Raccomandati: l’intervento a Ballarò
Scritto da Maria Latella in A4job, attualità, giovani, informazione, le campagne di "A" | PermalinkL’intervento di Maria Latella alla puntata del 10 aprile 2012 di Ballarò in cui racconta dell’incontro con i ragazzi di A4job (clicca qui per rivederlo) e delle raccomandazioni in Italia.
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Cara Maria ho apprezzato il tuo intervento a Ballarò, brava, bisogna sottolineare come hai fatto tu che i giovani stanno crescendo ahimè con la consapevolezza che chi non ha raccomandazioni in Italia non avrà un lavoro e questo è assolutamente da deprecare. A proposito di raccomandazioni ,leggo sui giornali un’altra dichiarazione a dir poco allucinante fatta dalla Santanchè la quale paragona la Minetti alla Nilde Iotti!!! La Iotti raccomandata da Togliatti? Una donna che alla politica e alla democrazia ha dedicato la propria vita messa a paragone della Minetti? Ma dico quanta ignoranza siede alle poltrone di chi ci governa? E poi nel suo piccolo cominciasse lei, la Santanchè a utilizzare il suo anonimo cognome invece di sfruttare quello del suo precedente marito solo perchè agli inizi della sua carriera politica lui era conosciutissimo ( è un chirurgo plastico)mentre lei era una anonima cittadina. Non è questa una forma di raccomandazione? Forse è meglio tacere quando non si conosce la storia di chi faceva politica ad alti livelli, non certo come lei!
La raccomandazione è un male radicato in Italia che non significa condividerla. Non sono mai stato raccomandato, ma ho conosciuto diversi raccomandati. La cosa che mi ha sempre colpito di loro è la totale mancanza di umiltà e allo stesso tempo l’arroganza come se quel posto gli fosse concesso per diritto divino. La raccomandazione uccide la meritocrazia e il talento e se fosse per me andrebbe condannata come un reato penale oppure istituzionalizzarla e renderla trasparente affinché il raccomandato e colui raccomandato posso dar conto delle loro performance.
Ho apprezzato l’intervento, che dà voce a quello che molti giovani pensano. Insegnando in università mi sono resa conto di quanto i giovani, soprattutto chi davvero merita, abbiamo bisogno di sapere che il loro impegno e in generale il merito verrà riconosciuto. Per portare un po’ di ottimismo in un periodo che ne ha molto bisogno posso dire che nell’ambito nel quale da sempre lavoro (marketing e comunicazione) ho assistito negli anni a un progressivo miglioramento della situazione: un tempo i “figli di” erano una larga fetta dei nuovi assunti (il che non toglie che alcuni fossero anche molto validi, e dimostrassero poi sul campo le loro doti), mentre da un po’ di anni mi succede che agenzie o clienti mi chiedano di raccomandare le persone più valide che ho conosciuto durante in miei corsi, cosa che faccio sempre molto volentieri!
Egregia Direttrice,
ieri sera ho seguito “Ballarò” e i suoi decisi interventi. Complimenti.
Le scrivo perché mentre Lei parlava la barra inferiore del televisore su sfondo rosso-nero variabile riportava il suo nome e poco distante il suo titolo: “Maria Latella Direttore Settimanale A”.
Spesso ci si riempie la bocca o scorrono fiumi di parole e di articoli sull’eguaglianza fra uomo e donna, ma continuo a notare un forte sbilanciamento a favore dell’uomo. Non solo nel lavoro, nei salari, nella presenza in politica e nelle assegnazione delle cariche, ma anche nel linguaggio. Se il diavolo si nasconde nei dettagli, è proprio da questi che bisogna partire per raggiungere anche le grandi uguaglianze.
Esempio ne è la scritta di ieri sera sotto il suo volto.
Ho notato che il linguaggio è quasi sempre al maschile: il parlamentare, il presidente, il direttore anche quando queste cariche sono ricoperte (finalmente anche) da donne. Ma si dovrebbe dire la parlamentare, la ministra, la direttrice, ecc.. come si dice la Cancelliera (indicando Angela Merkel). Ho notato però che alcune donne preferiscono dire “Sono il direttore di …” e non “Sono la direttrice di …”, preferiscono dire sono il presidente e non la presidente, ecc.
Curioso, ma da riflettere, è che perfino l’intitolazione delle strade, teatri, cinema, istituti, aule è fortemente sbilanciata.
Pertanto, Lei che occupa una carica che fino a qualche tempo fa era prettamente maschile, sia da esempio e da emulazione e faccia correggere, nelle prossime apparizioni televisive (ma anche su internet, nei verbali, ogni volta che deve apporre una firma) la scritta e faccia mettere “Maria Latella Direttrice del Settimanale A”.
Grazie per l’attenzione.
Sorridi
Michele Zarrella