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BALLA CON L’AVATAR
scritto da: marinaterragniin esperienze
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Visto finalmente Avatar! (biglietti prenotati due giorni prima). Be’, non perdetelo, e fate in modo di vederlo in 3D. Direi un capolavoro. Il filone è quello anti-western alla Balla coi lupi: il comprensibile senso di colpa nei confonti dei nativi americani (quei ragazzoni blu gli somigliano in tutto e per tutto, cultura, abiti e cavalli), fiumiciattolo carsico sotterraneo che non ha mai smesso di lavorare nella coscienza yankee. Ma c’è anche la resa maschile alla necessità del femminile (il dio Eywa è una dea, sono le donne le depositarie della sapienza, e decisiva per la vittoria finale dei Na’vi è l’alleanza tra le terrestri e le indigene) e un interessante modello di integrazione e collaborazione tra i sessi e tra tutti i viventi, umanoidi, animali e vegetali interconnessi in un unicum -qui si tratta di vere e proprie sinapsi-. E c’è anche la battaglia nella giungla (mai visto un posto più stupendamente lussureggiante), altro luogo della cineletteratura americana. Gli effetti, ma questo lo sapete già, sono davvero straordinari.
Film visionario e paradigmatico. Fate l’esperienza! Molto inspiring!
LE SENZA-BAMBINI
scritto da: marinaterragniin DONNE E UOMINI, TEMPI MODERNI

Qualche anno fa, nel suo libro “Creating a Life”, l’economista americana Sylvia Anne Hewlett diede l’allarme: siamo state bellamente imbrogliate, i medici non ci hanno spiegato con sufficiente chiarezza che anche se a 40 anni ne dimostriamo 30, i nostri ovuli ne hanno esattamente 40. Neanche un mese di meno. E da che mondo e mondo un ovulo di 40 anni fa una certa fatica a diventare un bambino. Hewlett gridava per conto un’intera generazione di childless per caso: neanche un figlio ma senza averlo mai scelto davvero.
Bene, l’informazione è passata. Visto quello che è capitato a molte sorelle maggiori –pentite, secondo un sondaggio Gallup, 7 volte su 10- oggi le ragazze aggiustano le cose in modo da non ritrovarsi con l’acqua alla gola. E sui 30 e something, anche prima, partono con le manovre per mettere al mondo il ragazzino. Eventualmente un paio.
Altra faccenda è se sei childless per scelta, cosa sempre possibile. Qui la fatica è un’altra: quella di dover convincere il mondo che stai benissimo così, e che non sei affatto un mostro senza cuore.
Non-madri presenti e a venire potranno trarre ottimi argomenti dal libro di Paola Leonardi e Ferdinanda Vigliani, “Perché non abbiamo avuto figli” (FrancoAngeli): 14 signore, da Natalia Aspesi a Piera Degli Esposti, Margherita Giacobino, Adriana Zarri, che raccontano e motivano articolatamente la loro scelta. “Avere figli è una cosa di cui non solo si può fare a meno, ma che secondo me è un eccesso… Ci terrei a non dire che se non si fanno figli si fa qualcos’altro. No. Semplicemente non si fanno figli” (Aspesi). E Degli Esposti: “Credo che sia di più il fatto che sono molto legata ai miei genitori… Ho voluto per sempre rimanere la loro figlia, anche quando non c’erano più”. Per Adriana Zarri, invece, “l’amicizia è una cosa molto, molto importante, molto più della famiglia”.
E’ singolare che nel catalogo delle molte libertà femminili, questa di non fare figli resti fra le più scandalose. A memoria probabilmente della malevolenza divina con cui la sterilità è stata spiegata per millenni: come si può volersi male da sé? Ma anche del fatto che c’è il “sì” di una donna all’origine di ciascuna delle nostre vite. E quella donna, accidenti, avrebbe anche potuto dire “no”.
(pubblicato su Io donna-Corriere della Sera il 6 febbraio 2010)
A TUTTO MORGAN
scritto da: marinaterragniin TEMPI MODERNI, tv

Ditemi che effetto vi fa:
In un’intervista esclusiva al mensile Max, Morgan, che figura tra l’altro tra i big del prossimo Festival di Sanremo, parla di ‘X Factor’ ma anche della sua vita privata, e dell’uso di cocaina non come mezzo di sballo ma “come antidepressivo“. “Gli psichiatri mi hanno sempre prescritto medicine potenti, che mi facevano star male. Avercene invece di antidepressivi come la cocaina. Fa bene. E Freud la prescriveva. Ne faccio un uso quotidiano e regolare”.
Morgan non sarà più giudice di ‘X Factor’. “Il fatto che me ne vada alla fine toglierà un peso di dosso a tutti. La tv è fatta da gente cattiva. Tipo la De Filippi. Cattiveria intesa come sete di potere, di numeri, di soldi e pubblicità. Un capitalismo sfrenato che ha perso di vista qualsiasi senso dell’esistere. Ha fatto cose cattive anche contro di me, lo sai? Ora che Berlusconi ha infarcito la Rai di scagnozzi, la De Filippi comanda pure lì“.
Morgan non esclude di restare nel talent show di Raidue se accetteranno la sua richiesta: “Voglio essere sia giudice che direttore artistico. Ma credo che sia una proposta a perdere. Io sono un artista e quindi ingestibile. Loro non vogliono artisti. Sono gente di potere“.
UN PESSIMO DAN BROWN
scritto da: marinaterragniin POLITICA

Accidenti. Questi sviluppi della vicenda Feltri-Boffo-Avvenire sono degni del peggiore Dan Brown, scrittore che peraltro non piace affatto al Vaticano. Come avrete letto, Vittorio Feltri sostiene di essere stato imbeccato e imbrogliato riguardo al collega Dino Boffo da “una personalità della Chiesa di cui ci si deve fidare istituzionalmente“. La velina gli sarebbe arrivata direttamente dalla gendarmeria del Vaticano. Pare anche che il direttore dell’Osservatore Romano Gian Maria Vian si sia attivato telefonicamente per avvalorare le informazioni. A meno che non si tratti di una contromanovra per decapitare, oltre ai vertici di Avvenire, anche quelli di Osservatore Romano.
Tutto quanto -veline, guardie svizzere e via dicendo- va a comporre un plot alquanto grottesco. Se fossi l’editor di uno scrittore di gialli ecclesiastici, gli suggerirei di inventarsi qualcosa di meglio.
Ieri Feltri e Boffo hanno pranzato da “Berti”, onesta cucina milanese e gradevole giardino estivo. Il tavolo era tra i più in vista.
IL SESSO? CHE PALLE…
scritto da: marinaterragniin TEMPI MODERNI, economics, tv

Ricevo e pubblico molto volentieri questa lettera da una lettrice. Uso anche il titolo che lei stessa ha dato alla sua lettera. Non proprio chic -e nemmeno l’illustrazione- ma rende l’idea.
Buongiorno Signora Terragni,
QUESTIONE MASCHILE
scritto da: marinaterragniin DONNE E UOMINI, WOMENOMICS

Boston Globe, editoriale a firma Alex Beam (un uomo, a scanso di equivoci). Beam snocciola i numeri che descrivono la radicale femminilizzazione degli States, onda in arrivo anche da noi.
Il lavoro è delle donne: il sorpasso è avvenuto, ci sono più lavoratrici che lavoratori. E i settori di occupazione che promettono una crescita maggiore, secondo le proiezioni degli economisti, sono proprio quelli in cui le donne sono più forti. La rete è delle donne: 2 anchorwomen per un anchorman. Il pubblico della tv è più femminile che maschile. Le donne comprano più quotidiani, più libri, divorano cultura e sono politicamente più attive: per l’elezione di Barack Obama il voto femminile è stato determinante. Più che di recession sarebbe corretto parlare di he-cession, o di man-cession: il sesso più colpito dalla crisi è stato quello maschile. Secondo il Bureau of Labor Statistics, sono gli uomini a correre il maggior rischio (+ 30 per cento) di restare disoccupati.
Le stanze dei bottoni per ora restano surrealmente for men only, ma anche lì il vento della rivoluzione fa sbattere porte e finestre. Siamo finalmente e brutalmente al nodo del potere, nudo e crudo. Potendolo fare -–fecondazione assistita con predeterminazione del sesso- scelgono femmine 2 coppie americane su 3: il negativo della Cina. Ma anche qui presto cambieranno idea. Il secondo sesso fa carriera e diventa il primo.
L’enormità del cambiamento non trova adeguata rappresentazione: nei media, ancora ampiamente in mani maschili, ma anche nelle coscienze femminili, che restano sintonizzate su vittimismo e recriminazione. L’inconscio è più lento della realtà.
C’è poco da festeggiare, care signore. L’ideale sarebbe restare in due, senza che un sesso mangi in testa all’altro, in un equilibrio dinamico e difficile. Io amo intensamente la mia libertà, ma amo anche gli uomini e li vorrei in forma, e definitivamente liberati dalla tentazione della violenza e del dominio. Cerco e onoro il mio femminile, ma non a scapito del mio inner boy. E’ il caso di prestare tutti molta attenzione alla questione maschile. Anzitutto riconoscendo che esiste.
(pubblicato sui Io donna-Corriere della Sera il 30 gennaio 2010)
CLICK
scritto da: marinaterragniin TEMPI MODERNI

Ci farò una rubrica su Io donna, ma intanto ve lo racconto qui.
Un amico esperto del web mi dice che le parole -tags- più cliccate online sono: mutuo, casa, auto, sesso, dvd.
Per quello che riguarda gli Usa, aggiungete la parola morte.
Che effetto vi fa?
A VISO APERTO
scritto da: marinaterragniin DONNE E UOMINI, POLITICA

Niente più burqa e niqab sui mezzi pubblici e nei servizi pubblici francesi. La ministra per le pari opportunità Mara Carfagna pensa che si dovrebbe fare anche da noi. Al ministro Franco Frattini -che rivendica l’esposizione del Crocifisso nelle scuole- non pare una buona idea.
Vorrei sapere cose ne pensate. Vi propongo una griglia di intervento per rendere più efficace la discussione: legge antiburqa sì o no, e in breve perché.
NUDO LEADER
scritto da: marinaterragniin POLITICA

La vittoria di Niki Vendola alle primarie in Puglia si può leggere in molti modi, ma di sicuro significa questo, come peraltro abbiamo detto molte volte: che al Pd serve un leader, con una personalità precisa, con un suo carisma -il ragazzo ne ha- e magari anche per nulla macho. Che il burosauro non paga. Lo capiranno?
SANTA ALLEANZA
scritto da: marinaterragniin DONNE E UOMINI, POLITICA

Certe volte ascolto parlare degli uomini di Chiesa, e sento nelle loro parole una volontà che coincide con la mia. E’ successo di recente, in una edificante conversazione con il Patriarca di Venezia Angelo Scola: in lui ho trovato un uomo che ascolta. E due giorni fa, nel corso dell’incontro tra il cardinale Tettamanzi, uomo molto spiritoso, e i giornalisti milanesi: quell’invitarci all’attenzione a ciò che va, alle notizie positive, alla buona novella, a quello che io tante volte qui ho chiamato “fare pubblicità al bene”. Tante cose politiche -come il richiamo ai fondamentali dell’esistenza, all’apertura all’altro, a un’economia più umana, a un profitto regolato- in cui mi sento perfettamente rappresentata, e con me tante donne con cui rifletto politicamente. Tanto che mi viene l’astrusa fantasia di una Santa Alleanza: tra la Chiesa e le donne. E gli uomini di buona volontà.


