Valentino venduto al Qatar
Scritto da Michele Ciavarella in Fashion-zine | PermalinkTorna allo speciale
Un anno di moda
Allora, quello che scrivevamo solo due giorni fa si è verificato, le indiscrezioni erano, quindi, notizie: Valentino è stato venduto a Mayhoola for Investments S.P.C., società partecipata da un primario investitore del Qatar, dove dietro al “primario investitore” non è scorretto vedere la famiglia reale dell’emirato.
Con questa operazione, Mayhoola ha acquisito l’intera partecipazione di Valentino Fashion Group, insieme con la licenza della linea M Missoni, dal 2007 e finora di proprietà della Red & Black Lux S.à.r.l., società controllata dal Fondo Permira e dalla famiglia Marzotto (il machio Marlboro Classic e la partecipazione di maggioranza in Hugo Boss sono state scorporate dall’operazione e, quindi, continuano a rimaner e sotto il controllo di Red & Black-Fondo Permira).
La vendita della griffe è stata resa possibile grazie alle ottime performances del fatturato e del riconoscimento dello stile affermatosi con l’avvento dei due direttori creativi Maria Grazia Chiuri e Pierpaolo Piccioli, affiancati alla operatività dall’AD Stefano Sassi (foto sotto), un trio che ha portato Valentino a chiudere il primo semestre del 2012 con un fatturato in crescita del 23% rispetto al primo semestre 2011.
È comprensibile, sicché, la soddisfazione di un rappresentante di Mayhoola che dichiara: «Valentino è da sempre un marchio di grande fascino e di indiscusso posizionamento. Siamo rimasti colpiti dal lavoro fatto in questi anni dai Direttori Creativi Maria Grazia Chiuri e Pierpaolo Piccioli e da tutto il management team guidato da Stefano Sassi. La loro capacità di coniugare l’estetica e i valori definiti dal fondatore Valentino Garavani con una visione contemporanea e sofisticata ha reso il marchio estremamente attuale e con un grande potenziale di sviluppo. Il nostro obiettivo è quello di supportare il management al fine di raggiungere una piena valorizzazione delle prospettive di questo magnifico marchio. Crediamo inoltre che Valentino sia la base di partenza ideale per creare una più ampia presenza nel settore del lusso».
L’amministratore delegato di Valentino, Stefano Sassi, dal canto suo, ribatte con altrettanta motivata soddisfazione: «Siamo molto soddisfatti di questa operazione. Negli ultimi anni, nonostante il mercato del lusso presentasse momenti altalenanti, l’azienda ha sempre operato con grande intensità e con un orientamento di lungo termine, finalizzato a cogliere a pieno le grandi potenzialità del marchio. Il lavoro svolto ha portato ad una sensibile crescita del fatturato, pari a circa il 60% tra 2009 e 2012. L’attuale positiva evoluzione di Valentino potrà essere ulteriormente accelerata con il contributo del nuovo azionista. Colgo l’occasione per ringraziare Permira e la famiglia Marzotto che hanno supportato il management team permettendogli di realizzare importanti passi nella direzione dello sviluppo».
Quindi, tutto bene. Grazie al plus valore acquisito da Valentino, il fondo del Qatar getta le proprie basi per un futuro Gruppo del Lusso, Valentino continuerà a sviluppare le sue enormi potenzialità e l’Italia vedere sempre più allontanarsi la gestione del proprio patrimonio.
Non è, giuro, una questione di protezionismo, di italianità da difendere o di altro significato dietrologico, ma sorge spontanea una domanda: gli imprenditori italiani che mestiere stanno facendo? È proprio vero, allora, che all’imprenditoria italiana non piace la moda? E perché? Perché è vero, allora, che la moda in Italia non è vista né come cultura né come industria? Eppure, i fatturati di Valentino e di tanti altri marchi della moda italiana dicono il contrario. Da Giorgio Armani e Prada a Salvatore Ferragamo a Zegna e a tantissimi altri i bilanci sono lì che parlano, contrariamente ad altre industrie, diciamo così, più pesanti che non sono né competitive sul mercato internazionale, né macinano positività nei bilanci. Eppure… Eppure Valentino, unico marchio italiano che ha costruito la sua storia sulla costruzione del “glamour all’italiana” ha trovato un Fondo del Qatar come acquirente e non risulta che dall’Italia siano arrivate offerte.












































Ho un’idea democratica del lusso. Per questo mi piace la creatività fai da te come queste t-shirt da personalizzare utilizzando solo la luce solare: http://www.creuzanews.com/?p=1436… è una genialata di un’azienda californiana