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21.5.2012

La sala cinematografica in guerra con la tecnologia

Scritto da in Riflessioni | Permalink

Stati Uniti e Europa sono differenti. Da sempre.

Gli USA sono basati su una cultura commerciale mentre il vecchio continente è fondato su una cultura classica.
Questo fa sì che oltreoceano siano più vocati al cambiamento, alle nuove opportunità, allo sviluppo anche a fronte di rischi, invece noi siamo più ancorati alle tradizioni e cambiare sembra essere quasi contro natura. Questo atteggiamento a volte può essere corretto. Tranne che nel business.

Ho iniziato con questo statement provocatorio, che necessiterebbe molti più approfondimenti, per parlare del VOD, il video on demand.
Negli USA il video on demand è molto popolare poiché è semplice da usare, è personalizzabile e rende disponibile migliaia di contenuti a un costo competitivo.

Pensiamo a Netflix, ad esempio. Netflix è un servizio VOD disponibile in America, UK e Spagna e fruibile su computer, tablet e smartphone. Ha inoltre un catalogo di oltre 12000 titoli tra film, documentari e serie tv con un abbonamento mensile di 7,99 dollari. E’vero, spesso le stagioni delle serie non sono le ultime e alcuni film non sono recentissime, ma decine di migliaia di ore possibili da vedersi ovunque (con un tablet e una wifi). Netflix ha oltre 22 milioni di abbonati negli USA.

Di questo grande successo si sono accorti anche produttori, registi e star del cinema che di conseguenza stanno cominciando a sfruttare il VOD come canale distributivo primario in alternativa alla sala cinematografica. Mel Gibson, ad esempio, con il suo ultimo film Get The Gringo ha preferito il video on demand ai cinema. Non c’è nulla di male a cambiare strategia distributiva soprattutto se si tagliano dei costi. D’altra parte DirecTv il service scelto da Gibson ha oltre 20 milioni di abbonati.

Questi cambiamenti nel panorama televisivo-cinematografico degli Stati Uniti per paradosso però fanno sorgere un problema con l’estero. In Europa un film non uscito in sala è un prodotto di seconda categoria (come i direct-to-home video) e diventa difficile venderne i diritti in Europa a un prezzo significativo.

Nel mercato di Cannes, che si svolge in contemporanea al Festival, il magazine Variety ha fatto notare come il settore vada a due velocità. Gli USA cercano di salvare il cinema e innovano mentre noi europei (in Italia il VOD sta cominciando a prendere piede) non sappiamo, o meglio non vogliamo trovare un’alternativa, almeno in alcuni casi, al grande schermo.


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