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| | | Sanremo, tra noia e disagio. L’effetto Vigorsol del ministro Fornero
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19.2.2012

Sanremo, tra noia e disagio. L’effetto Vigorsol del ministro Fornero

Scritto da in A4job, A4job, attualità | Permalink

Voi lettori sapete come la pensiamo. La campagna di “A” contro i Senza Talento l’abbiamo cominciata quattro anni prima che il governo Monti e la neo sobrietà’ diventassero Vangelo per la stampa italiana, evocati, invocati, portati ad esempio. Diffidiamo degli adulatori, di quelli (giornalisti inclusi) che fanno troppi complimenti. Perciò, sgombrato il campo dal dubbio che vi apprestiate a leggere l’ennesima incensata alla nuova stagione, va detto che lo stile secco di Monti & Co, il dire semplicemente la verità, sta avendo sugli italiani un effetto Vigorsol. Avete presente lo spot della mentina? Quel getto di aria gelida e fresca che tutto spazza via? Ecco, quello.

Monti annuncia che non ci sono le condizioni per le Olimpiadi a Roma. Non una parola in più, non una in meno. La gente la pensa come lui ed approva.  Stesso stile per Elsa Fornero. Con brusca semplicità giovedì scorso ha detto della tv italiana quello che un sacco di italiani (ed “A”) pensano da tempo. “Di fronte a certi programmi televisivi mi sento offesa. La cosa migliore è cambiare canale o spegnere del tutto. È più salutare”. Eravamo al convegno di Valore D e l’affollatissima platea l’ha applaudita con trasporto.

Il giorno dopo, naturalmente, quelli ancora convinti che le finte polemiche facciano vendere i giornali, hanno scritto di “scontro tra due mondi”, Belen contro lo stile Fornero. Non prendiamoci in giro e non facciamo finta di non capire. Qui non si tratta di stare con la sobrietà o con la libertà. Libertà di che, poi? Di far vedere la farfallina di Belen? Di ascoltare il povero Rocco Papaleo nell’umiliante interpretazione di una canzone (canzone?) sulla “foca”?

La verità è che questo modo di fare tv (il festival di Sanremo è solo l’ultimo cascame) appare, ed è, vecchio e superato. Appartiene a un sistema (e a un business televisivo) redditizio quanto polveroso, andato in pensione già prima che la neo sobrietà si insediasse a palazzo Chigi.
Belen è bella, ha charme ed è molto piu’ brava di quanto non fosse qualche anno fa. Farà la sua strada, ma non c’è bisogno di ammanirla seminuda agli italiani, come se fossimo tutti minus habens e pure un po’ sbavanti. Quattordici milioni li inchiodi davanti alla tv la prima sera. Poi, davanti alla canzone sulla foca, anche i più scemi si annoiano e si sentono a disagio. Come la Fornero,  hanno cambiato canale. O spento del tutto la tv.


    Commenti dell'articolo (20)
    • graziano52 | 19 febbraio 2012 alle 11:09

      Welcome on board, Maria. Il sostegno al governo Monti andava dato dal primo minuto(e parlo anche all’amico Giuseppe). Una volta serietà e onesta’ erano pre requisiti. In questi ultimi decenni sembrano diventati obiettivi ai quali tendere. Per questo semplice motivo l’arrivo, al massimo del potere decisionale, di una persona (piu’ persone…), con quelle caratteristiche invece degli impresentabili di prima, è condizione necessaria e, stante la situazione tragica del nostro paese, sufficiente.

    • storicismo | 19 febbraio 2012 alle 16:25

      Graziano, da parte mia ripeto che attendo il primo atto innovativo concreto per dare il mio giudizio. capisco il discorso che tu fai, ma finora di concreto ho visto soltanto le tasse che non sono innovative e che qualsiasi ragioniere del ministero avrebbe potuto escogitare in quel modo quantitativo e alieno da qualsiasi particolare intelligenza e utilità – e vera scienza – di politica economica. Inoltre, ho visto parlare con lingua biforcuta usando tecnicismi come il latinorum di Azzeccagarbugli; “equità” (forse nel far pagare più a tutti, non a quelli che non pagavano per far pagare di meno chi pagava di più), “rigore” per tasse, l’ossimoro “tasse” per “crescita”, il mitico e didascalico passaggio declamato dall’imposizione sul reddito a quella sulla “ricchezza” (sic; l’imbroglio della ricchezza intesa come casa dove si abita, che manco Prodi); l’algida indifferenza con cui si fanno i conti e si vogliono “farli tornare” anche sulle spalle di pensionati quasi mendicanti. Sbaglierò ma ancora non so entusiasmarmi e ci vedo molto di vecchio anche nella propaganda. Che poi prima (e dopo?) c’era quella banda sgangherata mi dà lieve ristoro comunque non sufficiente a farmi bere tutto ciò che propina questo governo (spero, al più presto, qualcosa di sostanziale e non solo penalizzante) con soddisfazione acritica.

    • m.a.r.a. | 19 febbraio 2012 alle 18:51

      La sobrietà di modi e di espressione, sia la benvenuta, dopo tante pagliacciate. Non credo però sia sufficiente per tranquillizzare chi dovrà pagare più di prima praticamente tutto quanto. E non voglio parlare di nuovo di tasse, prelievi a chi era già piu’ che “prelevato” ecc., sto parlando di una famiglia qualunque che vuol mettere roba nel carrello del supermercato.

    • ornella54 | 19 febbraio 2012 alle 19:17

      Di fronte a certi programmi televisivi ci sentiamo offesi in molti, che lo dica un ministro è un buon segno ma non basta. Per la Rai paghiamo un canone e ci pare assurdo che un’azienda che paghiamo debba rincorrere i contratti pubblicitari (e di conseguenza l’auditel) con mezzucci degni del peggiore avanspettacolo.Comunque ora vorremmo vedere la delottizzazione della tv di Stato e maggiori spettacoli di qualità di quelli che fanno pochi ascolti ma aiutano la formazione del pubblico (commedie, come accadeva nella notte dei tempi ogni venerdì sera, concerti, divulgazione un po’ più seria di Voyager…). Perché il ministro Fornero ( e con lei ogni persona di media cultura e di media capacità intellettiva) possono anche cambiare canale, ma se continuiamo a formare una massa di disacculturati assuefatti al velinismo, al sensazionalismo e al vuoto di contenuti è inutile che ci lamentiamo dopo se l’italiano medio risulta mediamente superficiale e disinteressato alla partecipazione politica e civile.

    • m.a.r.a. | 19 febbraio 2012 alle 20:46

      Purtroppo le trasmissioni che hanno una certa utilità, vuoi perchè di contenuto culturale, vuoi perchè trattano le problematiche attuali, vengono trasmesse, nemmeno troppo spesso, a orari scomodissimi. Per esempio ho scoperto, qualche anno fa, la trasmissione “Loggione”, al sabato mattina dopo il tg delle 8 su canale 5, che mi ha insegnato moltissimo sull’opera lirica e mi ha molto aiutato a comprendere quello che vedevo, quando sono andata alla Scala. Non sempre però riesco a seguire questa trasmissione che dura circa mezz’ora.
      Invece, per chi vuole, in prima serata spadroneggiano grandi fratelli e isole dei poveracci famosi, che sono un insulto all’intelligenza. Sulle parolacce e sfarfallamenti al festival di Sanremo so solo quello che hanno detto i tg, perchè da anni ormai non ne voglio sapere. Altre volte ho detto che basterebbe cambiare canale, ma a quanto pare milioni di persone amano farsi imbambolare da quello che Maria chiama cascame. (Io sarei meno delicata)

    • mowrer | 20 febbraio 2012 alle 09:23

      ad ogni buon conto a Napoli il terno Blen è: 6, 21, 55

    • c.e.l.e.s.t.e. | 20 febbraio 2012 alle 19:03

      Condivido il Graziano-pensiero. (Per fare qualche timido passo in avanti non potevamo che partire dalla moralità e sobrietà) e ricordo, soprattutto a me stessa, che fino a pochi mesi fa, eravamo sull’orlo del baratro. Questo Governo ci ha allontanato dal precipizio quel tanto che ci fa alimentare la speranza che il nostro Paese si può ancora salvare. Le perplessità di Giuseppe, però, tengono desta anche la mia attenzione: se i provvedimenti non saranno quelli giusti corriamo il rischio di salvare l’Italia ma di affossare noi italiani. Speriamo di no e ..rimaniamo vigili…

    • c.e.l.e.s.t.e. | 20 febbraio 2012 alle 19:16

      Ornella, quando rimpiango la tv dei tempi che furono, mi danno della nostalgica :-) Ma io non rimpiango il passato che, purtroppo, non torna. Rimpiango quel futuro che anche la buona tv ci ha fatto intravedere e che poi non è stato. Anche se la tv rimane sempre il quell’alone d’ipocrisia che l’ha contraddistinta nel tempo. Ricordo Mina e Lelio Luttazzi, allontanati per motivi che oggi ci fanno sorridere. E penso al presente con Celentano e Belen ed ai dirigenti che gridano allo scandalo come se non fosse tutto concordato in nome del dio audience. Ci trattano ancora come bambini deficienti e quei milioni di spettatori ancora lo consentono. Si può dire che Celentano con i suoi sermoni nonsense ha rotto i cabbasisi o è politicamente scorreto? Bè, l’ho detto! Voce dal sen fuggita…

    • graziano52 | 21 febbraio 2012 alle 11:55

      Cambio Irpef (è di cinque minuti fa…).
      Riforma stabile del sistema pensionistico.
      Ici per la Chiesa.
      Chiusura ministeri leghisti di Monza.
      Accettazione internazionale.
      Copertine su riviste internazionali non per raccontare schifezze.
      Pubblicazione redditi ministri.
      Cancellazione conflitto interessi.
      Dimissioni di Malinconico.
      Discussione con sindacati su riforma lavoro.
      Incontri con leader europei, Cameron incluso, a tutto tondo e alla pari.
      Liberalizzazioni iniziate.
      Dimentico qualcosa?

    • francj | 22 febbraio 2012 alle 01:17

      io mi chiedo chi erano quei milioni che hanno visto sanremo, visto che ho sentito un sacco di gente che dice di non averlo visto per niente. io personalmente non vedo la tv quasi più, ma mi scoccia assai dover comunque pagare il canone. Celentano se davvero voleva fare beneficenza poteva andare gratis a sanremo e il cambio chiedere uno sconto sul canone per tutti, magari minimo, ma cosi lo avrei guardato anch’io con piacere.

    • storicismo | 22 febbraio 2012 alle 09:41

      Mi rammarica vedere quante persone eccellenti nel loro campo di competenza, poi pensino, per questo, di poter dire parole definitive in tutti gli aspetti della vita con pari valore. Cosa che è meramente eventuale e che per lo più si rivela errata, non solo per Celentano ma anche per altri più o meno illustri personaggi della cosiddetta cultura. Per me Celentano è da cinquant’anni un un formidabile artista interprete e autore di magnifiche canzoni; ma questa eccellenza evidentemente gli andava stretta e da decenni ha iniziato a predicare. Man mano questa attività, giustapposta alla sua vera, è andata prevalendo. Il tenore delle cose che dice Celentano mi sembra uguale a quello che si sente dal barbiere e nei bar, ma gli stessi argomenti lì sono chiacchiere da bar e detti da Celentano invece, per alcuni sono distillati di saggezza. E la colpa è meno di Celentano che di coloro che ritengono la sua arte inferiore alla sua banale logorrea estemporanea di tuttologo.
      Circa poi l’elenco fatto da Graziano, mi pare manchi la “cassa” fiscale che finora mi sembra l’unica cosa certa fatta da Monti insieme alle pensioni “più stabili” e “realiste” dello stesso “re” tedesco.

    • storicismo | 22 febbraio 2012 alle 10:14

      E vorrei aggiungere questo: sulla base del recupero dell’evasione non è serio, né prudente, promettere alcunché. Soprattutto se, appena averlo detto, si corre a smentirlo nella sostanza legando l’evento a condizioni “possibili” e di là da venire, quali sono appunto quelle del recupero, della sua entità effettiva da definirsi a posteriori, e il “pareggio” di bilancio fra due anni. Il “rigore” per me esige, prima di tutto, la sorveglianza sulle chiacchiere.

    • storicismo | 22 febbraio 2012 alle 19:17

      C’è comunque un aspetto di questo governo che considero positivo e importante, certamente più dell’aplomb in grigio scuro da business suit della City, il metodo sintetizzato da Monti e da Fornero: auspichiamo che ci sia un accordo, e se anche non ci fosse, in ogni caso faremo la riforma e ci assumeremo le nostre reposnsabilità. Come dire: siamo stati incaricati di governare, sentiremo tutti, ma poi decideremo noi, con nostra responsabilità. E quando l’avrebbero fatto o potuto fare Prodi e Berlusconi? Ma anche prima, all’epoca del consociativismo in cui parlavano tutti e le decisioni, si fa per dire, erano necessariamente al ribasso? Questo è un vero cambiamento di metodo, quindi di stile e di sostanza etico-politica.

    • ornella54 | 23 febbraio 2012 alle 19:47

      Concordo con Giuseppe su Celentano: molti grandi artisti non si contentano di eccellere nell’arte che è loro propria e ci deliziano con le loro trovate filosofiche che possono essere condivise oppure no, tollerate o ritenute insopportabili, ma per me la sostanza resta nella distinzione tra il giudizio sull’artista in quanto tale e ciò che sceglie di dire, fare, ecc. a livello privato. Celentano resta per me un grande artista, ma io già cambiavo canale quando propinava mezze ore di “silenzi” nella sua edizione di “Fantastico” .

    • storicismo | 23 febbraio 2012 alle 20:16

      E da qualche tempo devo pure sorbirmi quelli che interrogano Vasco Rossi come un oracolo elargitore di profonda filosofia di vita. Ma ripeto, la colpa non è loro.

    • graziano52 | 24 febbraio 2012 alle 12:28

      Maio Monti: Misure di consolidamento di bilancio, di rigore e riforme strutturali possono essere difficili da affrontare e sopportare nel brevissimo periodo, ma poi generano la ripresa della crescita economica.

    • storicismo | 24 febbraio 2012 alle 15:20

      Quanto alle “riforme strutturali” (e alla vaghezza dell’espressione) richiamo ciò che ne diceva Luigi Einaudi nel suo saggio “Prediche inutili”.
      Su consolidamento di bilancio e rigore, faccio per il momento un atto di fede. E aspetto.
      Vedo tuttavia da alcuni articoli specialistici, sia pure alquanto timidi, che comicia ad esserci qualcuno che si interroga ad es. sull’effetto dirompente delle accise sui carburanti sia per il “fuori mercato” che per gli effetti depressivo e inflattivo.
      Non mi meraviglia inoltre che la valutazione del Pil sia passata da più 0,1 a meno 1,3 (ma per l’Ocse -2,2). Dopo la mazzata generalizzata del “salva Italia” non c’era da spettarsi altro come “aiuto” al già vacillante Pil italiano.
      Poi, nessuno mi farà credere che con l’apertura dei negozi per 24 ore, dei panettieri pure la domenica, con l’aggiunta di tot licenze di tassinari e tot farmacie in più, e simili, si siano aperti i mercati.
      Il sistema pensionistico era già sufficientemente stabilizzato; ammettiamo il superamento dell’anzianità, ma non vedo perché dovessimo andare anche oltre la Germania e passar sopra con rudezza, sui diritti quesiti.
      Ora vediamo il lavoro, se sarà una riforma equa veramente, e su questa ci potremmo basare, ma non penso con un’idea di sviluppo fatto con le tasse che salvo nei manuali ragionieristici tedeschi (a uso o imposizione altrui) non alberga n nessuna teoria di politica economica. Lo sviluppo non credo possa venire dalla mortificazione dei redditi se non si fa altro specificamente in quella direzione. E quell’altro chissà chi lo farà.

    • graziano52 | 24 febbraio 2012 alle 17:54

      Aho, me sa’ che c’hai ragione tu, Peppe… :-)

    • storicismo | 25 febbraio 2012 alle 09:45

      Ecco, ad es. leggo che è saltata l’ipotesi del fondo per abbassare le imposte. Richiamo ciò che ho detto: ma chi glielo ha fatto fare questo annuncio intempestivo? Sul recupero dell’evasione si fanno solo annunci sui concreti programmi per perseguirla, non quantificazioni e tanto meno si abbozzano promesse. A parte il fatto che in tanti anni, anche di esperienza lavorativa, non ho mai visto abbassare le tasse, ciò è prescritto da elementari regole tecniche e politiche. Non si dà certezza all’imponderabile e indeterminabile e su questo non si creano aspettative coniugate al tempo futuro per sviare le pene presenti.
      Leggo inoltre, che sono state escluse altre manovre, ma anche (ma è tutto da verificare) che il fabbisogno di tesoreria per i prossimi mesi sia superiore alla dotazione e quindi si starebbe studiando un anticipo sull’irap sulle attività produttive. Visti i precedenti, ora mi domando quale delle due pronunce sia vera? Un po’ di propaganda è pur sempre necessaria in politica, ma se resta nei limiti della corretta e “parsimoniosa”, e veritiera, informazione.

    • storicismo | 25 febbraio 2012 alle 09:47

      Chiedo venia per i refusi.

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