Parto o non parto? La “spending review” della redazione di “A”. Qual è la vostra?
Scritto da Maria Latella in attualità, detto tra noi | Permalink
Il commissario alla spending review Enrico Bondi accanto al presidente Monti. Anche qui, ad “A” si cerca di risparmiare. Ecco le nostre stategie
Caro direttore,
il governo Monti ha annunciato la sua spending review dell’estate, e via di sforbiciate a province, impieghi pubblici, scuola e sanità. Gli italiani la loro personale lista della spesa la stanno rivedendo da tempo. Anche noi della redazione di “A” studiamo strategie di contenimento. Ecco una breve cronaca dell’ultima riunione.
C’è Francesca, caposervizio, che farà «un viaggio breve, di quattro giorni soltanto ma in un posto che mi ispira molto: in Algarve. Ci vado con mia figlia, ho prenotato su Internet, spendiamo circa 500 euro in due». La fidanzata di Silvano, saggiamente risparmia: «Fa il pieno alla Cinquecento solo al self service, il sabato o la domenica, approfittando degli sconti del weekend» racconta il grafico di “A”. In casa di Antonio, grafico anche lui, «la lavatrice va solo di sera, perché costa meno».
Antonella, la nostra guru di cinema, fino a ieri giurava: «Quest’anno, niente saldi». Sabato, però, non ha resistito, si è presa un paio di sandali di Marc Jacobs, a metà prezzo («risparmierò sui massaggi…»). Voi credeteci, se vi piace. Gabriella, l’esperta di beauty, non si lascia incantare: «Vado ancora con la famiglia a Vulcano: c’è la grande casa di mia sorella, si fa cassa comune, la spesa per tanti, figli e cugini». Pochi ristoranti: «Mio cognato è un grande chef». Invidiatela.
In segreteria, Giulia, che ha una bambina di tre anni, fa i conti con le settimane di aspettativa non retribuita che si potrà permettere: «Solo una, non due». Vicky, più che partire, torna: «In Calabria, dai miei. Tutti in macchina, in quattro si risparmia». Loredana, redazione bellezza, va a Pescara: «Sono una habituée, mi danno la palma in spiaggia allo stesso prezzo dell’anno scorso».
Costi da contenere per Cristina, attualità, e Simona, photo editor: i loro figli ormai superano l’età del “bimbo gratis” o del “volo scontato”. «Quest’anno niente villaggio-vacanza, ho scelto la montagna», racconta Simona, «il Trentino offre qualità altissima al miglior prezzo». Cristina è veterana dei viaggi aerei per quattro. «I portali che promettono voli superscontati non mi fregano più. Partono da cifre ridicole, ma se aggiungi tasse, bagagli, commissioni on line, ti ritrovi un prezzo alto. Meglio acquistare direttamente sui siti delle compagnie aeree» suggerisce. Andrea, caporedattore, si finge avveduto: «Se oggi puoi tagliare vuol dire che prima sprecavi». Silvia, cronista creativa, inorridisce ai costi degli happy hour milanesi: «Ho letto un libro sui cocktail, sto diventando un’esperta e l’aperitivo con gli amici lo organizzo io».
L’argomento in redazione appassiona. Per chi parte e per chi resta. Ci si scambia indirizzi e suggerimenti. Ne parleremo ancora su “A”, dal prossimo numero. Ma vogliamo conoscere i vostri suggerimenti. Qual è la vostra “spending review” dell’estate? A cosa rinunciate? Quali sono le strategie per risparmiare? Scrivete al direttore, seguiteci su twitter e sul blog di Maria Latella. Ne riparleremo dal prossimo numero.
La redazione di “A”












































Io vado ospite di Daccó. Alla fine conguagliamo.
Altro che spending review, io ormai sono allo stremo. Docente precaria, licenziata il 30 giugno, ovviamente non so se sarò richiamata a settembre, ottobre o novembre. Magari resto a casa, oppure avrò un contratto di 9 ore come quest’anno. Nove ore. Provate a immaginare l’indennità di disoccupazione. Altro che vacanze, il mare lo vedo solo in tv o su Internet. Zero giornate a mare, zero saldi, zero weekend, zero parrucchiere, zero di tutto. La mia trasformazione in precaria di Neanderthal è quasi completa. Rispetto a me gli esodati sono sceicchi di Dubai. E poi, anche volendo partire, provate voi a fare una vacanza da single…Bisogna sempre pagare per due e tutte le offerte, dai villaggi all inclusive ai più sfigati bed & breakfast sono concepiti per due. Sto già pagando il debito pubblico, mica posso accollarmi anche un compagno che non ho!
il problema si pone solo per la gente comune se partire o restare a casa, perche’ veramente si valuta chi in famiglia fara’le vacanze in 4 e’ durissima..c’e’ invece chi la crisi non la conosce. Quindi c’e chi parte e chi resta e chi forse ritorna …Berlusconi questa Italia non c’e’ modo di svecchiarla o di cambiarla
Ascoltare i discorsi “estivi” di questa Italia più che in bolletta, mi fa aumentare ancora di più la rabbia.
La gente comune – intendendosi per gente comune quella che per vivere lavora- non solo non ha i soldi per le vacanze, ma proprio per vivere il quotidiano, ma basta aprire le pagine di qualunque giornale per vedere gli altri – dove per altri si intende chi per vivere fa politica (tutt’altro che lavorare) – alle prese con problemi ben più grandi: Maldive o Vanuatu? Haway o Turk e Kaicos? Veliero o caicco? Villona o resort con spa?
Effettivamente sono dubbi da rovinarsi un’estate, perciò loro, nel dubbio fanno più vacanze, dappertutto, in tutti i modi, con tutti i mezzi.
Tanto poi ci sono i pensionati sociali, quelli che pagano € 2,50 sulla ricetta medica del farmaco salvavita per coprire il debito pubblico che i loro privilegi creano.
NO COMMENT (scusate, ma è una cosa di cui non riesco a parlare civilmente, non mi viene nulla che sia da signora)
******
Io le mie vacanze le consumerò in famiglia.
Ci trasferiamo in quattro (io, mio figlio e i miei genitori, mio marito lavora per tutto il mese di agosto) nella casa sull’adriatico.
Quella dei ricordi di infanzia (prima miei, ora di mio figio), degli amici di sempre, delle vecchie abitudini. Quella dove mi sveglio al mattino con i soliti rumori, dove tutti mi salutano, dove la spesa si fa al mercatino dei contadini dietro casa. Quella dove la spiaggia è uguale da sempre e gli ombrelloni sono assegnati di anno in anno, sempre lo stesso.
Quella dove la sera il massimo della trasgressione è il megagelato sul lungomare (da scontare con la cicoria il giorno dopo) o il cocomero gigante sulla terrazza dell’amica.
Un mese lì è come stare in città: la spesa al super o al mercatino, pochi extra (anche volendo…) e costi contenuti.
Sarei una bugiarda se dicessi che non mi piace.
Amo i ritmi lenti di quel periodo, il riconquistare uno spazio per sè.
Mi sveglio quando voglio, non ho orari, leggo tanto (recupero i libri che non ho potuto leggere durante l’anno), nuoto per kilometri ogni giorno e soprattutto mi rilasso. Torno rigenerata.
A basso costo.
Ormai i conti sono una realtà per tutti.
O meglio per tutta la gente normale.
Quest’anno non abbiamo prenotato da nessuna parte. se riusciamo con qualche last minute altrimenti tinteggio la casa e risparmio pure sull’imbianchino, ma vi pare giusto? chissà se i nostri politici hanno lo stesso problema!!!
@jermana
Figurati se hanno questo problema! Non vedi che molti di loro sfoggiano l’abbronzatura? Quelli si fanno anche i weekend e magari la casa gliela imbiancano a loro insaputa.
La mia mente vorrebbe andare in vacanza, vorrebbe sgombrarsi da tutte le preoccupazioni per le guerre, la fame nel mondo, le ingiustizie, la cattiveria, la violenza. Vorrei vedere politiche per il riequilibrio dei redditi, vorrei vedere grandi investimenti per la creazione di tanti posti di lavoro, vorrei vedere una riconversione sostenibile dell’economia che metta al centro l’uomo ed i suoi bisogni.Vorrei vedere tagli alle spese militari, agli insopportabili sprechi e privilegi. L’unica guerra che vorrei combattere è quella agli evasori fiscali, alla criminalità, alla corruzione. Dovrebbe essere un vasto programma di governo mondiale. E invece sono “solo” i miei desiderata.
.
Non parto. Sono fortunata. In pensione da quasi 4 anni, sono sempre in vacanza, organizzo la mia giornata come mi aggrada e mi faccio bastare quel poco che avanza dopo la distribuzione del reddito con le figlie, lavoratrici a reddito non fisso, fuori sede. Nella mia famiglia la manovrona finanziaria con relativa revisione della spesa l’abbiamo fatta da una decina d’anni, dopo la laurea delle figlie, ( è paradossale ma è così) e l’adeguiamo di volta in volta in base alle priorità. Quest’anno il sacrificio più grande lo farà la figlia maggiore. La sorella ed io le siamo molto grate.
Intanto mi diletto preparando le conserve per l’inverno: marmellate, passati, verdure sott’olio, liquorini. La materia prima è offerta dai miei amici ortofrutticoli per passione. Io regalo il prodotto finito.
Ci divertiamo molto con il raccolto.
Buone vacanze a tutti! Poi ci racconterete…
Madamoisellex, e se provassi con un’amica? Funziona, fidati.
@c.e.l.e.s.t.e. grazie per il consiglio, in teoria sarebbe la cosa più sensata ma la realtà è ben diversa: le amiche si sono organizzate per viaggi piuttosto costosi oppure partiranno con i loro compagni. Le statistiche non parlano mai di quanto la precarietà e la povertà incidano sulle relazioni sociali. Se ti invitano e dici sempre no perchè devi risparmiare su tutto, alla fine rimani tagliata fuori da tutto. Di questo però non si parla mai, neanche nei blog. Io non so se arrivo economicamente a Ferragosto, figuriamoci se posso permettermi di pianificare una vacanza. Mi sa che anch’io passerò l’estate a fare marmellate, magari mi darà qualche consiglio. Buone vacanze.
madamoisellex, che dirti? Ti posso offrire solo tutta la mia solidarietà. La precarizzazione del lavoro è, purtroppo, come dici tu, anche precarizzazione di vita. E se ne parla troppo poco, hai ragione. Nei blog dedicati magari se ne parla un pò di più, ma non credo che aiuti a sentirsi meno soli.Io ho dato una robusta sforbiciata anche alle relazioni, ho eliminato tante persone troppo vicine agli “apparati” e poco vicine al mio sentire. Sono meno in compagnia, ma mi sento meno sola. Se vuoi possiamo conoscerci, chiediamo a Francesca di darci le rispettive mail, ti farei conoscere le mie figlie. Decidi tu. Un abbraccio affettuoso