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	<title>Maria Latella &#187; Lega</title>
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	<description>Il blog del direttore di A</description>
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		<title>Il gatto, la volpe e l&#8217;albero degli zecchini d&#8217;oro</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Apr 2012 06:49:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maria Latella</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Non è vero che le favole sono condannate a restare tali. Qualche volta diventano &#8220;solide realtà&#8221;, come recita il claim di un&#8217;agenzia immobiliare romana. Prendete Pinocchio, per esempio.
Nella favola, il Gatto e la Volpe convincono Pinocchio a sotterrare un sacchetto di zecchini d&#8217;oro: qui, gli dicono, crescerà un albero grondante monete e tu diventerai ricco. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://blog.leiweb.it/marialatella/files/2012/04/pinoc_05.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-2087" title="pinoc_05" src="http://blog.leiweb.it/marialatella/files/2012/04/pinoc_05-460x320.jpg" alt="" width="460" height="320" /></a>Non è vero che le favole sono condannate a restare tali. Qualche volta diventano &#8220;solide realtà&#8221;</strong>, come recita il claim di un&#8217;agenzia immobiliare romana. Prendete Pinocchio, per esempio.</p>
<p>Nella favola, il Gatto e la Volpe convincono Pinocchio a sotterrare un sacchetto di zecchini d&#8217;oro: qui, gli dicono, crescerà un albero grondante monete e tu diventerai ricco. Il burattino naturalmente ci crede. Per i partiti italiani è andata più o meno così: si sono confezionati una legge su misura, l’hanno ribattezzata “rimborso spese elettorali” e una pioggia, una valanga, uno tsunami di zecchini d&#8217;oro è piovuto su di loro. <strong>Adesso spalancano gli occhioni, tipo Bambi e si interrogano l&#8217;un l&#8217;altro perplessi e stupefatti: &#8220;Oh, guarda. C’è chi usava i soldi dei contribuenti per spassarsela. Urge una legge, ohibò&#8221;. Scusate, con chi credete di avere a che fare?</strong></p>
<p><strong>Si parla, in queste ore, della Margherita e della Lega, ma la questione riguarda tutti</strong> sostiene a pag. 20 il segretario dei radicali italiani, Marco Staderini. Quel che è sicuro è che non può essere circoscritta ai soli tesorieri, ai Lusi, ai Belsito, pagati per recitare la parte del Gatto e della Volpe mentre gli altri, i cerchi magici, i vertici, mai nulla sapevano. Tutti ingenui, tutti Pinocchi.</p>
<p>C’è chi, a proposito delle dimissioni di Bossi ha parlato di un padre dal cuore tenero, rovinato dall’eccesso di amore per i figli. Credo che, purtroppo, ci sia del vero. A differenza dei genitori anglosassoni, e in parte anche di quelli francesi,<strong> i padri e le madri (ah, le madri) italiani non hanno chiarezza su quel che significhi l’espressione “volere il bene dei figli”. Lo confondono col “dare”, col dare quasi sempre in eccesso</strong>: cibo, vizi e vizietti, auto sportive e denaro, se ce n’è. Succede a tutti i livelli, alle famiglie operaie e ai politici romani, ai grandi (grandissimi) imprenditori di consolidata ricchezza e ai nuovi ricchi, al Sud e, come si è visto, anche a Gemonio.</p>
<p>In Veneto si sono accorti che l’eccessiva e inattesa ricchezza degli anni Ottanta stava rovinando i figli e i nipoti del cosiddetto “miracolo del Nord Est”. Sono corsi ai ripari e da qualche anno, in molte città venete, si tengono lezioni per genitori. Tema: “Come non dare ai figli quel che non è giusto dare”.</p>
<p><strong>Proporrei al professor Monti, che mi pare interessato a riformare non solo il lavoro ma anche un po’ le nostre abitudini, una riflessione sull’argomento. In tempi di crisi la famiglia può e deve essere un punto di forza, ma in Italia, a certi livelli, sembra più che altro una scusa</strong>, un paravento per indulgere nella truffa alla collettività. Dalla Borsa alla politica, gli esempi di familismo malato non mancano.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><a href="http://itunes.apple.com/it/app/a-per-ipad/id402727074?mt=8">Leggi “A” per iPad scaricando l’app gratuita</a></strong></p>
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		<title>Quel che Bossi a Pontida ha lasciato capire</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Jun 2011 14:56:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maria Latella</dc:creator>
				<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[Lega]]></category>
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		<category><![CDATA[Roberto Maroni]]></category>
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		<description><![CDATA[Chi di voi ha seguito domenica la diretta di Skytg24? Chi di voi si e&#8217; soffermato, guardando i telegiornali, sulle cronache da Pontida?
A Milano c&#8217;era grande attesa per quel che Umberto Bossi avrebbe detto nel tradizionale appuntamento sul prato padano e ancora oggi, lunedì, per strada o al bar (dove a volte si colgono commenti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Chi di voi ha seguito domenica la diretta di Skytg24? Chi di voi si e&#8217; soffermato, guardando i telegiornali, sulle cronache da Pontida?</p>
<p>A Milano c&#8217;era grande attesa per quel che Umberto Bossi avrebbe detto nel tradizionale appuntamento sul prato padano e ancora oggi, lunedì, per strada o al bar (dove a volte si colgono commenti piu&#8217;profondi di quelli profusi qua e la&#8217; nei talk show) c&#8217;era chi commentava. <strong>Scarso, mi pare, l&#8217;interesse per l&#8217;eventuale trasferimento a Monza dei più padani ministeri,</strong> mentre a Roma l&#8217;argomento pare scaldare soprattutto i politici locali, segnatamente la governatrice Renata Polverini. Si tratta, in effetti, di una facile occasione per mostrare i muscoli del centro sud con il Nord. Come dicevano le nonne, &#8220;fa fine e non impegna&#8221;. I romani, che ne hanno viste tante e che contano sul presidente della Repubblica, invece non si preoccupano più  di tanto: sanno che non succederà praticamente niente.</p>
<div id="attachment_1365" class="wp-caption aligncenter" style="width: 410px"><a href="http://blog.leiweb.it/marialatella/files/2011/06/pontida_maroni_striscione-400x300.jpg"><img class="size-medium wp-image-1365" src="http://blog.leiweb.it/marialatella/files/2011/06/pontida_maroni_striscione-400x300.jpg" alt="" width="400" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Lo striscione che ieri a Pontida inneggiava al ministro Maroni</p></div>
<p style="text-align: center"><strong>Qualcosa invece di concreto a Pontida e&#8217; successo</strong>. E non e&#8217;stato soltanto l&#8217;annuncio del fatto che<strong> alle prossime e lezioni il Carroccio potrebbe correre slegato da Berlusconi e dal Pdl</strong>. La vera novità&#8217; è stata <strong>l&#8217;ufficializzazione di Maroni come leader gradito alla base leghista. </strong>E, particolare non sfuggito ai piu&#8217;, la scelta di Bossi: <strong>per la prima volta il senatur ha lasciato a Maroni il palco </strong>. Tutto e solo per il ministro dell&#8217;Interno <strong>Una decisione che deve aver colto di sorpresa Rosi Mauro</strong>: avete avuto anche voi l&#8217;impressione che, accorsa alle spalle di Maroni, avesse l&#8217;espressione di una che non vedeva l&#8217;ora di farlo scendere da li&#8217;?</p>
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		<title>La ripresa nasce dall&#8217;aiuto reciproco. La paura porta solo al declino</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Dec 2009 15:13:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maria Latella</dc:creator>
				<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[detto tra noi]]></category>
		<category><![CDATA[aiuto]]></category>
		<category><![CDATA[Cardinale Tettamanzi]]></category>
		<category><![CDATA[Lega]]></category>
		<category><![CDATA[Natale]]></category>
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		<description><![CDATA[Dicono: in tempi di crisi si è più solidali. Non è un luogo comune, insistono. la solidarietà si rafforza davvero nelle difficoltà. Guardate cosa succede tra i terremotati d’Abruzzo, fanno notare.
Sarà. In tempi di crisi si cristallizzano anche le paure, la diffidenza. Dunque, i più generosi daranno una mano, i più insicuri, i più meschini [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center"><strong>Dicono: in tempi di crisi si è più solidali. Non è un luogo comune, insistono.</strong> la solidarietà si rafforza davvero nelle difficoltà. Guardate cosa succede tra i terremotati d’Abruzzo, fanno notare.</p>
<p><strong>Sarà. In tempi di crisi si cristallizzano anche le paure, la diffidenza. Dunque, i più generosi daranno una mano, i più insicuri, i più meschini lavoreranno invece in difesa, </strong>nel timore che qualcuno possa portare via quel poco o tanto rimasto.</p>
<p><strong>Non ripeterò concetti che vi sono stranoti, ma, in questo Natale 2009, ho come l’impressione che la scelta tra generosità e paura, tra solidarietà e rifiuto cominci a pendere più da quest’ultima parte. Dalla parte del rifiuto,</strong> se non, addirittura, <strong>dell’aggressione.</strong> Non so dirvi perché le cose stiano andando così. <strong>A Milano il cardinale Tettamanzi ricorda la natura generosa di una città </strong>che è sempre stata tra le più aperte d’Italia, la città che negli anni 60 accolse meglio gli immigrati dal Sud, <strong>e subito la Lega si infastidisce,</strong> mal sopporta, teme che l’arcivescovo si preoccupi solo delle condizioni di vita dei Rom.</p>
<p><strong>A vederla da fuori, la nostra appare una società sempre più chiusa negli egoismi di ciascuno, ma non si capisce quali vantaggi porti il diffondersi di uno stato d’animo così velenoso.</strong> Gli storici sono in grado di snocciolare un sacco di precedenti, e non bisogna andare a cercare lontano, basta leggere di quel che è accaduto, secolo dopo secolo, a certe città marinare, Genova per dirne una. Le società che, magari dopo una sconfitta militare, sono rimaste a leccarsi le ferite, chiuse nel rancore, non si sono più risollevate. <strong>La riscossa parte dall’aiuto reciproco, </strong>com’è accaduto verso la fine del ventennio e della Seconda guerra mondiale, quando la gente nascondeva in casa i vicini ebrei. <strong>Il declino comincia quando la porta di casa, invece, si chiude. </strong>Non s’è mai visto un rilancio dell’economia che passi per l’isolamento e la cupezza delle soluzioni individuali. Perciò, siccome è Natale e perfino il dickensiano signor Scrooge si ravvede della sua inutile avarizia, <strong>speriamo che il personaggio di Charles Dickens, ora al cinema con </strong><em><strong>A Christmas Carol</strong></em><strong>, non passi del tutto inosservato</strong>. E che i nostri bambini, gonfi di giochi, capricci e solitudine, apprezzino il racconto. <strong>Colgano il “buon esempio” si sarebbe detto qualche anno fa, quando non ci si vergognava dell’espressione e non si dovevano sempre e soltanto esibire “le palle”.</strong></p>
<p>Agli adulti, a voi lettori, consiglio invece <strong>un’altra storia. Quella della nostra copertina. Buon Natale.</strong></p>
<p style="text-align: center"><strong><img class="size-medium wp-image-427 aligncenter" src="http://blog.leiweb.it/marialatella/files/2009/12/COVER-benetton-216x2791.jpg" alt="COVER-benetton-216x279" width="216" height="279" /><br />
</strong></p>
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