| | | | La curiosità, motore delle serie tv.
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15.7.2009

La curiosità, motore delle serie tv.

Scritto da in Riflessioni | Permalink

La serialità è un’abitudine. Chi è appassionato di serie televisive lo sa.
Ci sono serate che non si esce per non perdere l’appuntamento fisso con le serie tv che si amano. E quando poi le stagioni si concludono rimane un vuoto dentro e cresce già l’attesa per la nuova stagione che inizierà da lì a qualche mese.
Alla base della serialità c’è il cliffhanger. Quel lasciare in sospeso lo spettatore che avrà la risposta (forse) nell’episodio successivo o addirittura nella stagione successiva. E’la versione attuale del “Riusciranno i nostri eroi…”.

E così è un cliffhanger il finale di “Private Practice” (Non immaginate ogni giorno quante ricerche su Google vengano fatte per sapere se Violet morirà) e lo è quello di “Grey’s Anatomy”. Il cliffhanger ci tiene attaccati perchè noi, inutile negarlo, siamo maledettamente cusriosi. In una serie televisiva il cliffhanger però si usa anche all’interno di ogni episodio.

Infatti se quando finisce un episodio dobbiamo aspettare una settimana, quando c’è uno spazio pubblicitario, gli sceneggiatori ci devono invogliare a non cambiare canale e continuare la nostra visione. Quante volte vi è capitato, anche da ragazzini di dire, mentre vedevate un telefilm, “ma mi interrompono sul più bello?”. Ecco, quel momento di tensione è studiato appositamente per creare l’attesa. Quindi un episodio di una serie tv avrà quasi sempre dei cliffhanger minori al suo interni e uno chiave alla fine.

Il cliffhanger è uno strumento fondamentale per tenere in vita una serie tv.

Mattia Nicoletti


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