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	<title>Maria Latella &#187; politici</title>
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	<description>Il blog del direttore di A</description>
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		<title>Quando a LeiTV Lucio Dalla disse: &#8220;I politici al mio funerale? Una buona ragione per non morire&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Mar 2012 14:56:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maria Latella</dc:creator>
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		<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Scusi, lei è favorevole o contrario?]]></category>
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		<description><![CDATA[&#8220;I politici al mio funerale? Una buona ragione per non morire&#8221;. Era il 2009, Lucio Dalla sedeva davanti a me negli studi di LeiTV (canale 127 Sky) dove stavamo registrando &#8220;Scusi lei è favorevole o contrario?&#8220;.  Avevamo appena concluso l&#8217;intervista, tra molte risate e molta complicità, una &#8220;quimica&#8221; come dicono gli spagnoli che raramente m&#8217;è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;I politici al mio funerale? Una buona ragione per non morire&#8221;. Era il 2009, <strong>Lucio Dalla</strong> sedeva davanti a me negli studi di LeiTV (canale 127 Sky) dove stavamo registrando &#8220;<em>Scusi lei è favorevole o contrario?</em>&#8220;.  Avevamo appena concluso l&#8217;intervista, tra molte risate e molta complicità, una &#8220;<em>quimica</em>&#8221; come dicono gli spagnoli che raramente m&#8217;è capitato di sperimentare in un&#8217;intervista tv. La conversazione finì così, con me che gli chiedevo: &#8220;Che cosa pensa dei politici che partecipano ai funerali di Stato?&#8221;.E lui che rispondeva: &#8220;Esibiscono tanta di quella noia. Potrebbero evitare&#8221;.Gli chiesi: &#8220;Lo sa che al suo funerale ci saranno e diranno: È stata la colonna sonora della nostra vita?&#8221;. <strong>Dalla rise:&#8221;Una buona ragione per non morire&#8221;</strong>.</p>
<p>Più che un&#8217;intervista era scattata una magia, e per esclusivo merito di Dalla, si capisce. Molti di noi hanno un&#8217;infinità di ricordi legati alla sua arte. Credo di aver ascoltato e riascoltato &#8220;<em>Futura</em>&#8221; e &#8220;<em>Caruso</em>&#8221; per ore, per anni. E credo che succederà ancora. Caro Dalla, sei stato molto più che la colonna sonora della nostra vita. E se qualche politico verrà al tuo funerale, porta pazienza.</p>

<p>&nbsp;</p>
<p><strong>I POLITICI AL MIO FUNERALE? UNA BUONA RAGIONE PER NON MORIRE &#8211; A n. 49 del 10 dicembre 2009<br />
</strong></p>
<p><em><strong>Lo dice uno che vota sinistra da sempre, ma agli uomini pubblici preferisce la gente. Lucio Dalla è un uomo di passioni durature: la barca, Napoli, Alda Merini. E per innamorarsi gli basta il tempo di un’intervista</strong></em></p>
<p>Lucio Dalla fa parte della colonna sonora della nostra vita. Come Battisti, Baglioni, Venditti, per citarne alcuni. Chi li amava da ragazzo è diventato adulto con le loro canzoni e le ha fatte conoscere ai figli. Il cantautore è stato protagonista della puntata di venerdì 27 novembre del talk show <em>Scusi lei è favorevole o contrario?.</em> Di fronte a Maria Latella, si accomoda a suo agio, in giacca marrone e con il consueto corredo di anelli, orecchino, braccialetto di turchesi. «Pietre splendide, mi ricordano Torre del Greco e Napoli, che amo moltissimo». Alla Campania ha dedicato diverse canzoni. La famosissima <em>Caruso </em>e, nell&#8217;ultimo album, <em>Fiuto</em>, che canta con Toni Servillo. «Toni è un attore super e un grande cantante. L&#8217;ho scoperto ai tempi del film L&#8217;uomo in più. &#8220;Chi ti doppia?&#8221;, gli avevo chiesto. &#8220;Nessuno&#8221;. Era perfetto. La mia è una canzone per i napoletani, popolo di cui ho grande stima. Perché son sempre lì, in forma, nonostante le critiche e le polemiche. Nonostante l&#8217;eruzione del Vesuvio, il colera, e le invasioni di Fenici, Greci, Romani. Nonostante la monnezza».</p>
<p><strong>Travaglio ha scritto che per risolvere i problemi in Campania bisognerebbe sciogliere l’intero consiglio regionale. </strong></p>
<p>«I problemi sono evidenti. E non ha senso trovare sempre spiegazioni ai comportamenti dei politici. C’ha i piedi piatti? E va be’bisogna capirlo. Però anche le meraviglie della Campania sono sotto l’occhio di tutti, non c’è solo corruzione e malaffare: la mentalità dei napoletani è straordinaria, li ha resi leader del rinnovamento culturale dell’Italia. Pensiamo a Totò, a Eduardo, a Benedetto Croce».</p>
<p><strong>Parliamo di 40 anni fa o più&#8230; </strong></p>
<p>«Il degrado oggi è ovunque. Le istituzioni dell’intero Paese non hanno alcun riguardo per l’arte, la letteratura, la musica».</p>
<p><strong>Alle ultime elezioni europee ha votato? </strong></p>
<p>«Non mi ricordo. Ah, no: ecco, ero a Los Angeles. Ma di solito voto. Sempre a sinistra. Ero anche iscritto al Psiup da ragazzo: mi piaceva il nome, Psiup!».</p>
<p><strong>Pier Luigi Bersani segretario del Pd. Le piace? </strong></p>
<p>«Non lo conosco di persona. Però ha il volto della tipica maschera emiliana: potrebbe essere Fagiolino, Sganapino».</p>
<p><strong>Ama molto Vasco Rossi, lo sa? </strong></p>
<p>«Questa è la cosa più inquietante che vengo a sapere di Bersani. Davvero non me lo vedo a vivere una Vita spericolata. Per essere credibile come minimo dovrebbe stare in sella a un Chopper, in stile California anni 70, farsi le canne. Non mi sembra sia un tipo incline alla sperimentazione emotiva. Io sì. Non sono troppo normale così mi capitano cose non troppo normali. Basti pensare al caso che mi ha portato a scrivere Caruso: mi si era rotta la barca tra Sorrento e Capri, mi sono fermato all’hotel Excelsior Victoria di Sorrento. I proprietari mi hanno raccontato la sua fine: era malato di cancro e quando sentì la morte arrivare mandò via la sua amante, una cantante lirica, peraltro cagna. Fece portare il pianoforte in terrazza e si mise a cantare. Non lo faceva da due anni, perché la metastasi aveva raggiunto le corde vocali. Nella canzone ho romanzato parecchio la storia, ma se non mi si fosse rotta la barca&#8230;».</p>
<p><strong>La barca resta una delle sue grandi passioni&#8230;</strong></p>
<p>«Ho organizzato uno studio di registrazione a bordo: così il mio ultimo disco, Angoli nel cielo, l’ho registrato per il 65 per cento lì. Vivo da privilegiato, libero di andare dove voglio».</p>
<p><strong>Mai stato invidioso di un collega per settimane in vetta alle classifiche? </strong></p>
<p>«Non ci penso nemmeno: non vivo questo epos. Sono un pacifico. Certo, ho provato il desiderio di essere quello lì e non io. Per esempio nei confronti di un dobermann che ho conosciuto tempo fa».</p>
<p><strong>Lei è un cantore intergenerazionale. Che effetto fa?</strong></p>
<p>«È bello pensare alle mie canzoni come sottofondo per due amanti nel fresco di un letto d’estate o in montagna, in una baita, sotto dei plaid scozzesi. Se avessi potuto godere di questa intimità altrui, essere lì, e ascoltarli ascoltare la mia voce, avrei scritto dei libri splendidi. Anche se spesso quando le persone mi dicono che una mia canzone è bellissima mi accorgo che non l’hanno capita: ma è una sorpresa piacevole. Credo che l’ambiguità sia il modo più corretto di comunicare. E per ambiguità intendo lasciare uno spazio alla creatività altrui, alla contraddizione e al paradosso».</p>
<p><strong>Alcuni dicono che oltre i 40 anni non ci si innamora più&#8230; </strong></p>
<p>«Stiamo scherzando? Ci sono diverse categorie di amore, ma più che dall’età sono influenzate dall’esperienza. Adesso non sono innamorato ma tra un quarto d’ora sì, se andiamo avanti a parlare, io e lei».</p>
<p><strong>Uomini e donne amano in modo diverso? </strong></p>
<p>«Tra uomini e donne cambia il pettine, non la chimica. Il momento in cui si accende il fuoco è uguale anche fra i cocker. E l’amore non ha età».</p>
<p><strong>Jane Fonda ha dichiarato che non ha mai fatto bene l’amore come dopo i 70 anni&#8230; </strong></p>
<p>«Bisogna chiedere al suo partner&#8230; Tornando all’immaginazione dell’amore: si ricorda <em>Cara</em>? Una mia canzone molto riuscita. Ci sono dentro io. Era ispirata a una ragazzina scappata di casa che ho incontrato a fine anni 70. E allora era l’epoca degli scappati di casa. Io ero a Rimini a scrivere le mie canzoni. Stavo in un albergo pieno di musicisti e cantanti, un cantalbergo, in stile Hotel California. Lei mi ha fermato: &#8220;Mi dai un passaggio fino a Riccione?&#8221;. Mi incuriosiva molto. &#8220;Quanti capelli che hai, sposta la bottiglia fatti guardare&#8221;. Sono versi che ho scritto per lei. Ecco: il titolo inizialmente doveva essere <em>Dialettica dell’immaginario</em>. Proprio perché quello che immagini è a volte più sensuale di quello che fai».</p>
<p><strong>È mai stato oggetto di stalking? Sa, i fan che &#8211; appunto &#8211; vi aspettano fuori dall’hotel, pronti a tutto pur di toccare i loro idoli&#8230; </strong></p>
<p>«Solo da parte di animali».</p>
<p><strong>Vedo che i gioielli le piacciono: l’orecchino è quello che le ha regalato Maradona? </strong></p>
<p>«Sì. Maradona mi ha sempre infiammato perché è un genio pieno di contraddizioni. Stavo lavorando a Milano al Teatro Lirico, con Morandi. Lui doveva giocare contro la Polonia ma ha insistito molto per averci a un party, la sera prima. Non ce l’abbiamo fatta ma so che la festa è finita all’alba. Nella partita, poi, ha fatto tre gol. Alla fine gliel’ho chiesto: ma come fai? E lui: &#8220;<em>Yo no soy sportivo, soy jugador</em>&#8220;. Che lucidità! Lo ammiro molto. Lui, come Alda Merini: sono persone sempre sul punto di dissipare il loro talento. Io e la Merini avevamo vinto insieme il premio Montale, nel ’94: non avendo bisogno di soldi, le lasciai anche i miei. La sera stessa li spese tutti per una notte in un albergo. Fantastico. Credo che non ci sia niente di etico e cristiano come le sue poesie. È mancata, ma è mancata come mancano i poeti: che diventano di tutti, si espandono».</p>
<p><strong>È vero che regala gioielli agli amici? </strong></p>
<p>«Così mi fa sembrare Lorenzo il Magnifico. A volte dedico canzoni. Come a Valentino Rossi: Due dita sotto il cielo , parte della colonna sonora di 46 , il film di Milo Manara. Mi sono anche impegnato per la sua laurea honoris causa, a Urbino. Volevo che fosse in ingegneria meccanica, perché lui è anche un grande tecnico».</p>
<p><strong>Parlando di onori tributati: che cosa pensa dei politici che partecipano ai funerali di Stato?</strong></p>
<p>«Esibiscono tanta di quella noia: potrebbero evitare».</p>
<p><strong>Lo sa che al suo ci saranno e diranno: &#8220;È stata la colonna sonora della nostra vita&#8221;? </strong></p>
<p>«Mi dà una buona ragione per non morire».</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>E se anche loro usassero l&#8217;autobus?</title>
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		<pubDate>Thu, 12 May 2011 10:43:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maria Latella</dc:creator>
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		<category><![CDATA[le campagne di "A"]]></category>
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LUCREZIA lancia la nuova campagna di A: politici tornate a usare l&#8217;autobus. Voi che ne dite?
Un&#8217;idea su cui lavorare. Piantatela di usare le vostre auto blu e provate a vivere come quelli che dovreste governare. Gia&#8217; immagino le risposte. &#8220;Non siamo noi che vogliamo le auto blu, ce le impongono per la sicurezza&#8221;. (Gia&#8217;: ma se non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://blog.leiweb.it/marialatella/files/2011/05/auto_blu1.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1245" title="auto_blu1" src="http://blog.leiweb.it/marialatella/files/2011/05/auto_blu1.jpg" alt="" width="351" height="259" /></a></strong></p>
<p><strong>LUCREZIA lancia la nuova campagna di A: politici tornate a usare l&#8217;autobus. Voi che ne dite?</strong></p>
<p><strong>Un&#8217;idea su cui lavorare</strong>. Piantatela di usare le vostre auto blu e provate a vivere come quelli che dovreste governare. <strong>Gia&#8217; immagino le risposte.</strong> &#8220;Non siamo noi che vogliamo le auto blu, ce le impongono per la sicurezza&#8221;. (Gia&#8217;: ma se non vi sentiti sicuri tra quelli che dovrebbero essere i vostri rappresentati, un motivo ci sara&#8217;). Oppure: il traffico di Roma e&#8217;caotico, senza auto blu non arriveremmo mai da nessuna parte. (Gia&#8217;: una ragione in più&#8217; per impegnarsi tutti a rendere la capitale più civile. Sarebbe una di quelle cose pratiche cui la politica dovrebbe applicarsi).</p>
<p><strong>O ancora: ecco l&#8217;ennesima campagna populista. </strong>Gia&#8217;. Seguo la politica italiana da oltre vent&#8217;anni e ho visto lanciare la campagna contro le auto blu da politici di destra e sinistra. Senza risultati di qualche rilievo. <strong>Che problema c&#8217;e&#8217; se adesso ci prova un giornale, non contro le auto blu, ma a favore del ritorno dei politici a mezzi di trasporto normali? Al massimo non succedera&#8217; niente, come non e&#8217; successo niente in questi anni.</strong></p>
<p>Che dite? <strong>La proposta di Lucrezia sulla prossima campagna di A vi convince? Servono molte adesioni, altrimenti non si puo&#8221; neppure cominciare.</strong></p>
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		<title>Allenatori, criminali e scienziati: è solo questa l’Italia da esportare?</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Mar 2010 10:09:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maria Latella</dc:creator>
				<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[tempi moderni]]></category>
		<category><![CDATA[Beppe Grillo]]></category>
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Non è vero che siamo privi di classe dirigente. Anzi: la esportiamo. Una delle più fiorenti imprese britanniche, per esempio, è guidata ai massimi livelli da manager italiani. Parlo di calcio, naturalmente. E di Fabio Capello allenatore della nazionale inglese, molto amato e molto stimato nonostante quello che per decenni, subito dopo la guerra, gli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="aligncenter size-medium wp-image-542" src="http://blog.leiweb.it/marialatella/files/2010/03/camorra5.jpg" alt="camorra5" width="361" height="468" /></strong></p>
<p><strong>Non è vero che siamo privi di classe dirigente. Anzi: la esportiamo.</strong> <strong>Una delle più fiorenti imprese britanniche,</strong> per esempio, è guidata ai massimi livelli da manager italiani.<strong> Parlo di calcio, naturalmente</strong>. E di Fabio Capello allenatore della nazionale inglese, molto amato e molto stimato nonostante quello che per decenni, subito dopo la guerra, gli inglesi hanno pensato e detto degli italiani. Gianfranco Zola è l’allenatore del West Ham, la popolare squadra londinese che tra i suoi calciatori annoverò il capitano capace di assicurare all’Inghilterra la prima e sola coppa del Mondo (nell’ormai lontano ’66). Carlo Ancelotti guida il Chelsea, e poi ci sono Roberto Mancini al Manchester City, la squadra più ricca del mondo, e Bruno De Michelis, vice di Ancelotti. In Inghilterra s’è trasferito Marco Cesarini (al vertice della squadra medica del West Ham) e pure Gianluca Vialli che fu allenatore del Chelsea negli anni 90.</p>
<p>È chiaro, insomma: nel calcio l’Italia è capace di creare leader che, direbbero in tv, il mondo ci invidia.</p>
<p>Non basta. Mio ospite a <em>L’Intervista</em> su Skytg24, domenica scorsa, <strong>Beppe Grillo ha ricordato che stiamo esportando con successo anche un altro genere di leadership: quella legata a camorra e ’ndrangheta. </strong>Della mafia non saprei dire, in questo momento sembra più che mai intenzionata a non farsi notare, ma ’ndrangheta e camorra si muovono con sicura determinazione e franco successo. A questo proposito, osservava Grillo, non è per nulla sorprendente che un’inchiesta della magistratura colleghi la Fastweb di Silvio Scaglia al riciclaggio e alla criminalità calabrese. <strong>“Sono anni che esportiamo il know how criminale ai massimi livelli</strong> e in tutto il mondo” ha ripetuto il guru dei grillini ai microfoni di Skytg24.</p>
<p>Ho citato due estremi, la leadership italiana nel calcio europeo e l’intraprendenza internazionale del crimine calabro-campano, perché, al di là del paradosso, in queste settimane, <strong>se si parla d’Italia sui giornali stranieri, se ne parla per beatificare Capello</strong> (dopo la decisione di togliere la fascia da capitano della Nazionale britannica al dongiovanni John Terry, gran parte della stampa popolare britannica lo adora)<strong> o per segnalare che un ex enfant prodige della new economy italiana è ora in carcere per riciclaggio (Silvio Scaglia, sulla prima pagina del </strong><em><strong>Financial Times</strong></em><strong>).</strong></p>
<p><strong>Assodato che abbiamo pure molti italiani al vertice di ospedali americani e ricercatori apprezzati nelle più severe università, mi sembra a questo punto inevitabile chiedersi come mai siamo messi così male nelle vicende domestiche e locali.</strong> <strong>Come mai </strong>abbiamo politici maneggioni e inefficienti, imprenditori che trafficano col potere romano perché incapaci di reggere la competizione, attori che all’estero non sono granché richiesti. <strong>Come mai,</strong> infine, il nostro made in Italy non ha avuto la forza di imporre una settimana di sfilate a Milano mentre il made in France, a Parigi, ce l’ha.</p>
<p>Non sarà che all’estero, in futuro, esporteremo solo tre categorie di successo: <strong>allenatori, criminali e scienziati?</strong></p>
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