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	<title>Maria Latella &#187; Giorgio Napolitano</title>
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		<title>Una donna al Quirinale</title>
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		<pubDate>Sun, 25 Mar 2012 16:54:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maria Latella</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano sceglie con eleganza di troncare sul nascere i progetti di quanti, per apprezzamento sincero del suo operato o per diverso calcolo, spingevano verso un suo secondo mandato. L&#8217;eleganza e la saggezza politica non sono mai mancati a Napolitano e ne ha dato prova una volta di più inviando, con l&#8217;intervista a Rai Educational, un secondo, importante, messaggio. Ha detto che sarebbe ora che una donna arrivasse al Quirinale.</p>
<p>Sarebbe ora sì, infatti. Ma succederà?</p>
<p>Napolitano lo vorrebbe. Ma i capi dei partiti? Gli ostacoli alla crescita professionale delle donne, sostiene uno dei più importanti manager di una multinazionale, non vengono quasi mai dai presidenti o dagli amministratori delegati, dai supervertici di un&#8217;azienda. &#8220;È il middle manager, il capo di una divisione di quell&#8217;impresa, il direttore di un dipartimento, che mette ostacoli alla carriera di donne perché, non ci vuol molto a capirlo, le vede come potenziali rivali o non le sente fino in fondo parte della sua cordata&#8221;, ha spiegato l&#8217;amministratore delegato in un recente convegno.</p>
<p>Per questo coltivo poche speranze circa la possibilità che un&#8217;italiana diventi la nostra prossima presidente della Repubblica. Coltivarne poche non significa però gettare la spugna in partenza. </p>
<p><strong>Per questo chiedo anche a voi: dovendo segnalare candidate credibili chi vorreste al Quirinale?</strong></p>
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<p><strong>PS</strong>: Su questo numero di &#8220;<em>A</em>&#8221; un accurato articolo di Simone Spetia spiega come la riforma del lavoro voluta da Mario Monti e dal ministro Elsa Fornero potrebbe cambiare, in meglio, l&#8217;accesso al mercato per i giovani in cerca di prima occupazione. L&#8217;argomento, come sapete, è al centro dell&#8217;attenzione del nostro giornale e sono contenta di condividere con voi che A4job e il sito <a href="http://www.A4job.it">A4job.it</a> sta svolgendo a pieno ritmo il compito per il quale l&#8217;iniziativa è nata. Troverete anche questa settimana un articolo di aggiornamento.<br />
Ma la riforma del lavoro riguarda anche i quaranta-cinquantenni e quella pericolosa terra di nessuno nella quale alcuni di loro potranno trovarsi se licenziati mentre mancano ancora cinque o dieci anni alla pensione. Domenica scorsa, ospite dell&#8217;<em>Intervista</em> su Skytg24, il sindaco di Torino Piero Fassino ha suggerito che sia un&#8217;agenzia del lavoro a farsi carico di questa fascia di potenziali &#8220;scaricati dal sistema&#8221;. Un&#8217;agenzia che li aiuti a trovare un&#8217;altra occupazione e magari a formarsi nuove professionalità. Più facile a dirsi che a farsi, soprattutto se i posti di lavoro non si creeranno. Ma è un&#8217;idea. Voi che ne pensate?</p>
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		<title>Gran Bretagna-Italia 1 a 0? Non è del tutto vero</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Mar 2012 07:30:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maria Latella</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8220;Inspiegabile&#8221;. Così il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha definito il comportamento britannico a proposito del tragico blitz in Nigeria nel quale hanno perso la vita l’ingegner Franco Lamolinara e il britannico Chris McManus. Inspiegabile: l’aggettivo usato dal capo dello Stato non poteva rendere meglio lo sconcerto italiano. Altri invece la spiegazione l’hanno trovata subito: [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Inspiegabile&#8221;. Così il presidente della Repubblica <strong>Giorgio Napolitano</strong> ha definito il comportamento britannico a proposito del tragico blitz in Nigeria nel quale hanno perso la vita l’ingegner <strong>Franco Lamolinara</strong> e il britannico <strong>Chris McManus</strong>. Inspiegabile: l’aggettivo usato dal capo dello Stato non poteva rendere meglio lo sconcerto italiano. Altri invece la spiegazione l’hanno trovata subito: è tutta colpa del nostro non essere abbastanza Stato. I britannici sì che sono Stato. La tesi merita una verifica.</p>
<p>Un conto è sottolineare il deficit di azione dei nostri servizi segreti e anche un certo disorientamento della nostra intelligence, incapace, almeno all’apparenza, di mostrare riflessi pronti. Un altro è dire che, in questo momento, la Gran Bretagna è più Stato di noi. Forse sarebbe giusto distinguere i retroscena della drammatica vicenda nigeriana e i retroscena (economici) di quel che è diventato oggi il Regno Unito.</p>
<p>Qualcuno, in questi giorni, ha provato a immaginare come i britannici avrebbero gestito il sequestro nigeriano se invece di chiamarsi Lamolinara, l’ingegnere si fosse chiamato Le Moulinier o von Molen. Difficile dare una risposta. Qualcun altro ha sostenuto che  Londra continua a comportarsi da Grande Potenza, a dare prova di essere Stato. E noi no. Essere Stato? Sul fronte internazionale certo, su quello interno gli stessi inglesi cominciano a nutrire qualche dubbio. Nel novembre scorso il <em>Financial Times</em> (e non solo) segnalava che il debito pubblico britannico rimarrà sopra la soglia del 70 per cento del pil almeno fino al 2014. E questo mentre le famiglie inglesi sono molto più indebitate di quelle italiane.</p>
<p>Per avere una foto della realtà britannica oggi può anche essere utile leggere Tyler Brûlé sul <em>Financial Times</em> di sabato scorso. Il quadro proposto è forse eccessivamente pessimista, ma la lettura è di certo interessante. Per Tyler Brûlé la Gran Bretagna sarebbe un Paese &#8220;ridotto a brand&#8221;. &#8220;Il punto è capire se il Regno Unito vorrà continuare a essere un Paese o se invece sarà poco più di un brand di proprietà di un consorzio di investitori &#8211; attacca il columnist del FT &#8211; Giacché &#8216;Brand Britain&#8217; è già un termine molto usato tra i diplomatici e i venditori, non dovrebbero esserci troppi problemi a vendere il concetto&#8221;, ironizza il giornalista.</p>
<p>Tyler Brûlé prova a immaginare il futuro di una Gran Bretagna ridimensionata a &#8220;Brand Britain&#8221;. I diplomatici del Foreign Office potrebbero riciclarsi come maestri di hotellerie, con le sedi del ministero restaurate e trasformate in alberghi a cinque stelle, il ministero dell’energia potrebbe essere venduto alla Norvegia. &#8220;Tanto &#8211; scrive beffardo Tyler Brûlé &#8211; l’attuale governo ha abbondantemente chiarito di non aver alcun interesse nel mantenere i più elementari servizi pubblici che ci si aspetterebbe di ricevere da uno Stato semi-funzionale&#8221;.</p>
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<p><strong><a title="La homepage di &quot;A&quot;" href="http://www.leiweb.it/a.shtml">Torna alla homepage di &#8220;A&#8221;</a></strong></p>
<p><strong><a title="La homepage di A4job" href="http://www.A4job.it" target="_blank">Vai ad A4job.it</a></strong></p>
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		<title>Italia 2012, richiedesi competenza</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Nov 2011 11:33:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maria Latella</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Di giudizi sul passato governo ne abbiamo letti a migliaia, anche su questo giornale e a me piace l’idea che d’ora in poi, invece di farsi seppellire dal passato, si possa cercare di occuparsi del futuro. Ciò detto, ogni tanto, è bene anche ancorarsi saldamente al presente. Il presente, in questi ultimi giorni, ci ha [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1727" class="wp-caption alignleft" style="width: 250px"><a href="http://blog.leiweb.it/marialatella/files/2011/11/240px-Paola_Severino_-_Quirinale.jpg"><img class="size-medium wp-image-1727" title="240px-Paola_Severino_-_Quirinale" src="http://blog.leiweb.it/marialatella/files/2011/11/240px-Paola_Severino_-_Quirinale.jpg" alt="" width="240" height="341" /></a><p class="wp-caption-text">Paola Severino, Ministro della Giustizia</p></div>
<p>Di giudizi sul passato governo ne abbiamo letti a migliaia, anche su questo giornale e a me piace l’idea che <strong>d’ora in poi, invece di farsi seppellire dal passato, si possa cercare di occuparsi del futuro.</strong> Ciò detto, ogni tanto, è bene anche ancorarsi saldamente al presente. <strong>Il presente, in questi ultimi giorni, ci ha regalato molte novità</strong> e, tra queste, due cosette alquanto significative.</p>
<p><strong>Due segnali importanti che vanno nella direzione della campagna di “A” contro i Senza Talento e le raccomandazioni e nella direzione di A4job.</strong></p>
<p>La prima cosa che vi segnalo, nel caso vi fosse sfuggita, è l’intervento del presidente della Repubblica <strong>Giorgio Napolitano.</strong> Incontrando al Quirinale i giovani immigrati nel corso della cerimonia “Nuovi cittadini italiani”, il capo dello Stato ha parlato del valore del merito e del suo contrario, delle raccomandazioni. Ha detto quello che tanti di voi pensano, ha detto quello che mi scrivete tutti i giorni da quando “A” ha intrapreso la sua battaglia. Ha detto, Napolitano, che<strong> l’Italia “deve diventare il più rapidamente possibile un Paese aperto ai giovani, deve offrire opportunità non viziate da favoritismi</strong>e creare per il lavoro sistemi e assunzioni trasparenti” che smentiscano “la convinzione che le raccomandazioni servano più dell’impegno personale”.</p>
<div id="attachment_1729" class="wp-caption alignright" style="width: 470px"><a href="http://blog.leiweb.it/marialatella/files/2011/11/Elsa-Fornero21.jpg"><img class="size-medium wp-image-1729" title="Elsa-Fornero2" src="http://blog.leiweb.it/marialatella/files/2011/11/Elsa-Fornero21-460x306.jpg" alt="" width="460" height="306" /></a><p class="wp-caption-text">Elsa Fornero, Ministro del Lavoro e delle politiche sociali</p></div>
<p>È la prima voce che affronta con chiarezza la questione e spero non rimarrà la sola, anche se a guardare<strong> l’inchiesta sull’Enav</strong> qualche dubbio mi viene. Secondo i magistrati, alcuni politici (e non solo loro, sembra) avrebbero scambiato favori contro posti di lavoro per i figli. Ah ecco il perché del silenzio. Ma, nonostante tutto, qualcuno che lo rompe c’è.<strong> Rosi Bindi</strong>, per esempio, che, ospite de “L’Intervista” su Skytg24, delle raccomandazioni ha parlato, citando la campagna di “A”.</p>
<div id="attachment_1730" class="wp-caption aligncenter" style="width: 470px"><a href="http://blog.leiweb.it/marialatella/files/2011/11/Anna-Maria-Cancellieri1.jpg"><img class="size-medium wp-image-1730" title="Anna-Maria-Cancellieri1" src="http://blog.leiweb.it/marialatella/files/2011/11/Anna-Maria-Cancellieri1-460x306.jpg" alt="" width="460" height="306" /></a><p class="wp-caption-text">Anna Maria Cancellieri, Ministro degli Interni</p></div>
<p><strong>La seconda, significativa, novità sta nelle tre donne ministro nominate dal presidente del consiglio Mario Monti.</strong> Competenti e, soprattutto, già sperimentate. Nel senso che ciascuna di loro, nel proprio settore, ha dato prova di saper affrontare e risolvere problemi. <strong>Siamo passati dal “richiedesi bella presenza” a “richiedesi competenza”.</strong> Mica poco, direi.</p>
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		<title>Napolitano contro &#8220;le raccomandazioni&#8221;. Dai, che forse qualcosa si sta muovendo</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Nov 2011 09:05:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maria Latella</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Incontrando al Quirinale i giovani immigrati nel corso della cerimonia &#8220;Nuovi cittadini italiani&#8221;, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha parlato del valore del merito e del suo contrario, le raccomandazioni. Il capo dello Stato ha detto quello che tanti di voi pensano, ha detto quello che mi scrivete tutti i giorni da quando &#8220;A&#8221; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1715" class="wp-caption aligncenter" style="width: 317px"><a href="http://blog.leiweb.it/marialatella/files/2011/11/giorgio-napolitano-appello-coesione-nazionale-politica1.jpg"><img class="size-medium wp-image-1715" title="giorgio-napolitano-appello-coesione-nazionale-politica1" src="http://blog.leiweb.it/marialatella/files/2011/11/giorgio-napolitano-appello-coesione-nazionale-politica1.jpg" alt="" width="307" height="252" /></a><p class="wp-caption-text">il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano</p></div>
<p style="text-align: justify;">Incontrando al Quirinale<strong> i giovani immigrati nel corso della cerimonia &#8220;Nuovi cittadini italiani&#8221;</strong>, il presidente della Repubblica <strong>Giorgio Napolitano</strong> ha parlato del valore del merito e del suo contrario, le raccomandazioni. Il capo dello Stato ha detto quello che tanti di voi pensano, ha detto quello che mi scrivete tutti i giorni da quando &#8220;A&#8221; ha intrapreso la sua battaglia per il merito, contro i Senza Talento.</p>
<p style="text-align: justify;">Ha detto, Napolitano, che l&#8217;Italia &#8220;deve diventare il più rapidamente possibile un Paese aperto ai giovani, deve offrire opportunita&#8217; non viziate da favoritismi e creare per il lavoro sistemi e assunzioni trasparenti&#8221; <strong>che smentiscano &#8220;la convinzione che le raccomandazioni servano più dell&#8217;impegno personale&#8221;.<a href="http://blog.leiweb.it/marialatella/files/2011/11/DownloadedFile.jpeg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1719" title="DownloadedFile" src="http://blog.leiweb.it/marialatella/files/2011/11/DownloadedFile.jpeg" alt="" width="348" height="261" /></a></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Credo che in questo momento ciascuno di noi si senta meno un po&#8217; meno solo.</strong> Se anche il capo dello Stato interviene e denuncia il sistema delle raccomandazioni per quello che e&#8217;, una delle più pesanti palle al piede della modernizzazione e della competitivita&#8217; italiana, allora, forse, se ne potra&#8217; ancora parlare.</p>
<p style="text-align: justify;">E servira&#8217; anche il cucchiaino col quale noi di &#8220;A&#8221; proviamo a smuovere il mare del conformismo e del &#8220;cosi fan tutti&#8221;. <strong>Che ne pensate, sono troppo ottimista?</strong></p>
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