebbe venuto in mente di rispondere: “l&#8217;home stager*” oppure “il declutterer*”. Ma siccome i tempi sono quelli che sono e si sa, la necessità aguzza l&#8217;ingegno, ecco l&#8217;originale libro della giornalista Manuela Longo dal titolo “Mi invento un lavoro” (Morellini Editore).</p>
<p>Un libro agile ma completo che punta su quello che sappiamo fare meglio. Non si tratta di un insieme di hobby messi insieme con l&#8217;idea di tirare su qualche spicciolo, ma veri e propri lavori emergenti che hanno già preso piede all&#8217;estero. Avete la capacità di abbinare i colori? Vi piace l&#8217;arredamento? Cucinate molto bene e la cosa vi rilassa? Tutti hanno qualcosa che amano fare e questa predisposizione, quando non un vero e proprio talento, può essere fonte di un reddito più che dignitoso.</p>
<p>E&#8217; il libro per chi voglia dedicarsi ad una attività creativa, autonoma, senza eccessivi costi di avviamento.<span id="more-1775"></span></p>
<p>Le dodici nuove professioni non sono solo presentate con dovizia di dettagli ma vengono accompagnate dall&#8217;elenco di caratteristiche personali necessarie, un elenco dei ferri del mestiere e le previsioni di guadagno.</p>
<p>Il libro per chi, anche a 40 anni talvolta si sorprende a pensare “cosa farò da grande?” e per quei coraggiosi che decidono (o sono stati costretti a farlo) di abbandonare il posto fisso per affrontare l&#8217;eccitante mondo della libera professione e della consulenza.</p>
<p>*se volete sapere cosa sono l&#8217;home stager o il declutterer&#8230; beh, dovete leggere il libro.</p>
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