| | | Le Cirque celebra Sirio Maccioni
Testata
5.4.2012

Le Cirque celebra Sirio Maccioni

Scritto da in New York | Permalink

Un ritratto di Sirio Maccioni adesso davanti al suo ristorante Le Cirque.

Sirio Maccioni non è solo un grande nome, un personaggio a New York e il proprietario storico del ristorante Le Cirque, ma una vera stella della ristorazione e del “saperci fare”. Oggi compie 80 anni e così il suo famosissimo ristorante lo celebra con una festa che si prolungherà per tutto il periodo di Pasqua, perché – come lui stesso dice: “Tanti ristoratori sono chiusi in questo periodo, ma non certo io! Sono da sempre presente ogni giorno nel mio ristorante e se non io, i miei figli, ed è questo il segreto del nostro successo, perché da noi gli incidenti non esistono”.

La sala da pranzo principale di Le Cirque.

Le Cirque è un’”icona”, un ristorante francese di estrema raffinatezza che ha fatto storia, e fin da quando aprì a Manhattan per la prima volta al Mayfair Hotel, sulla East 65th Street, nel 1974. Nel 1997 si spostò poi al Palace Hotel e ora si trova nella Bloomberg Tower a One Beacon Court. Al tempo stesso la famiglia Maccioni è proprietaria anche di un altro famoso ristorante della città: l’Osteria del Circo. Da Le Cirque sono passati tutti i Presidenti, i Papi, le star e le celebrity di Hollywood internazionali, tutti “amici” di Sirio, che ha saputo magistralmente miscelare l’eleganza e il senso dello stile italiano con la rinomata gastronomia francese.

Sirio Maccioni insieme a Sophia Loren.

Lui, elegante e con un fascino d’uomo d’altri tempi, non si lascia sfuggire troppe indiscrezioni, mentre ha raccontato la sua vita nel libro “Sirio. La mia vita, il mio ristorante. I segreti per il successo di Le Cirque”, Classeditori, e ha in uscita un altro libro scritto da lui, stavolta un grande volume fotografico, sulla storia del suo ristorante e sui personaggi che lo hanno contraddistinto: “A Table at Le Cirque”, Rizzoli, Ottobre 2012.

E’ emozionato di compiere gli anni?

Non mi piacciono i compleanni e non li celebro. Per me la vita è nel momento e non mi importa il trascorrere del tempo. Sono gli altri che l’hanno trasformato in una grande festa. E, comunque, mi fa piacere guardarmi indietro e vedere il successo di una vita, sia dal punto di vista personale che lavorativo. Visto che il nostro ristorante è anche un “affare di famiglia”.

Qual è il segreto del suo successo?

Di preoccuparmi sempre. Adesso, a differenza di altri ristoranti che sono in difficoltà, noi facciamo il 25 per cento in più. Sia a New York che a Las Vegas, dove abbiamo anche un ristorante, e nella Repubblica Dominicana. E questo mi preoccupa, perché mi piace capire quando si va su Quando mi sono confrontato con le grandi decisioni ho sempre preso quelle giuste, ma continuo a essere attento. Ho scoperto molto tempo fa che erano le persone a fare il ristorante. Il trucco per me era quello di prendere il cibo e la gente migliore, quindi. Bisognava vincere la concorrenza, mettendosi sempre alla prova, essendo diversi e migliori di tutti gli altri.

Da dove è nata la sua passione per la ristorazione?

Non è vero che una persona è nata per fare qualcosa, ma per fare quello che considera di voler fare. Ormai starei benissimo senza vedere alcun ristorante nella mia vita, ma ho passato dodici anni in tutto il mondo per studiare e capire tutte le sue gastronomie e le sue culture. Parlo cinque lingue bene e so sempre quale stile mettere in pratica. Ero stanco della ristorazione fin dal primo giorno, ma mi dedico a fare il mio mestiere al meglio e so che devo essere sempre presente. Non credo ai ristoratori che mandano avanti il loro locale col telefono.

Sarà presente anche per il weekend di Pasqua?

Sì, saremo presenti, sia io che i miei figli, che hanno rispettivamente, 38, 42 e 44 anni. Sono molto bravi, oltre ad essere anche belli (ride, n.d.r.)! Anche il lato estetico ha la sua parte. Tutti parlano almeno tre lingue e hanno fatto le scuole migliori al mondo, con una formazione sia americana che europea. A loro ho detto che se venivano a lavorare per me avrebbero avuto una vita difficile, perché noi rispettiamo il personale, ma noi dobbiamo fare molto di più, quello che gli altri non fanno. Essere sempre presenti. Sono innamorato dei miei figli e non parlo loro molto della mia infanzia in Italia, ma insisto nel cercare di far capire quanto fosse difficile allora essere italiano in America. E’ stata molto dura, ma almeno ho avuto successo.

Qual è la sua ricetta preferita?

Il bollito misto, che purtroppo in America non è tanto compreso, ma in cui io continuo a credere. In francese si chiama Pot au feu.

Cosa le piace di più del cibo?

Amo sia il cibo dolce che quello salato e quest’ultimo mi ricorda una delle due cose che adoro: l’Italia e le donne.

Si sente ancora molto legato all’Italia?

Solo all’Italia. Mi sento completamente italiano e non sopporto gli italiani all’estero che parlano male del loro paese, come gli americani o gli stranieri che ci criticano. Un italiano che critica la sua origine è come se dicesse: “Odio mia madre”! Comunque è una grande fortuna essere italiani: siamo con tutti, siamo contro tutti, ma soprattutto siamo contro noi stessi.

 

Sirio Maccioni nei suoi primi anni a Le Cirque.


Scrivi un commento
*la tua mail
non sarà visibile

I più visitati
Categorie
Ultimi commenti
Tag Cloud
Archivio blog
l m m g v s d
 1
2345678
9101112131415
16171819202122
23242526272829
30  
Gli altri blog
Segui e condividi
leiweb consiglia
leiweb promotion
buy now