| | | Donne e premi: a Giulia, ventenne di “A”, e alle italiane delle Olimpiadi
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31.7.2012

Donne e premi: a Giulia, ventenne di “A”, e alle italiane delle Olimpiadi

Scritto da in A4job, donne, giovani | Permalink

Alle Olimpiadi di Londra Federica Pellegrini ha perso ma Rosalba Forciniti ha vinto, medaglia di bronzo nel judo, prima donna calabrese sul podio nella storia dei Giochi. Con Rosalba hanno vinto le fiorettiste azzurre e, insomma, consideriamolo un segnale incoraggiante per le donne dello sport e per noi italiane tutte.

Un riconoscimento, in tutt’altro settore, è toccato anche a Giulia Dedionigi, una delle giovani collaboratrici del nostro “Diario dei ventenni”. Ha vinto il Premio giornalistico intitolato a Gaspare Barbiellini Amidei, un grande giornalista, a lungo al vertice del Corriere della Sera. Uno di quei direttori attento ai più giovani colleghi, generoso nel considerarne il lavoro. Poco prima della sua scomparsa, ci eravamo sentiti per un documentario che stava realizzando per la Rai e conservo con piacere il ricordo della nostra ultima conversazione nella quale, inevitabilmente, di giornalismo si era parlato. Anche per queste circostanze sono contenta del premio assegnato a Giulia Dedionigi per un articolo pubblicato su “A”. Piacere doppio, naturalmente, perché questo giornale ha fatto del sostegno al talento, e al talento dei ventenni in particolare, una campagna permanente. Dal “Diario dei Ventenni”, che da sei anni ogni settimana ospita il punto di vista di una generazione, fino al successo dell’iniziativa di A4job, “A” è il giornale che per primo e con più costanza ha intuito come l’Italia stesse consegnando all’irrilevanza una (e forse due) generazioni. Una cancellazione condotta con chirurgica precisione e altrettanta incoscienza dai più diversi governi. Una cancellazione nutrita di verità non dette: per esempio che certe facoltà universitarie e certe università dei piccoli centri a nulla servono se non a rinviare il confronto con la realtà. O, altra verità taciuta per anni, che un Paese deve pianificare per tempo il numero dei suoi laureati e i settori per i quali si prevede ci sarà occupazione. Altrimenti si prepara alla cronicizzazione della disoccupazione. O, ancora, che certi modelli imposti dalla tv e da molti giornali hanno venduto (a genitori e figli) un’idea di successo facile e cinico. La crisi economica in corso si è incaricata di rivelare brutalmente il lato patetico del velinismo e ora è tutta una corsa a cancellare le Minetti e le altre spedite in politica con lo stesso criterio col quale sarebbero finite a Colorado Cafè, Anche il Secolo d’Italia, adesso, pubblicamente annuncia “Basta Veline”. Meglio tardi che mai.

 

PS: nella sua ultima rubrica sul Financial Times, Mrs Moneypenny parla dell’Italia, di Valore D e di un evento romano di cui i lettori del nostro giornale hanno letto un paio di settimane fa.  È sempre bene sapere con quali occhi ci guardano da fuori e così chi vuole può leggere la column qui di seguito:

(…) I Had my own “good Italy, bad Italy” experience when I went to Rome for the day to talk about the book (“Good Italy, Bad Italy”, di Bill Emmott, ndr). The “bad” was my train experience. Italy has some great trains, as my fellow columnist Tyler Brûlé will tell you, but not between Cortona and Rome. A combination of the parking at the station (not clearly signposted) and my dire Italian meant tha I returned to a parking ticket.

The “good Italy” part, though, made up for it. I Had lunch with a group of women, all of whom work for companies that are members of the Valore D organisation. Chaired by the dynamic Alessandra Perrazzelli, the organisation’s mission is to support and increase the representation of female leaders at the top of large Italian companies.

I was then interviewed by the equally energetic Maria Latella, editor of A magazine. There were 50 hig-achieving Italian women in the room and every one of them spoke English well enough to cross examine me on everything from my business to my family and much in between. I came away shamed by my own lack of linguistic skills, but also bowled over by the talent and potential of Italian women (…).

 

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    Commenti dell'articolo (2)
    • m.a.r.a. | 6 agosto 2012 alle 22:45

      Cara Maria, sei certamente “equally energetic”, ma non ti sei chiesta quante lettrici e quanti lettori del blog hanno potuto leggere le parole di Mrs Moneypenny? Nel comune mondo reale, non tutti conoscono l’inglese,of course, e fanno parte della “good and bad Italy” tutti quanti.

    • c.e.l.e.s.t.e. | 10 agosto 2012 alle 19:58

      Mara rompe gli indugi (ciao Mara)ed esplora il deserto di questo blog..
      Complimenti a Giulia Dedionigi per il premio. Complimenti doppi a Federica Pellegrini che non ha vinto l’oro cui ci aveva abituati ma che, con modestia si scusa per non aver saputo fare di più.
      Mrs Moneypenny si lamenta dei treni italiani (l’Italia cattiva).
      Le donne italiane sono talentuose, energiche e parlano l’inglese (l’Italia buona). Ma c’era bisogno di una che s’imbuca alle feste per ricordarcelo?

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