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Archivio categoria ‘corpo-anima’
ATTIMO FUGGENTE
scritto da: marinaterragniin corpo-anima, esperienze

Una lettrice, con cui ho da tempo uno scambio via email, mi scrive che ha perso suo padre dopo una lunga malattia.
Il premio Nobel per la chimica Ilya Prigogine ha spiegato che la vita è una struttura dissipativa. In poche parole, un momentaneo stato di ordine dell’energia, che va a opporsi all’entropia e al caos. Almeno finché quest’ordine apparente e provvisorio dura. Finché l’onda caotica non lo riporta in sé.
Quando qualcuno muore, al suo posto resta un buco in cui lo scambio di energia si fa vorticoso. Dall’ordine si torna al disordine, che travolge anche quelli che restano, e in parte muoiono un insieme al loro caro. Dall’organizzazione si passa violentemente alla disorganizzazione, e il dolore esprime tutta la fatica di resistere al terremoto, aggrappati a quel poco che è rimasto in piedi. Il tempo del lutto è quello che serve a lasciar precipitare tutto quello che è stato violentemente agitato. Le energie devono potersi riorganizzare in un nuovo ordine, suggellato dal ritorno delle illusioni e di un po’ di incanto.
Se la vita è energia organizzata, come dice Prigogine, se siamo solo un attimo di ordine, diventa chiaro a che cosa servono le regole e le tavole della legge che ci diamo, argine contro il disordine. Ma si capisce anche perché a quella caotica energia che origina l’”anomalia” della vita dobbiamo restare in qualche modo timorosamente e consapevolmente connessi. In altre parole, perché non possiamo vivere senza Dio.
MANDATECI GREENPEACE
scritto da: marinaterragniin POLITICA, corpo-anima

Ieri mattina, tra le 7.30 e le 8, in viaggio verso Varese, su una navetta che doveva portarmi da quelle parti per una giornata di lavoro. Adesso quasi mi dispiace di aver contribuito per una volta a quella prova generale dell’Apocalisse, anche se io la macchina non la prendo mai. Sulla corsia opposta, in direzione Milano, una fiumana impressionante di auto in una lenta colonna, i fari che fendevano quell’aerosol gelato di bruma e veleno, 9 su 10 con un solo passeggero a bordo. Meglio tenere i finestrini chiusi, per poter respirare. E’ la follia quotidiana che io ho la fortuna di non vedere mai. Solo di respirare, come tutti. Che vi sia o meno una correlazione positiva tra inquinamento e leucemie, forme infantili comprese, la catastrofe è sotto gli occhi e nelle narici di tutti. Chi prende volonterosamente il treno per venire in città dice che dal debutto dell’Alta velocità in poi i collegamenti, già insufficienti, sono ancora più precari, e i ritardi più cospicui e frequenti.
Forse ci vorrebbe una class action contro tutte le istituzioni responsabili dell’assenza di una politica ambientale. Forse si dovrebbe chiedere il congelamento di Expo almeno fino a che non saranno state adottate misure efficaci e di elementare buon senso, come la limitazione severa del traffico privato e un forte investimento sui trasporti pubblici. Forse ci vorrebbe Greenpeace a bloccare le strade. E in cima alla lista di domande da porre a chiunque si candidi e a qualunque livello a ricoprire una carica pubblica, dovrebbe esserci sempre e solo questa: “Che cosa intende fare per l’ambiente?“.
FATEMI UN SORRISO!
scritto da: marinaterragniin corpo-anima, esperienze

Mi sconnetto -involontariamente- per qualche giorno e vi ritrovo depressucci… Via, ragazzi! Diminuire le quantità di cibo, il fegato chiede una tregua. Un po’ di yoga per ristabilire l’equilibrio. Un bello scrub con spugna ruvida sotto la doccia. E respirare. E’ cambiato il giro della luce: sintonizziamoci! La guru Li Edelkoort promette una svolta vera dal 2011: usiamo il 2010 per farci trovare pronti.
Ieri 10 ore di viaggio dalla Maremma a Milano: un vero incubo. Eppure eccomi qua, 8 del mattino, tonica.
Fatemi un sorriso.
BOTULINO: VEDETE VOI…
scritto da: marinaterragniin corpo-anima

http://www.cosmeticenhancementsforum.com, forum dedicato al botulino. “Floating gale” ringrazia tutti quelli che le hanno fatto coraggio il 2 ottobre, quando subito dopo un’iniezione si è sentita chiudere la gola e mancare il respiro, e ha lanciato l’sos sul web: “Sono passate 5 ore e sto sempre male! Ho il terrore di smettere di respirare durante il sonno”. Il 7 ottobre Floating gale per fortuna è ancora tra noi, sta meglio e scrive di nuovo: “E’ incredibile che tanta gente rischi la salute per questo, e che ci venga detto così poco. Sembra che ci sia una congiura del silenzio… Mi sconvolge che i media parlino così poco degli effetti collaterali”.
Parlarne non è facile, in effetti. Per vergogna, per paura, per dimenticare in fretta o altro, chi ha avuto qualche guaio se lo tiene per sé. Nella comunità medica gira voce di casi di gravissime patologie insorte in seguito a iniezioni di tossina botulinica. Ma nessuno ha voglia di parlarne.
La bergamasca Francesca Descrovi, invece, racconta volentieri la sua horror-story: mesi e mesi di calvario dopo un’iniezione, astenia generale, muscoli flosci, faccia cadente, mascella pendula, diplopia, capogiri, cefalee violentissime, ripetuti ricoveri e due mesi a letto (tutta quanta la vicenda potete leggerla qui sotto). Ma dice anche di non avere certezze sulla sostanza che le è stata iniettata: il medico non le ha mostrato la fascetta del farmaco.
Avverte Massimo Signorini, responsabile del dipartimento di Chirurgia plastica dell’Istituto Dermatologico Europeo di Milano: “Esiste un mercato nero della tossina botulinica. Prodotti più economici, cinesi, coreani, che non vengono sottoposti ad alcun controllo e possono contenere anche sostanze di taglio non identificate”.
Insieme ad Alfredo Berardelli, dipartimento di Scienze Neurologiche dell’Università La Sapienza, Signorini ha animato un workshop milanese sul botulino. Tolta la possibilità di effetti collaterali elencati anche dal “bugiardino”, il botox può essere utilizzato con fiducia? E quanto al rischio che la sostanza “migri” dal punto di iniezione ad altre parti del corpo, anche al sistema nervoso centrale, come dimostrato da una nota ricerca del Cnr di Pisa coordinata da Matteo Caleo? (vedi in questo blog).
Secondo Signorini e Berardelli il botox può essere utilizzato in tutta serenità, ovviamente solo da medici esperti e ai giusti dosaggi. E anche un’eventuale migrazione della tossina dal punto di iniezione al sistema nervoso centrale “sarebbe a dosi talmente minime da non avere effetti degni di nota”. Non si nega, cioè, che la tossina possa raggiungere il sistema nervoso centrale con possibili effetti sul suo funzionamento, ma si dice che “tale effetto è sostanzialmente trascurabile alle dosi terapeutiche utilizzate nell’uomo”. Ribadisce Berardelli: “Anche se vi fosse una captazione della tossina a livello centrale, gli effetti sarebbero clinicamente irrilevanti”.
Chiedo a Matteo Caleo se è d’accordo: “Sull’uso estetico mancano dati sperimentali, quindi nulla può essere detto con certezza” dice. “Ma ai dosaggi terapeutici, come nei casi di distonia e spasticità, effetti clinicamente rilevanti a livello del sistema nervoso centrale sono un fatto verificato. Quando altero il funzionamento di un muscolo, altero anche il suo ingresso nel sistema nervoso centrale. Si tratta di un sistema molto complesso: se intervengo su un elemento, anche gli altri reagiscono. Ma c’è dell’altro” continua Caleo. “Uno dei più importanti produttori della tossina sta conducendo dei trial per verificare un possibile uso antidolorifico della tossina. Non si parla della già nota azione sulla tensione muscolare, ma di altro. Pare infatti che il botulino agisca anche a livello sensoriale, sui neuroni nocicettivi (coinvolti nella percezione del dolore, ndr). Queste ricerche quindi ammettono il coinvolgimento di altri circuiti neuronali. Varrebbe la pena di saperne di più”.
Va detto però che l’effetto del botulino è transitorio. Dopo qualche mese si esaurisce: lo sanno bene le signore che devono ripetere l’iniezione almeno due-tre volte l’anno. Temporaneità che vale anche per gli effetti sul sistema nervoso centrale?
Dice ancora Caleo: “Il cervello è un organo plastico. Qualunque esperienza può modificarlo permanentemente. Non si può quindi escludere che capiti anche con il botulino. Anche il muscolo è plastico, ed è dimostrato che ripetuti trattamenti con la tossina modificano le proporzioni tra fibre lente e fibre veloci a favore delle fibre lente. In caso di spasticità questo è ritenuto un effetto collaterale positivo, perché la tensione muscolare via via si allenta. Ma se cambia il muscolo, possono cambiare anche le strutture centrali, permanentemente “silenziate”. Quindi allo stato attuale non possiamo escludere modificazioni permanenti anche a livello neuronale in seguito a trattamenti ripetuti”. Con quali possibili effetti, è ancora da capire.
In sostanza, secondo Caleo, effetti “clinicamente rilevanti”, anche benefici, sono dimostrati nei pazienti affetti da spasticità trattati a lungo termine con tossina botulinica; per quello che riguarda ripetuti trattamenti estetici, non disponiamo ancora di dati sufficienti per escluderlo, e varrebbe la pena di ricercare di più e meglio: qual è il prezzo di quelle due rughe in meno?
“E’ quello che chiedo da anni” dice il dermatologo milanese Antonino Di Pietro. “Queste ricerche andrebbero finanziate e sostenute. E invece su prestigiose riviste di salute si leggono titoli che tagliano corto, tipo “Botulino antirughe senza rischi”. O ancora, su “La pelle”, periodico specializzato, “Il botulino non va a spasso”: le ricerche di Caleo e del Cnr, che non hanno alcun interesse in gioco, dimostrano il contrario. I pazienti devono essere correttamente informati, per una valutazione dei costi e dei benefici”. Su questo, nessun dubbio.
LA GUERRA DEL BOTOX
Ivan Goldsmith, medico estetico di Las Vegas, ha intentato un’azione legale contro il gigante Allergan. Benché sull’etichetta del botox sia chiarito che ogni fiala va utilizzata per un solo paziente, i rappresentanti della casa farmaceutica –asserisce il ricorso- promuovono verbalmente l’uso multiplo della fiala da 50 e 100 unità. Il medico sottolinea il rischio di diffusione di patologie come epatiti o Aids. Usare correttamente una fiala per ogni paziente, dice Goldsmith, lo ha finanziariamente steso. Il botox da 100 unità costa al medico 1000 dollari, ma per un trattamento, che richiede quantità di tossina molto inferiori, in genere al paziente non se possono chiedere più di 500 .
Allergan, produttore del Botox (tossina botulinica A) ha invece intentato un’azione legale senza precedenti contro il Governo federale americano per presunta incostituzionalità. Il botox è approvato negli Stati Uniti per il trattamento dello strabismo, della sudorazione eccessiva, delle rughe e di altri disturbi, ma i medici possono utilizzarlo anche “off label”, cioè fuori dagli usi consentiti, per disturbi come spasmi facciali, emicranie e problemi alle corde vocali. Il Fda, ente federale che sovrintende alla sicurezza dei farmaci, proibisce però alla casa farmaceutica di promuovere presso i medici gli usi “off label”. Secondo Allergan il divieto violerebbe il primo emendamento della Costituzione americana, che sancisce la libertà di parola.
HORROR STORY
Testimonianza della signora Francesca Descrovi, 44 anni, Bergamo.
Avevo già provato il botulino senza problemi. Un giorno vengo a sapere che anche il mio medico di famiglia fa queste iniezioni. Dice di aver preso una specializzazione in medicina estetica e insieme alla moglie, che è dentista, ha aperto un centro a Bergamo. Ho saputo in seguito che sulla poltrona dello studio dentistico venivano praticate anche liposuzioni.
10 anni fa il dottore mi aveva già iniettato acido jaluronico nelle rughe nasogeniene. Un particolare acido jaluronico, mi aveva detto, che durava più di quello comune perché conteneva anche sostanze inerti. E infatti a distanza di tanto tempo vi sono ancora indurimenti palpabili.
Nel marzo 2007 mi rivolgo a lui per il botulino. “Vedrai” mi dice “ti sembrerà che non passi più”, intendendo che l’effetto sarebbe stato molto duraturo. Mi pare strano, sapevo che in genere l’effetto si esaurisce in tre mesi, ma mi fido. Anche se noto che mentre prepara l’iniezione si nasconde, ha un’aria furtiva. Anche la quantità è notevole: nelle due rughe glabellari si formano due ponfi. Lui mi dice: “Non farti docce troppo calde, altrimenti lo “snervi””.
Nel giro di una mezz’ora comincio a sentire una strana astenia alle gambe. Non riesco a fare le scale. Un paio d’ore dopo, un cedimento della mandibola dalla parte destra, come se perdesse forza. Progressivamente tutta la parte destra del viso comincia a cedere. La sera stessa chiamo il medico, che mi tranquillizza: “Ieri l’ho iniettato a un’altra paziente e non è successo nulla”. Non sono un’ipocondriaca, ho un temperamento solare e vitale. Eppure mi sento sempre peggio.
Dopo 15 giorni la situazione è disastrosa: diplopia e capogiri con labirintite. Vengo ricoverata, parlano di labirintite da stress, nessuno crede che sia colpa del botulino. Dopo 20 giorni la labirintite passa. Anche il viso riprende un po’ di tonicità, anche se collo e mandibola destri restano lassi. I primi veri miglioramenti li vedo dopo dieci mesi, ma la sostanza è ancora attiva, tant’è che non riesco ancora a corrugare la fronte. A causa della perdita di tono, il volume dei muscoli delle gambe e dei pettorali si è ridotto.
Nel dicembre 2008 accompagno un’amica da un’estetista che usa il Led IR, apparecchiatura a infrarossi che viene usata, mi spiegano, per la riabilitazione dei muscoli. Decido di provarla su viso e collo ancora atonici. E qui è la catastrofe. Un senso di indurimento alla testa, come per una fortissima compressione dei nervi cranici. Il viso si gonfia, assume un colorito grigiastro e cadaverico, gli zigomi crollano, la lingua diventa dura, è semiparalizzata. Sono totalmente astenica, perfino incontinente. Il tecnico mi dice che forse il Led “ha portato in giro il botulino”.
Mi rivolgo nuovamente al medico di famiglia, che ipotizza una malattia autoimmune, ma mentre me lo dice abbassa lo sguardo. Che cosa mi ha iniettato?
Vengo di nuovo ricoverata per una settimana, pensano a una fibromialgia. Tornata a casa devo restare a letto per due mesi, con bruciori e dolori, e i muscoli che alternativamente si induriscono e si rilasciano. Non sono più autosufficiente, sono costretta a trasferirmi da mia madre, devo rinunciare a svariati contratti di lavoro.
Vengo sottoposta a tutti i possibili esami, ipotizzano anche una depressione. Ma io non sono mai stata depressa, e per il resto sono sana come un pesce. Gli esami sono a posto. Nessun medico è disposto a riconoscere che i miei problemi derivino dal botulino. Tutti ribadiscono che in ogni caso l’effetto non dura più di tre mesi. Ma prove tossicologiche non ne vengono eseguite.
A quasi un anno di distanza mi sento molto meglio. Anche il viso si sta normalizzando, benché non mi possa dire del tutto guarita. Una parte del corpo resta ipertonica e l’altra debole, vado in palestra per aiutarmi. Ho rughe dove non c’erano, la pelle presenta strane chiazze benché io non abbia mai preso sole.
Non ho prove certe che tutto questo mi sia capitato in seguito all’iniezione di botulino. Eppure tutto è cominciato lì, ne sono sicura. All’ospedale San Raffaele di Milano mi hanno detto che in giro c’è di tutto, un vero mercato nero di queste cose, e che non si sa che tipo di tossina botulinica mi sia stato iniettato. Del resto il medico di famiglia non mi ha mai mostrato la fascetta del farmaco, non mi ha comunicato il numero del lotto né fatto firmare un consenso informato. Ha detto solo di aver usato un noto prodotto in commercio. O forse si è trattato di un errore di dosaggio. O era il sito dell’iniezione a essere sbagliato. Ma ne sono certa: tutto è accaduto dopo quell’iniezione.
Attendo la guarigione completa per decidere se sporgere querela o meno. Finora ho dovuto occuparmi della mia salute. Ma intanto voglio che le altre donne sappiano, perché non capiti anche a loro quello che è successo a me.
SPARATEMI
scritto da: marinaterragniin corpo-anima, esperienze

madonna e il suo toy-boy jesus
E ora ve ne dico un’altra, che ho sentito da Tara Gandhi, nipote del Mahatma. Il fatto che la vita di una donna e di un uomo si scandisce in 4 tempi: quello dedicato all’apprendimento, quello dedicato alla materialità e al godimento, il tempo dedicato al mondo, e quello riservato allo spirito.
Ho pensato alla ridicolaggine del sesso obbligatorio nella terza età, e in particolare a certe maturissime signore che, sul modello maschile, vanno a caccia di ragazzini, inchiodate al secondo tempo, incapaci di cogliere la bellezza del terzo, e poi del quarto.
E adesso sparatemi.

tara gandhi
PRETENDI DI PIU’
scritto da: marinaterragniin DONNE E UOMINI, POLITICA, corpo-anima

La ragazza è tondetta, in slip e reggiseno, e si guarda il sedere allo specchio, sovrapponendovi l’immagine di due glutei più piccoli e più sodi, con culotte di pizzo come si deve. Claim: “Pretendi di più”. E’ il manifesto pubblicitario della palestra GetFit. Sul corpo delle donne si è visto ben di peggio. Ma stavolta scatta qualcosa.
Qualcuno disegna un fumetto: “Voglio fare la velina”, e poi, sul seno della ragazza: “Grazie Presidente”. Un’altra mano scrive: “Sì, pretendiamo di più. Di riprenderci il nostro corpo: femminile, maschile, ma non commerciale. Che la “creatività” dei pubblicitari abbandoni queste banalità. Che nessuno si lamenti se imbratto con il pennarello qualcosa che imbratta la nostra dignità”. Seguono spontanee decine di firme: Tiziana, Beatrice, Claudia, Elena, Alice; ma anche, novità assoluta, Marco, Davide, Matteo.
Parte anche un dibattito online: complesse analisi del messaggio pubblicitario, ma anche proteste schiette: “Fa schifo. Ma proprio schifo, dico”. “Il vero messaggio è questo: tu grassa non meriti niente di più che una pubblicità demenziale”. “Se le mettevano un burqa in testa e nello specchio si vedeva la faccia pigliavano due piccioni con una fava”. “E’ troppo offensivo, perché la ragazza è pietosa, mostra una scena che non auguro a nessuno di vivere ma tante vivono”.
Di colpo, la misura è colma. Ragazze e ragazzi che passano di lì, e dicono con semplicità che il corpo è loro. Sembra nulla, ma si tratta di biopolitica. In Italia le ultime proteste contro l’abuso dell’immagine del corpo femminile risalgono a metà anni Settanta. Ma lì era contro la pornografia. Qui è diverso. Qui non è in questione la nudità della ragazza, ma la dittatura della forma fisica. E’ la ribellione contro l’immagine al centro dell’identità. Contro gli scheletri che si continuano a vedere in passerella. E’ un sussulto di dignità contro le indegnità e i mercimoni che hanno infangato la politica nel nostro paese. E accanto alle ragazze, per la prima volta, ci sono anche i ragazzi: ci vorrebbe la penna di Michel Foucault, per raccontare questa storia.
Qui c’è una generazione che smette di essere acquiescente e fa sentire la sua voce. Ricominciando dal corpo. E spesso quello che conta ricomincia di lì. Roba da far tremare i polsi a tutti i nostri vecchioni, e alle loro compiacenti Susanne.
(pubblicato su Io donna-Corriere della Sera il 17 ottobre 2009)
BOIKOT LA GRIFFE!
scritto da: marinaterragniin DONNE E UOMINI, corpo-anima
Bravò! a Costume National, che alle sfilate parigine ha bocciato la modella Dree Hemingway (figlia di Mariel, la Tracy di Manhattan, pronipote dello scrittore, inconfondibile aria di famiglia nel suo bel viso) perché, parole dello stilista della maison Ennio Capasa, “quando si è tolta la giacca non potevo crederci: uno scheletro. Troppo”.
Ancora troppe bambine anoressiche viste nei reportage dell’ultima tornata di sfilate, altro che codice di autoregolamentazione. Basta! Le giornaliste di moda ci facciano sapere chi sono gli stilisti sadici e che continuano irriducibili a pretendere queste grucce di ossa. Boikot la griffe: i misogini che pensano alle donne in questo modo non possono più essere premiati.
INSETTI CLANDESTINI
scritto da: marinaterragniin AMARE GLI ALTRI, Senza categoria, TEMPI MODERNI, corpo-anima
“Insetti clandestini? Ferma l’invasione!”: che cosa ve ne pare? E’ il claim di un manifesto pubblicitario dell’insetticida Sandokan. Stupendo, no? Qualcuno ha reagito. Per esempio l’Assessora Nadia Conti, comune di Campi Bisenzio (Firenze). Che all’azienda ha scritto così:
Gent.ma Direzione, stamani sollecitata da alcuni cittadini della città di Campi Bisenzio, ho visto la vostra pubblicità sugli insetticidi che penso siano di vostra produzione. Ritengo sinceramente che essa contenga degli slogan che non aiutano la convivenza. Per quanto possa conoscere degli insetti, se non ritenerli semplicemente fastidiosi, non credo che essi siano dei clandestini, forse viaggiano nascosti da un continente all’altro nei nostri bagagli o forse affrontano lunghe ore di viaggio per venire nel nostro bel paese sperando di trovare alimenti migliori. Ma credo che abbiano il diritto e la libertà di volare, viaggiare, riprodursi e che non vi sia al mondo una legge che richiede la loro identificazione o permessi. Che io sappia inoltre non esistono centri dove identificarli nè tanto meno credo che voi abbiate la possibilità di espellerli anche se asserite che potreste fermane l’invasione. Per cui ritengo non appropriato utilizzare questo aggettivo dispregiativo degli insetti anche perchè, come voi sicuramente sapete esso è utilizzato per gli esseri umani e fermarne l’invasione ricorda la venuta dei normanni, la sconfitta di Pirro, l’arrivo dei Turchi, la presa della Bastiglia e via via a seconda del paese in cui si nasce e poco si adatta a una campagna pubblicitaria che vuole aiutarci ad allontanare solo dei fastidiosi insetti. Questo ovviamente quello che penso e spero che anche voi possiate ripensare al vostro messaggio commmerciale. Grazie per l’attenzione, cordiali saluti.
L’azienda risponde in questo modo:
In merito alla ns. ultima campagna pubblicitaria desideriamo chiarire le ns. posizioni:
* Il termine clandestino significa “fatto di nascosto o contro il divieto di qualche autorità” . Non ha in alcun modo accezione negativa e tanto meno razzista: i movimenti partigiani e la stessa Resistenza erano sistemi di lotta clandestina all’oppressione nazi-fascista.
* Proprio per il suo significato, il termine clandestino è perfettamente adeguato per descrivere tutti quegli animali indesiderati si annidano nelle abitazioni e nei giardini. Tanto è vero che il termine clandestino è stato impiegato in diverse autorevoli pubblicazioni che trattano di Zoologia Applicata e Entomologia Urbana. Per Sua conoscenza: Marco Di Domenico, 2008 Clandestini. Animali e piante senza permesso di soggiorno Bollati Editore 208 pag.GIORGIO CELLI sulla formica Argentina ed altre ancora che potrà trovare facilmente in internet.
* Nel nostro messaggio pubblicitario sono inserite numerose immagini identificative di zanzare, blatte, formiche acari e altri animali indesiderati che fugano ogni eventuale fazioso dubbio interpretativo.
* Si sta giudicando l’operato del Nostro Staff e della Nostra Azienda che ha sani principi che tutti i nostri Clienti ci riconoscono e che ha il merito di aver offerto al mercato innovazione e soluzioni a basso impatto ambientale ma allo stesso tempo molto efficaci per insetti e altri animali “clandestini”.
* Tornando ai clandestini, non troviamo nessun nesso tra la parola clandestini e l’allusione razzista o xenofoba! Ognuno di noi anche se Italiano può facilmente diventare clandestino! Basterebbe recarsi in qualsiasi paese civile e restarci senza i necessari permessi o visti di soggiorno. Quindi razzisti contro chi? E per quale ragione?
* La nostra Azienda ha il piacere di contribuire per l’apertura di asili in Brasile ed in Madagascar senza adoperarli come strumenti pubblicitari, questo sì che sarebbe di cattivo gusto.
* Non gradiamo che si strumentalizzi nè Socialmente nè Politicamente in alcun modo la nostra campagna pubblicitaria che riteniamo chiara ed adeguata agli obiettivi di comunicazione.
* La nostra Azienda ha oltre 25 anni di storia e ha dato lavoro a tante meritevoli persone, sia Extracomunitari che Italiani.
* È necessario salvaguardare il principio che sancisce che la libertà del singolo termina ove inizia quella degli altri. Questo principio è valido anche per la libertà di espressione.
Il fatto è che oggi, nell’uso comune, il termine “clandestino” ha un significato quasi univoco, e indica la condizione dei sans papier. E spesso gli indesiderabili, per esempio gli ebrei, in momenti storici ancora molto vicini, sono stati definiti “insetti”. Una parola significa anche in relazione al contesto, e il contesto attuale è questo. La sensazione è che lo slogan abbia voluto accarezzare il pelo al contesto. Qualcuno propone di boicottare l’insetticida Sandokan. Vedete voi. Intanto stamattina, mentre compravo il pane nel mio paesello, un’angelica bambina mi ha detto che ieri in piazza c’erano gli zingari. E che loro bambini, doverosamente, gli hanno dato la caccia. Come a dei topi, o a degli scarafaggi, appunto. L’onda razzista minaccia costantemente di alzarsi, e la guardia va tenuta alta.
IL VIRUS SIAMO NOI
scritto da: marinaterragniin TEMPI MODERNI, corpo-anima
Di fronte alla pandemia da virus A (accidenti, deve essere un virus che conta, per averlo chiamato così) ho constatato fin qui grossomodo tre tipi di reazioni.
A) maggioritaria: è una cretinata, hai visto l’avaria e la sars? sono epidemie mediatiche, invenzioni delle case farmaceutiche, eccetera (oltre a essere tutti ct, siamo anche tutti virologi)
B) preoccupazione rassegnata e perplessa: sarà quel che sarà, che cosa ci possiamo fare? laviamoci le mani di continuo, io mi compro il motorino, o anche un monopattino a motore, così non vado più in metrò
C) panico ipocondriaco
Un dottore di cui mi fido mi dice questo: che probabilmente ce la beccheremo in tanti, e che come nel caso di comune influenza dovremmo in stragrande maggioranza riuscire a cavarcela con un po’ di paracetamolo, semmai qualche antibiotico, più raramente l’antivirale. Che il rischio vero sarà quello di avere mezza Italia ferma, tra influenza effettiva e impanicamento preventivo (il mio collega tossisce, sarà meglio che mi faccio venire un attacco di cervicale, e che Brunetta vada a quel paese). Che gli ospedali rischiano di andare in tilt.
Ma tutto sommato potrebbe essere anche la prova generale per una pandemia prossima ventura -magari fra tre-quattro anni- causata da un virus che oltre a essere molto contagioso sarà effettivamente molto cattivo, e farà piazza pulita di un bel po’ di esseri umani.
Il fatto è questo: che il pianeta è sovraffollato di creature tossiche (noi umani). Noi siamo il suo virus, lo stiamo maltrattando, e lui vuole guarire. Lo si può capire. Ma la prospettiva, antropocentricamente parlando, non è delle migliori. L’apocalisse, per farla breve. Niente male.
BELLEZZA TOSSICA
scritto da: marinaterragniin TEMPI MODERNI, corpo-anima
Il botox io l’ho provato. Una volta sola. E per tre mesi quel cipiglietto da concentrazione (rughe glabellari) tra le sopracciglia effettivamente si è spianato. Poi è tornato. E me lo sono tenuto. Non è per me l’idea di farmi iniettare tre o quattro volte l’anno una tossina -il veleno più potente che si conosca, capace di interrompere la trasmissione tra neuroni- per spianare un lembo di fronte. Anche perché conosco alcuni medici i quali, rinunciando a introiti ragguardevoli, dai 300 ai 600 € per un lavoretto da un minuto o due, del botulino non ne hanno mai voluto sapere. Una ragione ci sarà.
Poi, poco più di un mese fa negli Stati Uniti, dove il trattamento è sempre stato dato per sicuro e va a gogo (costa meno di un lifting, e in tempi di crisi non è cosa da poco), il Food and Drug Administration, ente che sovrintende alla sicurezza dei farmaci, ha disposto che sulla confezione del farmaco siano indicati con chiarezza tutti i possibili effetti collaterali della tossina, dovuti al fatto che dal punto di iniezione può migrare ad altre parti del corpo, e quindi interrompere la neurotrasmissione anche altrove. Forse, come vedremo, anche nel cervello. La segnalazione dei rischi peraltro era già stata resa obbligatoria in Canada: pericoli di debolezza muscolare, difficoltà di deglutizione, problemi respiratori e di parola, polmonite da aspirazione. Reazioni avverse gravi, sia pure “molto rare”, che anche l’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) ha ricordato in una circolare ai medici.
E non è tutto. Il cervello, dicevamo. Sperimentando sui topi per capire se la tossina possa servire anche a trattare le epilessie resistenti ai farmaci (l’idea è bloccare l’ipereccitabilità cerebrale così come si blocca quella muscolare), un’équipe dell’Istituto di Neuroscienze del Cnr di Pisa, quattro giovani ricercatrici coordinate dal trentanovenne ligure Matteo Caleo, ha scoperto che la tossina può andarsene a spasso lungo il sistema nervoso, raggiungendo il cervello.
Che il botulino potesse viaggiare a bordo dei neuroni finora era stato escluso, ed era uno dei motivi per cui il suo uso veniva ritenuto sicuro. E invece si è visto che nel giro di pochi giorni, partendo dai muscoli facciali dei topolini, la tossina ha raggiunto a ritroso via neuroni il sistema nervoso centrale, fino a modificare i circuiti neuronali.
Pubblicata da The Journal of Neuroscience e riportata dai più autorevoli columnist scientifici del mondo, la notizia è esplosa come una bomba. La decisione del FDA, già peraltro pressato da Public Citizen, associazione di consumatori che chiedeva ragione di 16 morti da botulino e di 180 reclami per effetti collaterali gravi, ha senz’altro a che vedere con la scoperta italiana.
Nel suo dolce accento spezzino Caleo dice che pubblicare il lavoro non è stato facile: “Nature e Science l’avevano inizialmente cassato… Non pensavamo certo di scatenare un putiferio simile. La novità che abbiamo visto è che non solo la tossina migra nel sistema nervoso centrale, ma lì è anche in grado di agire. Abbiamo somministrato la sostanza in un emisfero cerebrale e l’abbiamo ritrovata attiva anche nell’altro, e 6 mesi dopo gli effetti erano ancora presenti. Poi abbiamo sperimentato sul sistema visivo, e anche qui abbiamo visto un trasporto retrogrado, dal nervo ottico verso il sistema nervoso centrale”.
E che cosa può combinare il botulino, una volta arrivato al cervello? “Stiamo lavorando per capirlo: in due, e con i mezzi che abbiamo…” dice ancora Caleo. “L’ipotesi è che la tossina possa avere conseguenze funzionali. Che possa bloccare l’effetto eccitatorio anche a livello cerebrale, come accade nei muscoli”.
Una delle critiche ricorrenti alla ricerca, attaccata da più parti, è che la composizione utilizzata per gli esperimenti non è la stessa dei preparati in commercio. Ribatte Caleo: “Quando questi preparati vengono iniettati, le proteine-veicolo si dissociano. La tossina torna “nuda”, insomma. E si comporta sempre allo stesso modo”.
Per quanto la schiera dei prudenti e dei botox-scettici sia in aumento, sulla pericolosità del botulino i medici continuano a dividersi. Secondo Niccolò Scuderi, direttore della Scuola di chirurgia plastica ricostruttiva e docente alla Sapienza di Roma “la ricerca ha poco significato dal punto di vista clinico. E poi il quantitativo che si usa è decisivo. I dosaggi per l’uso estetico sono bassi, e non arrivano a saturare il recettore: in sostanza, tossina “libera” in giro non ne resta”.
E le morti da botulino segnalate in America? “Non c’entrano con l’uso estetico” dice Scuderi. “Hanno a che fare con l’utilizzazione della sostanza come farmaco salvavita in casi di ictus o paralisi spastiche: qui i dosaggi sono molto più alti. E non è affatto chiaro se i pazienti, tra cui bambini molto piccoli, siano deceduti per il botulino o per la patologia pregressa”. Ma Russell Katz del FDA non ha escluso che reazioni gravi e anche fatali siano possibili anche con l’uso cosmetico, cosa di cui i pazienti, dice, dovrebbero essere messi al corrente.
Antonino Di Pietro, noto dermatologo milanese, è stato fra i primi “obiettori” del botox: “Respingo 10-20 richieste al giorno” dice “e per ragioni di coscienza. Non ho mai creduto al rischio zero: si tratta di una tossina, quindi è ovviamente tossica, e da medico credo che il mio compito sia curare, non avvelenare. Una pelle è bella quando è sana. La ricerca di Caleo conferma la necessità di usare prudenza: che cosa succede se la tossina arriva al cervello? In più” continua Di Pietro “nel tempo l’organismo sviluppa anticorpi: significa che per ottenere l’effetto devo iniettare più preparato, con aumento proporzionale dei rischi. C’è anche il fatto che la tossina è veicolata da albumina, sostanza che può dare choc anafilattico: so di una collega a cui è capitato”.
Gli effetti collaterali possono anche essere “banali” inestetismi: non è poco, trattandosi di un trattamento che dovrebbe abbellire. Bloccando alcuni muscoli, altri compensano lavorando di più e producendo nuove rughe. Inoltre la paralisi può compromettere il drenaggio linfatico, “gonfiando” gli occhi.
Visti i risultati della sua ricerca, chiedo a Matteo Caleo se sconsiglierebbe decisamente le iniezioncine: “Esiti fatali da uso estetico non sono noti. E’ anche vero, però” dice “che veri e propri studi non sono stati mai condotti: sugli effetti a lungo termine, ad esempio, per verificare se non vi sia il rischio di atrofia muscolare. In definitiva” conclude “mi pare ascientifico e piuttosto leggero utilizzare una sostanza a fini estetici senza conoscerne tutti gli effetti, anche se devo dare atto ai medici che sostengono di non avere mai avuto problemi”.
A fare un giro nei forum di “autocoscienza” online, però, vengono i brividi: i partecipanti a Cosmetic Enhancement Forums, ad esempio, denunciano “spasmi alle sopracciglia”, “occhi gonfi”, “stanchezza”, “zigomi scavati e aria stanca e malata”, “sinusite, otite, stanchezza, mal di testa, nausea, sonnolenza, ansia, visione confusa”, “zigomi cadenti, occhi secchi, senso di pressione al lato sinistro del volto”. Uno lamenta disturbi a distanza di 3 anni e 8 mesi dal trattamento: “occhiaie, senso di peso, male agli occhi, problemi di visione, mal di testa”. “Stavo cominciando a credere” scrive una poveretta “di essere la sola ad aver sperimentato questi orribili effetti collaterali”. Anche se, certo, non è dimostrato che i disturbi descritti siano senz’altro conseguenza del trattamento.
“Per quanto il marketing insista sull’innocuità della sostanza” dice ancora Antonino Di Pietro “sul foglietto illustrativo che solo il medico vede è elencata una sequela di effetti collaterali, fra cui la paralisi in altre localizzazioni. Tanto che si sconsiglia di mettersi alla guida dopo l’iniezione”. A parte il rischio al volante, le reazioni avverse elencate nel bugiardino del Vistabex, tossina botulinica di tipo A, sono: mal di testa, blefaroptosi (caduta della palpebra), dolore al volto, debolezza muscolare localizzata (comuni); tensione della pelle, parestesia, nausea, vertigini, spasmi, sindrome influenzale, edema, astenia, febbre, disturbi della vista, ansia (non comuni). Rash cutaneo, prurito e reazione allergica (rare). Si invitano anche i pazienti a rivolgersi all’ospedale in caso di debolezza generale, diplopia, disturbi della deglutizione e della parola, paresi dei muscoli respiratori.
“Non sono in assoluto contro il botox” conclude Di Pietro “ma mi batto per una corretta informazione. Chi lo sceglie deve farlo a ragion veduta, conoscendo tutti i possibili rischi. E valutando costi e benefici, come per ogni farmaco”.
Qualche elemento qui l’abbiamo dato. Poi, vedete voi.
(pubblicato su Io donna-Corriere della Sera il 20 giugno 2009)





