Perché Marine Le Pen non è una sorpresa
Scritto da Maria Latella in attualità, donne, tempi moderni, ventesimo secolo | PermalinkMarine Le Pen festeggia il successo al primo turno delle elezioni presidenziali 2012 in Francia (oltre 18% di voti)
Ho incontrato Marine Le Pen a Parigi, più o meno due mesi fa, per l’intervista qui linkata. Mi è sembrata una donna consapevole di avere almeno tre frecce al suo arco.
La prima freccia è l’occasione che la crisi europea, crisi politica ed economica, le sta offrendo su un piatto d’argento. La storia insegna che quando i popoli perdono le loro sicurezze economiche, crollano anche le pseudo convinzioni politiche: destra, sinistra, quel che votava il nonno o il padre, tutto questo non conta più. E infatti nella Francia di oggi fotografano la situazione con questa disincantata sintesi: “Il nonno votava Marchais (comunista), il padre votava Mitterrand (socialista) e il figlio vota Marine Le Pen.
La seconda cosa di cui la signora Le Pen mi è sembrata perfettamente consapevole è la debolezza degli argomenti utilizzati dai suoi avversari. Lei sa perfettamente che certe parole, certi slogan, vengono avvertiti come inesorabilmente triti. Falsi. Cosi come poco autentici appaiono coloro che celebrano i riti della politica tradizionale. Sarkozy e signora vengono percepiti così, per esempio. Poco spontanei e molto calcolati.
Terza freccia all’arco di Marine Le Pen è il non dover rendere conto a nessuno. Non avendo mai governato, non ha debiti né favori da rendere all’establishment. E può permettersi di dire quel che gli altri non possono esplicitare perché, appunto, vincolati dagli obblighi assunti in passato nei confronti dell’establishment nazionale e internazionale.
Marine Le Pen, come la Lega dei primi anni 90 o come il Beppe Grillo di oggi, può interpretare il ruolo “populista” che tanto spaventa i partiti di sistema. Ben sapendo che, semmai un giorno andrà al potere, dovrà cambiare passo e, magari, anche frequentazioni, stili di vita. Proprio come è successo alla Lega, che dal cappio sventolato in Parlamento è passata ai brillanti di Belsito.
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Maria Latella, bisognerebbe ricordare che Grillo era già migliardario (in lire) e milionario (in euro) quando é stato fulminato sulla via di Damasco ecologica. Come i rampolli della borghesia aristocratica, che lei ama fraquentare e che ammira così tanto, al contrario dei “politisci” che almeno devono farsi votare.
Radicali
Verdi
Berlusconi
Lega
Di Pietro
Ogni tanto in Italia c’è un nuovo (magari stravecchio) che avanza.
Adesso tocca a Grillo.
Ma Grillo è “carta conosciuta” come si dice a Napoli.
Solo la disperazione del momento può far illuderwe qualcuno che uno come Lui sia L’ALTERNATIVA, IL NUOVO.
Credo che mai come in questo momento l’ITalia sia ad un passo dal baratro e scusate ma io (notoriamente ottimista) non riesco a vedermi salvata da un Grillo.
I consensi per Grillo sono in aumento perchè dice urlando ciò che tantissime persone pensano e dicono magari a bassa voce. Ma tra il dire e il fare……
Non possiamo sapere se è davvero vaccinato contro il virus che attacca i politici quando riescono a sedersi sulla poltrona. Quanti hanno iniziato con tante belle parole e poi sono stati fagocitati dal devastante andazzo che ben conosciamo?
Evidentemente c’è un tempo per il logoramento del potere.
Su alcune cose Grillo ha ragione come,ad esempio, il limite ai mandati. Su altre cose ha torto come, ad esempio, sul default.
Sta catalizzando la protesta, come Marine Le Pen. Ma finita la protesta, saprànno governare i processi? Dubito…
ops, c’è un accento di troppo: sapranno
Celeste, sono d’accordo, a me pare che Grillo sia una figura antica, anzi eterna che ricompare sempre in momenti come questo. Del resto, quando si spara contro tutti almeno una volta ci si indovina. Ma, per questo, non bisogna farsi ingannare. Indovinare il facile, cioè dare due tre ricette, dire dei due soli mandati ecc. sono singoli elementi, ma poi come tu dici bisogna governare i processi ossia fare politica, svolgere un’opera, costruire, confrontarsi, faticare pazientare tenere le relazioni non perdere di vista la mediazione e la giustizia e la libertà da perseguire, i problemi nazionali connessi a quelli internazionali, insomma giovernare una grande Nazione. E lì sono dolori de panza per qualsiasi Grillo di turno. Il limite secondo me sta nel fatto che le figure come Grillo sono ipostasi del furore “moralistico” dei “sudditi” che in quelle vedono incarnata la propria protesta moralistica. E intendere la politica così è perdente e impotente.
Soricismo: “Bisogna governare i processi ossia fare politica, svolgere un’opera, costruire, confrontarsi, faticare pazientare tenere le relazioni non perdere di vista la mediazione e la giustizia e la libertà da perseguire, i problemi nazionali connessi a quelli internazionali, insomma governare una grande Nazione.”
…
Quindi quello che sta facendo Monti. O no, Peppe?
Pensavo a un animo, a un sapere, a uno slancio, a una personalità più ampi e periti, magari a un De Gasperi. Se poi vogliamo restare a un “tecnico”, pensavo a un Einaudi. Ma dove li trovi? I tempi ci concedono soltanto un Monti.
Udite Udite…Me l’ha segnalata un “amico” di feisbuc.
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“È tempo per me di fare qualcosa che avrei dovuto fare molto tempo fa: mettere fine alla vostra permanenza in questo posto, che voi avete disonorato disprezzandone tutte le virtù e profanato con la pratica di ogni vizio; siete un gruppo fazioso, nemici del buon governo, banda di miserabili mercenari, scambiereste il vostro Paese come Esaù per un piatto di lenticchie; come Giuda, tradireste il vostro Dio per pochi spiccioli.
Avete conservato almeno una virtù? C’è almeno un vizio che non avete preso? Il mio cavallo crede più di voi; l’oro è il vostro Dio; chi fra voi non baratterebbe la propria coscienza in cambio di soldi? È rimasto qualcuno a cui almeno interessa il bene della Repubblica?
Voi, sporche prostitute, non avete forse sporcato questo sacro luogo, trasformato il tempio del Signore in una tana di lupi con i vostri principi immorali e atti malvagi? Siete diventati intollerabilmente odiosi per l’intera nazione; il popolo vi aveva scelto per riparare le ingiustizie, siete voi ora l’ingiustizia! Ora basta! Portate via la vostra chincaglieria luccicante e chiudete le porte a chiave. In nome di Dio, andatevene!”
(Oliver Cromwell, 20 aprile 1653)
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I tempi sono sempre gli stessi….
Sì, Cromwell sta circolando da un po’. Astratta da quel pulpito, l’invettiva si adatta bene. Tuttavia, non posso dimenticarmi del pulpito stesso, del suo integralismo calvinista, dei massacri nell’Irlanda perché papista. Mi pare che il Lord protettore non sia rimpianto da molti.
Il mio è un commento puramente tecnico, da persona che pratica il tiro con l’arco da quasi trent’anni: la freccia e l’arco sono praticamente ininfluenti se l’arciere non ha ben chiaro il suo bersaglio e se non è costantemente allenato per raggiungerlo
Sarò franco e stronzo: Maria, non ci meriti, adios.
Perchè, Graziano? Non capisco. Maria non ci dà molta retta, ma ci lascia dire.
…
A proposito di arcieri e bersagli, Amato (oltre 30.000 euro al mese di pensione) alla lotta agli sprechi farebbe ridere se non dovessimo piangere. Io non ho soldi in banca ma chi li ha li portasse subito in Svizzera o sotto il materasso.
Davvero, Graziano, perchè? Mi sembra che Maria dia a tutti la possibilità di esprimersi. Se tu non digerisci la Le Pen, qualcuno non digerisce altri. Non vedo nessun problema.