| | | | Ritorna Il Trono di Spade. I segreti della serie svelati dal suo creatore
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11.5.2012

Ritorna Il Trono di Spade. I segreti della serie svelati dal suo creatore

Scritto da in Interviste | Permalink

David Benioff, uno dei creatori de Il Trono di Spade (la seconda stagione da stasera e ogni venerdì su Sky Cinema 1 HD alle 21,10 con doppio appuntamento), racconta le complessità nel realizzare una serie simile e come è stata affrontata la seconda stagione dopo i colpi di scena della prima.

Cosa ci dobbiamo aspettare dalla seconda stagione?
Nella prima stagione due delle figure più influenti muoiono; prima Re Robert e poi ovviamente Ned Stark, interpretati in maniera memorabile da Mark Addy e Sean Bean. Le loro morti hanno poi gettato delle ombre sulla seconda stagione. E come dice Dan la loro assenza ha creato un grande vuoto, soprattutto nel caso di Re Robert: il trono passa al successore, suo figlio Joffrey, ma ci sono molti altri pretendenti al trono che negano la sua legittimità. Gira praticamente tutto intorno a questo fatto: la lotta per il potere e più precisamente la lotta per il Trono di Spade, tutto si sviluppa intorno a questa grande battaglia.

La maggior parte della prima serie era incentrata sulla creazione di un mondo che ora cominciamo a veder cadere a pezzi….
Nella prima metà della prima stagione avevamo passato molto tempo a presentare al pubblico un mondo che alcuni avevano già conosciuto attraverso i libri, ma allo stesso tempo dovevamo creare una serie pensando a coloro che non li avevano letti. Ma una delle cose di cui abbiamo parlato molto per quanto riguarda la stagione scorsa era che se fossimo riusciti a portare il pubblico al quinto episodio saremmo riusciti a far sì che continuasse a guardare la serie, perché è da quel momento che le acque cominciano davvero a smuoversi. Dal quinto e sesto episodio fino alla fine sembrava prendere più ritmo. In questa stagione invece il pubblico ormai conosce quel mondo, e conosce i personaggi che ritornano – anche se ovviamente ci sono anche nuovi personaggi. Questo ci ha permesso di accelerare le cose.

E’ un successo essere riusciti a conquistare i fan del libro.
Assolutamente! E penso che un anno fa ero molto più nervoso perché proprio non sapevo come avrebbe reagito la gente. Avevamo una base di fan ovviamente, che è un fattore importante, ma avevamo anche le persone che non avevano mai letto i libri, e una delle cose di cui eravamo preoccupati era: ma a quelli che non hanno mai letto il libro interesserà, o addirittura, capiranno cosa sta succedendo? La trama è molto complessa e ci sono molte storie diverse che si intrecciano negli episodi. Avere attirato molti spettatori che non avevano letto i libri e molte persone che normalmente non sono interessate al fantasy è stato molto gratificante.

Quale è stata la sfida nel portare sul piccolo schermo Il Trono di Spade?
La prima volta che ci siamo incontrati George (RR Martin) ci ha confessato di aver scritto quasi apposta quei libri in modo tale che non fossero riproducibili. Eravamo stati a pranzo insieme quando stavamo cercando di convincerlo a cederci i diritti dei libri per la HBO. Lui ci ha detto di aver lavorato a Hollywood per molto tempo, in una serie chiamata Beauty and the Beast e anche in altre. I suoi episodi venivano sempre troppo lunghi e sforavano il budget, e quindi ha sempre dovuto modificare le sue idee. Quindi si è detto: al diavolo, scriverò i libri che voglio scrivere, che nessuno sarà mai in grado di adattare e saranno talmente grandi che chiunque pensi a quei libri dirà, beh, sarebbe un film fantastico. Noi siamo dei fuori di testa: abbiamo letto quei libri e abbiamo pensato: “Wow, potrebbe essere una grande serie TV”, senza renderci conto che c’era proprio una piccolissima chance di avere anche solamente l’opportunità di farlo. E invece bisogna sempre credere.

E poi osate sempre molto, come nel far morire dei protagonisti.
E’ vero, ma credo sia sorprendente per il pubblico, e poi se gli attori diventano troppo costosi possiamo sempre decapitarli (ride).
Facciamo qualche modifica rispetto al testo, quindi ci sono un paio di cose che non vediamo l’ora di mettere in scena in questa stagione che credo sorprenderanno molto coloro che hanno letto i libri. Non se le aspetteranno perché non le hanno lette.
Siccome la trama è molto complessa abbiamo anche una lavagna di sughero gigante per tracciare le storie. Siamo quattro più il nostro assistente e sediamo nel mio garage convertito a ufficio scrivendo le scene su delle cartoline che poi attacchiamo alla lavagna gigante. Alla fine guardiamo questo grande mucchio di cartoline multicolore e pensiamo ‘Bene, questa è la stagione…Non so proprio cosa voglia dire tutto ciò’.

Trame sono sempre più cupe. Questo mondo sembra diventare più oscuro, moralmente parlando. Dov’è la redenzione per i telespettatori?
Direi che sì, sta diventando più oscuro, ma credo che stia diventando anche più divertente. È un modo per equilibrare il mondo e magari lasciare entrare dei raggi di luce dove possibile, anche se ci si trova in situazioni molto oscure.

 

Sembra che le persone di questo mondo, per qualsivoglia motivo, pensino di star facendo del bene ma finiscono per peggiorare le cose.

Sì, calza abbastanza. D’altra parte, se dai un’occhiata al New York Times sembrerebbe essere un mondo abbastanza realistico, mettiamola così.

 


    Commenti dell'articolo (1)
    • Riccardo Kaiser | 11 maggio 2012 alle 12:06

      Io penso che Game of Thrones sia il successo HBO principale degli ultimi tempi. Il problema di questa produzione è la “lentezza” degli episodi, dovuta al fatto che gli sceneggiatori ricalcano quasi perfettamente la stessa lentezza morbosa dei libri. Speriamo che facciano tutte le stagioni (credo che ne faranno 7, come sono 7 i libri di Martin, a meno che non uniscono più libri sotto una stagione).

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