| | | Perché a settembre torno a scuola e altre storie (Minetti inclusa)
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17.7.2012

Perché a settembre torno a scuola e altre storie (Minetti inclusa)

Scritto da in attualità, detto tra noi, donne | Permalink

Il logo dell’iniziativa In the Boardroom

Negli ultimi sette giorni si sono susseguiti ben tre diversi eventi promossi da donne interessate a fare networking, vale a dire a conoscersi e scambiare esperienze a livello nazionale e internazionale. Mercoledì, a Roma, davanti a un ristretto gruppo di manager e professioniste, nella sede della società di consulenza McKinsey e grazie all’inesausta attività di Valore D, ho rivisto una signora che i lettori di “A” hanno già avuto modo di conoscere, la cacciatrice di teste Heather McGregor, meglio nota come Mrs Moneypenny e autrice del libro Donne e Carriera. Consigli smart per lavoratrici ambiziose. Dopo un rapido buffet (qui la gallery on line) di cui troverete traccia anche su questo giornale (non è vero che le donne sono sempre a dieta, io per esempio e purtroppo no. Si capirà dal gigantesco piatto che sostengo con una mano mentre agito l’altra sotto il naso della signora McGregor), Mrs Moneypenny è stata sottoposta a una raffica di domande, mie e delle ospiti.

Giovedì sera, a Milano, c’è stata invece l’inaugurazione di In the Boardroom, che è poi la ragione per cui a settembre tornerò sui banchi di scuola. Come leggerete a pagina 122 nell’articolo di Silvia Ferraris, la legge Golfo-Mosca ora impone una presenza femminile nei consigli d’amministrazione e perciò nasce la prima scuola che insegnerà “come si sta” in un cda. Le prime trentacinque selezionate cominceranno il corso a settembre ed io sarò tra loro, curiosa di confrontarmi con materie nuove e certamente interessanti (qui la gallery on line dell’evento)

La settimana del networking nel mondo delle donne che amano il loro lavoro e vogliono farlo al meglio è infine atterrata sull’evento di domenica sera. Promossa dall’energica e competente sottosegretario agli Esteri Marta Dassù e alla presenza del premier Mario Monti e del ministro degli Esteri Giulio Maria Terzi di Sant’Agata, a Roma si è tenuta una due giorni dedicata a Women in Diplomacy (qui le videointerviste), con video interventi di Hillary Clinton da Washington e di Elsa Fornero da Pechino, mentre era a Roma la francese Najat Vallaud-Belkacem, ministro del nuovo corso di Hollande. I lettori di “A” la conoscono già perché l’abbiamo intervistata durante le elezioni francesi.

Domenica sera, mentre mi avviavo verso il pranzo offerto a Villa Madama alle ospiti di Women in Diplomacy,  due interrogativi si sono presentati in rapida successione. Il primo: da lì a poco avrei avuto un altro piatto in mano e perciò, quest’estate, costume intero certo, ma basterà? Il secondo: siamo davvero di fronte a un cambiamento? Il “sì” secco e perentorio col quale, poche ore prima, il segretario del Pdl, Angelino Alfano, ospite de L’Intervista su Skytg24, aveva risposto alla mia domanda: ”Nicole Minetti si deve dimettere?” induce riflessioni e, forse, speranze. Pensavo al modello di donna che Nicole Minetti ha offerto in tutti questi anni. Pensavo a quanto ne abbiamo discusso su “A” (anche di Nicole Minetti e proprio da questa pagina) e mi chiedevo se questo rincorrersi di eventi che puntano a mettere in contatto donne preparate e curate (guardate nelle foto da pag. 122) ma anche tenacemente convinte che prima o poi il merito andrà riconosciuto, segni una svolta, anche per l’Italia. Ci credete?

 

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    Commenti dell'articolo (8)
    • graziano52 | 17 luglio 2012 alle 18:22

      No.

    • m.a.r.a. | 17 luglio 2012 alle 19:34

      Credo che il merito non sarà riconosciuto in tempi brevi anche se molte donne veramente in gamba cominciano a crederlo.
      Sull’argomento Minetti, poi, penso che sia la dimostrazione che in un paese serio, non si sarebbe nemmeno avvicinata alla poltrona che occupa. Il suo è un pessimo esempio di modello femminile e ci vorranno molte Moneypenny, Dassù e, perchè no, Latella, prima che molte donne smettano di imitarlo.

    • storicismo | 17 luglio 2012 alle 21:36

      La cosa che mi incuriosisce di più sono i corsi per imparare “come si sta nei consigli di amministrazione”. Ma che i cda sono salotti? Un po’ di conoscenza della società, di cui si diventa consiglieri, del codice civile e delle normative che regolano il fenomeno imprenditoriale e del mercato in cui si opera, poi prudenza e fantasia e rigore professionale (che invece non si imparano o si imparano con l’esperienza). Per il resto, certo non ci si mette le dita nel naso e talora si deve resistere alla noia. Ma si spera che chi deve essere eletto a quegli organi abbia un minimo di esperienze del settore. Io frequento cda, non come amministratore, ma come controllore, e non ho trovato mai particolari differenze fra gli uomini e le ancora poche donne che ci sono. Nessuno di loro per certo ha fatto prima corsi. E nemmeno le mie colleghe che fanno i sindaci.
      Quanto alla Minetti, donne di quel ruolo ci sono sempre state, come del resto gli uomini equivalenti. La differenza è che prima non venivano fatti consoli, da cavalli che erano. E inoltre, donne di altro ruolo nella società ci sono eccome. Il fatto è che fa più notizia quell’altro tipo, al punto che ora sembra che si debbano scoprire ex novo le donne amministratrici di società (poi fare i membri di un collegio significa fino a un certo punto amministrare, talora si è uno dei tanti) come marziani apparsi solo adesso.
      Infine, ribadisco la secca ma esauriente risposta di Graziano.

    • jermana | 18 luglio 2012 alle 09:11

      Si Maria io ci credo ad una Italia che cambi specie se saranno le donne ad avere piu’ ruoli di responsabilità e sull’argomento Minetti ( spero non se ne parli piu’) oltre alle sue dimissioni vorrei anche quelle di chi le ha permesso di essere in quel posto.

    • ivana621 | 18 luglio 2012 alle 15:59

      Vorrei crederci, che ci sia un riscatto alla figura della donna…giudicata per il talento, ma faccio fatica . Nonostante quello che penso della Minetti di turno e tutte le olgiattine, non dimentichiamoci che ancora una volta sono gli uomini (parolona) a decidere che e’ il momento che escono di scena. E loro invece? promettono di ritornare, o semplicemente minacciano di non uscirne mai da questo palco…per cui mi fanno pena,oltre che rabbia queste donne che cadono dalle stelle alle stalle…domani la minetti sara’ storia

    • c.e.l.e.s.t.e. | 18 luglio 2012 alle 20:46

      Cara Maria, ti confesso che io non avrei mai potuto fare il tuo mestiere. Avrei avuto difficoltà a trattenermi dal chiedere ad Alfano che cosa lo distingue dalla Minetti. In fondo si equivalgono nella loro squallida pochezza, entrambi sono stati funzionali allo scopo per cui sono stati nominati: Nicole ha aiutato il capo a sentirsi un grande amatore (Sic!) mentre Angelino lo ha aiutato a sentirsi un grande statista (ariSic!!!). Se la Minetti si deve dimettere, e avrebbe dovuto farlo già dai tempi dello scandalo, io chiedo le dimissioni di tutto i parlamentari che hanno disonorato la massima Istituzione dello Stato, istituzionalizzando la menzogna, votando la grande vergogna di Ruby nipote di Mubarack. Non dimentichiamolo. Oltre ad aver tradito il popolo italiano portandolo sull’orlo del precipizio dove Monti, con le belle chiacchiere sobrie, ci sta inabissando.
      L’Istat ci ricorda che in Italia ci sono 8 milioni di poveri e, invece di aiutarli contribuendo tutti secondo la Costituzione, se ne fregano, anzi spendono tutti quei soldi per le armi: o abbiamo dichiarato guerra al mondo a nostra insaputa o servono a lorsignori per difendersi dai poveri sempre più numerosi e sempre più incazzati neri …
      .
      Tornare sui banchi di scuola … Quest’anno ci tornerò anch’io per rinfrescare il mio inglese rimasto a livello scolastico e mai più praticato. Studiare e imparare fa sempre bene. Sappiamo tutti che nella vita professionale si studia ininterrottamente, ma io mi domando, dirigi un giornale, con riconosciuta professionalità, che in tempi di crisi cresce, nonostante la concorrenza e devi andare a scuola per imparare a stare in un cda di una qualsiasi società? Mi piacerebbe sapere a quanti maschi che siedono nei cda di società sia stato richiesto di sedere sui banchi di scuola per professionalizzarsi. O anche nei consigli di amministrazione siamo considerate delle minus habens che devono sempre dimostrare di essere in grado di fare qualcosa?
      .
      Nonostante questa poco ottimistica descrizione, io credo che in prospettiva qualcosa cambierà, sicuramente io non lo vedrò, il processo è appena avviato e gli ostacoli sono enormi e faticosi, ma cambierà. Non credo che sia solo ottimismo per non affogare.
      “Per fortuna o purtroppo”, io ci credo!

    • graziano52 | 26 luglio 2012 alle 17:02

      Domanda, non provocatoria, giuro…
      Ma perchè, direttora, non cede quato suo blog, che non riesce a seguire con costanza come dovrebbe, a qualche sua collaboratrice giovane, magari neo assunta…?

    • graziano52 | 26 luglio 2012 alle 17:03

      quato è questo, ovvio…

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