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Archivio categoria ‘ANIMALI’

20.1.2010

SCUSATE

scritto da: marinaterragni
in ANIMALI

Calender_WhiteLabradorRetrieverDog_puppy

Scusate. Oggi vi parlerò solo di me. Dopo 12 anni di incondizionato amore, baci, corse, gioia, feste, pappa, bagni, lotte, allegria, abbracci, baci, tenerezza, partite di pallone -era un formidabile portiere- a mezzogiorno il mio adorato Tom se n’è andato. E’ come se una ruspa avesse sventrato la nostra casa. Come se io non servissi più a niente e a nessuno. Scusate, ma non ho spazio per nient’altro, quest’oggi.




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5.4.2009

GIUSTIZIA AI LABRADOR

scritto da: marinaterragni
in ANIMALI

Visto Io & Marley (e fuggita prima delle sequenze finali: ho un labrador di 11 anni). Film bruttino e  molto commercial, un po’ genere Beethoven, che non fa certo onore al best seller di John Grogan, bello e struggente. E pessima pubblicità per i labrador, che non sono affatto così agitati, adolescenza a parte. Quel Marley è decisamente un nevrotico. Ai labrador non appartiene quella furia devastatrice. Non sbranano divani, li occupano abusivamente. Dormire, giocare, baciare, nuotare, mangiare (e ingrassare) sono le loro attività d’elezione. L’amore è la chiave del loro straordinario temperamento. E nel film non si vede: il rapporto tra Marley e la sua famiglia è freddino e anaffettivo. Forse è per questo che lui distrugge tutto.

Volevo rendere giustizia al labrador, Cane tra i cani. E al mio Tom, Labrador tra tutti i labrador.


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21.12.2008

IL BENE CHE RITORNA

scritto da: marinaterragni
in AMARE GLI ALTRI, ANIMALI, esperienze

Qualcuno l’ha stampato come biglietto di Natale, da mandare gli amici. Mi fa molto piacere! Nel caso vi servisse…

Il mio vecchio cane Tom è pieno di artrosi. Gli massaggio le spalle e la colonna, gli muovo le articolazioni arrugginite, sperando di dargli sollievo. Lui ricambia le mie energiche carezze con sguardo dolcemente grato. Si capisce che quanto meno non gli dispiace. E ogni volta, alla fine del massaggio, le mie spalle sempre contratte sono un po’ più sciolte, la mia colonna meno indolenzita. Come se qualcuno avesse massaggiato me, e proprio in quegli stessi punti.
L’ho provato anche con gli umani: un’“impastata” al trapezio di un amico, e anche il mio trapezio si è sentito meglio. Non so esattamente come capiti. Deve avere a che fare con il meraviglioso e misterioso meccanismo dei neuroni specchio, che evidentemente funziona anche tra specie diverse. Tu vedi qualcuno che ha due occhi, un naso, una bocca come la tua: o anche tratti diversi, da vivente di altra specie, ma antropomorfizzato dal tuo amore. Cogli sul suo viso espressioni di gioia, di paura, di dolore. E nel tuo cervello si attivano gli stessi circuiti neuronali- della gioia, della paura, del dolore- che presiedono alle emozioni manifestate dall’altro. Senti quello che sente lui, o quasi. Su questo meccanismo stupefacente si basa la possibilità di empatia tra soggetti diversi, e quindi l’esperienza del legame.
Così, stiracchiando il ginocchio del mio Tom, ho pensato che così come fargli del bene mi fa stare bene, fargli del male mi farebbe stare male. E che ogni volta che auguriamo il male a qualcuno, o gliene facciamo, credendo di trarne soddisfazione -per rabbia, per vendetta, per antagonismo-, l’urto del male investe anche noi. Il male che fai, come dice la saggezza popolare, “ti ritorna”. L’odio che provi ti infesta. L’invidia ti corrode. Al contrario, disarmarsi e astenersi dai cattivi sentimenti –non è poi così difficile: si tratta di cominciare, e pian piano ci si abitua-, o addirittura, scandalosamente, “amare il tuo nemico” e provare compassione per lui, lo lascia stupefatto e lo disarma a sua volta, spalancando il suo cuore all’unisono con il tuo.

Ho pensato a un regalo da farvi a Natale, cari lettrici e lettori, e ho scelto questo. Tanta felicità per la luce che ritorna.

(pubblicato su Io donna-Corriere della Sera il 20 dicembre 2008)


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17.12.2008

UN ALTRO ABBRACCIO

scritto da: marinaterragni
in ANIMALI

Un altro leone, con la sua mamma umana.


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16.12.2008

VERO AMORE

scritto da: marinaterragni
in ANIMALI

Questa è la mia Christmas Card. Vedrete qui in azione tutto l’amore del mondo.

(in sintesi, per chi non mastica l’inglese: due amici adottano un piccolo leone, lo svezzano e quindi, per evidenti ragioni, lo portano in Africa per rinaturalizzarlo. Dopo qualche tempo vanno a trovarlo. Questo è il momento del loro incontro. Il video è stato mandato in onda nel corso dello show The View, Abc).


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11.7.2008

RETRIEVER

scritto da: marinaterragni
in ANIMALI

A Conselve, Padova, un cane husky ha prelevato una bambina di due mesi dalla culla e l’ha depositata nel giardino della casa dei suoi padroni. La bambina per fortuna sta bene, il recupero non ha avuto conseguenze.  Probabilmente il cane Sky voleva fare omaggio ai suoi padroni di questa magnifica piccola preda. Si è comportato come un perfetto retriever, anche se non so se il riporto sia una specialità degli husky. Il mio labrador, razza retriever per eccellenza, per fortuna non è specializzato in bambini. Recupera palloni preferibilmente sgonfi, in dieci anni ne avrà portato a casa almeno duecento. Li mettiamo in una speciale cesta e, sia pure con rammarico, di tanto in tanto ne buttiamo un po’. Un’altra sua specialità sono i cuscini, limitatamente a quelli della mia comprensiva vicina di casa.

Siamo in tanti a volere bene ai cani, talmente bene che spesso, e a sproposito, chiediamo loro di essere uomini. Non c’è nulla di sorprendente nel comportamento di Sky. Ha fatto il cane. Ed è stato molto bravo, per quello che ne sa lui. Speriamo non gli tocchi pagare in qualche modo tanta fedeltà a se stesso.


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29.5.2007

LA SCELTA DI TOM

scritto da: marinaterragni
in ANIMALI

Ogni tanto sui giornali si leggono cose strane. Ad esempio: “E’ dimostrato: gli animali scelgono”. Posto, cioè, un delfino di fronte a un dilemma – bocconcino o palla?- l’équipe dell’università di turno ha notato che il mammifero si sofferma a riflettere. Il mio cane, immagino anche il vostro, lo fa regolarmente. Dilaniato tra la partecipazione attiva alla mia prima colazione e la prospettiva di uscire con il suo adorato padrone, corre tra l’una e l’altro, cercando di arraffare almeno un biscotto, e poi si scaraventa per le scale per la passeggiata. La sua priorità è quella. Ma se invece dei soliti biscotti ci fossero i frollini fatti in casa, credo che rinuncerebbe alla passeggiata: il che testimonia sull’imparagonabilità dei dolci confezionati a quelli di produzione domestica. E se a portarlo a spasso è la colf, che –spiace dirlo- lui adora di meno, allora sceglie la colazione, perfino con biscotti industriali, manifestando comunque un certo disappunto per la coincidenza temporale di due eventi tanto significativi. La scelta è stressogena per tutti i viventi. Le priorità comunque restano pappa e gioco, con variazioni in classifica secondo i tipi di pappa e i tipi di gioco. Se poi nei paraggi c’è una cagnetta in fase di disponibilità sessuale, tutto il resto passa in secondo piano, perfino un osso succulento che lo struggimento dell’amore priva di ogni attrattiva.
Il mio cane, e immagino anche il vostro, conosce una gran quantità di parole, legate soprattutto al cibo –è un labrador, vero pozzo senza fondo-, al gioco e all’amore, ed è sempre disponibile a impararne di nuove e più complesse, tipo “biscotti della mamma” o “spezzatino”. Confonde l’udito con il comprendonio, e di fronte a una parola nuova e promettente di cui non afferra ancora il significato, inclina la testa per sentire meglio.
Qualcuno ha detto che un giorno i cani parleranno, anch’io ne sono convinta. Ho conosciuto padroni di cani, soprattutto anziane signore sole, che giurano che i loro cani dicono già cose tipo “pappa” o “mamma”. Certi ricorrenti latrati gutturali possono effettivamente somigliare a disperati tentativi di prendere parola, a pseudo-lallazioni. E’ certo comunque che “pappa” e “mamma” saranno le prime (probabilmente anche “palla”).
Forse le scimmie superiori sono evolutivamente più vicine alla parola, ma non lo sono affettivamente. Non hanno la stessa urgenza di comunicare con noi. I cani hanno secoli di cose da dirci, anche sul nostro conto. Non credo che sarebbero solo piacevolezze.
(pubblicato su “Io donna”- “Corriere della Sera”)


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