Meglio un cinema o meglio un casino’ nel popolare quartiere di San Lorenzo?
Scritto da Maria Latella in attualità, detto tra noi | Permalink
Leggo che a Roma, nel popolare quartiere di San Lorenzo, si sono ieri scontrati Sabina Guzzanti e l’ex radicale, poi portavoce del Pdl Daniele Capezzone.
In circostanze ordinarie non dedicherei attenzione a uno scontro tra personaggi noti perche’di solito si scontrano per cose che interessano soltanto loro, i loro contratti tv o le loro questioncine di potere. In questo caso, pero’, sono parecchio sollevata all’idea che grazie alla Guzzanti, e grazie ai giornali che ne parlano, stia emergendo il fattaccio: sostituire un cinema con un casino’in un quartiere un tempo si sarebbe detto proletario, oggi frequentato da molti giovani e, purtroppo, anche da molti spacciatori, significa voler definitivamente cedere quel pezzo del centro di Roma al peggio che c’e in circolazione.
Gia’ il fatto che a Roma, come a Milano del resto, i cinema stiano chiudendo uno a uno, per lasciar spazio a supermercati della grande distribuzione francese o a sublimi boutique (sempre del grande lusso francese) dovrebbe far riflettere noi italiani.Un tempo il grande cinema lo facevamo noi.
Gia’ il fatto che un quartiere popolare e molto frequentato dai giovani rinunci a una sala cinematografica, dovrebbe suscitare preoccupazione. Ma che poi vogliano sostituirlo conun casino’, beh la cosa merita davvero non solo la reazione di Sabina Guzzanti, ma anche la nostra. Non vi pare?
Tornano alla memoria i sistemi con i quali, piu di un secolo fa, negli Stati uniti, comprarono la resa degli indiani d’America: alcol gratis e, appunto, tanti casino’.













































Forse è stato cosi’ma a che prezzo si perdono la propria cultura e identità. Grazie Maria per queste notizie che possono sembrare secondarie ma che fanno conoscere dove stiamo andando senza averne consapevolezza.
Capezzone ha una “pe” di troppo.
I cittadini di San Lorenzo, e noi con loro, che scendono in piazza per difendere il centro di cultura, sappiamo da che parte stanno. Ma lo Stato(?) da che parte sta? Con tutte le forzature cui assistiamo giornalmente, non si rischia di dare una mano alla criminalita’? A me sembra che stiano sdoganando il peggio del peggio della societa’. E’ inquietante anche la notizia del sequestro del Caffe’ Chigi, Piazza Colonna, cuore di Roma, davanti a Palazzo Chigi, ritenuto dalla Direzione Investigativa Antimafia riconducibile alla ndrangheta calabrase.
poi voi donne di sinistra vi lamentate che nessuno vi dà il potere: se basta un semplice blog per mandarvi in tilt, non riusicte proprio a gestire il dissenso
Imparate dall’ottimo Castellacci, lui incassa senza battere ciglio: così si fa!
Finchè ci sarà gente che pensa che la cultura non dà da mangiare, sarà difficile evitare l’estinzione dei nostri amati cinematografi! (scritto da una 34enne non 84enne!)
Il cinema palazzo è stato un cinema 30 anni fa. Poi nell’80 circa è stato trasformato in una sala biliardo, ed è stato operativo per un ventennio circa. Quindi, chi non conosce la storia di questo posto e pensa che all’interno c’era un cinema si sbaglia. Oggi certo dispiace sapere che ci faranno un casinò… si parlava dell’ennesima sala Bingo, che poi in realtà aveva aperto, ma è andato fallito subito perchè non ci andava nessuno. Adesso il casinò non lo vogliono i residenti per la gran confusione che si generebbe, ma effettivamente la capitale non ha un casinò e non sarebbe una tragedia. La Signora Guzzanti che abita in un palazzo a 10 metri gli darebbe fastidio la confusione e soprattutto perchè il suo mestiere qual’è?
Il gioco d’azzardo rende più di un cinema, più di un centro di aggregazione, più di un teatro. Il dramma è che ad avere l’interesse in questo “affare” è lo Stato che dovrebbe tutelare e salvaguardare i propri cittadini, minati mentalmente dall’assuefazione al gioco e messi, ormai, in ginocchio dalla crisi strisciante. Conosco di storie di persone che s’indebitano pur di soddisfare la loro dipendenza…
Poco importa che fosse diventato un biliardo. il concetto rimane questo: pechè peggiorare e dare voce e forza al peggio della società? già la piccola criminalità bazzica da quelle parti. ma perchè aiutarla ancora di più? solo per interesse? la csa che non credo capiscano gli italiani p che dai guadagni immediati nasce la gioia immediata della cicala, ma è dalla fatica che si prospera come la formica, magari aspettando anni…
per cui sarebbe ora della rivoluzione culturale italiana, però…
Panem et circenses! Molto simili a ciò che dice Maria degli indiani d’America.
La varia umanità che frequenta i casinò non appartiene a un quartiere popolare del centro di Roma, ma credo che chi prende certe decisioni non si preoccupi affatto del bene della gente che vi abita, anzi potrebbe presentarlo come una fonte di guadagno anche per i residenti per poi fregarli, scusate il termine. Se davvero ci sono già molti spacciatori adesso, proviamo a pensare cosa potrebbe accadere. Non reputo una tragedia il fatto che a Roma non esista un casinò, facciamocene una ragione. Sarebbe davvero il caso di aiutare i cittadini portando cultura e non il gioco d’azzardo, ma temo che la priorità andrà al facile e sicuro guadagno di chi gestirà la faccenda, sia esso lo stato o altri.
Concordo con Mara, non è una tragedia se in una grande città non c’è un casinò. Quest’anno ho seguito, con una mia classe, un corso sulla prevenzione delle dipendenze. E’ incredibile scoprire quanto il gioco d’azzardo sia entrato profondamente nel costume degli Italiani e anche dei giovani… Uno Stato degno di questo nome dovrebbe, a parer mio, limitare la diffusione del gioco d’azzardo e non incentivarla in ogni modo con le pubblicità sui “Gratta e vinci” (ingannevolissime) e con l’apertura di siti on line dove la gente può, in tutta sicurezza, svuotarsi le carte di credito e mandare sul lastrico la propria famiglia.
In effetti chi se ne importa dei casinò. Ma San Lorenzo non mi pare sia altrimenti un luogo di chissà quale cultura. Da quartiere storico ultra popolare è diventato un centro di quasi movida e di localini che magari attira pure qualche snobetto. Dovrebbe essere decongestionato già ora a prescindere dai casinò. E dai cinema, che a Roma quasi non esistono più se non in multisalette con schermi uguali alle grandi televisioni di moda.
Vedo anche tanti signori anziani dipìlapidare la pensione a colpi di gratta e vinci e compari per cercare di fare il salto di qualità e non vivere solo a pane e acqua… cosa inutile comprarli, quando si ha poco da spendere, ma la speranza è più forte.. cosa non del tutto negativa, bisogna sempre avere speranza, ma dai un euro, due e tre e via dicendo ecco i 50 o 100 euro di una piccola pensione da 500…
dal mio canto questi divertimenti sono effimeri e ci si cade facilmente… per poi non riuscire a smettere… come droga, fumo, alcool, shopping compulsivo…