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12.9.2012

Perché solo in Italia “school” non fa rima con “cool”

Scritto da in detto tra noi, giovani, tempi moderni | Permalink

L’altro giorno, in corso Vittorio Emanuele, l’area pedonale dello shopping milanese, ho incrociato un trentenne che aveva addosso la t-shirt con la scritta più cretina mai letta su una maglietta. L’idea geniale esibita sulla t-shirt era questa: due montature di occhiali, una a lenti chiare (e sotto c’era scritto “School”), una a lenti scure (e sotto c’era scritto “Cool”).

Accorgermi che qualcuno considera ancora spiritoso contrapporre il sostantivo “school”, scuola, all’aggettivo “cool”, figo, mi ha prima depresso e poi irritato. Possibile? Possibile in un Paese con la disoccupazione giovanile al 36 per cento? Un lavoro decorosamente pagato oggi si trova solo se ne sai più di tutti, sia che tu faccia il programmatore di computer che l’ingegnere. Perciò, che senso ha giochicchiare col vecchio assunto che quelli bravi a scuola sono noiosi? È antico, antistorico, soprattutto in un Paese ancora pieno di ragazzi che mollano a metà la scuola, di laureandi che non si laureano mai (mentre India, Cina e Germania sfornano tecnici a ritmo ossessivo). Continuiamo così? Benissimo, fatevi del male.

Ogni tanto parlo con i ragazzi che tornano dopo aver fatto l’Erasmus in Cina o in Australia. Mi raccontano che là il più “secchione”, quello bravo a scuola, è considerato ipercool, corteggiato dalle ragazze e invidiato dai coetanei. “In Italia se studi passi per sfigato. Devi fare in modo che non se ne accorgano” mi dicono i ragazzi dell’Erasmus, piuttosto impressionati dal contrasto. Eh già. School o cool, questo è il problema.

A proposito di scuola. Tra poco torno sui banchi per imparare cose che non so a Intheboardroom, l’iniziativa promossa da Egon Zehnder e Valore D con il sostegno di General Electric per formare competenze femminili per futuri consigli di amministrazione. Vi terrò informati.

 

Ps: Per qualcosa che comincia, qualcosa che finisce: il mio blog su Leiweb. Le risorse di tempo sono poche e il mio rapporto con i social network si concentrerà su twitter: grazie agli oltre ventunomila followers. E grazie, naturamente, a chi ha seguito il mio blog. Ci ritroviamo su twitter, se volete, @MariaLatella.


COMMENTI: 14, lascia il tuo!   |   Permalink   
    Commenti dell'articolo (14)
    • graziano52 | 12 settembre 2012 alle 13:42

      Sull’argomento nulla da dire, accordo sostanziale.
      Sulla chiusra del blog: decsione corretta, sia per il tempo a disposizione sia per lo scarso risultato.
      Sui pochi partecipanti: con Celeste, Mara e Ornella ci sentiamo con una certa frequenza su facebook; con altre (pensiero, jermana, altre/i che non ricordo… adios, o palesatevi su fb), con Peppe nostro, fino a che non ci raggiunge su fb (ma è “sinallagmaticamente” cocciuto e non cederà…), ci si sente via mail.
      Thanks for all, in alcuni momenti è stato bello (un saluto anche a Francesca…).

    • storicismo | 12 settembre 2012 alle 14:47

      Anche per me è stato un vero piacere discutere con persone valenti. Quindi, a tutti un saluto sincero. Per il prosieguo, ha ragione Graziano: la mia resistenza a facebook non è ancora vinta e non so se lo sarà mai. Ma la mia posta è sempre aperta.

    • rdm_77 | 12 settembre 2012 alle 17:19

      ciao Maria
      In Cina non è possibile accedere a Twitter o altri social network occidentali…sono considerati pericolosi per la sicurezza nazionale…
      mi spiace non poterti/vi più leggere…
      c’est la vie anyway !
      Mi spiace anche per gli attuali ventenni italiani, ma anche per la mia generazione di 35enni e 40enni italiani che è cresciuta nella completa assenza di lungimiranza per il futuro (parlo anche in prima persona)… e ora che si stanno tirando le somme resta immobile di fronte a tutto ciò che accade…
      In Cina il personale straniero che va per la maggiore è italiano e spagnolo, ragazzi laureati e con l’MBA. Si sono capovolti i ruoli… in un lasso di tempo brevissimo !
      Eh sì, i cinesi ci battono sotto il profilo scolastico, studiano tantissimo senza lamentarsi (anche perché i genitori sono rigidi, severi e non accettano lamentele dai figli), inoltre preparano esami in continuazione (senza vacanze estive), dalle elementari fino alla fine delle superiori, dove li attende il più difficile degli esami… e sanno che solo superandolo con il massimo punteggio potranno accedere all’università e avere una chance per una vita decente che include anche il DOVERE di occuparsi dei genitori una volta anziani, in quanto non esiste il sistema di welfare.
      Noi siamo ancora troppo miopi, e stiamo a guardare gli altri che fanno la loro gara per la sopravvivenza, e poi ci lamentiamo!
      Hurry Up ! vorrei dire ai ragazzi che “indossano quella maglietta” simbolicamente…
      se volete un futuro migliore ve lo dovete guadagnare con sacrifico… tanto sacrificio !
      un saluto dall’Asia!

    • c.e.l.e.s.t.e. | 12 settembre 2012 alle 17:26

      Lo abbiamo detto e lo ripetiamo fino allo sfinimento che il degrado è culturale prima che finanziario. Forse una nuova era sta per cominciare, se ne intravedono i primi segnali, seppur flebili. Lo dobbiamo fare: vivere in tempo di crisi richiede una maggiore responsabilità e smaltire le macerie richiede un maggiore impegno da parte di tutti. Ai “Cool” vorrei ricordare che la SCUOLA ha rappresentato, per milioni di ragazzi di tutti i tempi,compresi i nostri, specialmente i più poveri,l’unica arma di riscatto per progredire culturalmente e socialmente e che la SCUOLA è l’unico posto che può rifondare questa società imbarbarita.
      .
      Giuseppe è resistente a facebook ed io sono resistente a twitter. Non nasco digitalizzata, non dispongo di Iphone, Ipad e tablet vari, non ho nemmeno un computer portatile ma solo un vecchio accrocco lasciato a casa dalle figlie e dedico al computer poco tempo, ora che non sono costretta dal lavoro. Non ho apportato contributi importanti, sono una persona semplice, ma mi mancheranno i confronti con le persone speciali conosciute in questo luogo, persone con un nome, una storia, qualcuna anche con un volto (queste ultime so che le ritroverò altrove) che mi hanno arricchita non poco. Grazie Maria, grazie Francesca per avermi regalato questa meravigliosa opportunità. Buona vita a tutti voi e…ancora grazie.

    • c.e.l.e.s.t.e. | 12 settembre 2012 alle 17:33

      Dal blog di un mio amico: “Ti svegli alle 7 di mattina. In Cina sono già le 13. Non ce la farai mai”. Satira o realtà? :-)

    • rdm_77 | 12 settembre 2012 alle 17:45

      Realtà.
      Vanno troppo veloce, pensano troppo veloce, sono disposti a fare vite più dure di noi… non hanno bisogno di “rilassarsi perché sono stressati”… e questo non lo dico mica io, me lo dicono i miei amici cinesi (e non quelli con bassa istruzione scolastica, bensì gli MBA rientrati dagli States o dall’Australia)…
      e mi chiedono “ma come mai voi europei, italiani, avete sempre bisogno di rilassarvi ? Non è già abbastanza rilassata la vostra vita ?”…
      A voi, amici in Italia, lascio libero commento!

    • storicismo | 12 settembre 2012 alle 17:46

      Celeste, e perché non hai “apportato contributi importanti”? Anche se non sono stato sempre d’accordo con le “conclusioni”, li ho trovati sempre stimolanti, lucidi nell’esame e al contempo appassionati. Che è ciò che manca di questi tempi: la capacità di capire e la passione civile.
      Quanto alle scuole cinesi, a mio parere fanno bene. Del resto, le mie scuole le ricordo così ( e chi è della mia generazione può confermare). Nessuno mi ha mai vessato, ma bisognava lavorare e quanto ad esami, ne ho dovuti fare diversi a partire dalle elementari e anche l’ultima maturità “gentiliana” nel ’68, tutte le materie di studio, quattro scritti e gran parte del programma dei tre anni di liceo. Lo facevano tutti ed era naturale. Penso che ogni epoca abbia i suoi metodi di studio, ma anche che una cosa pur nel cambiamento la scuola non può eludere: il metodo e la fatica, l’abitudine al lavoro. In questo a mio parere non ci sono scorciatoie. Proprio oggi un mio amico e collega mi ha detto che fatica a trovare un ragioniere o ragioniera part-time per la contabilità. Lui sta ai Parioli; sei intervistati su dieci hanno desistito perché era troppo lontano da dove abitavano!! E stiamo nella crisi. Mah…

    • m.a.r.a. | 12 settembre 2012 alle 19:48

      Mi unisco anch’io ai saluti e invito gli amici storici del blog ad entrare in Twitter. Anch’io ero restia, poi Graziano mi ha convinto ed ora non lo trovo poi così male. A me piace molto la sintesi e lì è obbligatoria.
      Giuseppe, quello che dici del tuo collega e dei ragionieri lazzaroni che ha intervistato, è di una tristezza immensa.
      Concordo anche con la serietà e l’impegno nella scuola. Anch’io ho sostenuto molti esami (la generazione è la stessa di Giuseppe), persino quelli di ammissione dalle elementari alle medie, nonostante avessimo già passato quelli di licenza elementare. Eppure non ci lamentavamo, anzi.

    • c.e.l.e.s.t.e. | 13 settembre 2012 alle 18:45

      Grazie, Giuseppe, sei un gentiluomo. Più prima che poi mi regalerò il piacere di venire a conoscerti di persona. A Roma sono venuta qualche volta, sai che c’è mia figlia, ma sempre la domenica e non ho voluto disturbarti, mi riprometto di venire un giorno infrasettimanale al tuo studio, ovviamente avvertendoti preventivamente. Anch’io vengo dal periodo che descrivi, quando la scuola era seria, le famiglie erano serie e gli allievi erano seri e non c’era il welfare, come è oggi nella Cina dove vive rdm-77. La passione civile è stata il motivo conduttore della mia vita. Mi sono battuta per portare rinnovamento nel sistema di potere, i risultati sono sottozero, ma lotto ancora oggi , non più per me ( la mia vita l’ho vissuta) ma per le mie figlie e per tutti i figli, costretti a sradicarsi dalla Nazione, non basta più l’emigrazione interna, e con un futuro pieno di nubi. Non mi arrenderò mai e resto convinta che solo unendo le nostre forze possiamo ritrovare la fiducia di farcela. Abbiamo l’obbligo di provarci! Anche per sradicare quella mentalità retrograda di stolti, figli di stolti che ancora credono alla favoletta che l’Italia è il Paese di Bengodi e rifiutano il lavoro per non svegliarsi mezz’ora prima al mattino.

    • pensiero | 13 settembre 2012 alle 20:06

      Cari amici,
      dopo tanti anni mi sento di chiamarvi così, almeno quelli storici.
      Non sono una tecnologicamente avanzata.
      Non sono su Twitter e sono su FB solo da giugno costretta dagli amici.
      Questo per dire che non vado bloggando di qua e di là, ma stare con voi è stato veramente piacevole.
      Nel leggervi si capiva che ognuno portava nel blog il proprio essere e il proprio sentire, con il proprio passato e le proprie esperienze di vita.
      A qualcuno potrà sembrare poco, ma per me è stato un grande arricchimento.
      Grazie per tutto quello che ho ricevuto da voi, non ultima la vostra attenzione e considerazione. Grazie.
      ……..
      Un passo in meno, un parola in meno, un poò di tempo in meno non è mai stata una mia politica.
      Sono cresciuta in una famiglia dove ognuno aveva il suo ruolo e i suoi doveri: che non si mettevano in discussione.
      Mio nonno, americano di New York diceva sempre che i bambini devono capire “il valore di un penny” e guadagnerselo, anche solo con l’essere “bravi”.
      Eravamo una famiglia più che agiata, ma in vista, e questo, lungi dal darci dei favoritismi, comportava degli obblighi.
      A scuola sono stata la classica “secchiona”, ma le vacanze erano VACANZE.
      Ho girato mezzo mondo e più e ho fatto mille esperienze.
      Oggi sono una donna sposata, una professionista, lavoro dieci ore al giorno (a volte di più).
      Non mi tiro mai indietro davanti al lavoro e cerco di condividere pi cose possibili con mio figlio.
      MOlti si meravigliano di tutto quello che riesco a fare, ma io dormo 4-5 ore per notte, non scherzo.
      So bene di non essere cool, ma i pochi amici che ho sanno di poter contare su di me. Sempre.
      A me va bene così.
      Per esperienza lavorativa so che molti giovani non la pensano come me, ma so anche che nessuno di loro va lontano.
      Lamentarsi è sport comune, ma se non ci si impegna è inutile.
      Oggi la scuola in Italia ha molte, troppe lacune, ma non devono mai servire da alibi per non impgnarsi. MAi.
      La società è quel mondo sempre più spietato dove vanno aventi solo quelli che valgono.
      Senza se e senza ma.
      Con la crisi è anche peggio.
      Ritenere la scuola un mondo poco cool è opinione comune di chi pensa che esistono le “scorciatoie” e i “palcoscenici”, ma non è così.
      Senza una adeguata preparazione non si va da nessuna parte.
      Con buon pace di tutte le T shirt del mondo.
      ……..
      Non credo di essere capace di trovarvi su FB anche se mi piacerebbe, ma vi prometto che ci proverò.
      Il saluto più affettuoso a tutti blogger, redazione, direttore.

    • graziano52 | 14 settembre 2012 alle 13:13

      @pensiero: Graziano Camanzi, su fb.

    • m.a.r.a. | 14 settembre 2012 alle 19:47

      @pensiero, mi aggiungo a Graziano: mara perego sia su FB che su Twitter

    • pensiero | 14 settembre 2012 alle 20:38

      Grazie,
      Vi cerco subito.
      Un bacio

    • ornella54 | 18 settembre 2012 alle 21:37

      Ah Maria, ci prendi in contropiede ma, naturalmente, la vita c’impone spesso delle scelte poiché non è possibile fare tutto. Questo blog ci ha dato moltissimo: la conoscenza di persone stupende come Celeste, Elisabetta,FRANCESCA, Giuseppe, Graziano e Mara (in rigoroso ordine alfabetico ma con il dovuto riconoscimento alla professionalità di chi ci ha seguiti ed assistiti nel nostro apprendistato informatico), il piacere di confrontarci con te e la possibilità di conoscere pareri e opinioni con cui confrontarsi liberamente per migliorarsi reciprocamente.
      Sull’importanza della scuola con me sfondate una porta aperta e vorrei tornare a sottolineare l’importanza delle scuole tecniche e professionali, soprattutto a quello che erano prima dei devastanti tagli della Gelmini. Sabato ad un convegno di odontotecnici ho incontrato almeno una decina di ex allievi che hanno tutti trovato lavoro entro pochi mesi dal diploma, sono soddisfatti del loro lavoro di artigiani e due si sono persino “messi in proprio”. Ribadiamolo, per favore, che con una buona istruzione tecnica o professionale supportata da periodici periodi di aggiornamento i giovani possono realizzarsi meglio che non conseguendo lauree inflazionate con votazioni appena sufficienti…
      Per Celeste: Dì al tuo amico di lavorare fino alle dieci di sera così saranno i cinesi a dover inseguire lui e per farlo dovranno alzarsi alle quattro… ;-)
      Per Giuseppe: mi mancheranno i tuoi commenti colti e sagaci, il tuo stile così personale e la tua umanità. So che attraverso Graziano qualche tuo intervento farà capolino su facebook e quando ciò avverrà mi riservo di scriverti per commentarlo
      Per Celeste, Mara e Graziano: cisentiremo sicuramente su facebook o via mail
      Per Pensiero: Ornella Succo su facebook
      Per rdm_77: Buona permanenza e grazie per i tuoi interessanti contributi.
      A Maria che torna sui banchi auguro Buon Anno scolastico e soddisfazioni sempre maggiori nella sua professione, a Francesca un bacio ❀✿❀☼♥☼❀✿❀ !

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