Faccia d’Angelo rende giustizia alla grande fiction tv
Scritto da Mattia Nicoletti in Recensioni | PermalinkLa vita dei criminali, dei loro misfatti, dei loro amori, ha un particolare appeal sullo spettatore. Gli consente infatti di immedesimarsi in esistenze al limite che non sarebbe mai capace di vivere. I criminali rappresentano infatti antieroi abili nel compiere ogni atto per il potere e il denaro. Due elementi che affascinano chiunque.
Romanzo Criminale, la serie ispirata alla Banda della Magliana, lodata dalla critica e amata dal pubblico ne è stata un chiaro esempio. Quel sogno criminale di un gruppo di ragazzi di borgata di conquistare Roma, e quel rise and fall che ha attraversato la storia d’Italia degli anni ’70 e ’80, sono stati raccontati anche attraverso gli aspetti più personali dei protagonisti con il risultato di renderli inevitabilmente più umani.
Un’operazione simile Sky l’ha realizzata con Faccia d’Angelo (in onda lunedì 12 e 19 marzo alle 21,10 su Sky Cinema 1 HD), la storia di Felice Maniero, un affresco sulle scorribande del bandito veneto interpretato da Elio Germano. Il film televisivo in due parti di Andrea Porporati, replica ancora il percorso di ascesa e caduta di un malvivente e dei suoi compari, ma si concentra solo su di lui per descriverlo con dettagli minuziosi (anche nelle riprese, in cui il volto di Maniero e il suo sorriso risultano spesso in primo piano). Partendo dalla sua gioventù ricostruita con alcuni flashback, Germano riesce a dare un’interpretazione magistrale e credibile in ogni suo aspetto rappresentando Maniero nelle sue ambivalenze e contraddizioni.
Dall’idea di banda (e conseguente approfondimento dei suoi componenti) di Romanzo si passa all’idea del singolo (sebbene si rappresenti tutta la Mala del Brenta) di Faccia d’Angelo con una fotografia del nostro paese quasi parallelo a quello della Magliana.
Come i grandi conduttori, i grandi manager e i grandi politici, il Felice Maniero del film può conquistare il pubblico con il suo carisma, tuttavia, come ho già sostenuto più volte per Romanzo relativamente alle accuse di apologia, la sconfitta finale del male è un messaggio che ribadisce il valore della giustizia.











































Romanzo è Romanzo, sono d’accordo. E’ anche una serie e non un film per la tv dove i tempi sono ridotti ed è più difficile fare emergere i personaggi. @Davide, senza discutere su bello o brutto, puoi solo dirmi cosa non ti è piaciuto dell’interpretazione di Germano?
Carino, nulla a che vedere con romanzo criminale. Poca suspence, poco coinvolgente…mi stavo quasi addormentando. Speriamo meglio x la seconda puntata
Che recensione falsa e bugiarda. Rispetto a romanzo criminale (film e serie) questa miniserie non ha proprio niente da spartire. Bruttissima , come la recensione di questo sito. “Germano riesce a dare un’interpretazione magistrale e credibile in ogni suo aspetto rappresentando Maniero nelle sue ambivalenze e contraddizioni.” ma che cosa dici?
L’ ho visto. Mi è piaciuto.