Il gatto, la volpe e l’albero degli zecchini d’oro
Scritto da Maria Latella in attualità, politica | Permalink
Non è vero che le favole sono condannate a restare tali. Qualche volta diventano “solide realtà”, come recita il claim di un’agenzia immobiliare romana. Prendete Pinocchio, per esempio.
Nella favola, il Gatto e la Volpe convincono Pinocchio a sotterrare un sacchetto di zecchini d’oro: qui, gli dicono, crescerà un albero grondante monete e tu diventerai ricco. Il burattino naturalmente ci crede. Per i partiti italiani è andata più o meno così: si sono confezionati una legge su misura, l’hanno ribattezzata “rimborso spese elettorali” e una pioggia, una valanga, uno tsunami di zecchini d’oro è piovuto su di loro. Adesso spalancano gli occhioni, tipo Bambi e si interrogano l’un l’altro perplessi e stupefatti: “Oh, guarda. C’è chi usava i soldi dei contribuenti per spassarsela. Urge una legge, ohibò”. Scusate, con chi credete di avere a che fare?
Si parla, in queste ore, della Margherita e della Lega, ma la questione riguarda tutti sostiene a pag. 20 il segretario dei radicali italiani, Marco Staderini. Quel che è sicuro è che non può essere circoscritta ai soli tesorieri, ai Lusi, ai Belsito, pagati per recitare la parte del Gatto e della Volpe mentre gli altri, i cerchi magici, i vertici, mai nulla sapevano. Tutti ingenui, tutti Pinocchi.
C’è chi, a proposito delle dimissioni di Bossi ha parlato di un padre dal cuore tenero, rovinato dall’eccesso di amore per i figli. Credo che, purtroppo, ci sia del vero. A differenza dei genitori anglosassoni, e in parte anche di quelli francesi, i padri e le madri (ah, le madri) italiani non hanno chiarezza su quel che significhi l’espressione “volere il bene dei figli”. Lo confondono col “dare”, col dare quasi sempre in eccesso: cibo, vizi e vizietti, auto sportive e denaro, se ce n’è. Succede a tutti i livelli, alle famiglie operaie e ai politici romani, ai grandi (grandissimi) imprenditori di consolidata ricchezza e ai nuovi ricchi, al Sud e, come si è visto, anche a Gemonio.
In Veneto si sono accorti che l’eccessiva e inattesa ricchezza degli anni Ottanta stava rovinando i figli e i nipoti del cosiddetto “miracolo del Nord Est”. Sono corsi ai ripari e da qualche anno, in molte città venete, si tengono lezioni per genitori. Tema: “Come non dare ai figli quel che non è giusto dare”.
Proporrei al professor Monti, che mi pare interessato a riformare non solo il lavoro ma anche un po’ le nostre abitudini, una riflessione sull’argomento. In tempi di crisi la famiglia può e deve essere un punto di forza, ma in Italia, a certi livelli, sembra più che altro una scusa, un paravento per indulgere nella truffa alla collettività. Dalla Borsa alla politica, gli esempi di familismo malato non mancano.
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Egregia Direttrice,
ieri sera ho seguito “Ballarò” e i suoi decisi interventi. Complimenti.
Le scrivo perché mentre Lei parlava la barra inferiore del televisore su sfondo rosso-nero variabile riportava il suo nome e poco distante il suo titolo: “Maria Latella Direttore Settimanale A”.
Spesso ci si riempie la bocca o scorrono fiumi di parole e di articoli sull’eguaglianza fra uomo e donna, ma continuo a notare un forte sbilanciamento a favore dell’uomo. Non solo nel lavoro, nei salari, nella presenza in politica e nelle assegnazione delle cariche, ma anche nel linguaggio. Se il diavolo si nasconde nei dettagli, è proprio da questi che bisogna partire per raggiungere anche le grandi uguaglianze.
Esempio ne è la scritta di ieri sera sotto il suo volto.
Ho notato che il linguaggio è quasi sempre al maschile: il parlamentare, il presidente, il direttore anche quando queste cariche sono ricoperte (finalmente anche) da donne. Ma si dovrebbe dire la parlamentare, la ministra, la direttrice, ecc.. come si dice la Cancelliera (indicando Angela Merkel). Ho notato però che alcune donne preferiscono dire “Sono il direttore di …” e non “Sono la direttrice di …”, preferiscono dire sono il presidente e non la presidente, ecc.
Curioso, ma da riflettere, è che perfino l’intitolazione delle strade, teatri, cinema, istituti, aule è fortemente sbilanciata.
Pertanto, Lei che occupa una carica che fino a qualche tempo fa era prettamente maschile, sia da esempio e da emulazione e faccia correggere, nelle prossime apparizioni televisive (ma anche su internet, nei verbali, ogni volta che deve apporre una firma) la scritta e faccia mettere “Maria Latella Direttrice del Settimanale A”.
Grazie per l’attenzione.
Sorridi
Michele Zarrella
Cara Maria io penso che se tutti i partiti già da ora restituirebbero tutti i contributi versati e usati come si è visto per spese personali, ecco io penso che il nostro debito si ridurrebbe notevolmente. Penso anche alle pensioni d’oro di alcuni parlamentari ( che peraltro sono ancora sul campo della politica invece di starsene a casa come un qualsiasi pensionato… ma d’altronde fino a che si possono sfruttare i benefici…)oppure le liquidazioni faraoniche date a personaggi dove le ditte che hanno lasciato hanno i conti in rosso!! E i sacrifici dobbiamo farli noi??
Cara Maria, d’accordo su tutto tranne che sul fatto che i genitori anglosassoni o francesi (vedi figli di Sarkozy e nipoti di Elisabetta II) siano così parchi nell’estendere ai figli benefici famigliari. Il nocciolo della questione, a parer mio, dovrebbe stare in provvedimenti adeguati contro l’istituzione del “beneficio ereditario”, nata ai tempi di Carlo Magno e ormai francamente superabile. Insomma i figli dei politici non dovrebbero fare politica se non in età MOLTO ADULTA, basta con i delfini, le trote e i principini di Galles, di Piemonte, ecc. Se non altro ai politici della prima Repubblica dobbiamo riconoscere che occupavano un solo posto alla volta mentre negli ultimi anni, anche grazie all’infame sistema della legge elettorale che ci priva del diritto di scegliere, abbiamo assistito a infinite repliche di “Aggiungi un posto a tavola”. Concordo pienamente sulla necessità di rifondare le famiglie su valori etici non sottomessi alla logica del dare ai figli tutto ciò che noi non abbiamo avuto, anzi ripartiamo da ciò che abbiamo avuto: buoni esempi.
Le famiglie comuni hanno avuto il buon esempio e lo hanno restituito ai loro figli, ma sono state trattate come Pinocchio. I furbi di destra, sinistra, centro hanno spolpato il prosciutto fino all’osso e noon ci hanno lasciato nemmeno l’osso. Il nuovo Presidente del Consiglio vuole cambiare le abitudini degli italiani. Eccerto! Eravamo abituati a mangiare tre volte al giorno. Adesso dobbiamo scegliere tra il pranzo o la cena. La colazione, per il momento, ce l’ha lasciata. Bontà sua! Per quanto ancora? In nome dello spread!
Monti dovrebbe cominciare a pagare le prebende dei politici, che ci hanno condotto al fallimento, in titoli di stato, invece di venderci ai cinesi ed agli indiani e gli italiani dovrebbero organizzarsi per una class action chiedendo la restituzione dei soldi pubblici rubati. E, per rimanere nel linguaggio che abbiamo dovuto sopportare dal dito medio in canotta, “FORA DAI BALL”. TUTTI!
@misoginia:
Nella mia vita professionale ho svolto la funzione di direttore dell’Ufficio cui ero preposta, ma confesso di non avere mai gradito di essere chiamata direttrice e di non essemi mai sentita sminuita. Nel mio immaginario l’associavo alle ruote del treno. Direttrice potrebbe anche significare che dà la direzione dell’agire e andrebbe bene con la funzione, ma è una forzatura. Io un direttore d’orchestra lo chiamo “maestro” e non mi verrebbe mai in mente di chiamare una direttrice d’orchestra “maestra”. Mi scusi, con tutto il più profondo rispetto per le opinioni di tutti, ma penso che a volte ci poniamo problemi inesistenti.
Però, diciamo la verità, Celeste è una grande!
P.S.
Maria, sicura che il modo migliore per farci ascoltare il video dove parli sia quello di attivarlo ogni volta che si accede alla pagina del blog?
Sto diventando idrofobo!!!
L’Italia è ancora l’albero degli zecchini.
Ma un albero con i rami molto alti: ci arrivano solo i papaveri.
Al di là di tutte le belle parole, il premier Monti sino ad ora nulla ha fatto per eliminare i tanti, TROPPI privilegi di alcune categorie.
In Italia non c’è la casta, ci sono LE caste che continuano ad erodere quello che gli altri onesti tartassati cittadini continuano ad erogare ad uno Stato che non è più un sistema di governo del paese, ma il bancomat di alcuni.
Di quelli che sono andati a pensione a 39 anni.
Di quelli che hanno avuto la pensione per un giorno di nomina (non di lavoro).
Di quelli che prendono 51.000 euro di pensione al mese.
Di quelli che cumulano più pensioni.
Di quelli che occupano con lo stesso attributo 20 e più poltrone con relativi emolumenti e privilegi.
Di quelli che hanno uno stipendio annuo che se lavorassero 365 giorni all’anno per 24 ore guadagnerebbero 80 euro l’ora.
Di quelli che oltre allo stipendio base, hanno le diarie, le trasferte, i rimborsi spese, gli extra e ……..chi più ne ha più ne metta.
Di quelli che oltre a tutto quanto sopra, hanno diritto a viaggiare gratis, a mangiare gratis, ad andare al mare gratis ecc…
Di quelli che conservano i privilegi per anni dopo aver perso le cariche.
Non si sa più quanti soldi illegittimi vengono erogati ogni anno in uno Stato in cui un pensionato deve pagare 2,50 euro per ogni prescrizione medica!
Cerco di non pensarci, di non guardare più programmi di discussione politica, di non leggere le pagine politiche dei giornali.
Altrimenti credo che altro che indignazione!!!
Sento da più parti e mi fa paura,ripetere la stessa frase “Oggi le BR avrebbero avuto buon gioco con l’opinione pubblica”.
La crisi morde sempre di più e la disperazione fa fare di tutto.
Comincio a temere.
Il cambio di governo aveva fatto sperare e calmato gli animi per un pò, ma l’inettitudine di questo governo in relazione a certi temi non aiuta.
Vorrei che lo capissero tutti quelli che hanno continuato a sbandierare il falso problema dell’art. 18, mentre il paese affonda.
Monti non è decisamente quello che ci si aspettava.
Purtroppo
Anch’io ho sentito la frase sulle brigate rosse e mi sono venuti i brividi, anche perchè, data l’età, ricordo bene quei tempi. Mi auguro sinceramente che non si arrivi a tanto e che, magari per miracolo, quelli che pensano solo a tartassarci capiscano che stanno sbagliando tutto. Eppure anche oggi, se non ho capito male, stanno fregandoci ancora con i rimborsi elettorali ai quali non intendono rinunciare e se ormai i suicidi sono quotidiani, un bel chissenefrega.
La cosa che mi fa indignare tanto oltre a tutto ciò che ha elencato Pensiero ( Bravo) è che li Trota dopo tutte le ruberie avrà anche una buonuscita da €40,000, mi chiedo : ma quelli che rubano come Lusi, come Scagliola con la sua famosa casa al Colosseo, e tutti gli altri ladri che ci sono al governo, ma qualcuno pagherà per tutto questo, faranno il carcere? Ma un ladro di solito viene messo in galera!! Vedrete che tutti questi scandali andranno nel dimenticatoio e nessuno ne parlerà piu’ e pagherà solo chi ruba per fame mai chi lo fa per ingordigia.
E’ bello vedere che gli indignati sono sempre di piu’ perche’ come cantava una canzone in “questo mondo di ladri” che correggerei con in “quest’Italia di ladri” siamo arrivati alla frutta… Ma i referendum per che cosa li abbiamo fatti? per farci raggirare dai soli “furbetti del quartierino” con “se c’ero dormivo” ,ma tanto rubavo. Ma possibile che oltre a preoccuparsi delle banche il buon Monti non cominci davvero a fare un po’ di pulizia ? e invece si parla di dare il saldo ai partiti ancora? Anche a me fa paura il sentire parlare di brigate rosse, ma a forza di chiedere e risucchiare i soliti noti c’e’ il pericolo che ci si ribella…ma che schifo fanno ” diplomi falsi, lauree false, donazioni per amicizia….(brava Minetti tu si che hai capito tutto), e nessuno che si salva….
Sento che sta succedendo qualcosa. E, in questi casi, non avendo certezze, occorre apoggiarsi ai miti sicuri. In questo caso il Presidente Mao quando diceva “la situazione sotto il cielo è molto confusa, quindi eccellente”.
Graziano, una grande? Un gigante, quando sto da sola..
“‘o gigante chiapparielli”. Traduzione dal napoletano al milanese: un gigante grande come un cappero
…..
Tornando seri.
La situazione è eccellente per fare la rivoluzione. Sul serio!
Io ho dato mandato al mio avvocato per denunciare i ladri impuniti che si sono impadroniti delle NOSTRE Istituzioni e delle NOSTRE Tasche. Da cittadina che contribuisce con quasi il 50% del suo reddito, avendo quasi niente in cambio, ho il sacrosanto diritto di pretendere che almeno non rubino. Se lo facessimo TUTTI potremmo ottenere moltissimo. Basta chiacchiere, passiamo ai fatti!
Stanno “riformando” il finanziamento ai partiti.
Ci sarà una commissione di controllo.
Lo avevo detto già un’altra volta: in Italia una commissione non si nega a nessuno.
Risultato: pagheremo anche i “commissari” per il loro intenso lavoro di controllo.
I bilanci saranno pubblicati su Internet. Ma se Lusi ha fatto sparire decine di milioni sotto voci lecite a che serve? Basta gonfiare le poste.
Ci sarà un tetto alle donazioni?
Poverini, dovranno fare più operazioni per arrivare alla cifra pattuita.
Insomma di tutto si parla fuorchè di quello che la gente ha detto con un referendum:
BASTA SOLDI AI PARTITI!
Prendono soldi anche se non li spendono.
Prendono soldi in egual misura per le elezioni alla Camera e per quelle al Senato: ma al Senato i votanti sono di meno perchè l’età del voto è 21 anni.
Prendono soldi anche se non vanno in Parlamento, per cui a tutti viene voglia di far partiti anche se si votano solo in famiglia.
Prendono soldi anche i partiti che si sciolgono.
Prendono soldi……..
Monti sul punto tace.
Dopo la farsa della Commissione che quantificasse i guadagni dei parlamentari, “per metterli in riga con quelli degli altri Paesi Europei”, dove si sono inseriti apposta i Funzionari, i Commissari, i Capi di Gabinetto, per fare in modo che non vi fossero figure simili in europa e il lavoro divenisse impossibile, null’altro si è detto.
Sui partiti silenzio assoluto.
Anzi no: li ha pregati di farsi una riforma.
Non so se ridere o piangere.
Se Monti non fa nulla per diminuire la prebende dei politici, nessuno lo smuove da lì e loro continuano a prendere soldi.
Se Monti fa qualcosa lo sfiduciano e si va al voto e loro…..continuano a prendere soldi perchè ci toccherà dargli un altro rimborso elettorale! ! !
A I U T O ! ! !
Leggo in ritardo e devo convenire con Graziano che Celeste “è una grande”: rivoluzione e insieme concretezza nel non farsi attrarre in giri di parole che dovrebbero riformare la lingua. Partiamo da quel che c’è da fare, che la lingua si riformerà di conseguenza, come del resto è proprio della lingua che vive, si muove e cambia con la cultura e le opere di una comunità e non a tavolino.
Convengo anche sulle tasse, ma pure questo è un tasto dolente al cui fraintendimento concorrono molti aspetti, per me principalmente due: la mancanza storica di coscienza del “contratto sociale” da parte di “sudditi” storicamente senza Stato e, dall’altra parte, uno Stato a sua volta fatto di italiani, quindi senza la stessa coscienza, che concepisce le tasse non come una statuizione dei cittadini che hanno diritti, ma come un arbitrio gestibile ad nutum principis, per la mitica “cassa” o per “punizioni”, con “pedagogica” e impotente “faccia feroce”, senza obbligo di rendiconto e senza dover dare nulla per quei fini per i quali soltanto le imposte vanno pagate. Per questa via l’evasione sarà sempre in auge (termine quest’ultimo che in un dibattito televisivo sentii pronunciare alla francese “òge”).
Circa le raccomadazioni, non c’è che dirne male, ma il problema vero mi pare quello su cui insiste Graziano: la mancanza di lavoro.