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29.7.2011

Caro blogger, mi hai beccata

Scritto da in detto tra noi | Permalink

TuttoFaMedia, un blogger, racconta di avermi quasi (quasi) salvato la vita. L’altro giorno, a Parigi, stavo attraversando la strada e contemporaneamente mandando un sms (lo faccio sempre e una volta o l’altra qualcuno dovra’ davvero salvarmi la vita). Non mi sono accorta del semaforo rosso e ho attraversato. Lui sostiene di avermi (mentalmente) segnalato l’arrivo di un’auto che avrebbe potuto stendermi. Grazie. Anche se solo per trasmissione del pensiero, la cosa funzionato.

Ed ero io, infatti. Con le buste in una mano e il blackberry nell’altra. A  Saint Germain, -sedicesimo arrondissement. Il quartiere degli italiani. Beccata.

Giusto il riferimento al tragitto, ai colori del tailleur, alle buste e, soprattutto, giusta la frenetica abitudine di camminare mandando messaggi ai miei pazienti colleghi di “A”.

Un dubbio però resta: i tacchi delle scarpe (rosa fragola). Erano medi, com’e’ che, caro blogger, ti sono sembrati “molto importanti”?

 

 


COMMENTI: 18, lascia il tuo!   |   Permalink   
    Commenti dell'articolo (18)
    • Michele | 29 luglio 2011 alle 09:20

      Credo che, vista la precisione con cui ha descritto il suo outfit, per un uomo comprendere appieno e cogliere con un colpo d’occhio “l’importanza” o meno dei tacchi sia difficile. Oggi più che mai visto che la giungla delle scarpe è assai affollata: fra le ballerine (tornate di moda senza timore di essere rimesse nell’armadio) e il su su su dei tacchi in cui il 9 è il vecchio 7, il 14 è il nuovo 11 e “datemi un plateau e vi solleverò il mondo”, orientarsi è difficile. Il ritratto di tfm è molto divertente e altrettanto lo è il suo.

    • Gianni Caivano | 29 luglio 2011 alle 09:24

      Stimata Maria, non farlo mai più che ” C’ prdim a te non tinim chiù nud ” traduco per gli ” italiani ” ” Se ti perdiamo non ci rimane più nulla “. Non credo comunque che il premuroso ” blogger ” di cui parli abbia forse la netta convinzione della scala dei tacchi, però, tutto sommato, un tacco ” importante ” non è ” stratosferico ” quindi mi sembra che si sia espresso bene. Non ti elogio perchè definirti brava sarebbe riduttivo, solo bella parziale e impegnata stressante.Hai il dovere di non farti investire, solo per il fatto che perderemmo un punto di riferimento…..AH!AH!AH!Sul serio fai più attenzione ed abbi cura di te, dal profondo del cuore.Poi un giorno potremmo anche incontrarci….perchè vuoi precluderti questa tua fortuna?Con rinnovata stima e la convinzione di seguirti ancora per moltissimo tempo, G.Caivano

    • crazyhorse | 29 luglio 2011 alle 09:50

      Maria Latella è una donna elegante.

      So bene che questa premessa influenzerà la percezione di qualsiasi cosa io dirò nelle prossime righe, ma quando una donna è elegante va detto prima di ogni cosa. Poi Maria Latella è abbronzata, e credo sia l’unica persona di cuore pulsante a esserlo nel raggio di due o tre Stati dell’Unione Europea, quindi brava Maria Latella. Ensuite, soprattutto, Maria Latella cammina disinvolta etc
      -
      E’ stato detto tutto tranne la cosa più importante, e ovviamente tocca a me incaricarmene: Maria Latella più che ogni altra cosa è BONA! e diciamolo… (e basta con queste Quandine rompiscatole! se voi siete racchie al mondo ci sono anche le bone, fatevene una ragione :-)

    • crazyhorse | 29 luglio 2011 alle 09:53

      Ho fatto un errore, in questo campo la precisione è tutto: tecnicamente Maria Latella è una BONAZZA! (e non solo bona, che è riduttivo… bene, è tutto, au revoir 8-)

    • TuttoFaMedia | 29 luglio 2011 alle 09:56

      E lei ha beccato me! Provvedo subito a rettificare i dettagli inesatti. Come ho fatto a definire “molto importante e rosso” ciò che era “medio e rosa fragola”? Imperdonabile. Evidentemente ero troppo preso dalla situazione inusuale. A Parigi si incontrano davvero tanti italiani, ma una giornalista così sagace no, era la prima volta.
      Saluti, buon lavoro e, nel caso, buon grigio parigino

    • LaProfe | 29 luglio 2011 alle 10:04

      Vorrei tuttavia far notare che il povereo TFM non si è limitato al pensiero, ma si è buttato al suo inseguimento, col semaforo ancora (di che colore era?) rosso.
      Insomma, signora Latella, pensi: se fosse sopraggiunta un’auto franciosa pronta a stenderla, avrebbe invece steso TFM che le avrebbe fatto scudo col proprio corpo. E lei non l’avrebbe neppure mai saputo. Che storia.

    • Maria Latella | 29 luglio 2011 alle 11:11

      Caro Gianni Il dio dei blogger conservi voi, simpatici e pazienti lettori.

    • Maria Latella | 29 luglio 2011 alle 11:14

      LaProfe, effettivamente…poichè tutto è accaduto in pochi minuti, a Parigi, se ci fosse ancora in circolazione un Queneau ci imbastirebbe uno dei suoi “Esercizi di stile”. Se non l’avete letto, fatelo: e’ un bel sistema di vedere un singolo fatto raccontato secondo tanti e diversi punti di vista.
      Ps- Magari il nostro Queneau l’abbiamo trovato. E’ TFM e non lo sapevamo

    • Giuseppe | 29 luglio 2011 alle 11:33

      Ma Gianni è pugliese?

    • Manuela | 29 luglio 2011 alle 12:23

      No è un giapponese della tribù nano-nano.

    • manuela la racchia | 29 luglio 2011 alle 12:25

      A me pare sardo: sardo sei?

    • Manuela la gnocca | 29 luglio 2011 alle 12:32

      C’ prdim a te non tinim chiù nud
      Io agge capite solo nud e so d’accord, nud subt! slurp :-)

    • elisabetta | 29 luglio 2011 alle 18:31

      Che ha detto che il tacco è importante solo per l’altezza?
      Può darsi che lo sia anche per il portamento che genera, per lo stile di chi lo porta.
      E’ evidente che c’è chi cammina a mo di bradipo su un tacco 5 a chi slancia il passo e si issa al di sopra di un tacco 7 facendolo sembrare più alto.
      Questione di stile

    • Celeste | 30 luglio 2011 alle 17:18

      Povero Pd! Non c’è una parola di vero… :-)
      http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/07/30/la-scomunica-sinistra/148798/

    • Celeste | 30 luglio 2011 alle 18:30

      Ovviamente, la Celeste delle 17,18 non sono io. Il nostro sgradito ospite ha preso l’abitudine di travestirsi con i nostri nomi. L’imbecille non capisce che e’ facile smascherarlo. Scio’ sciò ciucciuè…

    • Celeste | 30 luglio 2011 alle 18:43

      Cara Maria, ti pare che un paio di scarpe rosa fragola, a prescindere dal tacco, corto lungo o medio, non debba essere definito “Molto Importante? Non capisco lo stupore! :-) ) Tu pero’ devi promettere di fare attenzione alla tua incolumita’: non si mandano sms mentre si attraversa la strada, neanche a Parigi, neanche con l’angelo custode che bada a te con la trasmissione del pensiero. Promesso?
      Grazie per aver ricordato ”Esercizi di stile” di Queneau, un libro ironico, affascinante e, per certi versi, geniale.
      Partendo da un banale episodio di vita quotidiana, giocando con la lingua, lo racconta in 99 stili narrativi diversi.
      Lo scoprii a teatro, anni fa. Non ricordo il nome dell’attore ne’ la compagnia teatrale. Ricordo che ne rimasi affascinata e volli leggere il libro, che mi affascino’ ancora di piu’.

    • Manuela Lababbiona | 30 luglio 2011 alle 19:48

      L’imbecille non capisce che e’ facile smascherarlo. Scio’ sciò ciucciuè… :-) :-) :-)

    • [...] toni del bianco e del nero, scarpe con tacchi molto importanti le quali scarpe sono rosse (ehm, no, come giustamente mi fa notare la Titolare, i tacchi erano medi e il colore rosa fragola), due o tre buste di shopping appese al braccio [...]

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