Notizie irresistibili
Scritto da Maria Latella in attualità, informazione | PermalinkPer quanto mi riguarda, non credo vedrete Ali Agca a L’Intervista su Skytg24. Mi interesserebbe parlargli? Certo che si: e’ il mio mestiere e sfido un qualsiasi cronista a sostenere il contrario. Qualcosa, pero’, in questi anni e’ cambiato.
Per un giornalista, prima, era difficile resistere alla tentazione di intervistare un qualsiasi uomo (o donna) notizia.
Non saper, non voler, non poter resistere è parte del mestiere: se hai sottomano il protagonista del giorno, se quello dice: “Ok, vengo in trasmissione”, oppure (per la carta stampata), ok, ti do’ l’intervista, è praticamente un atto contro natura dire:”No, non la prendo. Non ti intervisto perche’ mi stai strumentalizzando”.
Prima, almeno, era cosi. Ma oggi i giornalisti sono sottoposti a cosi tante “notizie” prefabbricate, offerte su un piatto d’argento, inventate per distrarre, che qualche volta saper resistere, imporsi di dire “no” diventa – passatemi l’espressione pomposa – quasi un dovere.
Su “A”, all’epoca di Vallettopoli, ci siamo rifiutati di intervistare, e perfino di citare, quelli che in quei giorni erano su tutti, ma proprio tutti, i giornali.
Ali Agca, ovviamente, è una storia, e un semi-mistero, di tutt’altra pasta e di tutt’altro livello.
Giornalisticamente, è un’occasione da non perdere. E – statene certi – se la disputeranno. Giustamente. Ma giustamente a una condizione: se, intervista dopo intervista, qualcuno riuscira’ a far dire ad Agca qualcosa che interessi noi. Noi che abbiamo letto sui cosiddetti lupi grigi e sul tentato omicidio di papa Wojtyla troppe e contrastanti versioni.
Ascoltare quello che Agca, e i suoi amici, possono aver voglia di far arrivare ora è interesse “loro”, di Agca e dei suoi amici, appunto.
Nostro, no.













































“Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi…”
Ecco a cosa mi fanno pensare le modalità per le “riforme” attualmente in discussione.
Il filmato sulla deposizione di Craxi a Tangentopoli dovrebbe azzittire tutti i camaleonti,scorretti perche’ pensano che il Popolo italiano sia “diversamente abile”quanto ai sensi di cui la Natura lo ha provveduto.
Adesso l’irresistibile voglia di ascoltare a destra e a manca viene molto controllata,e in modo autonomo,qui in famigli:la figlia fa processio a tavola;il maschio fra poco perde l’appettito(o quasi)per l’insulto diuturno al quale ci espongono politici o un’informazione di PARTE.
Via,dunque;con film e altro,in TV a pagamento:duole dirlo,ma “questi”ci vogliono morti o matti.
Chiara Sinopoli