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30.3.2010

POST SCRIPTUM

Scritto da in attualità, politica | Permalink

Ormai sappiamo tutto dei risultati, anche di Brunetta sconfitto a Venezia e di Roberto Castelli sconfitto a Lecco. Pare che ciascuno dei due sospetti di scarsa collaborazione il partito alleato: la Lega per Brunetta e il Pdl per Castelli.


Intanto la figlia di Veltroni scrive su Facebook: “Ma non si dimette nessuno?”.

Beh, veramente uno si e’ dimesso, ma dall’altra parte: il ministro Raffaele Fitto, battuto in Puglia insieme al suo candidato governatore, Palese


    Commenti dell'articolo (64)
    «123 »
    • ornella54 | 5 aprile 2010 alle 11:26

      Alessandro, più che patarino, mi pare manicheista. Io ribadisco di aver conosciuto molti sacerdoti degnissimi del loro ruolo e dai quali non mi ha creato nè mi crea imbarazzo alcuno andare a ricevere dei sacramenti. Se altri non reputano giusto, conveniente o sincero farlo, padroni. Io sono notoriamente voltairiana e credo nella tolleranza universale anche se mi permetto di osservare che si tratta di una virtù che spesso è carente da entrambe le parti.

    • Giuseppe | 5 aprile 2010 alle 13:36

      Ornella, hai ragione, Alessandro mi sembra più dualista, manicheo o cataro, pauliciano o bogomilo. Il mondo è tutto bianco o nero , i buoni, pochi (fra i quali lui, ovviamente), i cattivi tutti gli altri. Poi, bisognerebbe vedere se il suo dualismo o manicheismo è normale o estremo. Cioè, se è del tipo per il quale il bene alla fine prevale sul male oppure quello in cui Dio e Satana sono equivalenti. Ma propenderei per la prima versione temperata, perché se il male non potesse essere sconfitto dai “giusti” che hanno capito tutto e hanno il monopolio della morale e del sapere, non comprenderi tanti attacchi de fegato censori e sentenziosi. :-)

    • Alessandro | 5 aprile 2010 alle 17:59

      Ciao Giuseppe. Hai mai letto qualche mia affermazione in cui mi auto-assolvo di qualcosa? Conosco le mie debolezze, e non me ne assolvo. Io “video meliora proboque; deteriora sequor”. Riconoscimi però la circostanza che io non mi spaccio per “pastore di anime”. Vedere il papa che riceve papi concedendogli confidenza e cordialità per me è ingiustificabile. Non mi aspetto che le persone siano perfette, dato che la perfezione non è di questo mondo. Parlavo dell’ipocrisia di una organizzazione che vende l’illusione della possibilità di una vita migliore oltre la vita terrena (e devo ammettere che ci riesce piuttosto bene), predicando in un modo e razzolando in un altro. Una volta colti in fallo, dovrebbero andare a nascondersi, ed invece hanno ancora gente in coda per baciare il loro anello.
      .

      Ciao Ornella. Ho conosciuto anche io persone che mi sono sembrate degnissime, appartenenti al clero. Ma il fatto che ci siano alcune persone stimabilissime ni una organizzazione scadente, non rende quella organizzazione meno scadente. Ai miei occhi è quella organizzazione scadente che sminuisce quelle poche persone stimabili che ne fanno parte, ed alle quali rinfaccio il non opporsi fermamente al decadimento della loro organizzazione (alla quale hanno aderito non per “bisogno di lavorare”, ma per “vocazione”).

    • Giuseppe | 5 aprile 2010 alle 19:39

      Alessandro, apprezzo la tua concisione, la quale, però, mi impedisce di fare altrettanto per la qualità del tuo giudizio storico. Che sia applicato al cristianesimo o a qualunque altro fenomeno. Non è tanto la considerazione di te e del deteriora sequor che ti segnalavo, quanto l’estensione che tenti di fare, perentoriamente, delle tue convinzioni a dato universale (tipo il “vendere illusioni”). E poiché sei in vena di latino, circa le cose umane ti raccomando quanto diceva Spinoza che non era nemmeno cristiano: “Sedulo curavi humanas actiones non ridere, non lugere neque detestari sed intelligere”.

    • Per i poveri... | 5 aprile 2010 alle 20:15

      Sedulo curavi humanas actiones non ridere, non lugere neque detestari, sed intelligere.

      ( Ho assiduamente cercato di imparare a non ridere delle azioni degli uomini, a non piangerne, a non odiarle, ma a comprenderle.
      Baruch Spinoza, 1632-1677).

    • Chiara Sinopoli | 5 aprile 2010 alle 20:28

      ……poveri di……..?
      Chiara Sinopoli

    • Celeste | 5 aprile 2010 alle 21:03

      Lidia cara, peche’ il limite? Sento il richiamo della Chiesa come comunita’ di credenti, non riesco a valicare il confine non accettando la gerarchia che la rappresenta. Chi ha varcato quel confine con la FEDE ha tutta la mia ammirazione, io non ci sono riuscita. Evidentemente e’ un conflitto irrisolto. Frequesto una comunita’ monastica benedettina, gestita da suore americane. Nei loro occhi vedo la luce della FEDE, io non ho quella luce. Questo per me e’ il limite, non essere riuscita ad andare oltre. Questo non significa che non sono in pace. La pace interiore e’ un’altra storia, ma non e’ il caso di raccontarla qui. Basta comportarsi coerentemente con i propri credi, anche al di fuori dal tempio.

    • Celeste | 5 aprile 2010 alle 21:07

      Giuseppe, grazie per la spiegazione, cerchero’ di approfondire.
      Il pensiero di Spinoza, come non condividerlo? Piu’ difficile, ahime’, metterlo in pratica!
      Grazie al ……traduttore per …………i poveri. Ignoranti? Come me.

    • Chiara Sinopoli | 5 aprile 2010 alle 22:01

      Indro Montanelli ,nella sua lunghissima vita,ebbe un cruccio:non avere il dono della Fede.Come personalità del nostro tempo,ci sembra sia stato uomo di alta moralità e trasparenza intellettuale:il suo cruccio,per molti versi,non ci tocca laddove sia stato ,per molti,un esempio ,una testimonianza laica altrettanto sacra,preziosa come quella di Spadolini;per lui,invece,forse era il desiderio di potersi avvicinare a quella soglia di Grazia che il mistero gli aveva negato.
      Ecco,a mio avviso,il senso dell’Altro,di quel Valore che,se a lui negato,non implicava,per questo,da parte sua,la negazione dello stesso.La Coscienza,il tempio laico della Verità,non è,in sè e fuori di sè,ritengo,la negazione di nulla,quando i Valori di riferimento di una fede implicita quanto di quella Fede esplicita evangelica si identifichino.Le polemiche per dire o pensare “male” di chi non crede o crede,la ritengo indebita.
      Chiara Sinopoli

    • Giuseppe | 5 aprile 2010 alle 22:24

      Celeste, quello che diceva Spinoza è anche quanto si deve osservare nel giudizio storico, il quale né assolve, né condanna, ma conosce.
      Oggi è invalsa l’inutilissima e impossibile moda di trattare della storia come nei tribunali, distribuendo sentenze e sanzioni. Che restano immaginarie, come il metodo.

    • Celeste | 5 aprile 2010 alle 22:40

      Gia’, Giuseppe, la nostra natura umana non ci consente di metterci al riparo dal giudizio e dal pregiudizio. Purtroppo.

    • Alessandro | 5 aprile 2010 alle 22:53

      Giuseppe, sei in grado di dimostrare scientificamente (galileianamente) che quella della vita ultraterrena è una certezza? Io NON sono in grado di dimostrare che non ci sia una vita ultraterrena, metafisica, così come non sono in grado di dimostrare che non esista qualsiasi cosa la mia fantasia mi può suggerire. Allora, la mia opinione che oltre questa vita non ci sia alcunchè (anche se spererei diversamente) vale almeno quanto la convinzione di tutti i credenti che ci sia dell’altro, anzi, forse un po’ di più visto che per “non credere” basta fidarsi dei propri sensi, mentre per credere i propri sensi non bastano.

      Ma la mia critica non era relativa al credere o al non credere. Era relativa al comportamento di quella organizzazione che è riuscita a farsi accreditare come intermediaria fra la terra e “Cristo”.

    • Giuseppe | 6 aprile 2010 alle 09:46

      Alessandro, anch’io non parlavo del credere o no o della dimostrabilità per sperimentazione scientifica di una vita ultraterrena, perché sono discorsi da cui non si esce né con la scienza né con la filosofia. Parlavo laicamente del giudizio critico storico della conoscenza; non ho velleità di teologo anche per mia formazione culturale. Ma proprio da questo punto di vista del tutto immanente mi pare che affrontare la realtà umana, che non risponde a termini fisico-matematici, con questi criteri, sia fatica vana perché mi sembrano mezzi del tutto non inerenti a questa. Con essi infatti non riusciresti a spiegare nonché la vita ultraterrena, anche la “congruità” di espressioni e creazioni come quelle della poesia e dell’arte, l’esigenza morale, certo non la libertà, ma nemmeno il fare economico che pure la matematica tenta di classificare. Del resto, anche grandi menti hanno trattato del problema senza risolverlo. Io sto con Kant che giudicò indimostrabile l’esistenza o la non esistenza di Dio con l’intelletto, ma pose Dio come postulato della ragione. La logica è uno dei mezzi del conoscere, ma non il solo. Per restare ai tuoi presupposti, con il metodo scientifico non riusciresti a dimostrare perché la maggioranza di questo Paese vota per Berlusconi anche se “a fil di logica”, secondo te, dovrebbe essere il contrario. E siccome ciò avviene da lungo tempo, per spiegarlo non restano che le contumelie contro l’ignoranza generale o la connivenza, che sono tutti rifugi dialettici assai poco “scientifici” e di ripiego.

    • Alessandro | 6 aprile 2010 alle 10:21

      Ciao Giuseppe. Anche se possono esistere ragionamenti e comportamenti logici e razionali, non ho mai scritto che gli esseri umani si comportano sempre e comunque in base a ragionamenti logici e razionali. Qualcuno ha affermato che l’uomo è un “animale a razionalità limitata”. Io vado oltre: io credo l’umanità sia mediamente stupida e cattiva. Questo spiega la possibilità che la maggioranza degli aventi diirtto al voto in italia voti per Berlusconi, e che centinaia di milioni di persone al mondo portino un immotivato (segno di stupidità) ed ipocrita (segno di cattiveria) rispetto nei confronti (per esempio) della dirigenza vaticana.

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